Amos Spiazzi verbale 06.11.1984 reso alla corte d’appello processo Golpe Borghese

Il Presidente chiama per l’ interrogatorio l’ imputato Spiazzi Amos.

Adr: confermo le dichiarazioni gia’ rese davanti alla corte di assise di primo grado. Desidero fare delle precisazioni. Preciso che il centro studi Carlo Magno aveva come scopo una attivita’ esclusivamente culturale come si puo’ desumere dalle pubblicazioni di carattere storico e riguardanti la monarchia. Preciso che nessuno iscritto al centro studi e’ coinvolto in questa vicenda giudiziaria. Preciso che ordine nuovo non aveva nulla a che vedere con il centro studi Carlo Magno. Preciso che i contatti che io ho avuto con Massagrande sono stati di natura esclusivamente amichevole.

Adr: ho dato l’ assegno al Massagrande perche’ quest’ ultimo trovavasi in difficolta’ economiche. La collezione di armi composta da 305 pezzi era tutta di provenienza lecita. Della mia collezione molte armi, anzi tutte le armi, non avevano il marchio di rifiuto perche’ non erano state acquistate dalle forze armate, ma erano state raccolte anno per anno da mio padre. Ogni anno io pagavo regolari tasse per concessioni governative e la questura veniva tutti gli anni a casa mia per controlli. Oltre ai 305 pezzi io possedevo altre quattro pistole che consegnai io stesso al giudice, pistole che mi erano state consegnate da colleghi per ripararle. Oltre alle quattro pistole possedevo anche mezza pistola che dopo un periodo di custodia preventiva ho ritrovato a casa. Quando sono tornato a casa dopo un periodo di carcerazione a seguito di una perquisizione da parte della polizia e’ stata ritrovata la mezza pistola per cui sono stato denunciato. Il codice di cui mi si accusa la sottrazione era in uso presso il reggimento di artiglieria fino al 1958 anno in cui fu distrutto. Io arrivai al reggimento di artiglieria nel 1965 e quindi sette anni dopo la distruzione ufficiale di questo codice non classificato. Il codice fu usato in tutt’ Italia a suo tempo ed io non ne so proprio nulla di tale documento.
L’ assegno di cui all’ imputazione io lo ricevetti dal generale Corniani per motivi prettamente privati. Desidero precisare ancora una volta che lo Zagolin ed il Rizzato vennero a Verona soltanto per prendere contatto con il movimento nazione di opinione pubblica diretto dal generale Nardella e che aveva come unico scopo la pubblicazione di un giornale il quale in tempo di elezioni sosteneva la candidatura di personalita’  comprendenti un vasto arco di partiti politici. Io ricevetti le suddette due persone in sostituzione del generale Nardella fuori sede.

Le due persone suddette furono precedute da una telefonata di un ufficiale dei servizi segreti. In sede di confronto con il capitano Venturi dei servizi segreti esclusi che la telefonata fosse stata fatta da quest’ ultimo. Sono pero’ certo che la telefonata proveniva da un ufficiale dei servizi segreti per il modo di presentarsi e per le modalita’ tecniche espresse nella telefonata. Sono certo che la telefonata in questione proveniva da un ufficiale del gruppo avverso a quello che in quel momento comandava. Suppongo che la telefonata proveniva dal gruppo di Labruna. Non sono mai stato alle riunioni di peschiera e di Firenze. Il generale Ricci non lo vedevo da quando era capitano istruttore all’ accademia di Modena a dpgz. E’ vero che io ed il generale nardella facemmo presente al Cavallaro che trattavasi di un movimento serio che fiancheggiava le forze armate ma non rappresentava le forze armate stesse. Questo discorso era giustificato allora ma non sarebbe plausibile oggi.

Ad avv Cerqueti r: esisteva il movimento di cui ho parlato che aveva scopi leciti e non altri scopi. Io ho avuto contatti con Zagolin e rizzato ma non si poteva parlare di associazione con i medesimi. Non ho avuto rapporti con Rampazzo e Zilio. Si da atto che sono intervenuti l’ avv De Leone, avv Salemi e avv Marrone ed inoltre l’ imputato Adami Rook. Inoltre e’ intervenuto il difensore di ufficio di Nicoli avv Colesanti.

Il presidente sospende per cinque minuti dopodiche’ la corte rientra in aula e si procede oltre con l’ interrogatorio dell’ imputato Drago Salvatore. Anzi un’ ultima domanda all’ imputato Spiazzi.

Ad avv Menicacci r: non ho mai avuto rapporti con delle Chiaie Stefano. Il Delle Chiaie non l’ ho mai visto e conosciuto.

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