La nota del CS di Padova n. 4141 del 10 giugno 1974

La nota n. 4141 del 10 giugno 1974 è di estremo interesse in quanto contiene una rivendicazione della strage di Brescia che si colloca in strettissima correlazione con gli appunti allegati alla nota n. 622 del 28 gennaio 1974, alla nota s.n. del 23 maggio 1974 ed alla nota n. 4873 dell’8 luglio 1974.
Viene di seguito integralmente riportato il contenuto della rivendicazione:

CI SIAMO ASSUNTI NON A CASO LA PATERNITA’ DELLA STRAGE DI BRESCIA – CON CIO’ VOGLIAMO DIMOSTRARE AI NOSTRI AVVERSARI
COME LE FORZE NAZIONAL-RIVOLUZIONARIE SANNO AGIRE AL DI FUORI DELLA LEGALITA’ IN CUI CI HA POSTO IL SISTEMA – IL NOSTRO
FINE ULTIMO E’ QUELLO DI SOVVERTIRE L’ORDINAMENTO DELLO STATO, DISINTEGRARE IL SISTEMA BORGHESE E DAR VITA AD UNA
RISTRUTTURAZIONBE IDEALE DELLA NOSTRA SOCIETA’ – “ANNO ZERO” HA PERSO IL PROPRIO ORGANO DI STAMPA MA NON LA
VOGLIA DI LOTTARE – MOLTA GENTE E’ CONFLUITA IN “ANNO ZERO” ORA SIAMO UNA VERA ORGANIZZAZIONE CHE SAPRA’ COLPIRE AL
MOMENTO OPPORTUNO – ABBIAMO ABBANDONATO OGNI PAURA E DUBBIO DIETRO DI NOI – VENDICHEREMO NOI, IN PRIMA PERSONA, I
SOPRUSI CONTRO I CAMERATI INGIUSTAMENTE INCRIMINATI: DA FREDA, A GRAZIANI, A MUTTI, FALICA, MASSAGRANDE – NON SIAMO
PIU’ UN’ESUGUA MINORANZA BENSI’ UNA FORZA MARCIANTE CHE FA’ ANCOR PROPRIO IL MOTTO “IL NOSTRO ONORE SI CHIAMA FEDELTA’”
“ORDINE NERO” “ANNO ZERO”
Sez. “C.Z.CODREANU”

 

La rivendicazione, come specificato nella nota n. 4141 del Centro CS di Padova, era stata rinvenuta dal rag. Manlio MORINI di Vicenza nella propria cassetta delle lettere, in data 1 giugno 1974.
Il Centro CS di Padova, nel trasmettere al Reparto “D” del SID la copia fotostatica del manoscritto rivendicativo, richiama il contenuto del dispaccio ANSA n. 170 del 3 giugno 1974 (che ipotizzava collegamenti tra le varie sezioni di ORDINE NERO ed in particolare tra la Sez. “CELINE”, che aveva rivendicato l’attentato alla Casa del Popolo di Moiano del 22 aprile 1974, il gruppo romano di ORDINE NERO, la Sez. “MISHIMA” di Milano e la Sez. “CODREANU” del Veneto ed affermava che la magistratura stava valutando se vi fossero elementi per attribuire all’ORDINE NERO
la paternità della strage di Brescia 35) e rileva che il manoscritto “confermerebbe l’esistenza in zona del Circolo CODREANU”. Detto circolo, prosegue il Centro di Padova, secondo la fonte TRITONE “si identifica quali sicuramente nel gruppo ANNO ZERO di Rovigo, controllato dal noto MELIOLI Giovanni” ed “avrebbe collegamenti con elementi di Udine e Treviso”.

Il SID, dunque, già alla data del 10 giugno 1974, aveva elementi per collegare la rivendicazione della strage di Brescia agli ambienti legati a Giovanni MELIOLI. Tale dato, di estrema rilevanza investigativa, si poneva in stretta correlazione con le notizie che il fiduciario aveva fornito negli appunti allegati alla nota n. 622 del 28 gennaio 1974 ed alla nota s.n. del 23 maggio 1974. Con il primo appunto era stato segnalato che la nascente organizzazione terroristica, nella quale erano confluiti elementi del disciolto ORDINE NUOVO “disposti a tutto”, si era data tempo fino al 15 giugno
1974 per compiere uno “sforzo particolare” in due città lombarde, con il secondo appunto erano stati specificati gli scopi della organizzazione in termini che, in buona parte, ricalcavano i contenuti del manoscritto rivendicativo (l’abbattimento del “sistema borghese” mediante attacchi alle sue strutture ed ai partiti politici e la difesa, anche con azioni violente, delle persone di estrema destra che erano state “ingiustamente perseguite” per la loro attività politica). Ulteriore e significativo elemento di correlazione tra il manoscritto rivendicativo e l’appunto allegato alla nota s.n. del 23 maggio 1974 va individuato nella cosiddetta “prova di fidatezza e di coraggio” che veniva chiesta ai membri dell’organizzazione che prevedeva la
diffusione di volantini, che specificassero gli scopi dell’organizzazione terroristica, da depositare nelle cassette postali di “Padova e Vicenza”, seguita da una telefonata ai comandi dei Carabinieri delle due città, copione che, in buona parte, è stato realizzato per la divulgazione del manoscritto rivendicativo della strage.

Ancor più pregnante è la correlazione tra la rivendicazione e le notizie riportate nell’appunto del 6 luglio 1974, allegato alla nota n. 4873 dell’8 luglio 1974 (di seguito esaminata), ove si afferma che il troncone clandestino dell’organizzazione terroristica, organizzata e coordinata, a livello centrale, da un team dirigenziale composto da MAGGI, da ROMANI e da altri, avrebbe operato “sul terreno dell’eversione violenta” con la denominazione di “ORDINE NERO”, che la strage di Brescia non doveva rimanere un fatto isolato, che il sistema borghese sarebbe stato abbattuto mediante attacchi continui che avrebbero portato il Paese ad uno scontro armato, che nuove azioni terroristiche sarebbero state annunciate a breve scadenza, che Carlo
Maria MAGGI aveva espresso lusinghieri apprezzamenti sul conto di Giovanni MELIOLI che, nella zona, era l’elemento più in vista di ANNO ZERO.
E’ a dir poco sorprendente, oltre che sconcertante, che il Gen. Giuseppe BOTTALLO, all’epoca Capo Centro del SID di Padova, escusso dal PM nell’ambito del presente procedimento, abbia dichiarato di non avere mai visto e di non avere mai sentito parlare della citata rivendicazione della strage di Brescia, aggiungendo che, se avesse avuto modo di occuparsene, avrebbe sicuramente disposto adeguati accertamenti. Il Gen. Giovanni Battista TRAVERSO, all’epoca Capitano, che in assenza del Magg. BOTTALLO sottoscrisse la nota n. 4141 del 10 giugno 1974, escusso in dibattimento, ha smentito il Gen. BOTTALLO, affermando che il Capo Centro, quando rientrava in sede, controllava sempre le note informative che, in sua assenza, erano state inoltrate a Roma. Anche lui, comunque, ha riferito di non mantenere alcun ricordo di quella rivendicazione.
Anche il M.llo FELLI non è stato di alcun aiuto al riguardo. Nella fase delle indagini preliminari aveva infatti affermato di non mantenere alcun ricordo del volantino rivendicativo, sebbene fosse stato proprio lui a gestire la fonte TRITONE, anche in quel periodo immediatamente successivo alla strage di Brescia. In dibattimento ha riferito che, con ogni probabilità, era stato proprio lui a chiedere notizie alla fonte in ordine al Circolo CODREANU di Rovigo ma ha confermando di non mantenere uno specifico ricordo della rivendicazione.

Annunci