Gianni Maifredi dichiarazioni 11.06.1974 e 25.01.1975

“Nell’ambito di Tartaglia era stata inizialmente progettata la costituzione di un’associazione nazionale campeggiatori escursionisti con la sigla “ANCE”, che camuffava un’organizzazione militare. Il D’Amato aveva preparato i programmi operativi. Ricordo che io stesso vidi e ne trassi copia e non sono più riuscito a trovare, tale programma: ricordo che era prevista la costituzione di tre centurie, composte da elementi specializzati nei vari tipi di combattimento, che erano previsti i capi di tali centurie; che vi erano segnate le località ove periodicamente dovevano effettuarsi campeggi di addestramento, con relativi depositi di viveri ed armi; inoltre erano segnati certi passi del confine svizzero attraverso i quali i singoli reparti dovevano sganciarsi e riparare in Svizzera in caso di inseguimento da parte dei Carabinieri e dell’esercito governativo. Aggiungo anzi che il D’Amato aveva preparato una sorta di schedario ove i congiurati dovevano rispondere a determinati dati caratteristici, ove veniva applicata la fotografia di ognuno”.
Verso la fine del 1972 o uno dei primi mesi del 1973 vi fu una riunione in casa Tartaglia alla quale parteciparono Moretti Walter, Castelli, Mangolini, Sorsoli, Spedini, Pedercini, Nervi, l’avv. De Domenico e qualche altro.
“In questa riunione conobbi per la prima volta D’Amato il quale venne con una grossa borsa da cui trasse un grosso fascicolo dattiloscritto, in più copie e furono distribuite ai presenti. Si trattava di un grosso fascicolo che venne dato anche a me e che io tenni in casa per un bel po’ di tempo, mi pare che poi lo distrussi, comunque non me lo sono più ritrovato in casa. In questo fascicolo c’era tutta la programmazione della ANCE: i quadri, le formazioni, i punti di raccolta, i luoghi dove dovevano essere fatti i campeggi di addestramento, i luoghi dove dovevano essere depositati i viveri di lunga durata, gli equipaggiamenti, le armi e le munizioni; erano indicate le caserme che dovevano essere fatte saltare, distinguendo le caserme dei CC da quelle della PS, dell’Esercito e della Guardia di Finanza; luoghi come ponti, ferrovie, manufatti pubblici da far saltare o da occupare; erano indicate le zone che ogni centuria doveva occupare, a venire giù dal Tonale, Ponte di Legno, Aprica, Edolo, Valtellina; quindi erano  indicati i valichi del confine svizzero che in caso di cattiva riuscita del colpo ciascuna centuria avrebbe dovuto attraversare ed era precisato che ogni centuria avrebbe dovuto raggiungere il varco che era stato assegnato; vi erano inoltre indicati indirizzi svizzeri ai quali convergere per chiedere assistenza. Preciso che tutte queste materie erano suddivise in fascicoletti distinti, in sostanza si trattava di un piano operativo vero e proprio chiarificato nei minimi particolari”.

“Furono richieste a ciascun socio delle fotografie per la compilazione di una scheda, nonché i dati relativi al servizio militare prestato ed agli sport praticati, in modo da dare ad ognuno un’esatta collocazione nelel centurie”. “Il D’Amato aveva spiegato che l’incarico di organizzare e pianificare l’ANCE era stato dato a lui perché aveva dimostrato capacità organizzative quando era stato necessario organizzare la RSI ed egli aveva collaborato alla sua organizzazione. Tartaglia e Castelli parlavano sempre di Borghese (come persona dalla quale aveva avuto l’incarico di formare detta organizzazione), al contrario D’Amato non faceva mai dei nomi, era molto riservato e segreto”.

Sentenza ordinanza Mar 1976 pag 141-142