Umberto Nobili dichiarazioni 29.04.1992

A.d.r. sono stato già sentito da numerose autorità giudiziarie. Prendo atto che lei g.i. ha preso visione delle dichiarazioni da me rese al dr. Vigna ed al dr. Mancuso, nonché del memoriale che a suo tempo consegnai all’a.g. di Roma. Confermo le mie precedenti dichiarazioni. Devo tuttavia aggiungere che all’interno dell’aeronautica sono tuttora vittima di discriminazioni. Ad esempio sono stato recentemente sentito dal dr. Priore, verso la fine del 90. Subito dopo le mie note caratteristiche sono state abbassate e mi e stato chiarito che ciò era accaduto perché secondo i miei superiori non sarei sereno. I miei superiori, come e ovvio, disporrebbero di tutti gli strumenti, amministrativi e disciplinari per sanzionare i miei comportamenti. Invece non mi e stato mai contestato nulla e sono stato costantemente emarginato. Già nel 1979, dopo la mia visita a villa Wanda, avvenuta nel dicembre’78, il gen. Tascio mi intimo di non svolgere ulteriormente attività informative in toscana.

A.d.r. al tempo in cui lavoravo con l’allora capitano Mannucci ero capo del nucleo sios aeronautica di Roma e successivamente di quello di Firenze. Sono stato trasferito a Firenze nel 1975. Confermo di aver svolto col Mannucci le attività di cui ho già parlato in precedenti deposizioni e confermo di aver redatto uno scritto anonimo che inviai al dr. Gentile. A giustificazione di quanto ho fatto, faccio presente che i vertici del servizio erano sotto il controllo della P2, che io e il Mannucci non avevamo affidabili punti di riferimento e che avevamo l’esigenza di far sapere all’a.g. quanto sapevamo su Gelli. Ritengo che, nell’inviare quell’anonimo abbiamo agito quasi per forza maggiore. A.d.r. prendo visione dell’esposto anonimo spedito il 10.4.81 ed a suo tempo pervenuto al dr. Gentile nella copia a disposizione dell’ufficio. Leggo interamente questo testo e dico che fui io a redigerlo. Lo elaborai assieme al Mannucci ed io scrissi una minuta a matita. Di questo scritto dico che pur risalendo ad oltre dieci anni fa e ancora attuale.

A.d.r. fui io a spedirlo al dr. Gentile da un paese dell’appennino tosco-emiliano dalle parti dell’Abetone. Prendo atto che dal timbro postale risulta spedito da pavullo nel frignano. Cosi e. Io e il Mannucci ci recammo in quella località appunto per imbucare l’anonimo. Spontaneamente aggiungo che il col. Mannucci e un galantuomo e che e uno dei pochi che hanno cercato di contrastare quel cancro che è la P2. Credo che le carte sequestrate a villa Wanda sia una parte minima della documentazione della P2 e che questa sia ancora attiva ai massimi livelli. Il Mannucci corse un rischio a scoprirsi con me e a richiedere la mia collaborazione. Infatti a quel tempo ero affiliato alla massoneria, precisamente alla loggia 122, Ombrone di Grosseto. Entrai in massoneria nel 69 quando ero tenente. Subito mi fu proposto di entrare in un’organizzazione coperta, ma io rifiutai non ravvisandone la necessita. Già a quel tempo sentii parlare della P2 ma l’argomento era tabu. Entrato in rapporto col Mannucci, questi, mano a mano, mi fece comprendere quale personaggio fosse il Gelli e quale veicolo di corruzione di ricatti fosse la P2. Rimasi talmente colpito da questi discorsi che fui io stesso a mettermi a disposizione del Mannucci per aiutarlo in una sua attività informativa sulla P2. Lasciai la massoneria verso il 1981 – 82. Col Mannucci feci delle ricerche di archivio su Gelli e facemmo analisi di articoli di stampa. Eravamo isolati ed entrambi eravamo amareggiati perché non si riusciva a dare un esito al nostro lavoro. Mannucci era scoraggiato e fu allora, era nel 1988, che decisi di dire tutto al dr. Vigna. Ciò anche perché nell’aeronautica ero sempre più emarginato e perché qualcuno mi aveva insinuato il dubbio che Mannucci mi aveva semplicemente utilizzato per sue finalità a me sconosciute. Durante l’istruttoria dibattimentale di primo grado per la strage del 2.8.80 venni menzionato dal p.m. nella sua requisitoria orale e quindi mi presentai spontaneamente a lui per chiarire quale fosse la mia posizione rispetto a Gelli.

A.d.r. nel nostro lavoro sulla P2, ad un certo punto io e Mannucci ci rendemmo conto che la strage di Bologna del 2.8.80 si inseriva nello stesso copione di quella dell’ Italicus e di quella di piazza Fontana e corrispondeva a interessi piduisti. Parecchie ditte che lavoravano in Libia erano legate direttamente o indirettamente alla P2. Nell’estate dell’80 si avvertiva, come dire, nell’aria, la presenza dei servizi libici. Il Mannucci mi parlava da parecchio tempo di rapporti tra servizi libici e di organizzazioni criminali di alto livello, sotto il coordinamento della P2. Ricordo che Semerari era piduista, aveva rapporti con la destra extraparlamentare, ma anche con la sinistra e con grosse organizzazioni criminali comuni. Il Semerari, inoltre , si diceva che avesse contatti con ambienti libici. Io e Mannucci lavoravamo su tutto questo, ma non potevamo farlo da soli e avevamo bisogno che un magistrato attivasse, sulla stessa linea di indagine, la polizia giudiziaria.

gheddafi

A.d.r. il capitano Pandolfi non l’ho mai conosciuto personalmente.

A.d.r. nella nostra attività informativa personalmente non ho appreso nulla circa il nucleo piduista fiorentino. Ritengo pero che il Mannucci ne sappia parecchio. Io non facevo domande per non metterlo in imbarazzo. Mi limitavo ad ascoltare ciò che mi diceva.

A.d.r. non ho mai conosciuto il Federici, ne il Ciolini.

A.d.r. quando, da articoli di stampa appresi che il Ciolini accusava Gelli per la strage di Bologna feci dei salti di gioia e telefonai per avere delucidazioni dal Mannucci. Questi freno gli entusiasmi e mi disse che Ciolini era ben noto come un venditore di fumo.

A.d.r. non ho mai conosciuto nemmeno Giunchiglia, Von Berger e Balestrieri, sono tutti nomi che ho nelle orecchie ma non hanno formato oggetto delle mie attività informative. Ho conosciuto soltanto Gelli con il quale ho avuto un incontro di circa due ore come peraltro ho già detto in altri verbali. Spontaneamente aggiungo che la mia attività col Mannucci non era affatto illegale in quanto disciplinata da un regolamento del Sios aeronautica che impone appunto di collaborare con i centri cs. Spontaneamente aggiungo poi che sul mio conto e stato redatto un appunto in cui si dice che non chiare le ragioni per cui avrei incontrato Gelli. E’ invece noto a tutte le aa.gg. Con cui ho parlato il motivo per ho avuto rapporti con Gelli.

A.d.r. non so quali rapporti il col. Mannucci intrattenesse con il centro cs di Bologna. I rapporti tra centri sono questioni delicate e io mai me ne sono interessato.

A.d.r. il col. Mannucci conosceva certo il Musumeci, il quale faceva parte della sua linea di comando in quanto responsabile della sicurezza del servizio. Mannucci non si fidava di Musumeci, del quale peraltro non era nota la sua affiliazione alla P2.

A.d.r. Viezzer l’ho sentito soltanto una volta per telefono. Fu colui che, attraverso il Coppetti, mi introdusse presso Gelli. Coppetti era un mio fiduciario, che gestivo per conto del Mannucci e che ad un certo punto il Mannucci gesti direttamente. L.c.s. ­

 

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