Martino Siciliano – dichiarazioni 20.10.1994

”….(l’armaiolo), a livello di O.N. del Triveneto, era lo “ZIO OTTO” cioè Carlo DIGILIO, chiamato qualche volta anche “il Legionario”, anche se non so se lo sia stato veramente o fosse una sua vanteria oppure un nomignolo scherzoso che gli era stato attribuito. Non sono in grado di dire dove avesse appreso le sue conoscenze tecniche. In merito ai silenziatori, posso precisare che io stesso ne ebbi in mano quattro o cinque, insieme alle relative pistole automatiche Beretta cal.9 lungo con la canna già filettata. Quando ho detto che i silenziatori non erano di fattura artigianale, voglio dire che erano molto ben fatti e cioè senza difetti o saldature visibili. Contenevano dischetti di feltro separati da molle e Zorzi mi disse erano migliori migliori di quelli con la lana di vetro in quanto duravano più a lungo e potevano essere utilizzati per un buon numero di colpi. Anche per quanto concerne i silenziatori, Zorzi mi disse che li aveva fatti lo Zio Otto, compresa, ovviamente, anche la filettatura. Per quanto concerne le armi che ho visto o di cui ho avuto disponibilità nel gruppo, posso citare, oltre alle Beretta cal.9, anche delle 7,65 sempre Beretta, altre 7,65 di fabbricazione tedesca con le guance in legno e di provenienza bellica, un paio di revolver americani cromati e vari fucili tedeschi sempre della seconda guerra mondiale e qualche baionetta….”

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