Lettera della primavera 1974 di Batani a Cauchi su Vaiano e Moiano

“Caro Augusto, il 28.4.74 mi hanno chiamato all’ufficio del colonnello comandante e ivi vi ho trovato cinque ufficiali e sottoufficiali di P.G. che hanno voluto sapere tutto ciò che ho fatto dal 19 aprile al 23 aprile. Io dapprima mi sono rifiutato di rispondere, ma di fronte al sospetto che essi hanno su di me per le bombe alla linea ferroviaria Bologna-Firenze ed alla Casa del Popolo di Moiano, ho detto per sommi capi ciò che più o meno ho fatto in quei giorni, cercando di mettere in mezzo meno persone possibili e quelle meno in vista. Però ho dovuto dire che ti ho visto il 22 aprile e che mi hai accompagnato in Tribunale e che dopo, alle 8 (ore 20) siamo andati a cena a casa tua con Andrea e la sua ragazza perché loro sapevano già quasi tutto, non so come, ma ogni volta che cercavo di inventare qualcosa mi dicevano ciò che realmente avevo fatto. Comunque non ho detto niente di compromettente anche se ho detto delle bugie perché non sapevo come comportarmi e cosa dire, ma ho paura di avere detto delle fesserie. Tutto è nato perché il piantone cui consegnai la licenza in caserma alle 11,30 invece di scrivere l’ora in cui sono rientrato ha detto che sono rientrato alle 5,30”.

Sentenza Ordine Nero appello 1994 pag 24-25

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