Boidi Anna Maria – dichiarazioni 19.07.1975

Adr: ricordo che Giancarlo Esposti seppe subito che il 740224 la Cassazione aveva confermato una condanna ad anni 4 di reclusione, per gli attentati fatti a firma Sam. In quel periodo di tempo egli per una quindicina di giorni dormì a casa mia, dalla quale pero’ volle poi allontanarsi quando la conferma della sentenza da parte della Cassazione fu risaputa, per non metterei miei genitori nei pasticci. Successivamente andava a dormire, a quanto mi disse, in un appartamento dove c’ erano parecchi letti, e dove andava anche il D’Intino. Non mi spiego’ dove fosse tale appartamento, ma dal complesso io capii che si trattava di un appartamento che era collegato con la persona che egli chiamava “il vecchio”.

Adr: e’ verbalizzato a foglio 992 del volume III circa l’ episodio relativo all’ incidente che Giancarlo ebbe sulla autostrada mentre trasportava esplosivi, è verbalizzato in modo inesatto. Forse non mi sono bene espressa o non sono stata ben compresa. In realta’ in quella occasione io non ero presente, ma il fatto mi fu raccontato da Giancarlo quando rientro’ da Ascoli Piceno. Egli infatti parti’ da Milano per Ascoli Piceno qualche settimana prima della pasqua 1974, di cui ho gia’ parlato. Ricordo che si era fatto prestare da un garagista suo amico una Opel Commodor, con l’ esterno bianco e l’ interno nero, e parti’ portando con se il giovane di cui ora non riesco a ricordarmi il nome, ma e’ probabile che Giancarlo non mi disse neppure chi fosse. Resto’ assente da Milano tre o quattro giorni e al ritorno mi racconto’ che aveva subito un grosso spavento perche’ nella autostrada mi pare in Emilia, aveva subito un incidente, nei pressi di un casello, per cui era intervenuta la pattuglia della polizia della strada che sostava nei pressi del casello per aiutarlo.
Appunto in questa occasione egli trasportava nell’ auto dell’esplosivo e si era presa una grande paura che venisse scoperto dalla polizia della strada. Dopo questa gita ad Ascoli Piceno fatta da lui col suo amico egli ritorno’ ad Ascoli Piceno, come ho detto insieme a me, e fu in tale occasione che effettuammo la sosta al Terminillo ove Fulco gli consegno’ il fucile di precisione.

Adr: ricordo che sicuramente Giancarlo si incontro’ col Nardi fra l’ ottobre e il novembre 1973. Giancarlo era stato arrestato nel mese di agosto a Chiavari e il 27 novembre (731123) aveva ottenuto la liberta’ provvisoria. Ricordo che in questo periodo egli si reco’a Roma per trovare Gianni Nardi. Al ritorno mi racconto’ che era stato ospitato da Gianni in un appartamento di Bruno Stefano, ove oltre allo Stefano e al Nardi c’erano anche Gudrun kiess e una certa Helga, cittadina tedesca amica del Nardi. Mi racconto’ anche che in questo periodo di tempo Gianni Nardi era stato anche nascosto, perche’ aveva il soggiorno obbligato in Ascoli Piceno, in una casa, dalle parti di Roma, ma non mi preciso’ dove, insieme con altre due persone, ma non mi preciso’ chi fossero. In questa casa c’ era stato anche Giorgio Marini, e, se ben ricordo, anche Giancarlo: quest’ ultimo particolare pero’ non lo ricordo con esattezza.
Fatto sta che da questa casa eran dovuti scappare tutti perche’ c’ era stata una irruzione della polizia. La polizia pero’ aveva trovato Gianni Nardi, ma neppure l’ avevano fermato o perche’ non lo avevano riconosciuto oppure perche’ egli aveva dei documenti falsi. Non ricordo ora per quali di queste due ragioni non lo aveva fermato, fatto sta che non era stato fermato. Dopo questo fatto, Giorgio Marini, che pure si era trovato nella stessa zona era rientrato ad Ascoli Piceno, mentre Nardi era venuto su a Milano. Ora non ricordo con precisione ma mi sembra che anche Giancarlo rientro’ a Milano dopo questo fatto, non ricordo se poco prima di Gianni Nardi, oppure insieme al medesimo, ma mi sembra piu’ probabile prima di Gianni Nardi. Fatto sta che essi poi si ritrovarono a Milano.
Da Milano Gianni Nardi parti’ in uno degli ultimi giorni del novembre 1973, dalla stazione centrale con un treno diretto a Ventimiglia -Nizza; da Nizza avrebbe dovuto prendere un aereo credo per il Sudamerica. In questa occasione venne su a Milano per salutare il Nardi anche Giorgio Marini, insieme con Alba Nardi.

Adr: per quanto io ne sappia, Gianni Nardi conosceva di cittadine straniere soltanto la nominata Helga. Invece Bruno Stefano conosceva una ragazza incontrata durante un viaggio che egli aveva fatto in Polonia e in Bulgaria.

Adr: ignoro completamente che questa ragazza fosse polacca o bulgara e se la stessa fosse venuta a trovare Bruno Stefano in Italia.

Adr: effettivamente io nel giugno – luglio 1974 mi trovavo a Malaga e piu’ precisamente a torre molino, in un appartamento affittato insieme con Bruno Stefano, la Gudrun Kiess, Antonio Maino, e la Helga ed Heinz Frei. Preciso pero’ che la Helga abitava con uno spagnolo. In uno dei primi giorni del mese di luglio, fummo tutti arrestati dalla polizia spagnola, salvo il Frei che sfuggi’ perche’ era fuori e sopraggiunse mentre ci portavano via. Io, la Helga e il Maino, fummo pero’ rilasciati subito, mentre lo Stefano e la Kiess rimasero detenuti fino al mese di settembre.

Adr: durante questo periodo di tempo, lo Stefano, a quanto ricordo, fece qualche telefonata soltanto a Roma, ritengo alla sorella, che infatti poi venne a trovarci. Venne a trovarci anche Giorgio Marini, che si trovava in un paesino vicino a Barcellona, insieme con Alba Nardi. Questa visita da parte di Marini venne effettuata molto tempo prima dell’ arresto, nel mese di giugno. Io mi trattenni in Spagna dal mese di giugno fino al mese di agosto, cioe’ tre mesi. Appena rilasciata avevo pero’ lasciato il posto e me ne ero andata da sola a Ibiza.

Adr: non sono in grado di dire se Fulco sapesse che Giancarlo era latitante a seguito della sentenza di condanna da parte della cassazione. Faccio pero’ presente che egli era molto amico di Giancarlo e, come ho gia’ detto, Giancarlo aveva molta fiducia in lui.

Adr: dal mese di febbraio alla data del 740510, quando Giancarlo ando’ via da Milano, avevo visto talvolta il medesimo soltanto con Alessandro D’Intino, Vivirito Umberto, il piu’ spesso, una o due volte con cesare ferri. Preciso peraltro che li vidi insieme raramente, il piu’ spesso era lo stesso Giancarlo che mi riferiva di essersi incontrato col Vivirito e col D’Intino.

Adr: non ho mai sentito nominare da Giancarlo Esposti, mimmo, memo, Bruno Marozzi, ne’ Mario Mezzina. Ho invece sentito il nome di sarti luciano, ma non riesco a ricordare in quali circostanze e in relazione a che cosa. Non ho mai sentito fare il nome di Dirani Hanca.

Adr: non ho mai conosciuto personalmente Benardelli Luciano, e nonne’ ho mai sentito parlare da Giancarlo. So chi e’ soltanto per aver letto di lui sulla stampa.

Adr: fui arrestata per reticenza in quanto a parere del GI non riferivo tutto cio’ che io sapevo circa le relazioni tra Giancarlo e Carlo Fumagalli, la persona cioe’ di cui Giancarlo mi parlava chiamandola il vecchio e che soltanto dopo l’ arresto io appresi che si chiamava Jordan, a quanto poi lessi sui giornali e mi fu confermato da GI. Preciso infatti che parlando con me, Giancarlo lo chiamava sempre “il vecchio” e cosi’ lo chiamo’ quando prima di partire da Milano, il740510, mi disse che era stato arrestato. Tutto cio’ che Giancarlo mi disse dei suoi rapporti col “vecchio” sono i seguenti, e mi ribadisco:
Che si era messo con questa persona;
Che si trattava di un ex partigiano, che era molto in gamba, che disponeva di danaro, che da lui Giancarlo riceveva del danaro, che si incontravano in un baretto di piazza della scala, che a qualcuno di questi incontri erano stati presenti D’Intino e Vivirito;
Che aveva una organizzazione paramilitare e che ci sapeva fare molto bene a causa delle sue esperienze di partigiano;
Che gli aveva dato una Land Rover, credo non a pagamento;
Che il “vecchio” aveva un appartamento con dei lettini e dei viveri, dove tenere quelli della organizzazione, latitanti e non;
Che il “vecchio” aveva anche un altro posto, dove dormiva un altro ragazzo, ma non mi preciso’ quale fosse: mi pare di ricordare che doveva essere una officina meccanica.
Quando fu arrestato il “vecchio” infatti Giancarlo si domandava se magari avessero arrestato anche questo ragazzo.

Adr: non ho mai sentito fare da Giancarlo il nome di Colli Mauro.

Adr: non credo che Giancarlo telefonasse al “vecchio” o se il “vecchio” telefonasse direttamente a lui. Ricordo che Giancarlo era troppo accorto e troppo cauto per fare telefonate. Ricordo invece che nei 15 giorni che resto’ in casa mia, erano il D’Intino e il Vivirito a telefonare a casa mia. Di solito rispondevo io e quando chiedevano di Giancarlo glielo passavo. Appunto con queste telefonate D’Intino o Vivirito davano appuntamento a Giancarlo per trovarsi nel bar di piazza della Scala: alcuni di questi appuntamenti erano per trovarsi anche col “vecchio” a quanto mi diceva Giancarlo. Preciso comunque che di queste telefonate di D’Intino e di Vivirito per appuntamenti al bar della Scala, Giancarlo ne ricevette cinque o sei. Ignoro come avvenissero i contatti dopo che Giancarlo ando’ via da casa mia. Sinceramente altro non so dei rapporti fra Giancarlo e il “vecchio”, salvo quanto ho finora precisato sia al GI dr Vino sia alla sv.

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