Antonio Viezzer – verbale 18.07.1988 reso al GI Mastelloni

-Viezzer Antonio, gia’ generalizzato.

Il teste chiede di essere sentito ai sensi dell’ art 348 bis cpp perche’ imputato presso l’ ag di Roma. Il GI, come gia’ rappresentato con fono, respinge l’ istanza in quanto trattasi di pp 318/87 ag per strage che verte su circostanze specifiche da richiedere al teste e che prescindono dalle imputazioni di spionaggio, associazione per delinquere e altro che il teste recita e precisa.

Sono stato segretario di Maletti dal giugno ’71 al 30.04.74 … Al reparto D fino al 15.04.78. Reso edotto delle dichiarazioni di Maletti sul punto del sabotaggio e di altre qualificate deposizioni secondo cui tale avvenimento venne “coperto” per problemi di complicazioni internazionali, reso edotto che trattasi di fatti di eccezionale gravita’:

R: ricordo che subito dopo la sciagura di Marghera del novembre ’73 il Viviani, all’ epoca capo della seconda sezione mi accenno’ ad un sabotaggio esperito dal Mossad: cio’ avvenne nel mio ufficio di segreteria, qualche giorno dopo il fatto.

Adr: Maletti ogni anno teneva un rapporto ufficiali chiamando tutti i capi sezione e tutti i capi del cs periferici nonche’ dei cs del raggruppamento; si faceva il consuntivo di quanto prodotto durante l’ anno e si tracciavano le linee della futura attivita’. Io ero presente come segretario al rapporto ed ero tenuto a fare un elenco di argomenti da trattare. Ricordo che dopo la caduta dell’ aereo, nell’ ambito del successivo rapporto ufficiali con capi centro e capi sezioni, io presente, Maletti incarico’ tutti i capicentro ed in particolare il centro di Padova di attivare le fonti in atto e di reperirne altre che potessero fare luce sui fatti. Furono interessate la prima e la seconda sezione. Erano presenti Capotorto Gerardo di Padova, Burlando di Milano e gli altri 15 piu’ il cs1, cs2, cs3, cs4 con Marzollo. Per il Veneto vi era anche il capo centro di Udine e Verona, col.Bucci Elio e col Pignatelli.

Adr: circa l’ episodio dei due libici e del giradischi esplosivo seppi da Maletti che miceli aveva avuto autorizzazione governativa orale di far fuggire i due libici in Libia per evitare ritorsioni nel campo petrolifero. Di tanto se ne occupo’ Marzollo per incarico diretto di miceli, con l’ ordine di non riferire a Maletti, che era il superiore gerarchico di Marzollo. Fu Labruna che tanto mi disse, che scoprì il luogo ove furono tenuti i due libici dopo la scarcerazione in attesa del trasferimento in Libia. L’appartamento si trovava nella zona orientale di ostia, gestito dal Marzollo per ordine di Miceli. All’ uopo avvertii il Marzollo che avrebbe dovuto riferire a Miceli ma avrebbe dovuto coevamente mettere al corrente anche Maletti, chiedendogli di non riferire al capo servizio.

Adr: circa l’ Argo 16 si formo’ una pratica presso la sezione che trattava l’ argomento dopo che Maletti aveva ricevuto in visione gli appunti provenienti dai centri. La posta arrivava tutta a me anche quella “esclusiva per il titolare” la dividevo per sezione e la portavo a Maletti, che la siglava, poteva dar direttive, trattenerla: … La restituiva a me e io controllavo solo le pratiche ove il Maletti aveva a posto delle direttive per controllare se le direttive erano giuste o sbagliate dal punto di vista operativo.

Adr: per ogni annuale rapporto ufficiali tutti i capicentro erano precettati ad intervenire.

Adr: Maletti si rapportava ad Andreotti, che era Ministro della Difesa e successe a Tanassi. Seppi da Labruna nel 1974 che questi, assieme a Maletti, si era recato da Andreotti e gli aveva mostrato il rapporto da lui fatto sul golpe Borghese, facendogli anche ascoltare delle registrazioni di un imprenditore romano che era scappato in Svizzera per timore di essere arrestato e che era stato agganciato da Romagnoli e Labruna e che si era detto favorevole alla destra. Fu sulla base di questi dati, fornitigli da Maletti, che Andreotti consiglio’ a Maletti di sfrondare il “malloppo” e di eliminare i dati non riscontrabili e di presentarlo alla magistratura: Andreotti sostitui’ Miceli, prima dell’ arresto, con Casardi. Nel rapporto finale fu eliminato quanto non era possibile provare, e cioe’ contatti intercorsi tra Gelli e alcuni ufficiali in pensione dell’ esercito, tra cui il gen Del Vecchio ed altri.

Adr: la pratica argo16 fu affidata alla prima sezione e, per qualche addentellato, alla seconda retta da Viviani.

Contestatemi le dichiarazioni del Genovesi del 880712 a foglio 2, ove vengo citato come presente al rapporto ufficiali, come ho ammesso, e ove pero’ Maletti risulta avere addotto che la caduta dell’ aereo era da ascriversi a sabotaggio. In queste stesse circostanze in presenza anche dei capicentro, Maletti espresse preliminarmente l’ avviso che si era trattato di sabotaggio: tanto gia’ aveva saputo da Viviani, che non mi specifico’ da chi aveva appreso l’ ipotesi.

Adr: concordo con la sv che la pratica Argo 16 doveva essere svolta dalla sezione competente e i risultati dati al capo reparto e non al capo servizio.

Adr: Maletti e Giovannone erano in contatto in Italia e spesso io per ordine di Maletti ho portato al Giovannone denaro liquido: cio’ ogni volta che Giovannone veniva in Italia. Io avevo e gestivo il fondo del “D”.

Adr: come giornalisti erano pagati da Maletti: Giannettini; io, per ordine di Maletti, pagavo un giornalista della Dc oggi deceduto: cio’ per un mese, non ne ricordo il nome.

 

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