Salvatore Spinello – dichiarazioni 10.04.1985

– Sono gran maestro della massoneria di Piazza del Gesu’ e sono anche sovrano del “Rito scozzese” che fa capo alla famiglia di Piazza del Gesu’ . Seguiamo con interesse le vicende interne della massoneria di Palazzo Giustiniani e quest’ ultima ha il medesimo interesse verso di noi. Difatti ancora oggi vi sono ottimi rapporti tra me e Corona Armando, Gran Maestro di Palazzo Giustiniani. Cio’ perche’ entrambi le famiglie fanno poi riferimenti fondamentali in Inghilterra e negli Stati Uniti. Ecco perche’ segui le ultime elezioni tenute nel 1982 a Palazzo Giustiniani con la intenzione di sostenere De Menghi Giuseppe.

Conobbi in quel periodo Pazienza Francesco che mi avvicinò suggerendomi di non contrastare la candidatura di Corona che egli sosteneva ed i cui meriti metteva in evidenza. Aderii a questo invito per non creare contrasti e turbative in un ambiente che non conoscevo completamente. Nel corso di un pranzo agli inizi del 1982, al quale parteciparono diversi massoni ed esponenti politici di cui non ricordo il nome, il mio amico De Bernardi Lorenzo, della massoneria di Palazzo Giustiniani cosi’ ritengo, mi parlo’ di Pazienza come di persona ben collegata con ottime conoscenze e relazioni. Solo pochi giorni dopo fui raggiunto da una telefonata del Pazienza che mi dette appuntamento nella sua abitazione di via del Governo Vecchio. Mi apparve subito persona informatissima che ostentava notevole sicurezza. Ho gia’ riferito il contenuto di quel colloquio che duro’ circa un’ ora; fu quella l’ unica volta che l’ ho visto. Con Gelli ho avuto una lunga frequentazione tra il 1978 ed il 1979. Interruppi con lui ogni rapporto nel novembre-dicembre ’79 inviandogli una lunga lettera con la quale prendevo le distanze da lui poiche’ non condividevo il tentativo che Gelli portava avanti in quel momento di arrivare alla unificazione della famiglia massonica. Cio’ perche’ esprimevo il mio dissenso sulla interpretazione scolastica della massoneria. Gelli conosceva tutti, almeno cosi’ sosteneva.

Ho commesso l’ errore di sottovalutarlo. I nomi che spendeva erano quelli di ministri e di personalita’ di primo piano, senza alcuna precauzione. Si vantava con me di essere in grado di influenzare e di essere parte attiva nelle decisioni piu’ delicate riguardanti le nomine alla massime cariche dello Stato, fino a quella del presidente della Repubblica. A tal proposito mi disse di essere stato ricevuto con Salvini in forma ufficiale dal Presidente della Repubblica. Gelli frequentava regolarmente Palazzo Giustiniani nella sua qualita’ di maestro della loggia storica, P2, che era la piu’ importante di palazzo Giustiniani.

Non aveva nessun carattere di clandestinita’ ed era assolutamente regolare, e le iniziazioni della P2 venivano fatte in gran parte dall’ ex Gran Maestro Gamberini Giordano. Sono stato almeno tre o quattro volte all’ Excelsior per far visita a Gelli. Era in un appartamento al primo piano, ed in una occasione, vantandosene, mi mostro’ il ministro Stammati, anzi mi disse che nell’anticamera c’era il ministro Stammati.

In piu’ occasioni ritengo due tre volte incontrai Rosati William che mi disse di essere piduista ex generale dei carabinieri e medico. Aggiunse che si considerava il numero due della P2 mi disse anche che era molto malato al cuore. Con lui vi era anche Giunchiglia Ezio. I due costituivano lo stretto entourage di Gelli. Giunchiglia piu’ precisamente mi sembro’ un porta borse di Rosati; Giunchiglia in una vicenda giudiziaria che lo vide coinvolto, fu difeso dall’ avvocato Picone della nostra famiglia di Piazza del Gesu’ . Effettivamente richiesi un incontro, tra il 1982 e il 1983, con l’ onorevole Andreotti Giulio mi rivolsi ad un consigliere nazionale della sua corrente tal Bonsignore Vito. L’ incontro non avvenne. Intendevo vedere l’ onorevole Andreotti per un confronto politico su questioni di dottrina sociale economica. Il tutto in funzione di un disegno di legge piu’ vasto che riguardava la riforma generale delle istituzioni. In quello stesso periodo mi rivolsi anche a Dellunto Paris per avere un incontro con l’ allora segretario del Psi Craxi. Si tratta di normali relazioni tra la massoneria e mondo politico.

 

Fatto letto confermato e sottoscritto

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