Le dichiarazioni dei due evasi alla redazione di Epoca – Estratto sentenza appello Italicus 1986

Sandra Bonsanti precisava dal suo canto che il Fianchini ed il D’Alessandro si erano presentati la prima volta alla redazione di “Epoca”, mal messi ed agitati, la mattina del 16 dicembre. Aveva parlato prevalentemente il D’Alessandro, facendo degli accenni ad ma cellula aretina responsabile dell’attentato Italicus ed alle protezioni di cui detta cellula godeva ad Arezzo, facendo i nord del dott.Marsili, dell’avv.Ghinelli e del prof. F.Rossi,come di coloro che tiravano i fili e determina­vano ad Arezzo una situazione di omertà che li aveva spinti ad evadere perché il Franci potesse fare altrove le sue rivelazioni.

Il Tuti l’avevano nominato solo per dire che il – Franci lo temeva, avendolo accusato. I due evasi – secondo la Bonsanti – avevano prospettato come il Franci volesse fare di persona le sue rivelazioni, e come loro avessero intenzione di rintracciarlo. Avevano quindi detto che sarebbero tornati, senza precisare quando. La mattina del 18 dicembre si era ripresentato il Fianchini, accompagnato dal difensore, avv. De Benedictis. Essa Bonsanti aveva fatto presente al direttore Arrigo De Benedetti l’opportunità che al l’intervista presenziasse il cronista di un quoti­diano, dato che “Epoca”, essendosi in periodo prenatalizio, sarebbe stata in edicola solo fra diversi giorni. Si era così convocato telefonicamente Pino Bianco, di “Paese Sera”; l’intervista era stata quindi registrata, anche se forse in modo non completo. Acquisiti i nastri, veniva disposta una perizia fonica per la loro trascrizione.

La Bonsanti, premesso che all’intervista avevano assistito parzialmente anche Raffaello Ubaldi, direttore della redazione romana di “Epoca”, ed il giornalista Pietro Fortuna, il primo in modo più saltuario del secondo, commentava diversi punti della trascrizione, ricordando come il Fianchini avesse parlato di pressioni nei confronti del Franci, senza per altro precisarle; come avesse accennato ad un espatrio promesso al Franci; come non le fosse stato chiaro il motivo per cui i due evasi si erano separati dal Franci; come il giudice Marsili e l’avv. Ghinelli venissero indicati quali istigatori del gruppo eversivo d’Arezzo e mandanti della strage; come, infine,nel racconto del Fianchini non apparissero chiari i ruoli, delle, diverse persone implicate nella strage, tanto che al riguardo aveva posto di­verse domande.

 

Sentenza appello Italicus 1986 pag 169-171

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