Maurizio Murelli dichiarazioni 25.02.1986

Come peraltro risulta dagli atti del processo a mio carico per l’ omicidio dell’ agente Marino, gia’ conclusosi con sentenza definitiva di condanna, la bomba a mano la ricevetti da Petrini Davide, il quale le aveva a sua volta avute da Azzi Nico. Non so se l’ Azzi disponesse di altre bombe a mano percio’ naturalmente non so che destinazione possano avere avuto. Il Petrini aveva all’ epoca 17 anni e frequentava la sezione del Msi di via Giuriati. Tale sezione aveva la particolarita’ di rimanere aperta anche di notte ed era divenuta un abituale punto di incontro non solo di iscritti al partito, ma anche aperto a “irregolari” . Fra questi ricordo il Rognoni, l’ Angeli, il Crovace, l’ Azzi e il Ferorelli. Anche l’ Esposti frequentava questa sezione seppur raramente. L’ esposti l’ ho visto in via Giuriati soltanto due volte, altre volte l’ ho incontrato in San Babila.

– Corrisponde a verita’ che a Milano nel tempo di cui parlo non vi fosse una netta distinzione fra ON e AN. La situazione dei diversi gruppi era magmatica e c’ erano molte sigle corrispondenti a gruppi minimi, a mio giudizio formatisi spontaneamente. In sintesi non essendoci un capo carismatico capace di aggregare attorno a se tutto l’ ambiente, c’ era una molteplicita’ di piccoli capi o comunque di persone che si atteggiano come tali.

– Della Fenice, oltre al Rognoni, facevano parte l’ Azzi, il Marzorati, il De Min ed il Battiston. Quando mi trovavo in liberta’ , non ho frequentato molto il Rognoni, il quale era malvisto dagli iscritti della sezione di via Giuriati che temevano che potesse fare proseliti fra i giovani della sezione. Rognoni veniva infatti soprattutto in occasione di conferenze appunto allo scopo di fare proseliti.

– Nel periodo in cui era in liberta’ non ho conosciuto il Ballan ne sapevo di una esistenza di una sede di AN. Di AN comunque facevano parte il D’Intino, il Danieletti. Il nome di Danieletti l’ ho appreso soltanto dopo i fatti di Pian del Rascino e l’ appartenenza dello stesso a AN e’ solo una mia supposizione. Anche Di Giovanni, lo Zani ed i Petrini erano di AN.

– Il fatto che mi erano state consegnate le tre bombe a mano l’ ho riferii al De Andreis e suppongo che possa averlo a sua volta riferito a radice il quale comunque gia’ attraverso tale frittoli poteva essere venuto a conoscenza dei fatti.

– Non ho mai messo in relazione l’ episodio che mi vide coinvolto con l’ attentato al treno fatto da Azzi Nico e il fatto che sia stato Azzi ad avere il possesso delle bombe a mano, l’ ho sempre ritenuta una semplice coincidenza.

– Conoscevo Zani per averlo incontrato al Fdg. Successivamente lo rividi a san vittore e all’ Asinara. Lo Zani non mi ha mai parlato di campagna di attentati ne’ di sue responsabilita’ in singoli attentati. Ricordo che Zani lavorava alla libreria martello la quale, per quel che ne so, non apparteneva a persone inserite nell’ ambiente.

– Con D’Intino trascorsi un anno nel carcere di San Vittore ma non ha mai detto per quale ragione si trovasse insieme all’Esposti a Pian del Rascino.

– Incontrai Bumbaca soltanto un paio di volte. Questi mi era stato presentato dal Sommacampagna. Una volta era venuto a Milano per salutare l’ esposti che era appena uscito dal carcere e fu questa l’ occasione in cui lo conobbi.

– Ho conosciuto Giacchi Livio il quale subi’ un processo con il Manfredi e con il dell’ asta. Nulla so in merito ad eventuali responsabilita’ del Giacchi in attentati. Faccio presente, comunque, che al tempo in cui mi trovavo in liberta’ non ho mai sentito parlare di attentati, mentre erano ricorrenti discorsi su imminenti “colpi di stato” .

Letto confermato e sottoscritto­

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