Carlo Digilio – Golpe Borghese – 6.4.1994

“A Venezia, nella seconda metà degli anni ’60, io gravitavo più in un ambiente di destra generico in cui vi erano diversi
esponenti dell’allora FRONTE NAZIONALE del Principe BORGHESE e quindi si trattava di un ambiente meno radicale e più portato agli agganci con i
militari.
Indubbiamente questo ambiente, a partire dalla fine degli anni ’60, contava e viveva nell’attesa di un mutamento istituzionale.
Anche a Venezia era previsto che in caso di golpe la città fosse controllata quantomeno da seicento persone per il mantenimento dei servizi essenziali e il FRONTE NAZIONALE si era mobilitato per reperire il maggior numero di simpatizzanti possibili anche negli ambienti istituzionali.
Come in altre città, per la notte del 7 dicembre era concordato il concentramento in punti determinati. Il concentramento effettivamente ci fu, ma poco dopo giunse il contrordine, con vivo disappunto di tutti i presenti. Erano presenti sia militari che civili come del resto credo in altre città d’Italia.
Posso precisare che a Venezia il punto di concentramento era l’Arsenale cioè lo spiazzo dinanzi al Comando della Marina Militare.
Anche di queste iniziative io riferii regolarmente a Verona (al comando F.T.A.S.E.) che quindi misi al corrente dei vari sviluppi. Anche SOFFIATI partecipò all’analogo concentramento a Verona” (int. 6.4.1994, f. 6).

 

Sentenza ordinanza G.I. Salvini 1995

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