Renzo De Rienzo – dichiarazioni 15.03.1988

Adr: prendo visione delle copie degli articoli dell’ “Espresso” acquisite al procedimento penale a foglio 572 e seguenti. Nonostante il tempo trascorso ricordo la vicenda del Carvalho. Fu lui che spontaneamente si mise in contatto con me, o meglio con la nostra redazione di Milano e ci racconto’ di essere stato a Barcellona, ove era stato in contatto con alcuni gruppi fascisti. Ricordo che il Carvalho fece il nome anche di alcuni estremisti italiani e, in particolare, di un certo Francia da lui reputato il capo di questo gruppo. Per verificare l’ attendibilita’ della notizia fornitami telefonai personalmente a Barcellona al numero che il carvalho mi aveva detto appartenere al Francia ed ebbi cosi’ un colloquio telefonico con quest’ ultimo. Di tutto cio’ a suo tempo riferii al dr Violante nell’ ambito del processo di Torino contro Ordine Nuovo. Tutto cio’ che mi venne detto dal Carvalho e che mi parve interessante lo riferii alla Digos di Milano e lo trasfusi nei miei articoli comparsi sull’ Espresso.

Adr: il Carvalho mi diede unicamente le fotografie formato tessera che furono poi pubblicate sull’ Espresso del 750202. Non mi diede null’ altro. Secondo lui queste foto gli erano state consegnate perche’ dovevano essere utilizzate per completare dei documenti di identita’ che il Carvalho stesso avrebbe dovuto rubare. Il Carvalho tuttavia era semplicemente uno sbandato e non aveva motivazioni ideologiche tali da tenerlo legato al gruppo di Barcellona. Resosi conto che questo gruppo intendeva compiere attentati e resosi conto che si trattava di un gioco pericoloso fuggi’ portando con se’ le foto in questione.

terrorista

Adr: le dichiarazioni del Carvalho rivestirono carattere di attualita’ in due occasioni. Una prima volta a seguito degli attentati verificatisi a Savona, proprio qualche giorno dopo le confidenze fattemi dal Carvalho ed una seconda volta dopo che Tuti Mario, nel 750100, aveva ucciso due poliziotti. Tra le foto che mi erano state date, infatti, ve ne era una che presentava elementi di somiglianza con l’ effige del Tuti. Parlando della questione con la Digos di Milano, tuttavia, mi venne detto che tale foto non raffigurava il Tuti bensi’ un sanbabilino milanese. In un primo momento la Digos di Milano riteneva che la persona effigiata in quella foto fosse effettivamente il tuti, ma successivamente si convinse che raffigurava un’altra persona. Prendo visione del foglio 578 e rilevo che la foto recante la dicitura Zaffoni Francesco G. fa parte della fotocopia e non era inclusa nelle fotografie comparse a corredo dell’ articolo.

Adr: prendo atto che i genitori di Zaffoni non hanno riconosciuto nella foto contrassegnata con la lettera a il loro figlio. Faccio presente che una volta appreso che secondo la Digos tale foto non raffigurava il tuti mi disinteressai della questione.

Adr: confermo il contenuto dei miei articoli.

Adr: gli originali delle fotografie comparse sull’ espresso furono da me consegnate alla Digos di Milano.

Adr: ho gia’ deposto sul tema dei miei articoli al GI di Savona e, per quanto ricordo, questi si sarebbe messo in qualche modo in contatto con il Carvalho o quanto meno lo avrebbe rintracciato.

Adr: io dubitavo, come tuttora dubito, che la foto contrassegnata con la lettera a foglio 578 raffigurasse il tuti poiche’ il Carvalho mi aveva detto che era di un ragazzo di nome Francesco come peraltro scrissi nell’ articolo che si trovava a Barcellona proprio al tempo in cui avvenne il duplice omicidio dei due poliziotti.

L.c.s. ­