Sui contatti con i militari per la fornitura armi, esplosivi e bombe a mano

In proposito può innanzitutto farsi integrale richiamo al capitolo 16, ove si parla della costante disponibilità e dello scambio fra i gruppi di Milano e di Roma di un notevole numero di bombe a mano SRCM procurate sopratutto nelle caserme di Livorno e di Pisa grazie alla complicità di ufficiali e sottufficiali dei paracadutisti che simpatizzavano per i gruppi eversivi di destra (cfr. sul punto, deposiz. Affatigato, 29.4.1992, f.2).
Il militante soprannominato LUPO ed impiegato alle Poste di cui si fa cenno al paragrafo F) del documento quale elemento di collegamento con le
caserme dei paracadutisti in Toscana è identificabile in MAURO MANETTI, impiegato in un Ufficio Postale di Marina di Pisa e giudicato nel processo contro il gruppo toscano di O.N. per partecipazione a banda armata (cfr.vol.8, fasc.3).
Marco Affatigato (cfr. deposiz. citata, f.2) lo ha infatti indicato come il militante incaricato di procurare a custodire stabilmente le armi per
il gruppo ed il processo a carico di Manetti si è concluso con una dichiarazione di non doversi procedere per prescrizione che, leggendo la motivazione, equivale ad una dichiarazione di colpevolezza.
Inoltre anche Paolo PECORIELLO ha parlato dell’impiegato alle poste Mauro Manetti come il custode della struttura logistica di O.N. in Toscana
della quale facevano parte anche le bombe a mano SRCM provenienti dalla caserma dei Paracadutisti di Livorno (cfr. dep. Pecoriello 17.12.1991, f.3).
Si ricordi inoltre che le saponette di tritolo da 500 grammi ciascuna, una delle quali usata da Nico Azzi per l’attentato al treno e l’altra identica rinvenuta nel garage di Pietro Battiston alla fine del 1973, sono, secondo l’accertamento tecnico affidato al dr. Luciano Cavenago del Gabinetto di Polizi Scientifica di Roma (cfr. vol.8, fasc.1, ff.312 e ss.), cariche esplosive per forma e tipologia prive di usi civili e invece comunemente usate dall’artiglieria e dal Genio per l’impiego bellico e l’addestramento.
Anche tale circostanza conferma l’approvvigionamento di materiale esplosivo dalle caserme da parte del gruppo La Fenice e in generale da
parte delle cellule di Ordine Nuovo. Della specifica posizione del colonnello MICHELE SANTORO, indicato al paragrafo G) quale fornitore di tale esplosivo al gruppo, si parlerà diffusamente nel capitolo dedicato al ruolo da lui svolto in quegli anni.

Sentenza ordinanza G.I. Salvini 1995 pag 83.84

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