Marco Affatigato – dichiarazioni 13.10.1976 rese al Pm Vigna

Lei mi informa che sta conducendo le indagini circa l’ omicidio del dr Occorsio Vittorio avvenuto in Roma il 760710 e mi fa presente di aver gia’ sentito varie altre persone appartenenti al movimento politico ordine nuovo al fine di raccogliere elementi utili alle indagini. Io sono detenuto dal 760924 sotto l’ imputazione di favoreggiamento personale e di ricostituzione del partito fascista. A suo tempo ho fatto parte del movimento politico Ordine Nuovo. Ricordo che nell’ autunno del 1972, ottobre – novembre di tale anno, unitamente al Tomei Mauro ebbi a Lucca un incontro con una persona.

In proposito preciso che tale persona aveva telefonato a casa mia, non so chi le aveva dato il mio numero telefonico. Tale persona pensava che fossi io il dirigente in Lucca del movimento tale persona, alla quale io chiarii che il dirigente non ero io ma il Tomei, mi disse che desiderava parlare con noi e che aveva gia’ preso contatti con la direzione nazionale del movimento. Disse che voleva parlare con noi avendo saputo che ci si trovava in difficolta’ economiche, cosa che corrispondeva alla realta’ tanto che era circa un anno che non si poteva pagare il canone di locazione della sede. Io dissi a questa persona che avrei parlato col Tomei e cosi’ feci e il Tomei fu d’ accordo per l’ incontro. Il giorno dopo ricevetti altra telefonata da quella persona e si stabili’ il giorno in cui incontrarsi a Lucca.

L’ incontro avvenne di li’ a pochi giorni o un sabato o una domenica: rammento infatti che si trattava di un giorno in cui non lavoravo. Avevo preso appuntamento in piazza San Michele e all’ appuntamento ci trovammo io e il Tomei. Avevamo fissato come modo di riconoscimento il fatto di tenere in mano il giornale “il giorno” , ma l’ uomo mi aveva detto che forse non vi era neppure bisogno di tale segno di riconoscimento poiche’ probabilmente egli era in grado di riconoscere il Tomei avendolo gia’ visto una volta a Roma.

Faccio peraltro presente che quando l’ uomo giunse il Tomei gli disse che lui non lo conosceva. Ci incontrammo proprio al bar di piazza San Michele e ci mettemmo a parlare in una saletta al piano superiore. L’ uomo comincio’ a dire che aveva parlato con la segreteria nazionale del movimento, che a Roma erano d’ accordo sulla sua visita e sul fatto che potesse darci del denaro. Sembrava, a sentirlo, che agisse su incarico dei dirigenti romani. Disse che era disposto a darci subito la somma di 500000 e ce la mostro’ . Poi comincio’ a fare dei discorsi strani circa l’ organizzazione che il movimento avrebbe dovuto darsi, organizzazione che secondo lui doveva prevedere dei gruppi armati e cioe’ destinati a compiere azioni violente, inseriti nel movimento politico.

Tali gruppi armati dovevano essere clandestini anche per il resto del movimento. Fu in questo discorso che egli fece offerta di armi e tritolo per usarli contro obiettivi statali tipo centrali elettriche, impianti pubblici etc . Egli disse che faceva parte della massoneria e precisamente della “Loggia del Gesu’ ” (mi rimase impressa questa espressione) e che la massoneria aveva gia’ preso contatti con i dirigenti nazionali del movimento promettendo un versamento di 50000000 per la uscita settimanale del giornale. Il nostro gruppo di Lucca pur mantenendo contatti e seguendo le direttive dei dirigenti nazionali aveva una certa autonomia e aveva sempre mantenuto un atteggiamento ostile verso le idee massoniche e fu per questo che, irritato dal fatto che al centro avessero potuto prendere accordo con la massoneria senza interpellare la base, decisi di troncare il colloquio e me ne andai.

Anche il Tomei si allontano’ con me, ma poi, pensando all’offerta di denaro che ci era stata fatta, rimase a proseguire il discorso con quell’ uomo. Andarono da quel bar in un altro bar in via Fillungo. Successivamente il Tomei mi disse che l’ uomo aveva insistito a fargli i discorsi in chiave di organizzazione paramilitare e che pertanto anche lui aveva troncato il colloquio accompagnando l’ uomo alla macchina con la quale era venuto a Lucca e che aveva parcheggiato in piazza napoleone. A quanto mi disse il Tomei si trattava di una vettura Peugeot familiare o 404 o 504 color celestino.

– Non so il nome della persona. Faccio presente che successivamente ricevetti una telefonata da Graziani clemente a proposito del giornale ed egli mi chiese se per caso si era presentato qualcuno come finanziatore. Io gli parlai della visita di quella persona che aveva detto di essere della massoneria e il Graziani si irrito’ dicendo che prima di prendere iniziative dovevamo metterci in contatto col centro. Io gli dissi che dopo aver ricevuto la prima telefonata dall’ uomo avevo informato il Tomei che mi aveva poi detto, prima che io fissassi l’ appuntamento, che andava tutto bene e che l’ incontro poteva aver luogo, ma il Graziani ebbe una reazione dalla quale capii che il Tomei non aveva parlato con lui del fatto e capii anche che vi era stato si un contatto a livello di dirigenza nazionale ma che i dirigenti nazionali avevano respinto ogni apporto della massoneria. In effetti poi seppi che erano stati offerti a livello nazionale i 50000000 per il giornale ma che tale offerta era stata rifiutata.

Descrivo la persona: eta’ 40 – 50 anni; statura circa cm 170, grassotto, leggermente obeso, capelli brizzolati a corona nel senso che parte della testa era priva di capelli, oltre la meta’ della testa, naso con narici allargate e piccolo. Poiche’ in un precedente colloquio avuto con lei e con il dr Pappalardo avevo accennato a questa persona di essa ho, con l’ ausilio di un disegnatore della polizia scientifica di Firenze, qui inviato, ricostruito l’ immagine che e’ quella contenuta nel disegno grafico nr 29860 che lei mi mostra. Tale disegno grafico riproduce con molta buona approssimazione le caratteristiche della persona di cui ho parlato. Siglo con l’ ufficio tale disegno grafico.

Per il momento non ritengo di poter dare ulteriori notizie. Letto confermato e sottoscritto.

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