Maurizio Murelli – dichiarazioni 11.02.1985

– Ho iniziato la mia attivita’ politica nel 1969 alla sezione del Msi di via Giuriati di Milano. Nel settembre del 1972, iniziai a frequentare l’ ambiente di Piazza San Babila. Nell’ ottobre – novembre dello stesso anno venni espulso dal Msi, o meglio venni sospeso ed io mi considerai espulso. Quello di San Babila era un ambiente estremamente composito. Infatti, vi erano persone di AN, di ON, fuoriusciti dal Msi, malavitosi, spacciatori di stupefacenti, giovani borghesi impegnati politicamente a destra. Si trattava di un ambiente estremamente fluttuante, nel quale in pratica ogni giorno si parlava di un colpo di stato. All’ inizio del 1973, Esposti Giancarlo usci’ dal carcere di San Vittore, ove era ristretto per avere preso parte al Sam. Da quel momento cominciarono ad apparire a San Babila delle persone a mio giudizio strane, che lo venivano a cercare o che comparivano in sua compagnia. Si trattava di persone di una certa disponibilità economica, accumunate da un generico atteggiamento vetero – fascista.

– in quel periodo frequentava San Babila anche il Bumbaca, persona che appariva piena di soldi e che mi era stata presentata da tale Sommacampagna Romeo, conosciuto come protettore. Mi pare di ricordare che i due siano stati in insieme. Con Esposti c’erano altresi’ tali Nardi Gianni, Antonio “lo svizzero” ed un tizio denominato “Coca Cola” .

–  ricordo che chiesi all’ Esposti se poteva procurarmi una pistola calibro 6,35 per la quale avrei potuto dare in cambio un gioiello che avevo acquistato a San Babila. L’ Esposti mi disse che avrebbe dovuta richiederla ad una persona di Trento della quale non ricordo il nome. Successivamente mi procurò l’ arma, che consegnai nell’ atto in cui mi costituii a Firenze il 16.04.73.

– Si diceva che l’ Esposti fosse un esperto subacqueo addestrato dai portoghesi e, sul suo conto, correvano due ipotesi: l’ una che collaborasse con i servizi segreti fu fatta dall’ allora deceduto Vivirito Salvatore; l’altra, non incompatibile con la prima… che l’ Esposti fosse un infiltrato di Delle Chiaie nel gruppo di Fumagalli.

– suppongo che Fumagalli e Delle Chiaie stessero portando avanti dei tentativi eversivo – golpisti fra loro concorrenziali, e che il Delle Chiaie cercasse di essere presente in tutte le situazioni che si andavano sviluppando. Risulta, anche dai giornali e dagli atti del processo per la strage di Brescia, come AN fosse presente in quella citta’ e dall’ interno del gruppo di Fumagalli.

– sono entrato in carcere il 730416. Sono stato a san Vittore, a San Gimignano, a Procida, a Potenza, a Spoleto, a Saluzzo, all’Asinara, a Cuneo e, da ultimo, di nuovo a Saluzzo ed ho avuto contatti con l’ ambiente di destra soltanto all’ Asinara. La mia conoscenza e la mia valutazione dell’ ambiente deriva tutta da esperienze indirette. Cio’ premesso, credo di potere affermare che AN e ON, dopo lo scioglimento, abbiano perso una loro specifica struttura. O meglio, mentre ON si e’ polverizzato in una serie di iniziative individuali, ritengo invece che AN abbia saputo comunque conservare una coesione maggiore.

– gia’ da diversi anni, nell’ ambiente della destra contano di piu’ i rapporti interpersonali fra i diversi leader con la passata appartenenza all’ uno o all’ altro dei gruppi.

– non so se il Fnr di Tuti Mario fosse in qualche modo collegato a Delle Chiaie, ne’ so se il Tuti abbia avuto qualche contatto diretto con Delle Chiaie o se l’ abbia incontrato in Spagna. Non so nemmeno di eventuali rapporti fra il Fnr e Tilgher.

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– nulla so circa i responsabili della strage dell’ Italicus, che suppongo sia stata consumata da qualcuno, all’ epoca insospettabile, durante il periodo delle ferie estive, quando cioe’ la liberta’ di movimento e’ maggiore.

– e’ pratica abituale di AN di avere una presenza nei diversi gruppi della destra. E’ pertanto verosimile che una presenza di AN vi sia stata anche all’ interno del Fnr.

– nulla so di commissioni d’ inchiesta istituite da ON.

– all’ Asinara era detenuto insieme a Concutelli, De Min, Azzi, Fumagalli, Borromeo (che peraltro non ho mai incontrato), Invernizzi, Zani, Di Giovanni, Pietropaolo, Franci, Malentacchi.

– Franci durante la comune detenzione mi aveva parlato di Gelli come di una persona molto influente ad Arezzo, ma non mi aveva detto di rapporti fra costui ed i gruppi di destra. Un riferimento all’esistenza di tali rapporti, se tale si può definire, l’ho rilevato soltanto allorché il Tuti espresse la propria indignazione per delle dichiarazioni del Franci dalle quali appariva un accenno a connessione.

– il Pieriste’ e’ stato nella mia cella per un paio di mesi. L’ unica cosa che posso dire di lui è che era molto legato a Concutelli.

– Zani si e’ allontanato da AN poiche’ la riteneva inquinata e collegata con i servizi segreti. Di tutto cio’ ha gia’ detto nell’ ambito del processo “Quex” .

– mentre AN, anche dopo lo scioglimento, ha mantenuto una propria strutturazione, ON si è frantumato, come peraltro ho gia’ precisato in questo interrogatorio.

– mi consta che era notorio ad Arezzo che il Franci e il Malentacchi commettevano attentati. Furono essi stessi a dirmelo nel corso della comune detenzione e ricordo come mi narravano che, prima di commettere qualche attentato di non grande entità, ad esempio ai danni delle sezioni di un partito, fossero soliti entrare nei bar da loro frequentati cantando una canzone di Mina, il cui ritornello è “alibi”.

– Mi risulta che Cauchi, in Spagna, era in stretti rapporti con Delle Chiaie e suppongo che tali rapporti siano persistiti anche dopo che i due si sono allontanati dalla Spagna.

– l’ambiente di San Babila era frequentato anche dal Crovace. So che questi svolse poi un’ attivita’ tipicamente malavitosa, ma può essere benissimo che si possa essere reso disponibile, sul piano della solidarietà personale, a fornire aiuti a persone appartenenti a gruppi di destra.

Alle ore 17,00 si chiude il presente processo verbale.

Letto confermato e sottoscritto.

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