Vincenzo Vinciguerra dichiarazioni 14.02.1994

-Vinciguerra Vincenzo, gia’ generalizzato.

Prendo atto che Delle Chiaie Stefano e Crescenzi Giulio hanno rifiutato di rispondere. Per parte mia intendo proseguire nella strada sin qui percorsa, al fine di fare chiarezza sulle compromissioni di apparati dello stato. Prendo visione dell’ appunto dattiloscritto – sequestrato in via Sartorio – allegato alla informativa in data 760821 del raggruppamento centri cs di Roma e in particolare al foglio con la scritta “indirizzi”.

“Ordeno Nuevo” e’ un gruppo vicino a serrano Miguel, intellettuale cileno, e il cui capo era una persona di nome Erwin, del quale non ricordo il cognome e che potrebbe essere la persona il cui nome e’ annotato subito dopo il nome “Ordine Nuevo”. Non l’ ho mai incontrato mentre avevo un buon rapporto con aderente, tale Pedro, figlio di un ufficiale cileno. Il gruppo era su posizioni critiche nei confronti della giunta militare, perche’ la riteneva asservita agli interessi degli Usa. Leggendo il nome “Orden Nuevo” mi è’ venuto in mente che un avvocato, che lavorava per la Dina, era legato a esponenti romani di Ordine Nuovo, tra cui Rauti Pino, per quanto mi fu detto dallo stesso avvocato. Si chiamava Pole Guido (1). Faccio presente che ne ha parlato anche nel mio libro “Ergastolo per la liberta’”. Il nome Munoz Julio mi ricorda qualcosa, ma al momento non sono in grado di dire quanto lo abbia sentito. L’ ufficio per il momento non comunica le informazioni in suo possesso.

Novo Guillermo e Vlado sono nomi che ho sentito, ma non ricordo in quale contesto. Prendo atto che si tratta di persone coinvolte nell’attentato a letelier, esuli anticastristi. Di questi rapporti ho sentito genericamente parlare negli ambienti di AN, ma non sono in grado di essere piu’ preciso. Tutti gli altri nomi non mi dicono invece nulla. Per cio’ che concerne gli esuli anticastristi, posso dire che i discorsi erano fatti con cautela, perche’ si temeva che fossero infiltrati della Cia. Per quanto riguarda il ruolo del Sid in un’ eventuale operazione di “depistaggio” dell’ attentato Leighton, non posso aggiungere altro a quanto ho gia’ dichiarato. Io non ne sono a conoscenza, al di la’ del riferimento fattomi da Crescenzi all’ appartamento e alla roulotte.

Anzi, Delle Chiaie mi aveva sempre detto che l’ attentato era frutto di un accordo diretto tra lui (o meglio il suo gruppo) e la Dina. A questo proposito, mi sembra importante fare presente che piu’ volte Delle Chiaie Stefano mi parlo’ dell’ esistenza di una struttura tra i servizi segreti del cono meridionale dell’ America latina, denominata “Operazione Condor”. Si trattava di una struttura particolarmente segreta e che non si curava delle pur gravi divergenze tra i diversi stati.

Aveva come unico fine il contrasto della penetrazione comunista nella area suddetta. Come una delle operazioni della struttura, Delle Chiaie mi indico’ l’ attentato al generale Pratz, che egli affermava essere stato organizzato congiuntamente dai servizi segreti cileno ed argentino e al quale aveva preso parte Townley.

Adr: Townley non mi parlo’ mai ne’ dell’ attentato Pratz, ne’ della “Operazione Condor”. Adr: la missione in Peru’ per raccogliere informazioni militari in favore del Cile non ebbe luogo nell’ ambito dell’ operazione condor, perche’ non si trattava di azione di contrasto anticomunista. Si trattava di una azione di pertinenza esclusivamente cilena. Io ne ebbi conoscenza quando Giorgi Maurizio, a Madrid, mi chiese come si sarebbe potuto venire incontro ai cileni, della Dina, che avevano necessita’ di personale non cileno per poter assumere informazioni in Peru’ sullo schieramento delle truppe di frontiera. Si era nel 1976, forse dal giugno al dicembre 1976; io proposi a Maurizio di fare effettuare una ricognizione a vista da parte di persone preparate al riconoscimento dei mezzi e delle installazioni. Non ricordo se Maurizio partecipo’, ma credo di no. Non sono sicuro perche’ io per i primi sei mesi del 1977 sono stato aR. Mi risulta invece con certezza che vi ando’ Crescenzi Giulio, perche’ me ne parlo’ lui stesso in seguito.

Adr: non so indicare con esattezza il periodo in cui Crescenzi si reco’ in Cile; certamente egli vi si reco’ prima del giugno 1977 perche’ quando io arrivai in Cile egli era gia’ andato via. Non sono stato capito: quando io sono partito dall’ Italia, nel giugno 1977, Crescenzi si trovava a Roma. Io quindi non so in quale periodo egli sia stato in Cile: faro’ mente locale e cerchero’ di ricordarlo. Certamente comunque doveva trattarsi di un periodo corrispondente all’ operazione Peru’, e cioe’ alla fine del 1976 o inizio 1977; se vi sia stato anche prima ora non lo ricordo.

Adr: la ragione della partecipazione di Crescenzi all’ operazione Peru’ era nella sua particolare preparazione in materia militare, anche per il suo ruolo operativo in Avanguardia Nazionale.

Adr: Delle Chiaie non aggiunse altri particolari sull’ omicidio Pratz. Posso dire pero’ che nell’ ambito della operazione Condor furono fatti dei sequestri di persona a scopo di estorsione (necessari per finanziare la struttura) le cui vittime – in alcuni casi – furono rapite in Argentina e portate in Cile. Anche su questo pero’ non ho particolari. Sui rapporti tra Sid e Avanguardia Nazionale potrebbe essere utilmente sentito Coltellacci Romano, il quale era la persona che avrebbe dovuto accompagnare Labruna in spagna per incontrarsi con Delle Chiaie; fu poi sostituito da Giorgi Maurizio ma non so per quale ragione. Romano era stato incaricato da Labruna di recuperare il mitra sottratto dall’ armeria del ministero degli interni.

Adr: sui rapporti tra dina e an potrebbe essere sentito D’Agostino Nino, alter ego di Delle Chiaie Stefano. Prendo atto che nell’ interrogatorio in data 930225, Townley Michael ha identificato l’ Ivan di cui ho parlato per il maggiore Zara. E’ possibile che sia lui perche’ mi pare di ricordare che Ivan avesse un nome di origine italiana e che era un maggiore. A rilettura: il nome dell’ avvocato cileno che era legato ad Ordine Nuovo e’ Poli e non Pole.

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