Latini Sergio – dichiarazioni 06.04.1983

All’inizio del 1977, ho trascorso un periodo di detenzione di circa 5 mesi assieme a Soffiati Marcello nel carcere di Firenze. Con noi e’ stato anche, per circa due mesi, Affatigato Marco. In questo periodo, ho avuto modo di parlare col Soffiati, il quale mi faceva le sue confidenze.

– il rapporto fra il Soffiati e l’ Affatigato era meno confidenziale di quello tra me e il Soffiati, in quanto quest’ultimo sapeva delle riserve nutrite da Tuti sull’ Affatigato, che era sospettato di aver favorito la cattura di Tuti e, in linea di massima, le condivideva. Inoltre, l’ Affatigato rimase in cella con noi soltanto due mesi il Soffiati si vantava con me di avere libero ingresso alla base Nato di Verona. Diceva di avere rapporti confidenziali con gli americani di tale base, ma non mi specifico’ con chi. Il Soffiati diceva di essere amico del colonnello Spiazzi; non mi preciso’ , tuttavia, quali fossero i suoi rapporti politici con il colonnello. All’ epoca della nostra comune detenzione, il Soffiati e lo Spiazzi erano in rapporti epistolari.

– il Soffiati era amico, altresi’ , di un medico di Venezia a nome Maggi. Il Soffiati mi disse che questi aveva messo adisposizione la propria attivita’ di medico chirurgo per soccorrere camerati rimasti feriti in scontri a fuoco. Il Soffiati mi racconto’ di specifici episodi di camerati rimasti feriti, che vennero poi curati dal Maggi. Il Soffiati non mi fece i nomi dei camerati feriti. Mi disse che tale attivita’ del Maggi risaliva ad epoca immediatamente anteriore al di lui arresto (del Soffiati). Mi disse che i feriti venivano spesso portati a Venezia nello studio medico del Maggi, ma che in caso di necessità questi era disposto a spostarsi, tanto e’ vero che una volta era stato perfino in Spagna per curare un ferito.

– l’ intervento del Maggi era in favore soltanto della organizzazione di cui egli stesso faceva parte, cioe’ di “AN”, “Ordine Nuovo” .

– all’ epoca, anche il Soffiati faceva parte di Ordine Nuovo.

–  il Soffiati mi disse di avere la disponibilita’ di pistole e di mitra e mi disse che avrebbe potuto metterle a mia disposizione una volta uscito dal carcere. Mi disse, inoltre, che anche il Maggi aveva disponibilita’ di armi, esclusivamente di pistole. Il Soffiati mi riferi’ che il Maggi custodiva queste armi e che le teneva a disposizione dei camerati che ne avessero bisogno.

– prima della mia detenzione, ero simpatizzante della “Giovane Italia” . Entrai in carcere per reati comuni e, in carcere, stabilii relazioni con esponenti della destra eversiva, come risulta alla sv dagli atti di un procedimento a mio carico, relativo alla rivista “Quex” .

– mai il Soffiati mi fece il nome di tale avvocato Giannotti.

– il Soffiati mi confido’ di avere piu’ volte accompagnato in Francia il suo amico Massagrande Elio allorche’ questi si trovava in stato di latitanza. Il Massagrande, a quell’ epoca, era latitante in spagna e talvolta aveva necessita’ di rientrare in Italia per incontrarsi con il gruppo veneto di Ordine Nuovo (ON) . Il Soffiati aveva la possibilita di far passare clandestinamente al Massagrande la frontiera italo – francese.

– il Soffiati acquisto’ la trattoria di Colognola nel periodo in cui si trovava in carcere. Mi confido’ che era stato finanziato da Ordine Nuovo e, in particolare, dal Massagrande.

– il Soffiati riteneva che l’ esercito fosse disponibile per un colpo di stato, essendovi numerosi ufficiali di destra. Riteneva tuttavia, creare nel paese le premesse per un intervento militare di normalizzazione, attraverso l’ esecuzione di atti di terrorismo. Il Soffiati sosteneva che “i ragazzini di destra” avrebbero potuto dare sfogo alla loro carica rivoluzionaria con la esecuzione di atti di terrorismo o stragi. Con cio’ si sarebbero create automaticamente le premesse per un intervento militare. Il Soffiati sosteneva che la destra rivoluzionaria da sola non sarebbe stata in grado di prendere il potere e che era quindi necessario promuovere un intervento militare.

– non mi ha mai parlato del “Movimento forze armate” .

– il Soffiati era convinto che nell’ esercito italiano vi fossero uomini disponibili al colpo di stato e riteneva che gli americani avrebbero sostenuto un’ iniziativa del genere.

– non mi ha fatto nomi di ufficiali che condividevano ideologie golpiste.

– il Soffiati era affascinato dalla personalita’ del Tuti e, in particolare, dal contegno che questi aveva assunto successivamente al suo arresto. Il Tuti era, per Soffiati, un esempio di rivoluzionario. I comportamenti del Tuti rappresentavano un esempio di concreta realizzazione delle idee del Soffiati.

– il cd “spirito legionario” consiste nella integrale accettazione di una prospettiva rivoluzionaria, per la quale il militante è disposto anche ad arrivare, pur di raggiungere l’ obiettivo che si è prefissato, a compromessi con gruppi di potere economico e militare. L’ immagine pubblica del militante, tuttavia, esclude, che tali compromissioni possano manifestarsi. E’ importante che il militante ostenti un’ apparente “purezza” di fronte a quei “ragazzini” che si sentono mossi da ideali rivoluzionari di assoluto antagonismo con lo stato.
Quei “ragazzini” vengono usati, attraverso la ideologia del cd “spontaneismo” , per compiere atti di terrorismo. Tali atti, da soli non avrebbero a costituire il sovvertimento delle istituzioni e percio’ i capi della destra eversiva devono collegarsi con apparati di potere economico e militare dello stato al fine di utilizzare efficacemente quegli atti di terrorismo realizzati dai “ragazzini”. Tali atti generano paura tra la gente ed incentivano l’ intervento normalizzante dello esercito e di gruppi economici. Tale è la strategia dei capi sia di “Terza Posizione” (TP) che di “Ordine Nuovo” (ON) .

– per capi di Ordine Nuovo intendo gli ex ordinovisti Graziani, Massagrande e gli altri capi storici, nonche’ Concutelli che ritiene tuttora vitale tale movimento e se ne ritiene il capo.

– per capi di Terza Posizione intendo Fiore, Freda e Adinolfi.

– Terza Posizione e’ passata da un ambito locale Romano ad un rilievo nazionale in quanto cio’ e’ stato voluto da Freda. Posso dire cio’ in quanto venne detto dallo stesso Freda, con il quale ho trascorso un periodo di detenzione. Inoltre, all’interno di Terza Posizione, quelle responsabilità di tutta l’ Italia del nord, c’ era Fachini, uomo di Freda.

– sono stato detenuto assieme a Freda nel settembre – ottobre e nell’ aprile del 1979 (790900 – 791000 – 790400) presso il carcere di Novara.

– notizie sull’ omicidio di Mangiameli Ciccio mi sono state date da tali Pisu Vincenzo, Bisini Corrado e Lombardi, allorche’ mi trovavo detenuto con loro nel carcere di spoleto dalla fine del 1980 sino al maggio 1981 (810500) . Il Pisu affermava di essere uno dei responsabili di Terza Posizione di Roma; il lombardi era un capo zona di TP ed il Bisini un semplice militante.
Mi dissero che il Mangiameli era stato ucciso in quanto si riteneva che avesse destinato ad altri scopi del danaro che gli era stato dato per organizzare la evasione dal carcere di Brindisi, secondo una prima ipotesi, e quindi dal carcere di Palermo, del Concutelli. Questi doveva restare a Brindisi per un processo a suo carico, che pero’ fu rinviato a nuovo ruolo, con conseguente trasferimento a Trani. Qui mi sono trovato nella sua stessa cella tra la fine del 1979 ed il giugno 1980 (800600) . Poiche’ Concutelli aveva numerosi processi a Palermo, il Mangiameli avrebbe dovuto organizzare l’ evasione durante uno dei trasferimenti da trani a Palermo. Il Mangiameli aveva organizzato la evasione assieme ai fratelli Di Bella, uno dei quali doveva rientrare dal Sud Africa dove si trovava in quanto ingaggiato dal locale regime in funzione anti sovversiva. Il Concutelli mi disse anche che un altro suo uomo rivestiva il grado di ufficiale nella polizia o nell’ esercito sudafricano.
Non conosco i motivi per cui il piano di evasione non ebbe seguito. Comunque il Concutelli era convinto che il Mangiameli avesse fatto tutto il possibile. Tale convinzione era comune al gruppo di Palermo di Terza Posizione. Il gruppo romano, invece, riteneva Mangiameli reo di essersi appropriato il danaro stanziato per il progetto di evasione.

– Non so perche’ fallì l’evasione da Palermo. So invece che quella da brindisi falli’ quanto la persona che aveva preso in affitto in quella citta’ il covo ove avrebbe dovuto rifugiarsi il Concutelli perse la carta di identità, falsificata, sulla quale era riportata la sua fotografia vera e sulla quale era indicato il falso nome con cui aveva preso in affitto il covo. Si trattava di un pregiudicato milanese di facile identificazione; sono quasi certo si trattasse di un uomo della banda Vallanzasca. Tutto cio’ mi e’ stato riferito da vari compagni di detenzione, tra i quali pisu e Concutelli.

– Prendo visione di copia fotostatica del volantino di (TP) Terza Posizione iniziante con le parole “Roma, 800911 … ), sequestrato ad Spiazzi Amos. Conoscevo gia’ questo volantino che e’ stato redatto e stampato da Tommaselli Enrico, cioe’ dal responsabile per Palermo di Terza Posizione. Il volantino fu diffuso assieme alla pubblicazione “tabula rasa” , alla quale collaborava anche il tuti.

– Prendo visione per la prima volta del testo della intervista rilasciata dallo Spiazzi all’ espresso nell’ 800800. Mi risulta che quanto dice Spiazzi circa il tentativo di Ciccio di accordare i quattro gruppi dei Nar non risponde a verita’ . Vero è invece che vi era stato un tentativo da parte del Movimento Rivoluzionario Popolare (MRP) , nel quale erano confluiti gli ex aderenti di Avanguardia Nazionale, di assorbire Terza Posizione. L’ MRP e TP si contendevano l’egemonia sull’ area dell’ estremismo di destra.

– Non mi risulta che vi fossero all’ epoca quattro gruppi di Nar che Ciccio tentato di unificare.

– Non mi risulta che Delle Chiaie fosse in contatto con i Nar. Aveva invece collegamenti con l’ MRP. Fu il Pisu a dirmi di avere visto il Delle Chiaie a Roma nel 1979.

– Rilasciando l’ intervista che ora ho letto, lo Spiazzi ha chiaramente teso ad infangare il nome di Mangiameli, persona che aveva sempre militato onorevolmente prima in Ordine Nuovo e poi in Terza Posizione, accreditando la tesi che il Ciccio fosse compromesso con ambienti di potere. Cio’ attraverso lo accostamento del nome Mangiameli a quello di Delle Chiaie. Il Mangiameli veniva screditato anche per il solo fatto che il suo nome venisse fatto dallo Spiazzi, uomo notoriamente legato ad ambienti militari ed ai servizi segreti.

Letto confermato e sottoscritto­

 

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