Piergiorgio Marini – verbale 18.10.1985

-Prendo atto delle accuse a mio carico e in particolare prendo atto che ella ora non intende nominare specifica dettagliatamente le fasi di ideazione ed esecuzione di Silvi Marina e descrive il ruolo che avrei avuto in tale reato. Prendo atto che riferisce altresi’ in ordine alla detenzione da parte mia di armi, munizioni ed esplosivi. Prendo atto che riferisce inoltre in merito al contesto politico in cui si inserisce l’ attentato di Silvi Marina. Non ho mai sentito parlare di questo attentato. La circostanza che abbia collaborato con l’ Ortenzi per l’ esecuzione di questo reato e’ inverosimile poiche’ gia’ nel 1971 avevo litigato a morte con l’ Ortenzi, e da allora non l’ avevo piu’ rivisto fino al giorno in cui Esposti Giancarlo venne ad Ascoli poco prima di Pian di Rascino. Presente l’ Esposti ho rincontrato soltanto un paio di volte.

– della strage dell’ Italicus ho avuto notizia dai giornali. L’ attentato di Silvi Marina l’ ho visto nominato la prima volta nel mandato di cattura.

– Quando l’ Esposti venne ad Ascoli, poiche’ la sua presenza non mi era gradita mi preoccupava, lo sollecitai a scappare facendogli credere che fosse ricercato nella zona. In pratica si tratto’ di un espediente per liberarmi di lui. I miei rapporti con l’ Esposti sono stati oggetto di un procedimento penale a Brescia nel quale sono stato condannato per il favoreggiamento personale dell’ Esposti. Poiche’ Nardi Gianni non era piu’ ad Ascoli l’ Esposti si appoggio’ presso di me e per una sera prese alloggio nella mia casa di porto d’ Ascoli.

– giuro che sono del tutto estraneo agli attentati del tribunale di Ascoli e al ripetitore di colle s. Marco e a qualsiasi altro attentato di natura dinamitarda. Ero appassionato di armi e ne ho possedute diverse. Ne avevo sia di clandestine che di regolarmente denunciate.

– il mio litigio con l’ Ortenzi e’ dovuto al fatto che entrambi ci innamorammo di Nardi Alba.

– frequentando casa Nardi ho conosciuto Esposti Giancarlo, D’Intino Alessandro, Danieletti, Vivirito, una tale Annina, una tale Freti Maria, la sorella di Esposti Giancarlo, Maino Antonio ed un ragazzo di nome Gianni che faceva uso di stupefacenti. Tutto il gruppo faceva uso di stupefacenti, cocaina credo. Poiche questa abitudine era contraria ai miei principi li tenevo in disparte.

– ero dell’ Msi; l’ Esposti ed il Maino invece aveva un’ideologia politica piu’ estremista e si sentivano appartenenti ad una elite. Ero al corrente del discorso che Esposti Giancarlo portava avanti nell’ ambito del mar e cioe’ nella necessita’ di creare attraverso attentati le premesse per un colpo di stato che avrebbe dovuto promanare dall’interno dello stato stesso in particolare da militari. Parlavano di attentati a linee elettriche, a caserme di carabinieri ecc. Ribadisco di non aver sentito prima d’ ora dell’ attentato a Silvi marina e percio’ non ho potuto ricollegare l’ attentato ai discorsi di Esposti.

– l’ Esposti mi disse che aveva disponibilità di esplosivo che doveva nascondere nella zona e mi mostro’ una tavoletta di un tipo di esplosivo di colore rosa e delle micce di colore giallo

– l’ Esposti nei suoi discorsi ha fatto senz’ altro i nomi di Zani, Ferri ed altri. Non conoscevo ne il Ferri ne lo Zani.

– a Milano ho frequentato la casa di Nardi Alba e non ho conosciuto nessuno. Non ho conosciuto Benardelli, ne’ Ciccone.

– conoscevo Vecchiotti perche’ me lo aveva presentato Nardi Gianni Nardi e vecchiotti per un periodo di tempo pensarono di fuggire in Sud America.

– Nardi Gianni fuggì all’ estero passando attraverso la Sardegna. Si imbarcò per la Sardegna e da qui si reco’ in Corsica in barca e quindi prosegui’ la fuga. L’ Esposti mi disse che il Nardi prima di andar via gli aveva dato una pistola tipo Browning HP alla quale teneva molto. Il passaporto che usai per l’ espatrio mi venne procurato attraverso Bruno Stefano, da un tale di nome Mario che incontrai a Roma e che avrebbe dovuto portare i documenti falsi anche all’ Esposti.

– Nella primavera del 1974 frequentavo abbastanza spesso Roma poiche’ ero iscritto a quell’ università.

– Dopo di essere stato a casa mia a porto d’Ascoli l’ Esposti si sistemò a Roiano. Era sua intenzione nascondere le sue armi e i suoi esplosivi nella zona ed espatriare. Poiche’ temevo l’eventualità che l’Esposti lasciasse il suo materiale in zona lo raggiunsi a Roiano e gli dissi – mentendo – che era ricercato in zona e che avrebbe dovuto allontanarsi. Fu per questo che l’ Esposti andò a pian di Rascino, localita’ dove non mi sono mai recato.

-a Roiano ho incontrato alcune volte l’ Esposti.

Letto confermato sottoscritto.

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