Requisitoria pm Mancuso processo strage di Bologna 11.0.4.1988 – prima parte

Signor presidente signori giudici di questa corte d’ assise signori avvocati delle parti civili e degli imputati e signori imputati nell’ accingermi a questo riepilogo finale degli elementi di accusa raccolti in questo processo io tentero’ di fornire un contributo il piu’ possibile oggettivo attraverso un’ analisi e spesso una lettura dei tanti documenti acquisiti e non inutilmente a questo voluminoso processo ed una analisi rigorosa di quanto e’ stato acquisito incorso di questo non facili udienze dibattimentali e per fare questo dovro’ ovviamente tenere conto cosi’ come dovrete farlo voi di tutto cio’ che ha contribuito ad accertare questo dibattimento attraverso innanzitutto gli interrogatori degli imputati di quelli ovviamente che hanno accettato il contraddittorio poiche’ in questo processo numerose sono le persone gli imputati che ad esso si sono sottratti faccio riferimento agli imputati Fioravanti, Mambro, che hanno rifiutato di rispondere pur presenti.

L’ imputato Musumeci che ha abbondonato nel momento in cui era in difficolta nel dar conto di alcune sue condotte all’ imputato Signorelli che alla terza ripresa si e’ senza motivazione ritirato a giorgi che non si e’ presentato, Gelli rimasto latitante, com’era o del resto o cavallini o giuliani che non sono comparsi pur detenuti in questo processo o per ragioni completamente diverse alle dichiarazioni gia’ acquisite di imputati che non sono presenti per ragioni assai piu’ drammatiche come il generale Santovito, come il professore Semerari, come il signor Palladino Carmelo.

E’ successivamente affrontero’ il problema certamente non secondario ma voglio dire non cosi’ incandescente come si e’ voluto far credere spesso nel corso delle udienze dibattimentali, c’ e’ la credibilità dei testimoni di accusa e’ ovviamente anche della credibilita’ dei testimoni di difesa.

Ho gia’ detto presidente che nel corso di questo processo ed ancor prima nella fase istruttoria della inchiesta non e’ stato possibile per i motivi che tutti conoscono interrogare Gelli Licio pure egli e’ senza ombra di dubbio il protagonista principale di questo processo per il ruolo svolto dalla sua loggia la P2 nell’ attentato dell’ 800802 una delle tesi espresse nella requisitoria del maggio 86 consisteva proprio nel sostenere che al di la’ degli esecutori materiali di una strage il cui ruolo nessuno puo’ ovviamente sottovalutare importante era al fine di comprendere i motivi per cui si era voluta una strage come quella compiuta alla stazione di Bologna per comprendere dunque quali fossero gli obiettivi politici che i suoi mandanti si proponevano l’ area delle complicita’ prima e dopo tale drammatico evento era necessario indagare il rapporto strage situazione politica del paese indagare il rapporto strage del 800802 e strage che avevano insanguinato il paese negli anni precedenti indagare il rapporto strage Servizi Segreti.

In quella requisitoria si arrivava alla strage con tutta la stazione partendo da fatti avvenuti molti anni prima vale a dire dalle deviazioni verificatesi nel Sifar nell’640600 – 640700.

Da piu’ parti fu all’epoca criticata una siffatta impostazione i giudici di Bologna si sosteneva in buona sostanza si occupino della strage del 800802 non della storia del nostro paese, ho della strategia dell’ attenzione nel suo complesso, non pretendano dispiegarci tutto si limitino piuttosto ad individuare i responsabili di quel crimine, ma proprio questo e’ il punto una strage ha sempre una valenza politica, non e’ un delitto come un’ altro e la scelta di un metodo di indagine che solo apparentemente puo’ sembrare porti troppo lontano e imposta e non frutto di una libera scelta.

Spesso nel corso di questo processo ho avuto la sensazione di trovarmi avviluppato di una enorme ragnatela avventurarsi nei suoi molteplici fili poteva anche voler dire allontanarsi nel tempo e

nelle situazioni eppure si trattava in ogni caso di un lavoro necessario poiche’ troppi fili di quella ragnatela erano collegati in una medesima trama, la stessa impostazione delle indagini e oggi confermata dal dibattimento al quale abbiamo assistito per arrivare per arrivare ad esecutori e mandanti della strage, abbiamo dovuto a lungo occuparci in quest’ aula di poteri occulti, di servizi segreti, di collusioni tra i medesimi e il mondo dell’ eversione di destra nella saldatura di questi soggetti con la criminalita’ organizzata tutti protagonisti comprimari e comparse di uno scellerato disegno antidemocratico per affermare il quale sono stati trucidati la mattina dell’ 800802 alla stazione di Bologna 85 innocenti, ed il mio compito e’ oggi quello di tirare le fila di questo lungo lavoro svolto dalla magistratura non soltanto bolognese e nell’ accingermi a fare cio’ non posso non ripartire dalle stesse chiave di lettura che gia’ guidarono i giudici prima del processo e che il dibattimento svolto di fronte a questa corte ha successivamente confermato ritengo di poterlo dire con forza e con orgoglio avvalorandole con molteplici riscontri, torno quindi a Gelli Licio alla sua organizzazione la loggia massonica P2.

In questo processo Gelli e’ imputato di associazione sovversiva e di concorso in calunnia pluriaggravata, del delitto di associazione per delinquere di cospirazione politica mediante associazione di rivelazione di segreto di stato di procacciamento di notizie concernenti la sicurezza del paese e’ imputato innanzi alla magistratura di Roma, è gia’ stato in oltre recentemente condannato in primo grado ad anni 8 di reclusione dalla corte di assise di Firenze per avere sovvenzionato nei primi mesi del 1974 una banda terroristica neofascistica operante nella provincia di Firenze capeggiata da Cauchi Augusto nel corso del dibattimento e nella fase istruttoria si erano da piu’ fonti appresi molteplici notizie di Gelli Licio e del resto il personaggio era stato ampiamente Indagato in particolare sotto il profilo massonico dalla Commissione Parlamentare d’ inchiesta presieduta dall’ onorevole Anselmi Tina.

La imponente documentazione pubblicata dalla commissione integrata dalla attivita’ delle varie magistrature dalla acquisizione da quanto e’ emerso nel corso di questo processo consente oggi di poter delineare un sufficiente identikit del personaggio Gelli Licio, ricostruirne sia pure per sommi capi la biografia dedicando una particolare attenzione al profilo dei rapporti dei servizi segreti e da quello massonico, anche se sotto alcuni aspetti potra’ sembrare un lavoro ripetitivo ci sara’ tuttavia utile per meglio comprendere quale sia stato quelli che molti hanno appropriatamente definito il progetto politico di Gelli e dei vertici della sua associazione, una associazione giova ripeterlo ancora una volta segreta e con finalita’ politiche quale il suo piano eversivo e quindi istituzionalizzato di attacco alle istituzioni del nostro paese quali il tentativo di impedirne il corretto funzionamento quale in ultima analisi il tentativo di bloccare i processi di ampliamento della partecipazione democratica nelle sedi decisionali piu’ qualificati un’ attacco alla trasparenza della politica in nome delle regole della omerta’ e della solidarieta tra fratelli, un’ attacco a libero affermarsi di una democrazia piu’ compiuta, in quale rapporto con tutto cio’ possiamo ragionevolmente interpretare la strage alla stazione di Bologna, in che misura per essere ancora piu’ espliciti è possibile stabilire un collegamento fra tale strategia e Gelli Licio tra tale disegno e le finalita’ perseguite dalla sua organizzazione, proprio al fine di poter rispondere in modo chiaro e definitivo e documentato a questi interrogativi di fondo mi sembra indispensabile approfondire meglio le vicende di questo personaggio e cosi’ anche il modo di essere della sua loggia le sue regole i suoi momenti storici decisivi.

In un secondo momento mi occuperò del rapporto tra questa organizzazione, la loggia P2 e l’ associazione sovversiva che si colloca dietro alla banda armata dietro gli esecutori materiali della strage associazione di cui non facevano ovviamente parte tutti gli iscritti alla loggia P2 ma di cui facevano invece parte anche non iscritti alla P2 fra questi ultimi in primo luogo personaggi dei servizi affiliati con procedure di iniziazione alla  memoria al Grande Oriente d’ Italia e mi riferisco come tutti possono intuire a Pazienza a Belmonte a Semerari e quindi come meglio vedremo in seguito personaggi sempre legati a Gelli Licio ed dalla sua loggia a tale scopo e’ indispensabile partire da lontano perche’ molto si e’ discusso sull’ ambiguo passato di Gelli, sui collegamenti stabiliti dell’ 440908 con due formazioni partigiani operanti nell’ undicesima zona militare e di quelli stabiliti con un servizio segreto americano al seguito della quinta armata il CIC e cioe’ il Camper Intelligent Corps a partire da quei lontani anno e’ necessario ………. Sia per poter attribuire il giusto valore alla cosiddetta informativa Cominform che rimbalzera’ negli anni 1979 e 1981 dopo essere stata redatta nel 1950 sia in delazione ad uno dei temi centrali di questo processo il collegamento degli imputati con i servizi segreti italiani e stranieri. La attualita’ di una tale ricostruzione tengo a sottolinearlo anche per ottenere fino in fondo

La vostra attenzione e’ fornita proprio da questo fatto, cioe’ quegli episodi che riguardano la fine degli anni 1930 e gli inizi degli anni 1940 con al centro Gelli Licio ricompariranno in informative dei Servizi che verranno spese soltanto in maniera strumentale a distanza di oltre venti anni.

Gelli Licio nacque a Pistoia il 190421 iscritto al partito nazionale fascista il 401029 proveniente dalle organizzazioni giovanili divenne effettivo della milizia volontaria della sicurezza nazionale a partire dal 371110, fu’ volontario della guerra in Spagna durante la quale perse un fratello, prima dell’ 430908 si trovava in Albania dove fu’ riconosciuto idoneo per l’ eventuale nomina segretario del Fascio di una delle zone albanesi conquistate dopo l’ 8 settembre fu uno dei primi a costituire il fascio repubblicano di Pistoia con l’ appoggio delle autorita’ germaniche di cui godeva la fiducia tanto che in seguito su nominato ufficiale di collegamento delle SS.

In questo periodo Gelli si attivo’ nella organizzazione dei rastrellamenti dei prigionieri inglesi fuggiti dai campi di concentramento e in questo ambito fece arrestare dai tedeschi l’ 430918 il parroco di un paesino toscano, vi e’ qui’ un documento461015 che ripete le cose che io vi ho detto e che fa parte della documentazione acquisita presso i servizi segreti.

Si afferma in piu’ in questo documento, che il Gelli si interesso’ molto e capeggio’ le squadre per il rastrellamento dei renitenti alla leva e degli elementi antifascisti di Pistoia e provincia, in seguito fu nominato ufficiale delle SS che il predetto risulta complice dell’arresto di quattro renitenti alla leva che furono poi fucilati nella fortezza di Pistoia e che dopo la liberazione di Pistoia rimase in detta citta’ , e che con l’ avvicinarsi a Pistoia del fronte alleato il Gelli volle fare il doppio gioco cercando di rendersi utile al comitato di liberazione nazionale col trasportare diverse volte con la propria macchina armi ai partigiani ed assolvendo altre mansioni, i tedeschi venuti a conoscenza del doppiogioco fatto per ultimo da Gelli stabilirono sulla sua testa una taglia di lire 250000 queste le prime notizie e le abbiamo tratte dal fascicolo del sismi a lui intestato trasmesso alla commissione parlamentare d’ inchiesta sono notizie contenute in informative del 1945 e del 1946 ma altre due ipotesi importanti si sostengono nelle informative e cioe’ con l’avvicinarsi del fronte alleato Pistoia fu’ liberata il 440908 Gelli decise di fare il doppio gioco e questo doppio gioco si concretizzò essenzialmente nell’ aver rifornito utilizzando il furgone della federazione fascista di armi e viveri le formazioni capeggiate da Fedi Silvano cioe’ la formazione partigiana Silvano e Ducceschi Manrico la formazione Pippo e nell’ aver partecipato nella liberazione dei prigionieri politici detenuti alle ville sbertoli, inoltre apprendiamo ancora dagli stessi documenti che a partire dall 441000 Gelli fu chiamato a collaborare col CIC dalla quinta armata circostanza quest’ultima confermata anche dal contenuto del rapporto dei cc di Pistoia relativo ad una aggressione subita da Gelli il 441117 causa i cui recenti trascorsi di collaborazionista che lo avevano reso molto in viso alla popolazione.

Ebbene quando fu aggredito Gelli era scortato da due agenti di polizia messigli per l’ appunto a disposizione dal CIC che ne tutelava la sicurezza e l’ incolumità personale, per chiudere sull’ argomento ed infine e’ doveroso citare le informative del controspionaggio di Cagliari del 450700 contenente il processo verbale dell’ interrogatorio reso in quella sede da Gelli firmato nell’ isola di la Maddalena dove si era rifugiato alla fine del 450100, dopo avere ottenuto il 12 gennaio del presidente del CLN di Pistoia Carobbi Italo rivolto al CLN di Napoli e relativo ad una richiesta di aiutare Gelli per l’ appunto a raggiungere la Sardegna. Nel corso di questo interrogatorio Gelli ricostruisce la storia della sua vita dando ampio spazio al rapporto di collaborazione con CLN di Pistoia e fornendo una sul merito una serie di notizie che non e’ dato rinvenire in nessuna altra informativa dei servizi, quanto alla collaborazione del CIC essa e’ confermata e arricchita di particolari ma in buona sostanza le notizie che giungono al centro di Cagliari erano gia’ contenute in informative cronologicamente precedenti. A Cagliari Gelli esibisce anche la dichiarazione di Carobbi, quella nella quale lo si autorizza circolare liberamente in seguito alla collaborazione prestata all’ informazione partigiane Silvano e Pippo ed all’episodio delle ville sbertoli, la dichiarazione di Carobbi si chiudeva in maniera significativa con queste parole: resta salvala facolta’ di esaminare con maggiore cura le attività svolte da Gelli Licio onde stabilirne definitivamente la sua posizione.

Ricostruire cosa avvenne in quel periodo lontano, non fa parte di inutile ricerche biografiche, il fatto e’ che in quel periodo avvennero perlomeno due cose che segneranno poi tutti gli anni a seguire e che devono quindi essere chiarite sulla base della documentazione disponibile per evitare il rischio di etichettare in modo fuorviante e strumentale come piu’ volte fara’ il nostro servizio di sicurezza in Gelli Licio negli anni 1970 – 1980.

Le questioni sono dunque due, a partire dal 441000 Gelli collabora con un servizio segreto americano cioe’ il CIC, prima del 440908 aveva collaborato con il CNL di Pistoia o meglio con due formazioni partigiane quella di Silvano e quella di Pippo che operavano nella undicesima zona militare apprendiamo questa volta da fascicoli dei servizi che le due suddette formazioni partigiani erano composte da apolitici da monarchici, da anarchici ed operavano in piena autonomia sia dal CNL di Pistoia che da quello toscano in quella undicesima zona militare la cui storia nello ambito della resistenza in Toscana si distingue per la sua atipicita’ ed originalita’ .

Non volgiamo in questa sede soffermarci piu’ di quanto legittimamente consentito su questo capitolo di storia della resistenza in Toscana altri lo hanno fatto in maniera assai approfondita anche in convegno tenutosi nel 630900 – 631000 in Toscana sui rapporti tra resistenza ed alleati, nel corso di quel convegno molto e’ stato detto circa i rapporti dell’ Oss e della Special Force britannica con l’ undicesima zona militare non a caso l’ unica ammessa a combattere a fianco degli alleati americani nel mentre come e’ noto le altre formazioni partigiane erano state smobilitate. Secondo alcuni l’ undicesima zona era finanziata da elementi monarchici inviati dal governo di Roma, con queste e non con altre formazioni partigiane collaboro’ dunque Gelli Licio prima della liberazione di Pistoia ed e’ forse per questo non secondario motivo che nella dichiarazione di Carobbi del 1944 e’ espressa la necessita’ di indagare al fine di poter stabilire il vero ruolo la posizione definitiva che in quegli eventi ebbe Gelli Licio.

Ma arriviamo ad un primo nodo di grande rilievo ed e’ la famosa informativa Cominform che e’ interessante innanzitutto inquadrare sia dal punto di vista del percorso e delle date di questo percorso che essa ebbe e sia delle valutazioni cui fu soggetta, innanzitutto si tratta di una informativa abbastanza voluminosa che il centro cs di Firenze spedisce al generale Maletti capo dell’ ufficio D del Sid di quegli anni con una missiva di poche righe che vi leggo: Firenze 720609, signor generale vi trasmetto copia di relazione riguardante il noto personaggio che come le ho gia’ accennato suscita molte e gravi perplessità, mi riprometto di esporgli meglio i termini della questione alla prossima favorevole occasione, la firma e’ di un personaggio che in maniera ricorrente fara’ capolino in questo processo e cioe’ il capitano Mannucci Federico Benincasa, di cui sapremo anche nome di copertura nel corso di questo dibattimento. In questa informativa vi leggero alcuni rapidissimi spunti, innanzitutto vi e’ l’ insieme di tutti i precedenti di vita di Gelli che poi ritroveremo identici pubblicati su op del 1977 in occasione della consegna alle stampe dell’ affidadit per Sindona.

Ho qui anche il documento per cui posso essere preciso, 770111 avvocato, sono documentato, dunque sara” purgato di alcuni snodi di questa vicenda un curriculum completo anche di sue attivita’ militari luogotenente della marina, paracadutisti, ss tedesche divisione Erman ….. Partigiano combattente undicesima zona, ottava zona distretto, guerra di Spagna, guerra di Albania ecc…

Inoltre in questo documento erroneamente viene attribuito la sua presenza nella formazione bruno Buozzi laddove si voleva dire la formazione Buozzi che era una formazione comunista partigiana diversamente da quelle Pippo e Silvano e tenteranno soventemente ricorrentemente i servizi nel momento in cui sono oggetto nella nostra attenzione penale di inserirlo in formazioni comuniste contro la storia e contro diciamo i documenti, poi vedremo per quali motivi.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in P2. Contrassegna il permalink.