Dichiarazioni Franco Cherubini – 21.12.1981 indagini Italicus

Fui addetto fino alla primavera del 1974 al Nucleo Investigativo e dopo che il maresciallo Iorio fu trasferito a Salerno (alla legione dove e’ tutt’ ora) io, come anziano, fui comandante interinale fino al 1977 all’ incirca.

– Nel mese di agosto 1974 tra il giorno 10 o 11 (740810) (740811) , non ricordo bene, e fino alla prima decade di settembre, fruii della licenza ordinaria e non mi sovviene che in detta epoca il comandante del gruppo ci chiamasse per sensibilizzarci circa il fatto dell’ Italicus e per esperire indagini specifiche sul posto in Arezzo. Ricordo che furono eseguiti servizi di vigilanza a taluni obiettivi in Arezzo, tra cui gli uffici giudiziari, lo scalo ferroviario e la prefettura. Non ricordo nemmeno se fosse in sede il tenente colonnello Tumminello o lo sostituisse il capitano penso della compagnia.

– Al mio rientro in servizio, escludo che il comandante del gruppo mi chiamasse per affidarmi specifici accertamenti sulla persona di Franci luciano o di altre persone in relazione all’ Italicus e in particolare sulla giornata del 4 agosto.

– Alla specifica domanda se il comandante del gruppo ci chiamasse noi sottufficiali suoi piu’ diretti collaboratori, per affidarci un accertamento il cui esito stava a cuore al comandante la brigata generale Bittoni e se poi il colonnello ci sollecitasse a controllare bene detto accertamento per fare un riferimento esatto al generale, lo escludo, in quanto avremmo certamente steso una relazione. Comunque io personalmente non ho mai ricevuto un incarico del genere, non ho saputo che qualche collega l’ avesse ricevuto né ho sentito un richiamo del genere da parte del comandante del gruppo.

– Non avrei alcuna esitazione a ribadire quanto sopra al colonnello Tumminello, il quale pochi giorni fa, martedi’ o mercoledi scorso, 15 o 16 dicembre, quando ero gia’ in licenza, mi telefono’ ad Arezzo a casa per chiedermi: “senti Cherubini ti ricordi che nel mese di settembre del 1974, io ti mandai a fare un accertamento a San Giovanni Valdarno dove il Franci era ricoverato per un intervento di appendicite, forse? ” . Ho risposto negativamente al colonnello Tumminello dicendo che a me non aveva dato allora nessun incarico, ma che il Franci da quanto potevo ricordare era stato in ospedale all’ epoca di Moiano, cioe’ prima del periodo cui si riferiva il Tumminello, poiche’ ricordavo che all’ epoca avevamo fatto accertamenti. Facevo presente al Tumminello che probabilmente egli stava confondendo il ricovero del Franci tra settembre e i mesi precedenti. Poi la comunicazione si e’ interrotta e il colonnello Tumminello non mi ha piu’ cercato.

– Personalmente non mi sono mai recato a San Giovanni Valdarno ad esperire accertamenti sul conto del Franci, ma mi ricordavo che costui era stato ricoverato in precedenza per appendicite, dalle indagini a suo tempo esperite in collaborazione con i colleghi di Perugia per il fatto di Moiano. Sono pronto a confermare quanto sopra anche di fronte al colonnello Tumminello, che – ripeto – a me l’ incarico in questione di certo non ebbe a darmelo.

– Escludo che all’ epoca venissero da me sottufficiali del rus ad attingere notizie ed escludo di aver mai conosciuto un sottufficiale con il volto rossiccio e i capelli biondi addetto a tale servizio. – Escluso che a me personalmente il Batani e il Franci venissero a fornire indicazioni su autovetture di loro avversari politici, ne” so a chi potevano fornirle. Su questo punto ebbi gia’ a rispondere al consigliere dr Vella. Nel modo piu’ assoluto nego che il Batani e il Franci fossero nostri confidenti, pur rammentando che il Cauchi qualche volta in caserma venne. Ricordo che una volta Cauchi e Batani, forse, vennero a portarmi appunti rinvenuti in una casa cantoniera di Citta’ di Castello dove aveva abitato un certo gruppo “Stella Rossa” . Risultarono dati di nessun valore, perche’ da noi gia’ acquisiti in sede di perquisizione quando quel gruppo occupava una casa colonica in comune di Lucignano. Ne informammo il giudice dr Marsili. Costoro segnalavano che un certo Zappala’ era sparito e non mi risultava sia mai stato trovato. Furono svuotati dei pozzi per cercare il corpo di detta persona nel 1973.

– sapevo che il Franci lavorava alla stazione di Firenze, ma non ricordo se nella circostanza dell’ attentato all’ Italicus mi sia accertato o meno della sua presenza al lavoro. Escludo che sia stato eseguito, subito dopo detto attentato, un accertamento per verificare ove si fossero trovati il 4 agosto il Franci, il Batani il Cauchi e gli altri che facevano parte di quel gruppo che aveva partecipato a qualche scontro con elementi di sinistra.

– Escludo che il nome di Malentacchi fosse gia’ noto a quel tempo. Non posso dire se facesse parte o meno di quel gruppo.

– Ricordo di visite del generale Bittoni in caserma, ma non sono in grado di precisare i tempi e le circostanze.

Letto confermato sottoscritto ad ore 11,10. In sede di rilettura, il teste dichiara che intende consti a verbale quanto segue:

–  Sara’ bene sottolineare che, secondo le nostre competenze di ufficio, il Nucleo Investigativo svolgeva gli accertamenti a  carattere prettamente giudiziario e quindi se il colonnello Tumminello intendeva far svolgere un accertamento riferito ad indagini giudiziarie, lo avrebbe dovuto assegnare al nostro reparto secondo la prassi. Anche un accertamento presso un ospedale, con consultazione di documenti o acquisizione di cartelle cliniche, l’ avremmo dovuto svolgere noi. Se poi il comandante ritenne di incaricare altra persona di altro reparto, io non posso saperlo. Ripeto il nostro investigativo si interessava dei fatti a livello giudiziario, non a livello politico.

– All’ epoca c’ era anche il maresciallo Copersino attuale comandante proprio del nucleo operativo (nuova denominazione dell’ investigativo) il quale, allora nel 1974, al mio rientro dopo la licenza nulla mi riferi’ circa l’ accertamento in questione. Comunque potrete sentire anche lui. In tutta la mia attivita’ ho sempre preso nota degli incarichi affidatimi. Ad esempio ricordo che per addivenire alla cattura del latitante Cauchi proposi alla procura di Arezzo di sottoporre ad intercettazione il telefono dell’ avvocato Ghinelli e invece la procura, in persona del dr Marsili, non concesse l’autorizzazione. Io posi agli atti la richiesta con annotazione scritta del rifiuto del provvedimento, firmato e datato da me, perche’ ne restasse traccia. Senza dubbio avrei fatto ugualmente se io avessi ricevuto l’ incarico di fare un accertamento sul Franci dal comandante del gruppo. Ne avrei fatto relazione sulle risultanze.

– Se qualcuno fosse andato direttamente a S. Giovanni Valdarno per guardare i registri dell’ ospedale, sul brogliaccio nostro ovvero dell’ informativo dovrebbe potersi rintracciare l’ annotazione relativa. Aggiungo: “rileggendo la domanda sul maresciallo dai capelli rossi e di colorito rosso, ricordo che in caserma vidi talvolta un maresciallo cosi’ in borghese, che veniva da Firenze e che di norma contattava l’ informativo, ma non sapevo a quale ufficio appartenesse. Sapevo che era dei nostri, e potevo immaginare che fosse dei servizi, ma non con precisione di quale ufficio. E’ tanto che non lo vedo in Arezzo, 4 o 5 anni che non lo vedo piu’ .

– Non posso escludere che detto sottufficiale mi chiedesse qualche notizia sui gruppi di destra, ma non ricordo con precisione. Ricordo che detta persona poteva avere sui 40 – 45 anni non ricordo come si chiamasse. Vedendolo di persona lo riconoscerei.

 

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