La relazionei di Guido Giannettini sul Golpe Borghese – seconda parte

Questa è la relazione di Guido Giannettini prodotta in copia dal capitano Labruna e priva, ovviamente, della nota aggiunta sull’ammiraglio Torrisi che è stata distrutta:

“Nella seconda metà dell’anno 1970 si stabiliva un contatto fra ambienti del Ministero degli Interni controllati dall’Ufficio AR e i congiurati del Fronte Nazionale di Valerio BORGHESE. In breve, il capo dell’Ufficio AR, sembra tramite Drago e tramite elementi di Avanguardia Nazionale, prometteva di schierarsi a favore del progettato “golpe” e assumeva precisi impegni in tal senso.
Il suo intento era invece di far fallire il colpo di Stato e in seguito a ciò condizionare gli ambienti di destra e gli ambienti militari coinvolti nella congiura.
Alle riunioni segrete per la preparazione del “golpe”, tenute nel corso dell’autunno 1970, partecipavano:
– lo stesso BORGHESE, presidente del Fr. Naz.; egli controllava inoltre alcune organizzazioni di ex combattenti;
– il vertice di Avanguardia Nazionale, retto allora da Guido PAGLIA, in assenza di Stefano DELLE CHIAIE, latitante; AN era stata creata anni
addietro dal Ministero degli Interni per indebolire il M.S.I., e aveva aderito al Fronte Nazionale di Borghese;
– DRAGO;
– l’ammiraglio “YW”, Capo dell’Ufficio “YYY” della Stato Maggiore della Marina (VEDI NOTA);
– due generali;
– un ufficiale dei CC, in rappresentanza del Comando Generale dell’Arma;
– un ufficiale della Scuola di Fanteria di Cesano (o più d’uno)?;
– un ufficiale della Guardia Forestale;
– esponenti di associazioni ex conbattenti;
– il costruttore edile ORLANDINI;
– gli armatori genovesi CAMELI.
A parte ORLANDINI e i CAMELI, non è escluso che BORGHESE abbia trovato a quel tempo anche finanziamenti presso CEFIS (Eni?) e MONTI.
La decisione di attuare il “golpe” nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 1970 veniva presa nel corso di riunioni segrete tenute il 5 o il 6 dicembre.”
La relazione prosegue con una descrizione dello svolgimento degli avvenimenti nella notte fra il 7 e l’8 dicembre, fra cui l’irruzione nel sotterraneo del Ministero dell’Interno, descrizione che non è necessario riportare in questa sede. La copia della relazione di Guido Giannettini si trova comunque nel vol.14, fasc.1.
Guido Giannettini, in data 19.2.1990 e 22.2.1990, dinanzi al G.I. di Venezia, ha infine riconosciuto di avere fornito al generale Maletti tramite il capitano Labruna la relazione completa della nota aggiunta sull’ammiraglio Torrisi che, secondo le stesse previsioni di Giannettini, era destinata ad essere censurata:
“Effettivamente ebbi a consegnare, mi pare a Parigi, a Labruna,una relazione su fatti retrostanti il golpe Borghese. Mi viene mostrata la relazione dattiloscritta acquisita dalla S.V. di cui al verbale di Labruna. La riconosco come da me stilata e dattiloscritta.
Confermo che la “NOTA” allegata era costituita da un appunto ad hoc, pure da me dattiloscritto, riguardante l’ammiraglio “YW” e cioè il TORRISI (il
cui nome e cognome nella nota erano in chiaro), che all’epoca del golpe mi pare fosse capitano di vascello, e comunque preciso che, in gergo, si
adopera il termine “ammiraglio” anche per soggetti che rivestono un grado inferiore, da contrammiraglio in poi.
L’ufficio indicato come “YYY”, se ricordo bene, era l’Ufficio Operazioni.
Alla fase dibattimentale svoltasi presso la Corte d’Assise di Catanzaro, nel 1977/78, io addussi, a fronte di un accenno del LABRUNA o del MALETTI
circa una relazione da me stilata e a lui consegnata, concernente il “golpe Borghese”, che non ricordavo la circostanza, anzi la esclusi.
A domanda sul motivo per il quale solo in ordine all'”Ammiraglio” apposi la dicitura “vedi nota”, rispondo che solo di questo ufficiale ero a
conoscenza del nome. Effettivamente, come la S.V. mi rappresenta, la “NOTA” stilata a parte era stata organizzata da me in funzione oggettiva di una eventuale censura da parte del Capo del Reparto D, MALETTI, vista la delicatezza dell’incarico già all’epoca rivestito dal TORRISI”.
Sul piano probatorio il cerchio così si chiude. L’Ammiraglio Giovanni TORRISI – il cui nome compare nella lista degli iscritti alla P2 con la tessera n.1825 – salvato dall’espunzione della nota aggiunta contenente i riferimenti alla sua partecipazione al progetto di Junio Valerio Borghese, potrà proseguire negli anni successivi la sua inarrestabile carriera assumendo incarichi delicatissimi, prima quale Capo di Stato Maggiore della Marina e poi quale Capo di Stato Maggiore della Difesa, sino alla sua morte avvenuta nell’agosto del 1992.

Sentenza ordinanza G.I. Salvini

Annunci