Andrea Barberi – dichiarazioni 04.04.1985

Confermo integralmente le dichiarazioni da me rese al pm dr Sica di Roma in data 28.11.83. Sono stato successivamente sentito dallo stesso dr Sica il 20.11.84 ed in tale occasione ho consegnato nr 6 fogli di appunti su carta intestata al settimanale “Panorama” scritti da me il 25.03.81, subito dopo un incontro con Francesco Pazienza.
Gli appunti riproducono fedelmente quanto il Pazienza mi riferi’ in quella occasione. Consegnai al dr Sica, nella stessa occasione, anche nr 6 fogli dattiloscritti nei quali spiegavo il senso dei predetti appunti. Consegno oggi i medesimi documenti in fotocopia. Mostrai gli appunti, poco tempo dopo averli redatti, a vari colleghi del mio settimanale, ed in particolare al collega Corrado Incerti, che li utilizzo’ per un articolo apparso pochi mesi dopo. Pazienza in particolare sostenne che la perquisizione alla Giole con il sequestro delle schede, avvenne senza che il Gelli potesse precederla, per cui vi era una grande preoccupazione in vari ambienti. Mi parlo’ anche del sequestro di un fascicolo riguardante la Rizzoli molto compromettente. Nel verbale del 28.11.83, ricordavo male la data della riunione all’ Hilton, nel corso della quale, si decise, di non espellere Gelli dalla massoneria, Pazienza mi disse di essere stato il principale protagonista di tale salvataggio; ribadi’ di non conoscere Gelli e di non essere intervenuto in suo aiuto a nome di forti gruppi “internazionali” , molto potenti, interessati a tale salvataggio. Questi stessi gruppi, sempre a dire del Pazienza, avrebbero preteso da Gelli di lasciare allo stesso Pazienza la guida della P2 oppure di lasciarsi almeno affiancare dal Pazienza. Esibisco altresi’ una nota in due fogli consegnatami gia’ redatta dal Pazienza perche’ la pubblicassimo subito dopo la elezione di Reagan a presidente degli Stati Uniti.

Non ritenni che fosse interesse del giornale pubblicizzare le strane operazioni di questo signore, tanto che ricevetti telefonate Macri’ Placido che mi riferiva che Pazienza era risentito con me per la mancata pubblicazione di quella nota, ed anche perche’ mi ero rifiutato di pubblicare un articolo in difesa di Loren Sophia perche’ il presidente Pertini firmasse la grazia alla attrice condannata per evasione fiscale. Pazienza sosteneva che la Loren era il personaggio piu’ in vista della associazione di Italiani nel mondo della quale egli era cassiere. La Loren una volta ottenuta la grazia, avrebbe dovuto girare in Italia due film, uno dei quali sulla vita di una santa la cui realizzazione stava molto a cuore sia al papa che a mons. Casaroli … Molto bene i due prelati, con i quali stava trattando l’ accredito di un rappresentante dell’ Olp presso la santa sede qualche giorno dopo comparve sui giornali la notizia di una certa apertura e di un inizio di disgelo tra Vaticano e Olp che mi fece riflettere sulla dimensione che questo personaggio stava assumendo. La linea politica del Pazienza era di dichiarato anticomunismo.

Confermo poi che, quando vi fu la formalizzazione del processo per la strage del 02.08.80, ricevetti una telefonata da Pazienza che mi fisso’ un appuntamento nel bar California di via Bissolati; in tale occasione, mi riferi’ le frasi di cui al mio precedente verbale e cioe’ e’ una vergogna, noi del Sismi abbiamo fatto ben piu’ e sono in grado di provarlo. Andammo dunque al sismi in via XX Settembre e qui mi prensento’ il generale Santovito e mi fece consultare due fascicoli descritti nel fascicolo riguardante l’ Italia, vi era la storia della doppia struttura del Pci, una delle quali facente capo direttamente a Mosca e che in caso di crisi politica internazionale avrebbe preso il sopravvento su quella ufficiale Pazienza mi diceva di far capo politicamente all’ ex segretario di stato Kissinger, a Michael Ledeen ed al generale Haigh, allorche’ questi divenne segretario di stato di Reagan. Dopo l’ incontro con Santovito tornai in via XX Settembre poiche’ il generale voleva che firmassi una dichiarazione secondo la quale avevo trovato per strada quei documenti da egli stesso mostratimi pochi giorni prima e la cui pubblicazione aveva creato preoccupazioni da parte del ministro della Difesa.

Tutta la conversazione mi sembro’ allucinante ed incredibile. Ad ogni modo, poco tempo dopo, quel secondo incontro, che e’ del 08.09.80 – 09.09.80, (il primo era avvenuto 3 – 4 giorni prima) sentii nuovamente Pazienza Francesco. Gli chiesi se Santovito “fosse diventato matto” ; Pazienza, al corrente di quanto era successo, mi dette un appuntamento all’ angolo tra via Po e corso d’ Italia; era lo stesso giorno o il giorno successivo e quello in cui avevo visto Santovito per la seconda volta. Pazienza si presento’ all’ appuntamento in compagnia del colonello Giovannone. Andammo tutti e tre in un residence che si trovava all’ angolo tra via Po e corso d’ Italia, dove alloggiava Pazienza. Fu quella l’ unica volta in cui entrai in quel residence. La conversazione ebbe inizio quando io riproposi la mia impressione che Santovito fosse impazzito. Pazienza mi disse di non preoccuparmi; intervenne Giovannone dicendomi che quel documento che mi aveva dato in lettura Santovito e che avevo pubblicato non era poi cosi’ importante, che era stato messo in piedi in pochi giorni dal Sismi (mi disse anche che sapeva il nome del suo autore, che pero’ non mi indico’ ) in pratica al solo fine di dimostrare che anche il Sismi si interessava attivamente alle indagini sul terrorismo; aggiunse di aver notato anche vari errori e che lui personalmente sarebbe stato in grado, anche in breve periodo, di confezionare un documento dalle basi piu’ solide. Si parlo’ solo di terrorismo in generale, senza mai specificare se rosso o nero e senza mai indicare nomi ne’ specifiche indagini.

Pazienza sosteneva costantemente che era sua convinzione che le radici del terrorismo fossero esclusivamente a sinistra che occorresse lavorare sui legami internazionali dei terroristi con i paesi socialisti ed affermava anche che era in Italia anche per raccogliere tutti gli elementi utili a dimostrare che in quella sua convinzione rispondesse alla realta’. Pazienza mi mostro il programma del viaggio negli usa dell’ onorevole Mazzola, quando ancora del viaggio non si sapeva nulla. All’ epoca Mazzola era sottosegretario alla difesa con delega ai rapporti con i servizi di sicurezza. Si vanto’ ancora di aver preparato il viaggio in usa dell’ onorevole Piccoli, che si stava dando da fare per organizzare quello dell’ onorevole Martelli e che contava di poter organizzare anche quello dell’ onorevole Craxi. Non ancora presidente del consiglio.
Confermo nel resto gli atti a mia firma ed i documenti da me prodotti.

Letto, confermato e sottoscritto­

 

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