La trattoria Scalinetto di Venezia – dichiarazioni Gobbi Giuseppina

La trattoria Scalinetto di Venezia, gestita da GOBBI Giuseppina, è teatro di alcuni fatti che sono centrali, nell’ambito di questo procedimento. La stessa è frequentata da MAGGI, che ha un rapporto molto stretto con la GOBBI, DIGILIO, SOFFIATI, ma, più saltuariamente, anche da altri personaggi di interesse, come Angelo ANGELI. La GOBBI e BOFFELLI ospitano nel 1974, per un certo periodo, Piero BATTISTON, fresco latitante, proprio a seguito di una sorta di raccomandazione di MAGGI.

TESTE – GOBBI GIUSEPPINA

“A Venezia sto ancora svolgendo la mia attività del ’60 .La trattoria Scalinetto, vicino alla Riva degli Schiavoni.” La teste conferma di aver conosciuto Maggi Carlo Maria tramite Boffelli. Boffelli (era) un cliente che lavorava all’Actv e veniva a mangiare nel mio locale. Maggi l’ho conosciuto più tardi, non veniva tanto.Quando è venuta fuori l’Iva a mio marito il signor Digilio aveva insegnato a fare l’Iva. Nel ’72. Seguiva la contabilità. Carlo Digilio e Carlo Maria Maggi erano amici, venivano allo Scalinetto a mangiare.
Nel locale non parlavano di politica. Marcello Soffiati dopo anni veniva anche con lui a mangiare.Poche volte ho visto Soffiati con Maggi. Soffiati aveva anche lui la trattoria.”La teste dichiara di non aver mai conosciuto Romani Giangastone. “Gastone Novella faceva il croupier al casinò del Lido e faceva parte di questo gruppo di amici. Nel ’74 da mio marito è venuto Carlo Maria Maggi (a chiedere) se potevo ospitare un po’ di giorni questo ragazzo, una settimana-quindici giorni.Questo ragazzo mi diceva che si chiamava Sandro Battiston. Dopo ho saputo che si chiamava Pietro. Mi venne da (Maggi) spiegato che il ragazzo di Milano aveva avuto problemi non meglio precisati con la Giustizia. Era venuto da solo.”

Vediamo che pertanto la GOBBI conferma che la latitanza di BATTISTON a Venezia è da collocarsi nel 1974. La teste descrive l’episodio della borsa dell’agosto ‘82, di cui ignorava il contenuto, tenuta per conto di Maggi e ritirata da Bressan per portarla a Verona, successivamente fermato per l’arma dentro la borsa; la teste stessa verrà coinvolta processualmente. La teste dichiara di sapere solo che Bressan era veronese e di aver scoperto durante il processo che il destinatario della borsa era Digilio.

“A Verona a Colognola Colli da Soffiati siamo andati in macchina a fare una gita e allora siamo passati. Avevo visto Digilio da Soffiati. Dopo ho scoperto che era latitante. Mi ero innamorata del Boffelli. Lui era stato mercenario, non lo so dove. Mi sembra nel ’66 che sia partito. La relazione con lui durò dal ’65 al ’77.Svolgeva anche attività subacquee, faceva il palombaro. Boffelli faceva dei viaggi all’estero frequenti, andava dappertutto. Cosa andava a fare non lo so. Era un po’ pazzo per le armi. Digilio girava armato. Anche Boffelli girava armato delle volte. Zagolin Dario non so chi sia; di Milano Angelo Angeli e Rao Roberto (nemmeno).”

La teste conferma di aver rivisto Maggi, due volte presso gli uffici del giudice di sorveglianza e una volta presso il proprio locale, con cui parlò della collaborazione di Digilio con l’Autorità Giudiziaria. La teste non ricorda particolari commenti di Maggi al riguardo e afferma che era passato dalla sua trattoria per caso. La teste nega che il marito svolse mai attività politica di qualunque tipo.

“Boffelli era stato anche paracadutista a Treviso. (Ho) conosciuto Gianfranco Bertoli, era (suo) amico. Beveva (e) mangiava lì allo Scalinetto.”

La teste conferma la sua dichiarazione precedente in cui racconta della confessione, in seguito all’attentato di Bertoli contro la questura di Milano, di Boffelli sulla propria amicizia con Bertoli stesso. Riguardo l’ospitalità fornita a Pietro “Sandro” Battiston, la teste conferma che il favore le fu chiesto da Maggi e Digilio e conferma il giro di amicizie che legava Digilio, Maggi, Battiston e il vicino della teste Montavoci Giampiero, i quali si ritrovavano la sera a casa di Maggi.

La teste dichiara di non aver mai conosciuto Zorzi Delfo né alcun ragazzo di Mestre.

“La frequentazione di Maggi, Digilio e Soffiati della (mia) trattoria è durata qualche mese. Venivano saltuariamente a mangiare.Venivano assieme, si trovavano là e dopo andavano via.(Conosco) Digilio e Maggi nel ’70.Il Boffelli l’ho conosciuto nel ’60. A Colognola sono andata anche due volte.”

Interrogata circa eventuali scatoloni o casse lasciati nella propria cantina da esterni, la teste dichiara personalmente di escludere l’eventualità, ma non sapere se qualcuno avesse chiesto un favore al marito.

 

Memoria Pm strage di Piazza della Loggia

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