Gaetano Orlando – dichiarazioni 13.11.1992

Adr: ricevo lettura del mio verbale del 15.07.91, foglio 2, nella parte in cui alludo a certe cose sentite dire in Spagna. Non si tratta di argomenti riguardanti le stragi avvenute in Italia. Si tratta di notizie concernenti attentati e in genere atti di terrorismo avvenuti in Spagna. In Spagna ho appreso che Delle Chiaie aveva eseguito azioni terroristiche attribuite ai baschi. Non dico che le abbia eseguite materialmente Delle Chiaie, ma che lui era l’ organizzatore e che utilizzava la sua gente. Godeva dell’ appoggio della guardia civile come ho avuto modo di constatare relativamente alla vicenda di Montejurra. Venivano eseguiti attentati, sequestri di persona ed altri fatti criminosi che poi venivano addebitati all’Eta. Gli uomini di Delle Chiaie non operavano solo a Madrid, ma anche a San Sebastiano, a Barcellona e in altre localita’ della Spagna. Queste notizie apprese circa l’ azione di Delle Chiaie in Spagna hanno formato in me la convinzione che in Italia deve essere successo qualcosa di analogo. Si tratta, tuttavia, soltanto di un mio convincimento.

Adr: quando nel verbale 12.10.91 dico che il processo di primo grado per la strage di Bologna del 02.08.80 ha colpito nel segno riporto non solo una opinione mia, ma anche di Vinciguerra, col quale ho parlato a lungo del processo di bologna e che mi aveva fatto intendere appunto che aveva colpito giusto e che pero’ sarebbe finito in nulla.

Adr: confermo quanto ho dichiarato al GI di Milano circa l’interrogatorio da me subito in Spagna, cioe’ che ad esso presero parte anche Ricci e Carmassi. Ricordo che era presente anche Cicuttini, pur senza una specifica funzione. L’ appartamento dove ebbe luogo era molto misero, era un piano terra per accedere al quale occorreva scendere uno scalino. Una volta chiaritomi con Delle Chiaie frequentai un po’ tutto il gruppo ed appresi i nomi di Carmassi, di Vinciguerra e di Cicuttini. Il Ricci in Spagna lo conoscevo solo come Carlo e solo piu’ tardi appresi il suo cognome. Durante il periodo di carcerazione trascorso con Vinciguerra questi mi ha detto che fu Delle Chiaie ad apporre gli omissis al testo trascritto delle mie dichiarazioni e mi disse anche che Delle Chiaie aveva fatto modificare il nastro in alcune parti. Chiestomi chi possa avere eseguito questa operazione da un punto di vista tecnico, ricordo che parlavano di un certo Maurizio, ma non credo che Maurizio che conoscevo io fosse in grado di fare qualcosa del genere. Prendo visione della fotografia nr 148 dell’ album fotografico dei cc di Bologna ed escludo che la persona ivi raffigurata, che lei mi dice essere tale Giorgi Maurizio, sia il Maurizio di cui parlo.

Adr: quando faccio riferimento a uomini politici che promossero la unificazione di Avanguardia e Ordine Nuovo e a tal fine effettuarono dei viaggi in Spagna, intendo alludere a Romualdi Pino, che ho gia’ nominato in un precedente verbale, nonche’ a Saccucci e Rauti Pino. Circolavano i nomi anche di altri personaggi, ma trattandosi di semplici voci non intendo riferirli.

Adr: quando nel verbale 15.07.91 faccio riferimento a conflitti all’interno dell’ organizzazione anticomunista di cui avevo in precedenza parlato, intendo alludere a vecchie questioni, risalenti al 1964 1965, insorte fra ex partigiani di varie fazioni e concernenti la distribuzione fra i vari gruppi di materiale militare e in particolare di apparecchiature radio. Non si tratta, dunque, di questioni di particolare importanza, ne’ relative a personaggi di rilievo. La verbalizzazione delle ultime righe del foglio 4 dello interrogatorio predetto e’ forse dovuta ad una incomprensione nel senso che non si riferisce a questi contrasti, bensi’ alle frequentazioni di politici da parte del Bertoli ed ai suoi contatti con Fanfani e Pacciardi.

Adr: il Birindelli di cui parlo in un precedente verbale ed il cui nome si trova annotato nell’ agenda a suo tempo sequestratami, non e’ l’ ammiraglio Birindelli, bensi’ un mio coimputato di nome Amedeo gia’ inquisito nel processo del Mar.

Adr: i nomi di Campo Flavio e Coltellacci ed i relativi numeri telefonici mi furono dati da Delle Chiaie prima della mia partenza dalla Spagna per Caracas. Delle Chiaie fu molto leale nei miei confronti in quanto mi avverti’ che di li a breve sarebbero avvenuti degli arresti e fu lui a dirmi di fuggire a Caracas. Mi diede i nomi di campo e coltellacci come punti di riferimento. In realta’ ebbi una conoscenza molto superficiale dei due, che incontrai solo pochissime volte.

Il GI di Milano mostra al testimone le fotografie pubblicate su cambio 16 acquisite in fotocopia dalla Digos di Milano e concernenti l’ episodio di Montejurra.

Orlando dichiara: non e’ questo il gruppo di fotografie in cui appare la mia autovettura. Le fotografie che vedo mi sembrano scattate in cima alla collina, mentre quelle in cui fu ritratta lamia autovettura e’ stata scattata alla base della collina dove c’ e’ l’ albergo. Evidentemente non riesco a ricordare con esattezza quale fosse la rivista dove questa fotografia con la mia auto apparve. Prendo visione di una fotocopia di panorama del 761102 in cui appare un’ altra fotografia e sempre concernente i fatti di Montejurra. Posso dire che a sinistra di Cauchi c’è Mario il calabrese di cui ho gia’ accennato. Per quanto concerne Massagrande posso confermare di averlo visto con una certa assiduita’ ad Asuncion in Paraguay, anzi io stesso gli trovai un appartamento a fianco del mio in una villetta a fianco della mia. Massagrande mi disse che precedentemente era stato in Grecia dove aveva tenuto anche un ristorante che andava abbastanza bene. Non ho pero’ avuto mai occasione di parlare con Massagrande dell’ eventuale presenza di altri Italiani con lui in Grecia. Con Massagrande litigai e cesso’ la nostra frequentazione quando egli, durante una discussione cerco’ di negarmi l’ esistenza dei campi di concentramento ed i forni crematori nazisti. Confermo che in Paraguay vidi due volte Ricci Mario insieme al sudamericano che era presente all’ interrogatorio. Ricci pero’ non viveva in Paraguay e non so cosa fosse venuto a fare.

Ad GI Milano r: nulla so della morte del generale Ciglieri e non so neanche chi fosse.
Poiche’ l’ ufficio mi chiede di meglio precisare le circostanze dell’ acquisto di armi a Milano di cui ho gia’ parlato al GI di Milano e di Brescia il 25.05.92, posso precisare che quando questo episodio avvenne io mi trovavo a Milano e stavo lavorando alla Dia. Io e Carlo venimmo a sapere che era possibile acquistare armi in un ambiente della malavita milanese nella zona fra porta Genova e porta romana per la precisione l’ offerta di acquisto era stata fatta proprio a me. Volevamo comprare queste armi e portarle in Valtellina. Carlo si occupo’ della “copertura” interessando Degli Occhi il quale si mise in contatto con i carabinieri in via Moscova.
Fu cosi’ comunicato la data e l’ ora dell’ acquisto e la macchina con cui ci saremmo mossi in modo di essere sicuri di non essere fermati. Io e Carlo acquistammo le armi, una decina fra corte e lunghe e le portammo cosi’ senza problemi in Valtellina. Questo episodio si colloca all’ incirca nel 1971 1972 diverso tempo dopo la mia scarcerazione che avvenne il 20.11.70.

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