Vincenzo Vinciguerra – verbale 02.07.1985 – prima parte

E’ vero che nei giorni scorsi ho revocato il mandato al qui presente avvocato Pisauro nell’ ambito del procedimento che mi vede imputato dinanzi al GI di Venezia. Cio’ in quanto non intendo essere assistito da alcun legale. Tuttavia, ai limitati fini di questo atto, accetto di essere assistito dallo stesso avvocato Pisauro. A questo punto l’ ufficio informa il Vinciguerra che il presente atto viene assunto nelle forme di cui all’ articolo 348 bis cpp, tenuto conto che la materia di cui ci si occupa potrebbe prospettare profili di connessione anche con situazioni e posizioni rispetto alle quali puo’ sussistere un interesse del Vinciguerra medesimo in relazione alle imputazioni che gli sono attualmente ascritte. Dato cio’, il Vinciguerra viene avvertito che ha facolta’ di non rispondere.
Il Vinciguerra dichiara: prendo atto di quanto procede, che ho ben compreso, e dichiaro che intendo rispondere.

Adr: innanzi tutto intendo integralmente confermare, in tale modo qui richiamandole, tutte le dichiarazioni da me rese a questo ufficio in data 06.05.85 – 07.05.85; dichiarazioni delle quali ho chiara memoria, senza necessità che mi vengano rilette. Prendo atto che, comunque, il GI ora espone sinteticamente il contenuto di tali mie dichiarazioni. Per parte mia, aggiungo che – come e’ noto – recentemente ho rilasciato due interviste, una televisiva l’ altra giornalistica; Quella televisiva e’ stata trasmessa nell’ambito del programma “Linea diretta” e venne raccolta dal giornalista Sposini Lamberto; L’ altra, l’ ho rilasciata al giornalista Chiodi Roberto ed e’ stata pubblicata sul “Giorno” se non ricordo male del 21 maggio u.s.

Adr: non ho nulla in contrario a che l’ ufficio acquisisca il testo di entrambe le interviste; segnalo solo il fatto che quella televisiva ha subito diversi tagli.

Adr: i nomi di Torti Alessandro e Bettini Maria Benedetta come tali non mi dicono nulla. Prendo atto che si tratta di due milanesi, marito e moglie, rifugiatisi in Spagna. Puo’ essere che li abbia occasionalmente conosciuti sotto altro nome. Prendo atto che costoro sarebbero arrivati in Spagna nel 1976 e che, dopo un periodo trascorso a Madrid (nel corso del quale il Torti avrebbe lavorato come direttore in due ristoranti, denominati “El Meneghin” e “Cesare”), si sarebbero trasferiti in altra localita’ della Spagna, ad Altea. Prendo altresi’ atto che costoro avrebbero avuto contatti in Spagna con Delle Chiaie Stefano, Zaffoni, Battiston, Rognoni e certo Gigi del gruppo “La Fenice”. Ribadisco che non ricordo proprio i nomi di tali due persone; come pure non ricordo i due ristoranti sopra citati, nei quali non penso di essere mai stato.
Devo fare presente che nel 1976 io fui in Spagna solo nella seconda meta’ dell’ anno, da giugno fino a fine dicembre. Fu l’ ultimo periodo che io trascorsi in Spagna. Inoltre aggiungo che a quella epoca, tra i latitanti e rifugiati italiani in Spagna, si era creata una sorta di compartimentazione, ossia di netta separazione, tra quelli di ON e quelli di AN. Tale separazione fu riflesso in Spagna del fallimento di un processo unificante, che pure era stato portato avanti nel periodo precedente in Italia come in Spagna. Piu’ che altro, per la precisione, si era trattato di un lungo dibattito inteso a verificare l’ opportunita’ e la praticabilita’ di una unificazione tra le forze dei due movimenti;
Dibattito che venne ampiamente svolto in Spagna. Detto dibattito ebbe inizio nel 1974, dopo che l’ offensiva del regime aveva portato allo scioglimento dell’ Mpon ed alla necessita’ di tentare un controllo su un ambiente disorientato come quello dei militanti di ON o comunque di sbandati, come tali esposti al rischio di manovre di provocazione, in particolare da parte dei servizi. A tale proposito va fatto riferimento, ad esempio, al cosiddetto gruppo di Ordine Nero (che non a caso Graziani Clemente, sia privatamente che pubblicamente, giudico’ come frutto di un’ iniziativa dei servizi) ed anche al Mar di Fumagalli. Il dibattito sulla prospettiva di una unificazione fra on e an ebbe il suo momento di maggiore intensita’ nell’ estate – autunno 1975.

Adr: anche a me risulta, perche’ ne ho sentito parlare, che nel settembre 1975, ad Albano Laziale, vi fu un convegno tra esponenti dei due gruppi per tentare di definire i termini di una unificazione. Quel convegno, comunque, non sorti’ alcun effetto.

Adr: riguardo ai nomi dei partecipanti a detto convegno, preferisco non rispondere. Io comunque non c’ ero. Arrivai in Italia il 28.09.75 o 29.09.1975 (la cosa e’ facilmente accertabile in quanto venni trattenuto per circa sei ore alla frontiera di Ventimiglia, finche’ non risulto’ dalla cancelleria del tribunale di Trieste che ero stato assolto nel processo per il dirottamento aereo: io, non avendo documenti, in frontiera avevo dichiarato la mia vera identita’ sapendo di essere stato assolto: ci vollero appunto quelle ore per appurare che il mandato di cattura non era in effetti piu’ eseguibile), e quel convegno era gia’ avvenuto. Rientravo in Italia dopo un’ interrotta permanenza in Spagna dall’aprile del 1974.
Per quanto poi riguarda la fase successiva al mio rientro in Italia, v’ e’ da dire che, poiche’ il dibattito di unificazione non stava avendo alcun pratico effetto, AN proseguì autonomamente nella sua attivita’ politica di carattere legale. Cito ad esempio il comizio che AN tenne a Reggio Calabria il 12.10.75, con la partecipazione anche di due stranieri, riesco Jose’ Luis Jerez, spagnolo, e Mario, esponente dell’ Elp portoghese. Nei giorni immediatamente successivi al comizio di Reggio, apprendemmo dalla lettura di due giornali, uno sicuramente “Repubblica”, la notizia che era imminente la emissione di 64 mandati di cattura contro esponenti di AN. Si tratto’ di una fuga di notizie, evidentemente voluta da qualcuno. In epoca successiva apprendemmo voci secondo le quali al vertice politico vi era stato un contrasto tra l’ambiente vicino a Fanfani, contrario allo scioglimento di AN in quel momento, e l’ ambiente vicino ad Andreotti, invece favorevole la fondatezza di quella notizia (e cioe’ che fossero in preparazione provvedimenti di cattura contro AN) fu confermata poi il 24 novembre, quando effettivamente furono spiccati proprio 64 mandati.
La tanto discussa unificazione tra ON e AN fallì definitivamente nel dicembre 1975, quando, proprio dopo un incontro tra esponenti dei due gruppi, avvenuto nel noto appartamento di via sartorio qui a Roma (presenti fra gli altri, circa trenta persone, per AN Tilgher Adriano e per ON Signorelli Paolo e Fachini Massimiliano; io deliberatamente non volli intervenire dati i miei pessimi rapporti con quelli del veneto in particolare), il giorno dopo, e cioe’ il 751202, vi fu la operazione che porto’ all’arresto mio e di Tilgher, Di Luia Bruno, Crescenzi Giulio e Gubbini Graziano. L’ operazione fu esclusivamente condotta dai carabinieri, contrariamente a quanto avveniva in quel periodo quando nei confronti della destra in genere operava quasi esclusivamente il ministero degli interni, come nel caso dei citati 64 mandati di cattura contro an. Tanto che avevamo ritenuto di porre in rilievo il diverso comportamento dei due corpi con un comunicato stampa, che il 2 dicembre venne trovato su un tavolo nell’appartamento di via Sartorio.
Preciso che dal rapporto dei cc su quella operazione poi si apprese che l’ appartamento era in qualche modo sotto controllo dalla seconda meta’ di ottobre; io stesso (che durante quella mia permanenza in Italia soggiornai esclusivamente in detto appartamento) ebbi modo di accorgermi di strani movimenti, si intende intorno all’ appartamento, a partire dalla fine di novembre; quando evidentemente i controlli vennero intensificati. Cio’ dovette avvenire proprio in coincidenza con l’ arrivo nell’ appartamento di ricercati, quali in quel momento erano Tilgher, Di Luia e Gubbini, che infatti giunsero il 24 novembre per sfuggire alla operazione contro avanguardia (Tilgher e Di Luia; Gubbini arrivo’ qualche giorno dopo).
Insomma, ritenemmo subito che elementi di ON fossero responsabili dell’ operazione, cio’ in quanto il senso della stessa venne per forza individuato nell’ esclusiva neutralizzazione del gruppo dirigente di an in Italia, visto che un controllo sull’ appartamento era in atto da tempo (come apprendemmo poi dai rapporti dei cc), e visto che ci si guardo’ bene dall’ effettuare un qualsiasi intervento la sera prima in occasione cioe’ della riunione di cui ho parlato, e dalla quale avevano partecipato almeno 30 persone, tra esponenti di AN e di ON. Invece, il 2 dicembre, l’ unico esponente di ON, e neppure di primo piano, presente in via Sartorio era il Gubbini. Non a caso il 2 dicembre segno’ la fine di Avanguardia Nazionale come forza organizzata.

Adr: nell’ appartamento di via Sartorio, nell’ autunno del 1975, soggiornarono per un certo periodo anche Delle Chiaie e Concutelli Pier Luigi, anche contemporaneamente.

Adr: mi pare che il 2 dicembre i cc trovarono nell’ appartamento un documento con la foto di Concutelli. Non ricordo invece se vi fossero foto di Tuti Mario.

Adr: il nome Piccioli Barbara non mi giunge nuovo e istintivamente sono portato ad accostarlo a quello di Gubbini Graziano. Potrebbe essersi trattato di una delle due ragazze che ricordo vennero ad assistere al processo per la vicenda di via Sartorio e che in quella occasione si trattennero a salutare appunto il Gubbini.

A domanda del difensore risponde: e’ vero che all’ epoca dei fatti di Reggio Calabria, Almirante tenne un comizio in quella citta’ nel corso del quale egli esibi’ una copia, fresca di stampa, del giornale di AN. Questa fu la condizione che gli era stata imposta per potere tenere il comizio. A imporgliela fu o direttamente lo stesso Delle Chiaie o il responsabile del Fronte Nazionale di Reggio, Zerbi Felice.

Questo episodio e’ sintomatico dell’ egemonia di AN in quella zona e in quella situazione (siamo negli anni 1969 – 1971, come e’ noto). A questo punto si da’ atto che l’ avvocato Pisauro si allontana per altri impegni professionali, sottoscrivendo il verbale fino a questa pagina. L’ ufficio chiede ed ottiene il consenso del Vinciguerra a proseguire anche in assenza del legale, ed avvisa quest’ ultimo che l’escussione verra’ comunque ripresa domani mattina alle ore 10.00. Inoltre, sempre a questo punto, l’ interrogatorio viene momentaneamente sospeso.

Annunci