Vecchiotti Amedeo – dichiarazioni 28.01.1986

– L’ incarico di coltivare il Nardi , lo ricevetti da un ufficiale dei servizi segreti che incontrai verso novembre dicembre 1972 all’ Erris – bar di via Veneto. Avrei dunque dovuto entrare in amicizia con il Nardi e cercare di carpirgli qualche notizia. Interesse dei servizi era allontanare il Nardi dagli ambienti della destra eversiva in modo che si evitasse pubblicita’ giornalistica a suo nome. Tale esigenza era conseguente al fatto che proprio a quel tempo al “Nardi elicotteri” stava per concludere un importante contratto relativo all’ assemblaggio di elicotteri di produzione americana e la pubblicita’ derivante dalla notorieta’ del Gianni Nardi come eversore di destra era senz’ altro nociva. Il Nardi era gia’ detenuto nel carcere di Fermo o stava per esserlo cosicché non feci in tempo ad avvicinarlo in stato di libertà. Io ero colpito da un provvedimento restrittivo per bancarotta e decisi di costituirmi per evitare la vergogna di venire catturato.

Mi costituii al carcere di Fermo il 730502 poiche’ sapevo che là era ristretto il Nardi. Insieme architettammo un progetto di fuga ma fui il solo ad usufruire in quanto il Nardi aveva beneficiato della liberta’ provvisoria. Per ragioni del tutto contingenti portai con me il Lascialfari il quale insistette per partecipare all’ evasione successivamente feci col Nardi il giro per l’ Europa di cui ho gia’ parlato nella precedente deposizione. Mi riservo di produrre un promemoria per focalizzare i punti che ormai mi sfuggono per collocare i fatti nella loro successione temporale e per integrare o eventualmente rettificare le dichiarazioni che ora rendero’ .

Faccio presente che attualmente sono confuso in quanto sofferente di numerosi disturbi ed in quanto io ho affrontato una faticosa traduzione per rendere questa deposizione. Comunque come gia’ detto innanzi al dr Minna verso la fine del 1972 o primi del 1973 ebbi un incontro con Ghiron e col capitano amici presso lo studio dell’ avvocato Nicosia, anzi presso lo studio dell’ avvocato Taddei. A promuovere l’ incontro fu l’ avvocato Nicosia, mentre l’ avvocato Taddei non era al corrente.

– ricevo lettura della relazione relativa al mio colloquio con il dr Spinelli nel carcere di Rieti nel giugno del 1976. Prendo atto che i colloqui con lo spinelli avrebbero dovuto aver luogo nel 761200 e nel mese di marzo 1977 770300 . Mi pare invece che fosse estate. Preciso di non essere stato io a sollecitare l’ incontro con funzionario che, peraltro, non conoscevo e ritengo che sia stato mandato da me dal Ghiron. Parlai effettivamente con lo Spinelli dei fatti di Pian del Rascino. Tramite il Nardi, infatti, avevo conosciuto il Marini e l’ Esposti che avevo incontrato a Roma verso il 731100 unitamente a quel Michel, abitante in via dell’ Imbrunita nr 31 del quale ho gia’ parlato nella precedente deposizione. Con l’ Esposti c’ era anche il Stefano Bruno, persona questa piu’ legata al Nardi che agli altri. Dai discorsi dall’ Esposti appresi che costui voleva organizzare un campo para militare dove addestrare alcuni milanesi. Questo campo secondo l’ Esposti avrebbe dovuto venire installato nel cuore dell’ Abruzzo, verso la Maiella e non so’ per quale ragione venne invece impiantato a Pian di Rascino.

– non ricordo se con lo Spinelli parlai o meno del cosidetto affare Moxedam. Ricordo invece di aver parlato con lui dell’ affare Leighton e dei fatti concernenti le rapine e la situazione carceraria di san Vittore indicati ai punti d ed alla relazione di cui ora ho ricevuto lettura. Quanto alle notizie attinenti all’ attentato al treno “Italicus” pur riservandomi di approfondire e documentare il discorso, faccio presente di averle ricostruite in parte per sentito dire, ed in parte per averle lette su documenti ed in parte ancora ricollegando quello che sapevo notizie anche apprese dalla stampa. Inoltre l’ Esposti ebbe piu’ volte a parlarmi della particolare efficienza dei gruppi eversivi toscani, i quali a suo dire erano ben organizzati ed economicamente indipendenti perche’ ottenevano cospicue sovvenzioni nella provincia di Arezzo. Il nome di Tomei mi fu fatto dall’ Esposti, unitamente a quello di altri personaggi, toscani.

Ricordo poi non so’ se anteriormente o successivamente ai colloqui col dr Spinelli, che durante la mia permanenza al carcere di Rebibbia al g 12, verso i primi del 1977 ebbi occasione di parlare con un giovane toscano il quale era stato in Inghilterra con Clemente Graziani e faceva parte dell’ ambiente dei gruppi di destra. Questo giovane era senz’ altro toscano ed era figlio di qualcuno della polizia o dei carabinieri o di qualche corpo di tipo militare. Questi mi parlava di varie relazioni intercorrenti fra i diversi esponenti della destra toscana e dell’ organizzazione dei gruppi nonche’ dei fuoriusciti ricercati che soggiornavano a Londra, ad Atene ed in Spagna. Mi sforzero’ di ricordarmi il nome di questa persona.Ricevo lettura dei brani delle dichiarazioni rese da Ghiron Gianfranco innanzi al GI di Brescia in data 750712 ed in proposito faccio presente quanto segue: corrisponde a verita’ che ebbi ad indicare al Ghiron il Nardi come figura preminente nell’ abito di una organizzazione politica di destra ai cui vertici si trovava un’ altra persona di cui ora non ricordo il nome.

– corrisponde a verita’ che Marini Piergiorgio apparteneva alla stessa organizzazione del Nardi come persona di fiducia. Il Marini manteneva molti contatti, soprattutto durante i periodi di assenza del Nardi.

– Ricordo che a suo tempo il Nardi, il Marini, o l’ Esposti mi fecero il nome del Rognoni, nome che a mia volta segnalai al Ghiron.

– Confermo inoltre, che il Nardi negava di aver preso parte all’assassinio del commissario e che io riferii tali circostanze al Ghiron.

– E’ assurdo, invece, che il Nardi possa essere stato presente ai fatti di Pian di Rascino. Alla data di tali fatti so’ per certo che il Nardi si trovava in residence a Madrid dove si era trasferito da Andorra, localita’ ove alloggiava; Hostalscalones;

–  affermo di aver parlato con Ghiron di una cartina stradale in possesso del Nardi sulla quale erano evidenziati i posti di blocco stradali;

– Non escludo poi di aver parlato al Ghiron di una pistola particolare in possesso dell’ Esposti. Mi sembra strano l’ abbinamento, nel periodo della latitanza, del nome del Rognoni a quello di Nardi e Marini. Io Rognoni non l’ avevo mai conosciuto. Ne sentii parlare dall’ Esposti, dal Nardi, e dal Marini, anche se quest’ultimo era restio a fare nomi, nonche’ successivamente da quel ragazzo toscano che era con me al carcere di Rebibbia. Soprattutto dai discorsi di quest’ultima persona compresi che il rognoni si trovava ad un livello superiore a quello di Nardi del Marini e di quello dell’ Esposti.

– Durante la mia latitanza sono stato a lungo nel veneto, circa 3 o 4 mesi ed ho appreso notizie pertinenti alla strage di Peteano che preciserò, cosi’ come mi sono state narrate, nel memoriale che mi accingo a scrivere.

– La sequenza delle dichiarazioni di Ghiron relativamente al tentativo di incontrare in Austria il Nardi mi pare inesatto voglio inoltre precisare che la Diriani Hanca non era consapevole certamente delle finalita’ dell’ operazione.

– Prendo visione del dattiloscritto a firma Piero di data 741101 allegato alla deposizione Ghiron del 750722 . L’ ho scritto io.

– Non so’ quale sia il vero nome della persona della quale indico colonnello Franchi che comunque reputo un ufficiale capacissimo questi aveva ricevuto una mia fotografia da Ghiron o amici poiché io non mi fidavo piu’ di queste persone e volevo avere un rapporto diretto col colonnello Franchi.

– Anche la relazione allegata allo stesso atto di cui sopra è stata scritta da me. Non ricordo quale fosse la fonte della notizia di cui a questa relazione. Era comunque senz’ altro qualcuno del gruppo Esposti o dei gruppi ad esso vicini. La fonte mi avviso’ che dopo di me era passato il giornalista Guido Gerosa cui avevo dato delle notizie.

-prendo visione della lettera a firma Piero datata 741105 allegata alla deposizione Ghiron del 750722. Anche questa e’ stata scritta da me. Mi riservo di spiegarne dettagliatamente il contenuto del memoriale. Per ora posso comunque precisare che Gerli Licio sta per Gelli Licio e che con i termini “mister vito” e “uomo con la pipa” alludo al generale Miceli. In questo momento non ricordo a chi mi riferissi quando parlo del generale “ora nella citta’ di sant’ Antonio” . Si trattava comunque dell’ ufficiale che stava per emanare gli ordini per l’ esecuzione per la mia cattura.

– Confermo le dichiarazioni rese su Gelli e nella deposizione resa a Minna e confermo di aver dato a Gelli tre mie fotografie necessarie per il rilascio di un documento.

Letto confermato sottoscritto

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