Giampaolo Stimamiglio dichiarazioni 16.03.1994

Prendo atto che l’ ufficio mi sente in qualita’ di testimone in relazione ai miei rapporti di conoscenza con Ventura Giovanni nonche’ in relazione alla mia partecipazione ad un gruppo di persone fra cui molti ex militari che risulta all’ ufficio essersi denominato “Nuclei di difesa dello stato”. In proposito faccio presente che io sono stato amico sin dalla prima giovinezza della famiglia Ventura. Risiedevo a Verona e avevo conosciuto Ventura Luigi in collegio e rimanemmo poi amici anche visto la vicinanza dell’ abitazione dei Ventura a Castelfranco Veneto con l’ abitazione dei miei nonni paterni che non è lontana da Castelfranco. Ho avuto buoni rapporti di amicizia non solo con Luigi, che e’ morto qualche anno fa, ma anche con gli altri fratelli angelo, Giovanni e Mariangela. Sono stato vicino alla famiglia Ventura anche dopo l’ arresto di Giovanni, prestando loro l’ aiuto che mi e’ stato possibile anche quando Giovanni era in Argentina nel carcere di Villa Devoto.
Personalmente, dal punto di vista politico, sino al 1970, sono stato vicino, a Verona, all’ area del centro studi ordine nuovo in cui erano attivi soprattutto Besutti, Massagrande, Bizzarri e diversi altri. Il mio interesse e’ stato soprattutto di carattere culturale e ideologico anche perche’ sono stato sempre portato per lo studio dei retroterra culturali delle varie ideologie e della loro traduzione in programmi politici. Personalmente ero di orientamento tradizionalista nel senso europeo della parola. Massagrande e Besutti si erano conosciuti a Pisa durante il servizio militare come paracadutisti ed erano rimasti anche dopo molto uniti. Besutti era un elemento di rilievo sul piano attivistico ed anche ideologico e benche’ fosse di Mantova, di fatto gravitava su Verona e nella nostra citta’ era l’ elemento di spicco.

Poiche l’ ufficio mi chiede se io abbia conosciuto persone di Ordine Nuovo di Venezia, posso dire che ho incontrato in varie occasioni il dr Maggi e ho conosciuto anche altri giovani fra cui Zorzi Delfo e un giovane con i capelli rossi del quale non riesco assolutamente a ricordare il nome, ma che comunque era di Mestre. Ricordo che con questi ultimi due partecipammo ad un campo in localita’ tre confini, in Abruzzo, nel 690700. Era un campo di formazione ideologica per i quadri di ordine nuovo di tutta Italia ed era, fra gli altri presente, in qualita’ di responsabile, il prof Signorelli. Nel medesimo torno di tempo ho conosciuto, di Udine, i fratelli Cicuttini e forse di sfuggita Vinciguerra. Di Trieste ho conosciuto Neami e Portolan in occasione di una riunione che si svolgeva a Verona o a Padova. Tornando a Ventura Giovanni, poiche’ l’ ufficio mi chiede se egli nominasse un tal professor Franco, posso dire che si tratta di una persona che egli nominava, ma che non ho mai conosciuto o comunque non saprei ricollegare il suo nome ad una persona precisa.
Poiche’ l’ ufficio mi chiede se Ventura frequentasse una localita’di nome Paese, vicinissima a Treviso, posso dire che era uno dei luoghi fra Castelfranco e Treviso che egli nominava, ma non saprei dire chi vi conoscesse. Il nome del gruppo Sigfried mi ricorda un gruppo di persone che mi venne nominato, probabilmente di ambito veneto, ma non so di dove fosse esattamente. Sempre per quanto concerne Ventura Giovanni, con cui non avevo una omogeneità di vedute politiche, devo dire che prima dei fatti del 691212 egli piu’ volte aveva detto che sarebbe avvenuto qualcosa di grosso, anzi forse fu piu’ Luigi che Giovanni a dirmi questa cosa, nel senso che luigi preciso’ che si stavano muovendo certi ambienti e che la situazione in Italia sarebbe cambiata.

Non ho comunque mai avuto specifiche confidenze da parte di Giovanni, se non che Valpreda era un falso obiettivo e che le indagini erano state dirottate su di lui e che Freda, cosi’ come lo stesso Ventura non avevano avuto comunque parte operativa in quegli avvenimenti anche se sapevano cosa doveva succedere, partecipando ad un progetto globale. Per quanto concerne il gruppo di Verona, posso dire che io ovviamente soprattutto per i miei interessi specificamente culturali non fui mai coinvolto in azioni di alcun tipo. Per la verita’ devo dire che in quel contesto si accennava ad attentati dimostrativi contro sedi o edifici, ma senza assolutamente provocare vittime.

Poiche’ l’ ufficio mi menziona l’ attentato al palazzo della agricoltura di Verona, avvenuto nella primavera del 1969, posso dire che di episodi di questo tipo avevo sentito parlare nel contesto di Ordine Nuovo di Verona ed effettivamente lo ricollego a questo episodio. Personalmente, alla fine del 1970 – inizio 1971, mi allontanai dal gruppo di Ordine Nuovo di Verona stringendo Maggiori rapporti di amicizia con il colonnello Spiazzi che era in servizio presso la caserma Duca di Montorio. L’ orientamento di Spiazzi, di carattere certamente meno radicale, comportava certamente l’ interesse ad organizzare gruppi di persone che potessero affiancare le strutture dell’ esercito in caso di una paventata aggressione dei paesi del patto di Varsavia. In questa ottica si costitui’ un organismo di affiancamento che peraltro era promosso dagli alti comandi militari credo a livello dell’ intero paese. Questa struttura, pero’, per quanto ne so io si chiamava “Legione” e non Nucleo di Difesa dello Stato o perlomeno veniva chiamata “Legione” a livello veronese. Era costituita, a livello veronese, da una decina di gruppi di cinque o sei elementi ciascuno, che non si conoscevano fra loro. Io ero un semplice partecipante e il responsabile del mio gruppo era il mio amico Zampini Elio, da tempo deceduto, che faceva il commerciante. In sostanza questi gruppi si affiancavano ai militari in occasione di addestramenti o esercitazioni e quindi partecipavano a manovre o addestramenti ai poligoni di tiro.
La presenza di questi civili era segnalata di volta in volta anche ai carabinieri della zona e quindi aveva una veste in sostanza ufficiale e legale. Personalmente io mi limitavo il piu’ delle volte ad assistere, anche perche’ non avevo nessuna preparazione militare non avendo neanche fatto il servizio di leva. Voglio precisare che questa struttura era sicuramente una cosa diversa dalla struttura gladio e in essa non erano assolutamente previsti compiti di difesa interna o compiti antinsurrezionali come sembra sia avvenuto per Gladio. Questa struttura fu sciolta nella tarda primavera del 1973. Il col Spiazzi ci disse che erano stati convocati i 36 ufficiali responsabili a livello nazionale e che appunto la struttura veniva sciolta esistendone del resto un’ altra maggiormente integrata con gli ambienti della difesa. Il gen Ricci ed altri chiesero di trasformare la nostra struttura in una simile vicina ad una struttura del tipo protezione civile, ma cio’ non fu concesso.

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