Le dichiarazioni che Tramonte ha reso ai PM di Brescia e di Milano il 09/07/1997

Nel verbale del 9 luglio 1997, preliminarmente, TRAMONTE ha sollecitato l’adozione del programma di protezione nei termini sopra specificati, in considerazione dell’attualità del pericolo derivante dal fatto che il suo nome era stato utilizzato dall’AG di Milano nel provvedimento cautelare emesso nei confronti di MAGGI e ZORZI.

I timers di Milano e di Brescia
Sul tema dei timers, verosimilmente utilizzati per il confezionamento degli ordigni predisposti per la strage di Brescia, ha affermato di non averli mai visti e di non sapere chi li avesse acquistati.
Ha precisato che detti timers erano stati acquistati – dopo gli attentati ai treni dell’estate del 1969 – per gli attentati di Milano e di Roma del 12 dicembre e che era noto, nell’ambiente della cellula padovana, che alcuni di essi erano avanzati ed erano nella disponibilità di Cristiano DE ECCHER e di Massimiliano FACHINI, rispettivamente nelle zone di Trento e di Padova.
DE ECCHER e FACHINI gli avevano riferito che, per scagionare FREDA, avevano intenzione di fare ritrovare alcuni timers, analoghi a quelli che erano stati utilizzati per la strage di Milano, in possesso di rappresentanti della sinistra. Il progetto non era stato però attuato.
Non aveva mai saputo quanto tempo fosse trascorso dal momento della collocazione dell’ordigno in piazza della Loggia e l’esplosione, in quanto era stato MELIOLI ad occuparsi della questione e nulla aveva appreso al riguardo, neppure nei tempi successivi.

Alberto
Nel corso dell’interrogatorio è stata sottoposta al dichiarante una fotografia di Massimo SERVAKIS (Commissario della Polizia di Stato, in servizio presso la Questura di Verona dal 1971 al 1978). TRAMONTE, esaminata la foto, ha affermato che “i capelli, il naso, le orecchie e la bocca” del soggetto presentavano una “notevole somiglianza” con i caratteri somatici di ALBERTO ma che, per esprimere un giudizio sicuro, avrebbe avuto la necessità di vedere di persona l’uomo o di poter esaminare una sua foto dell’epoca.

Il campo di Folgaria e gli istruttori dell’AGINTER PRESSE
Nel 1970/71 a Folgaria, in occasione di un campo durato una o due settimane, tre o quattro esponenti dell’AGINTER PRESSE, avevano svolto il ruolo di istruttori ed avevano verificato la loro preparazione sia pratica sia teorica, anche sotto il profilo della reazione ad eventi di natura varia, fra cui “attentati”, “stragi” e “manifestazioni politiche in genere”. Gli istruttori erano di lingua francese.
I partecipanti, 25-30 persone in tutto, fra cui cinque istruttori della palestra di Gustavo BOCCHINI, erano stati alloggiati presso l’Hotel Fiorentini ed erano stati regolarmente registrati. Tra di essi, a dire di TRAMONTE, vi sarebbe stato anche il fantomatico LUIGI. Il dichiarante ha affermato di non ricordare se anche gli istruttori dell’AGINTER PRESSE avessero alloggiato presso l’albergo.

L’esplosivo utilizzato a Brescia
TRAMONTE, ritornando su quanto in precedenza affermato (95), ha precisato di non essere affatto sicuro che l’esplosivo utilizzato per la strage di Brescia fosse stato fornito da un esponente dell’AGINTER PRESSE. Si era convinto di ciò in quanto, quando erano sorti problemi tecnici nella realizzazione degli ordigni, era intervenuto un istruttore dell’AGINTER PRESSE che aveva eseguito un paio di esperimenti sui Colli Euganei ed aveva presenziato ad alcune riunioni della cellula, in vista dell’attentato.

Il contenitore dell’ordigno. La consegna degli ordigni ad Ermanno BUZZI
Fin dagli attentati del dicembre del 1969, aveva saputo che l’ordigno doveva essere chiuso in un contenitore metallico. Per quello del 1974 le cose non potevano essere andate diversamente ma non aveva alcuna notizia in ordine al contenitore utilizzato.
Giovanni MELIOLI, in occasione della consegna a BUZZI dei due ordigni, non aveva dato ad intendere di conoscerlo. MAGGI aveva consegnato la borsa a BUZZI senza fornire alcuna istruzione. Gli ordigni che erano stati consegnati a BUZZI erano pronti all’uso.

 

Memoria Pm strage di Piazza della Loggia