Paolo Pecoriello – Lamberto Lamberti verbale di confronto 25.10.74, reso al gi Violante

Lamberti:
– non ho mai appartenuto a movimenti extraparlamentari di destra e respingo le accuse di Pecoriello.

Pecoriello:
– ritratto le dichiarazioni gia’ rese relative all’ avermi mostrato il Lamberti una cassetta di bombe; mi sono confuso con un altro episodio che non intendo riferire.
Il gi informa l’ imputato Pecoriello che nei suoi confronti si procede anche per il delitto di calunnia per avere nel corso di un interrogatorio reso il 10 ottobre in Livorno accusato Lamberti Lamberto di detenzione di bombe Srcm, sapendolo innocente.
A questo punto l’ imputato chiede di parlare con il proprio difensore il permesso viene concesso. Alle ore 18,00 il confronto e’ per tale ragione sospeso.

Alle ore 18,20 rientrano il difensore e l’ imputato Pecoriello.
Pecoriello:
– confermo che Lamberti mi dette mandato di scrivere le lettere in contestazione; ricordo che testimone di questo mandato puo’ essere Foresi Giuseppe, via ebrei vittime del nazismo Livorno. Lamberti mi disse di avere formato un gruppo, non so se questo gruppo sia Ordine Nero.

A domanda del difensore avvocato Spadoni:
– sapevo che Lamberti era in disaccordo con il Msi e non era dell’avviso di inserirsi in altri gruppi; so che si era distaccato dal Msi.

L’ avvocato Manfredini chiede quali fossero le finalita’ di questo gruppo.
Pecoriello:
– la situazione politica del momento era molto confusa; si temeva un colpo di Stato da parte dei socialdemocratici; si temevano infiltrazioni e provocazioni nei gruppi di destra; percio’ non volevamo restare impreparati ed isolati.

A domanda del GI.
Pecoriello:
– intendo dire che bisognava tenersi pronti fisicamente e anche organizzativamente; bisognava tenere i contatti fra gli appartenenti del gruppo. Circa l’ appuntamento, con il Lamberti al quale ha partecipato il Foresi, preciso che l’ appuntamento si e’ tenuto sotto casa del Lamberti perche’ il bar era chiuso da qualche giorno in quanto era stato devastato da elementi di estrema sinistra. Fu in quella occasione che Lamberti mi disse che le lettere si sarebbero dovute inviare a persone abitanti di fronte a casa sua.

A domanda dell’ avvocato Manfredini: sa l’ imputato se Lamberti appartenesse a Ordine Nero. Si da atto che l’ imputato ha dato le seguenti risposte, in tempi diversi e nel seguente ordine:
1) a mio avviso non appartiene a Ordine Nero;
2) so che non appartiene a Ordine Nero;
3) lui mi ha sempre detto di non appartenere ad Ordine Nero;

Ho inteso sempre riferire (…) Quanto lui stesso mi aveva detto di non appartenere a Ordine Nero.

A domanda del GI.
Pecoriello:
– quando Lamberti mi ha chiesto di scrivere le lettere io non ho pensato di chiedergli come mai le stesse fossero firmate Ordine Nero dal momento che egli si era sempre detto estraneo a detto movimento.
Circa l’ episodio delle bombe nel corso dell’ interrogatorio del 10 ottobre ho confuso con la circostanza dichiarata, non corrispondente al vero, l’ offerta di alcune bombe a mano che fu fatta a me e a Lamberti da un sergente dei paracadutisti del quale non voglio fare il nome.

A domanda del GI
Lamberti:
-smentisco tale circostanza.

Pecoriello:
– l’ offerta riguarda soltanto me ed io ne informai il Lamberti. Insieme decidemmo di rifiutare. Le bombe mi furono mostrate da questo sergente in uno scantinato di (…) (Livorno ndr) . Non intendo fare il nome del sergente, ne’ intendo dire il perche’ .

Lamberti:
-Pecoriello non mi ha mai accennato a questa offerta di bombe.

Letto confermato e sottoscritto

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