Torquato Nicoli dichiarazioni 28.05.1976

In prevalenza le notizie su Sogno me le ha fornite Orlandini e, mi sembra, anche il Pinto. In più occasioni l’Orlandini mi fece intendere di essere in contatto con il Pinto e quindi non estraneo alla programmazione del “Golpe” di ferragosto 1974. Mi viene contestato in questo momento di non aver detto queste cose in occasione della precedente istruttoria. A me, comunque, sembra di averlo detto. In sostanza l’Orlandini non prese parte diretta alla programmazione del Golpe perché si trovava in Svizzera e perché gli altri lo ritenevano pericoloso; ma è pacifico che se le cose fossero andate bene sarebbe rientrato immediatamente. L’Orlandini mi parlò anche di essersi incontrato alcune volte con Pacciardi, se non mi sbaglio a Castrocaro Terme ed in un’occasione il Pacciardi gli avrebbe detto che “per salvare l’Italia era disposto ad incontrarsi anche con il diavolo”.
L’Orlandini era perfettarnente informato della programmazione del “Golpe” fatta dal Ricci, Drago, Pecorella e Pinto,”con la regia di Pacciardi”. Aggiunse che non si era mai incontrato con Sogno, in quanto, pur riconoscendo che era un buon soldato, preferiva non vederlo perché di ideologie diverse.
I.R.: Come quadro generale preciso che l’Orlandini se ne andò in Svizzera nel 1973 in quanto temeva di essere arrestato nel processo “Rosa dei Venti” per avere partecipato alla riunione nel Motel di Firenze nell’agosto I973.Tuttavia continuava a mantenere contatti per lo più telefonici con il Pinto e credo con il Pecorella, sebbene fosse giudicato pericoloso un suo intervento attivo nella programmazione eversiva, in quanto persona nota e compromessa in vicende del genere. Ricordo anche che il Pinto mi disse, poi di essere seccato di telefonate ricevute dall’Orlandini. E da allora, di fatto, fui io a mantenere i contatti Pinto-Orlandini. E’ per questo che mi recavo da lui portandogli il tabacco svizzero. Eravamo già all’epoca della mia collaborazione con il S.I.D.

I.R.:A proposito del Sogno l’Orlandini mi riferì che era certo che al momento opportuno non si sarebbe tirato indietro o meglio che era anche lui nella faccenda, in quanto così gli era stato riferito da Ricci e Pacciardi. Aggiunse pure che, tuttavia, il Sogno lavorava “in altri ambienti”, intendendo per questi ambienti non fascisti ,ma anticomunisti. Non ho appreso altri particolari specifici sul Sogno da parte dell’Orlandini.

I.R.: Per quanto riguarda le notizie appresi dal Pinto a Firenze mi riporto a quanto già dichiarato nella precedente istruttoria, limitandomi, ad aggiungere che il Pinto più volte mi disse che il Sogno “ci stava” nel senso cioè che aveva dato la sua adesione. Tali notizie il Pinto dichiarò di averle apprese da Pecorella.

I .R. :In sostanza quanto io ho dichiarato al Giudice Violante il 10 ottobre I975,relativamente all’attività del Sogno e del Pacciardi, costituisce una ricostruzione logica e sistematica di notizie apprese in occasioni diverse dall’Orlandini e dal Pinto.

I.R.:Nel 1974 mi incontrai con Lercari a Lugano, più volte. Ricordo che mi parlò del Sogno, ma sempre negli stessi termini usati dalI’Orlandini e quindi sono propenso a credere che il predetto Lercari riferisse notizie apprese notizie non direttamente ,ma dalI’Orlandini.
Sempre dal Lercari sentii dire che nel 1973 erano state distribuite armi anche ai “partigiani bianchi di Segno”, così come era stato deciso a Padova dal gruppo che faceva capo a Zagolin e Cavallaro. Si parlò di 500 “pezzi”. Se la notizia corrispondesse al vero nulla posso dire, se non che si trattava di circostanze diffuse dal De Marchi, con riferimento ad un finanziamento effettuato dal Gruppo Genovese anche per l’acquisto di armi.

I.R.:Nulla so e nulla ho mai saputo su eventuali contatti o rapporti De Marchi-Sogno.