Vincenzo Vinciguerra – verbale 02.07.1985 – seconda parte

Il verbale viene riaperto alle ore 18.20, dopo la breve sospensione. Il Vinciguerra a domanda risponde: a seguito della vicenda di via Sartorio, rimasi detenuto fino al marzo del 1976, dopo di che mi trattenni in Italia fino a giugno. Quindi, come ho gia’ detto, tornai in Spagna, anche perche’ nel frattempo era intervenuta la sentenza di appello per l’ episodio di Ronchi dei Legionari, sentenza che fu di condanna. Pur non essendovi a quel punto provvedimenti restrittivi a mio carico, su espressa richiesta di Delle Chiaie io decisi di far ritorno in Spagna.

Adr: nel processo per via Sartorio fui difeso dall’ avvocato Minghelli che faceva parte di un unico collegio di difesa, comune a me ed ai miei coimputati. Ricordo che l’ avvocato Minghelli venne introdotto nel nostro ambiente da persone di ON, credo dall’ avvocato Manzo Tommaso, vicino appunto ad on. Del collegio difensivo faceva pure parte lo avvocato Arcangeli Giorgio, il quale fu protagonista di uno strano episodio: in un colloquio con me (allora detenuto a Regina Coeli) mi disse che l’ accordo con Tilgher avrei dovuto dichiarare, come poi in effetti feci a verbale in istruttoria, che io e Tilgher nell’appartamento di via sartorio eravamo giunti da diversi giorni;
Circostanza che avrebbe potuto comportare serie conseguenze per entrambi, e per di piu’ in contrasto con quanto sostenuto fino a quel momento, e cioe’ che eravamo appena giunti, ossia prima dell’intervento dei cc. In un colloquio avuto poi con Tilgher al dibattimento, scoprii che lui non sapeva niente di quella linea suggerita da Arcangeli e lo stesso Arcangeli ammise poi di essersi inventato il consenso e l’ accordo con Tilgher su quel punto. Preciso che in quel processo noi eravamo imputati di favoreggiamento nei confronti dei latitanti (questa era una imputazione mia e di Crescenzi) e di concorso in detenzione di armi ed altro ancora (mi pare documenti falsi o cose del genere). Il processo ando’ molto bene perche’ io riuscii a rimediare alle dichiarazioni fatte su suggerimento di Arcangeli, dicendo che me le ero inventate, e il tribunale accetto’ in pieno le tesi difensive: alla fine io e Tilgher venimmo assolti per insufficienza di prove; Crescenzi, Gubbini assolti con formula piena; il solo Di Luia venne condannato a nove mesi di reclusione per la detenzione di una pistola. L’ esito del processo sorprese per primi noi.

Adr: rimasi in Spagna, come gia’ accennato, dal giugno al 761231. Rientrai quindi in Italia il 770102, facendo uso di documenti regolari. Rimasi in Italia fino al giugno del 1977 e quindi partii per l’ America Latina, con prima tappa Santiago del Cile. Non tornai in Spagna perche’ in quel periodo il centro di gravita’ della destra Italiana all’ estero si era spostato in America Latina. In Spagna nel gennaio – febbraio 1977 erano iniziati gli arresti di esuli di destra: furono colpiti esclusivamente esponenti di on per la ragione che costoro non avevano mai adottato misure di sicurezza ed alcuni di loro avevano chiesto permessi di soggiorno alla polizia spagnola che ne conosceva percio’ gli indirizzi. Inoltre, essi si erano fidati di certe amicizie negli ambienti della guardia civile. E per di piu’; da ultimo, vi fu la delazione di due personaggi dello stesso ON, l’ Italiano Benvenuto Pietro e lo spagnolo Juan Antonio.

Contrariamente a quanto affermato da alcuni di ON e da Pozzan Marco, Delle Chiaie non effettuo’ alcun scambio con le autorita’ spagnole, alle quali invece aveva fatto sapere che era disposto a consegnarsi lui personalmente purche’ gli Italiani presenti in Spagna non venissero molestati dalla polizia. Fece di piu’: avverti’ quelli di ON, tra i quali Rognoni Giancarlo, che le autorita’ politiche spagnole avevano deciso di procedere all’ arresto di tutti gli Italiani presenti. Rognoni di questo atteggiamento di Delle Chiaie gliene diede atto anche nel carcere Carabanchel di Madrid, venendo per tale motivo isolato da Francia Salvatore e dagli altri ordinovisti presenti. La stima che Delle Chiaie ha ribadito anche pubblicamente nei confronti del Rognoni risiede esclusivamente nella lealta’ dallo stesso Rognoni dimostrata in tale occasione.
Non vi furono arresti di elementi di AN perche’ tale formazione adotto’ sempre delle minime misure di sicurezza, ad esempio nessuno di Avanguardia chiese mai permessi di soggiorno.

Adr: tornando al discorso della separazione netta alla fine intervenuta anche in Spagna tra ON e AN, preciso che questa fu l’inevitabile e naturale riflesso all’ estero del totale fallimento delle precedenti iniziative di unificazione. Andando invece indietro nel tempo, in particolare al 1974, devo ribadire che la vicinanza di elementi dei due gruppi ci fu, in Spagna, e venne determinata principalmente dalle condizioni di necessita’ nelle quali gli elementi di on versavano al loro arrivo non avendo strutture proprie sulle quali appoggiarsi. Da questo punto di vista fu determinante il fatto che an avesse in Spagna una sua organizzazione, messa in piedi da Delle Chiaie; organizzazione che si presto’ a fornire ospitalita’ ed appoggio a tutti i latitanti che venivano dall’ Italia: ho gia’ fatto l’ esempio di Rognoni e dei suoi.

Adr: ribadisco che Rognoni giunse in Spagna nell’ estate del 1974: se non ricordo male, arrivo’ prima della strage dell’ Italicus.

Adr: di riunioni, avvenute in Italia, tra la fine del 1973 ed i primi mesi del 1974, se riguardanti esponenti del disciolto Mpon, non ne so assolutamente nulla; se riguardanti esponenti di an ed esponenti di ON che si siano incontrati per esaminare gia’ allora prospettive di unificazione o altro, pure queste non mi risultano, ed anzi sarei portato ad escluderle perche’ in quei mesi so per certo che Delle Chiaie era fuori dell’ Europa. Faccio incidentalmente presente che il successivo atteggiamento non preclusivo di an nei confronti della prospettiva di unificazione con ON fu essenzialmente determinato dall’ autorita’ carismatica di Delle Chiaie che era appunto favorevole a quella prospettiva e che riusci’ ad imporre alla base ed anche ai quadri intermedi di AN analogo atteggiamento. Base e quadri che da sempre avevano manifestato e continuarono a manifestare avversione anche umana per l’ ambiente di ON.

Adr: neppure della nota riunione dell’ hotel Giada di Cattolica ho mai saputo nulla di particolare. Semplicemente se ne parlo’ in una occasione con Delle Chiaie, dopo una visita che Falica luigi ci aveva fatto nell’ appartamento di via Sartorio, portatovi da Signorelli Paolo. L’ arrivo di Falica getto’ nella costernazione Stefano in quanto, come affermo’ poi con me, Falica collaborava con il cs (contro spionaggio) di Bologna. Nella stessa circostanza, Delle Chiaie affermo’ che Falica aveva partecipato appunto alla riunione di cattolica, dando della riunione stessa un quadro negativo, come di una riunione cioe’ svolta sotto l’ egida dei servizi di sicurezza.

A questo punto (sono le ore 20.40) l’ interrogatorio viene sospeso e rinviato alle ore 10.00 di domattina.

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