Sergio Calore dichiarazioni 03.10.1985 G.I Minna

Chiestomi dal GI di delineare nelle grandi linee ma poi anche nei momenti particolari quello che e’ accaduto nell’ area dell’ eversione di destra nel 1974, io credo prima di tutto che, si debba fare una ricognizione di quella che era la situazione in quell’ area nel 1973. Poi ritengo di dover parlare su tre tempi distinti in sede logica e’ possibilmente spaziale e temporale, anche se interdipendenti uno da l’ altro. Quindi parlero’ del progetto, del programma, dei fatti. La situazione a Roma alla fine del 1973 e’ molto variegata.

Per quanto riguarda ON il gruppo Rauti, gia’ dalla fine del 1969e’ rientrato nel Msi dove svolge una pubblica attivita’ nota a chiunque. Al gruppo Rauti, si collegano i centri culturali europei sparsi un po’ per tutta Italia come il circolo Drieu la Rochelle di Tivoli e gruppi similari. Nel gruppo di Rauti e’ inserito ufficialmente e di fatto Signorelli che fa parte del comitato centrale del Msi. Il gruppo di Graziani, non rientrando nel 1969 nel Msi ha creato il movimento politico ON. Il MPON si richiama esplicitamente al vecchio ON di prima della scissione fra Rauti e Graziani nel 1969. Il vecchio centro studi di ON e’ stata la matrice di tutti i successivi gruppi extraparlamentari di destra, tanto che la stessa AN agli inizi non fu altro che una scissione del gruppo giovanile di ON fino alla fine del 1960, il centro studi ON ebbe un’ attivita’ quasi esclusivamente culturale e politica con grande predominio del gruppo evoliano mentre il gruppo giovanile svolgeva azione politica diretta e attivismo spicciolo.

Naturalmente prima del 1970 sia ordine nuovo sia AN si trovarono ad agire, dentro determinati tempi storici. Cosi’ , in concomitanza con quello che e’ stato chiamato – il fenomeno del movimento studendesco in tutte le universita’ italiane, il movimento studentesco di giurisprudenza a Roma origino’ due situazioni; si rifondo’ AN con presidente Tilgher e presidente onorario Delle Chiaie; nacque Lotta di Popolo il cui manifesto programmatico fu redatto congiuntamente da Graziani, Delle Chiaie Signorelli, De Felice e Dantini.

In un certo senso Lotta di Popolo e’ parente dei Fas che sono un gruppo di Signorelli il quale a sua volta attraverso’ la federazione nazionale combattenti repubblica sociale italiana, produce dei manifesti che richiamano Lotta di Popolo. Tornando al 1973, la situazione del MPON e’ molto particolare perche’ in quel periodo c’è il primo processo contro il MPON. Dopo la scissione del 1969 il MPON, si è data ad una struttura tutta sua. Perdurante la scissione il MPON in pubblico ha mantenuto una posizione di grossa polemica con gli ordinovisti rientrati nel Msi, ma nello stesso tempo i rapporti personali fra i due gruppi non si sono affatto esauriti, tanto e’ vero che da una parte Tedeschi quasi accoppa Rauti ma quando poi Rauti verra’ arrestato a Milano, tutto il MPON si mette a disposizione.

Nel 1973, quando il MPON si trovo’ nei grossi guai processuali, i suoi dirigenti e proprio Graziani clemente, chiesero apertamente ed esplicitamente a Signorelli, il quale conservo’ la sua posizione ufficiale nel Msi, di assumere la direzione di fatto del MPON. Sempre nel 1973 – Signorelli mi disse che si stava creando una vasta area in cui affluivano anche le parti piu’ serie del fronte nazionale questa area, come diceva Signorelli, si attivava per un colpo distato e prevedibilmente doveva venire nella primavera estate del 1974 tanto e’ che Graziani e pugliese, subito dopo lo scioglimento del MPON, in una riunione a Tivoli sostennero la necessita, che ogni gruppo di noi avesse una struttura a grappolo con specifiche strutture di supporto logistico e di sabotaggio. Solo in un momento successivo Signorelli con riferimento al fronte nazionale parlo’ del gruppo Pomar.

Intanto il gruppo ordinovista rientrato nel Msi teneva corsi di formazione per quadri ai quali si chiedeva di essere pronti anche ad inserirsi in altre formazioni – i corsi venivano tenuti in via degli Scipioni e li organizzavano Rauti, Romualdi adriano, Signorelli qualche volta Andriani ed anche Mollicone fra gli altri.

Nell’ estate del 1973, noi del corso quadri rompemmo con il Msi e il gruppo di via degli Scipioni si pronunzio’ contro di noi mentre in nostro favore si mise Signorelli che intanto assumeva le stesse posizioni del gruppo di via degli Scipioni nelle varie circostanze politiche. Intanto ancora nel 1973 Grillo Andrea e Lorito Carlo, il quale aveva tutta la fiducia di Signorelli, entrarono in Lotta di Popolo dove c’ era Dantini, il quale Dantini aveva legami personali con ambienti di Nuova Repubblica di Pacciardi. Cosa facesse in pratica Lotta di Popolo non lo so, ma ricordo benissimo che cercavano di egemonizzare tutta l’ area extraparlamentare di destra per la quale si proponevano come l’ unico gruppo vero.

Lotta di Popolo a sua volta, manteneva rapporti diretti con il gruppo di Roma nord che comprendeva fra l’ altro la Balduina e l’ Aurelia, nel quale gruppo di Roma nord c’ erano Tedeschi Mario e i suoi che venivano chiamati i “famigli”. Nella Roma nord, c’ era Zini Paolo che era stato attivissimo nei corsi di via degli Scipioni ma che allora disse di rientrare nel Msi ma che di fatto spari’ dalla sera alla mattina. Lo Zini, aveva un cugino molto attivo in Lotta di Popolo di Teramo. Intanto AN era in un attivismo notevole a Roma, al punto di sostenere quasi per intero gli scontri con la sinistra.

La struttura interna di AN e’ stata sempre impermeabile e percio’ sconosciuta. So che e’ una struttura molto gerarchizzata, dove ad esempio gli aderenti avevano l’ obbligo di salutare in maniera molto particolare i dirigenti. In Avanguardia Nazionale, c’ era un gruppo diretto da Fiore Tonino, che curava la sicurezza dell’ organizzazione: questo gruppo si chiamava Guardia Runica e dal suo interno nascera’ poi Terza Posizione. Nello stesso tempo nel Msi – dove nel frattempo non a caso la Giovane Italia era diventata il Fronte della Gioventu’ , che decisero di non chiamare nazionale per rendere la stessa sigla il meno fascista possibile – accadevano piccole fratture alimentate da personaggi di scarsa importanza come ad esempio il Pau, i quali pero’ mantenevano rapporti diretti con Signorelli e poi li avranno con guida. Della situazione nel 1973, io so che a Milano c’ era il gruppo La Fenice: questo gruppo era diretto da Rognoni il quale non solo aveva rapporti con Signorelli e con il nostro gruppo, ma nel 1973venne personalmente a Tivoli da noi.

Doveva esserci anche un gruppo di Genova del quale faceva parte la persona amica di Benvenuto che nascondemmo a Tivoli nell’ autunno del 1974 per quella esplosione in un appartamento di Genova in cui fu coinvolto Benvenuto.

C’ era anche il circolo Drieu la Rochelle di Napoli che Signorelli ci presento’ personalmente. C’ era anche il gruppo emiliano della zona di Ferrara capeggiato da Borghi Giuliano che fu anche lui latitante a Roma. Questa è nelle grosse linee la situazione a Roma e per quel che ne so io in campo nazionale nel 1973. Dentro questa situazione io ricordo benissimo il progetto politico come veniva esposto da Signorelli. Il progetto era questo: creare una situazione insurrezionale in grado di provocare l’ intervento di reparti militari regolari che di loro iniziativa avrebbero effettuato un colpo di stato, dentro il quale i nostri gruppi avrebbero avuto la funzione di guardia della rivoluzione. Prima pero’ di passare dal progetto al programma, devo avvertire che vi sono alcuni nodi di svincolo che hanno anche una autonomia propria. Prima di tutto era impossibile darsi una struttura a cellula perche’ l’ ambiente era piccolo e invece la compartimentazione stagna veniva ottenuta alimentando polemiche fra gruppi e persone della destra in modo da tenere isolate situazioni e persone per cui dall’ esterno queste non potevano essere raggiunte. Poi vi doveva essere una differenziazione fra il piano pubblico e il livello retrostante. Sul piano pubblico c’ era la necessita’ di provocare spinte che producessero spostamenti.

Cioe’ si dovevano creare le condizioni perche’ accadessero delle azioni, ma dentro un elevato livello di copertura che si estendeva sul piano giudiziale per assicurare l’ impunita’ la quale a sua volta generasse azioni di risposta a questo stato di fatto. Quindi vi era una serie di fatti ufficialmente impossibili da ricollegare oggettivamente ma anche soggettivamente e invece la gestione pubblica indica l’ esistenza di una regia che a sua volta utilizza come crede le singole azioni. Quasi mai c’ e’ il pilotaggio delle azioni specifiche di cui invece si creano le condizioni generali. Dall’ altra parte c’ e’ il progetto di rafforzare nelle istituzioni il proposito di coagularsi e reagire a forze disgregatrici del sistema. Quindi si dara’ l’ impressione di un movimento molto vasto, molto articolato e molto autonomo, ma in realta’ , c’e’ un uso politico generale che prefigura il contesto in cui si realizzeranno le azioni specifiche. Allora apparivano varie sigle e alcune sigle si specializzarono in alcuni attentati ma tutto questo non vuol dire che le persone siano diverse.
Prima di passare a quello che per quanto so io fu il programma del 1974 io ricordo al GI che quanto ho dichiarato questa mattina deve a sua volta essere correlato e collaborato da quanto o sul tema generale o su singoli punti ho gia’ dichiarato a piu’ riprese alla autorità giudiziaria di Firenze – Bologna – Brescia e Roma, integrandosi questo interrogatorio con quelli gia’ fatti.

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