Gaetano Orlando – dichiarazioni 02.08.1993

Non ho mai conosciuto il cap. Delfino, il quale peraltro venne presso la mia abitazione un paio di volte per effettuare delle perquisizioni nell’ambito del processo contro il Mar. Sul cap. Delfino ho solo informazioni fornitemi dal Carlo Fumagalli e da altri miei coimputati. Il Carlo, col quale ho parlato recentemente mostrava di essere molto arrabbiato con l’allora cap. Delfino e mi disse che era grazie al Delfino e a un suo confidente che erano stati arrestati lo Spedini e un altro giovane bresciano per il possesso di un grosso quantitativo di esplosivo. A proposito di informatori, ricordo che un altro mio coimputato, tale Bergamaschi Marcello, godeva fama di essere un informatore del cap. Delfino. Fu il Bergamaschi a determinare la mia condanna per il sequestro Cannovale, sostenendo che fra coloro che lo avevano rapito c’era un valtellinese, ex pugile, con un tatuaggio identificato poi con la mia persona. Da mie ricerche successiva ho poi appreso che il Bergamaschi fu uno dei custodi del Cannovale.

Adr: lei GI Mi chiede di approfondire il tema, già accennato nel mio precedente verbale, dei rapporti tra i fuoriusciti di destra che vivevano a Madrid e uomini politici italiani a tal proposito ricordo che il Delle Chiaie mi portò con se, in una occasione, ad un suo incontro all’hotel melia Castiglia con il Romualdi giunti all’albergo il Romualdi ci raggiunse al bar ed il Delle Chiaie me lo presentò. Bevemmo qualcosa insieme e poi i due si allontanarono. Questo incontro risale al ’76, ma so, pur senza avervi partecipato, che il Delle Chiaie ha avuto numerosi altri incontri col Romualdi. Circa i rapporti con i politici, ricordo poi che Cossiga, allora ministro degli Interni, verso la fine del ’76 o nel gennaio febbraio del’77, venne in spagna per incontrare il ministro degli Interni spagnolo Tin Villa. Ho appreso che in occasione di questo viaggio in Spagna, l’allora ministro Cossiga ebbe un incontro con Stefano Delle Chiaie. Ciò veniva detto da persone di quell’ambiente, quali il Pagliai, il Cicuttini, il maggiore De Rosa e i molti altri che frequentavano l’ambiente, la pizzeria l’appuntamento, nonchè il mio bar, cioè il bar Tano, che avevo aperto nel ’75 e che era frequentato dal giro dei fuoriusciti italiani fra questi ricordo anche il Piero Carmassi. La visita in spagna di Cossiga si colloca fra i fatti di Montejura e gli arresti dei fuoriusciti italiani, o meglio di parte di essi. E’ mia convinzione che vi sia stato uno scambio di favori fra il governo italiano e il governo spagnolo, nel senso che l’episodio di Montejura venne organizzato dai servizi italiani per corrispondere ad esigenze degli spagnoli.
Questi, per converso, vennero incontro ad esigenze italiane con l’arresto dei fuoriusciti italiani segnalati da Delle Chiaie, il quale evidentemente si poneva al centro fra i servizi italiani e quelli spagnoli.

Adr:. Gli incontri di Delle Chiaie con i politici italiani avvenivano presso lo studio dell’avv. Riesco o presso lo studio di un notaio spagnolo , il cui nome non ricordo , ma che era ben noto perché era il leader della destra spagnola.

Adr:. La sequenza temporale dei fatti di Montejura, l’incontro con Cossiga e l’arresto dei fuoriusciti, avvalora questa mia riflessione devo aggiungere che io venni avvertito da Delle Chiaie, il quale venne personalmente a casa mia, che ci sarebbero stati gli arresti quando ancora non si sapeva nulla. Devo essere grato dunque a Delle Chiaie, sia per avere impedito a Vinciguerra di uccidermi allorquando i due mi sequestrarono e mi sottoposero ad interrogatorio , sia per avermi consentito di sottrarmi all’arresto in Spagna.

Adr: preciso che il collegamento fra Montejura, la visita di Cossiga e gli arresti , non fu soltanto mio, ma anche di altri del mio ambiente. E aggiungo che fra le persone al corrente del l’incontro fra il ministro Cossiga e Delle Chiaie c’era un calabrese, del quale ora non ricordo il nome, che era una guardia del corpo di Delle Chiaie. Questi, mi pare si chiami Giuseppe, ha partecipato all’azione di Montejura ed era sposato con una ragazza calabrese di nome Rosa. Credo di aver fatto questo nome in un precedente verbale.

A.d.r. in spagna non ci furono solo incontri con politici da parte di Delle Chiaie. Ricordo anche delle riunioni. Ho partecipato ad alcune di queste e ne ricordo una, in particolare, durante 1a quale mi venne presentato Federico Umberto D’ Amato. Oltre a me il Delle Chiaie e d’ amato, questa riunione prese parte circa una trentina di persone, cileni, francesi, argentini ed italiani, oltre che degli spagnoli che facevano gli onori di casa. Fui invitato a questa riunione per consentirmi di illustrare la mia posizione su come comportarsi con le autorità locale nel paese che ci offriva ospitalità. Io ero dell’avviso che non si dovesse svolgere nessun tipo di attività politica ed esposi il mio punto di vista. Alla riunione parteciparono anche varie signore, una delle quali era accompagnata al D’Amato. L’incontro si tenne a Madrid nella sede di un’associazione o circolo culturale, del quale non ricordo il nome, e che ci aveva già altre volte ospitato.

A.d.r chiestomi se abbia mai incontrato il cap. Labruna, ricordo che una volta venne nel mio locale, ma non mi venne presentato, almeno come capitano Labruna. Peraltro sono certo che sia venuto nel mio locale e mi abbia incontrato, anche perche’ successivamente mi stato riferito che il cap. Labruna redasse un rapporto in cui veniva descritto il locale. Credo che anche Stefano mi abbia detto che Labruna era venuto nel mio locale.

A.d.r. ho conosciuto Guerin Serac, persona che ho visto un paio di volte e che prese parte alla riunione con Delle Chiaie e il D’Amato di cui ho parlato prima. Anche il Serac in quella occasione era accompagnato da una signora.

A.d.r. a detta riunione parteciparono numerosi italiani, circa una decina, fra i quali ricordo tale Mario Pellegrino, il Carmassi, nonché tale Mario, nome questo di copertura di un calabrese ricordo che a quella riunione erano presenti parecchi toscani e fra questi forse anche il Cauchi si trattava di riunioni che avvenivano alla luce del sole, anche se molti dei partecipanti avevano dei nomi di copertura. Questa riunione risale al 1976 o forse alla fine del ’75. Anzi sono certo che avvenuta nel ’76, nel periodo in cui stavo sistemando il mio locale.

A.d.r. circa il Cauchi confermo che, una volta, durante la sua permanenza in spagna, si allontanò per alcuni giorni quindi ritornò con una somma di denaro che gli era stata data da Gelli. Così veniva detto fra i fuoriusciti italiani ed anzi nell’ambiente ho appreso che piu’ volte il Cauchi si era provvisto di denaro presso il Gelli. D’altronde nessuno fra i fuoriusciti italiani lavorava e qualcuno doveva pur pagare le loro spese di vita.
Lcs. ­

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