I rapporti tra Ordine Nuovo e i Servizi italiani e statunitensi – prima parte

Altrettanto numerosi sono i riferimenti a contatti tra Ordine Nuovo e ambienti informativi e militari; tali contatti devono collocarsi nel quadro
della mobilitazione della destra eversiva al servizio dei progetti di destabilizzazione cui facevano riferimento le dichiarazioni di Spiazzi e di Vinciguerra gia` negli anni ’80 e che ora sono andate delineando un quadro sempre piu` completo.
In particolare, come è emerso nel corso delle ultime attivita` della magistratura, il legame tra Ordine Nuovo, servizi segreti e rete informativa
all’interno delle basi NATO (sostanzialmente riferibile agli Stati Uniti) è il nodo attorno il quale si e` sviluppata, tra il 1969 ed il 1974, la strategia
delle stragi fasciste, o – secondo una definizione diffusa e certamente non priva di fondamento – stragi di Stato.
Tra le tante dichiarazioni e testimonianze, appaiono significative le puntuali affermazioni di Graziano Gubbini, ordinovista perugino che tra
il 1971 ed il 1972 si era trasferito in Veneto ed era entrato nelle formazioni ordinoviste locali. Questi riferisce di incontri con militari e di
una riunione nella caserma di Montorio, cui Gubbini partecipo` come rappresentante del centro Italia unitamente ad un rappresentate per il Sud e
per il Nord per «dar vita ad una struttura di civili di ispirazione ordinovista che, in collegamento con ambienti militari, avrebbe dovuto organizzarsi con basi, armi ecc. […] con finalità anticomuniste […]. L’operazione venne denominata “Operazione Patria” e prevedeva la costituzione di una
struttura organizzata in modo analogo al F.N.L., con a disposizione basi, armi ed il nostro addestramento. Avremmo avuto a nostra disposizione per
il nostro addestramento delle basi militari cioe` la creazione di una struttura mista di militari e civili che avrebbe potuto avvalersi dei supporti logistici e addestrativi dell’esercito». L’operazione si sarebbe arenata per la resistenza degli ordinovisti del Centro e del Sud alla consegna dell’elenco
completo dei militanti dell’organizzazione.
Anche il gruppo perugino di Ordine Nuovo risulta aver avuto contatti con il servizio di informazione tramite Maurizio Bistocchi e Luciano Bertazzoni (indicato agli atti del Servizio come fonte CAPE), contatti non negati dagli interessati, i quali tuttavia cercano di sminuirne la portata, ma
collocati invece da Graziano Gubbini in un contesto ben piuàrticolato:
«Effettivamente mi risulta che il Bistocchi venne contattato da un ufficiale dei carabinieri e sia lui che il Bertazzoni mantennero contatti con questa
persona. Io stesso fui avvicinato, precedentemente, da un sedicente ufficiale dei carabinieri che mi propose di collaborare organicamente nell’ambito di una struttura anticomunista. Questa persona mi disse che avremmo avuto a disposizione armi e quant’altro fosse servito […]».

Per quanto riguarda poi i rapporti con ufficiali dell’Esercito per il procacciamento di esplosivi ed altro analogo materiale, occorrera` ricordare
quanto emerge dal documento Azzi sulla possibilita`, confermata da piu` fonti, di prelevare materiale proveniente dalle caserme di Pisa e di Li-
vorno e sulla messa a disposizione di esplosivo da parte del colonnello Santoro, che a tal fine era in stretto contatto con l’industriale Magni.

Commisisone parlamentare d’inchiesta sulle stragi

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