Marco Affatigato – dichiarazioni 05.12.1984

Prendo atto che il mio nome figura inserito dal sismi tra quelli indicati da tale servizio come coinvolti in qualche modo nella strage di Bologna. Non ho mai assunto qualita’ di imputato ne’ di indiziato nel delitto di strage del 2 agosto. Ho anche querelato nell’ 830800 l’ autore delle informative dell’ 800800 inoltrate dal sismi alla magistratura di Bologna. Inoltrai la denuncia querela alla Procura della Repubblica di Lucca. Il mio nome con le informative che lo contenevano venne pubblicato sui settimanali Espresso o Panorama tra il 1980 e il 1981. Alla denuncia ho allegato fotocopia di detto settimanale. Prendo visione delle note informative contenenti il mio nome inoltrate ai giudici della strage di Bologna dal Sismi con rapporto dell’ 801014.

A tale proposito dichiaro quanto segue:

Nel 1978 mi riparai in Francia per sfuggire ad un ordine di carcerazione emesso dalla procura generale di Firenze a seguito di condanna passato in giudicato per il delitto di ricostituzione del disciolto partito fascista. Fui inserito nella struttura del Fronte Nazional Rivoluzionario che faceva parte a Tuti. Mi rifugiai a Nizza nel 781000 a seguito della sentenza della corte di Cassazione che respingeva il nostro ricorso. L’ ordine di carcerazione verra’ poi emesso il 1 dicembre di quello stesso anno (781201) .

Ero in liberta’ provvisoria con obblighi di soggiorno a Lucca e la mia fuga determinerà l’ emissione del mandato di cattura nel 790200. A Nizza chiesi un permesso di soggiorno alla autorita’ francese nel 790100 e mi fu detto, nella prefettura di Nizza, dal prefetto o di chi ne faceva le veci, che mi sarebbe stato concesso il permesso di soggiorno a condizione che io avessi collaborato con il servizio segreto francese ed a condizione che io mi fossi impegnato a non effettuare attentati o propaganda contro obbiettivi francesi. Accettai e dopo pochi giorni venni contattato dallo Sdece e da allora cominciai a collaborare con quel servizio.

Mentre lavoravo al servizio dello Sdece fui contattato due volte da agenti della Cia a Montecarlo tra il 1979 e 1980 da Anderson L H che in qualche occasione si e’ firmato Stevenson su un assegno che fu girato a Soffiati Marcello e su un altro che fu consegnato alla moglie dico fu inviato per posta in quel periodo alla moglie di Massagrande Elio per sovvenzionare la latitanza. A seguito delle richieste di Soffiati misi in contatto quest’ultimo, dico quest’ ultimo mi fece conoscere a Montecarlo un agente americano molto alto, magro, col pizzetto e occhiali da vista, di 50 anni circa, che costituiva il contatto di Soffiati con la Cia in Italia. Tramite Soffiati e detto agente io fui messo in contatto con tale George esponente della Cia a Parigi per cui iniziai a lavorare anche con la cia di Parigi troncando contemporaneamente ogni rapporto con l’ agente dei servizi americani di Montecarlo.

Mi interessai anche a spedire il denaro a Graziani tramite Crocco Alessandra moglie del Massagrande, e chiesi alla cia di Montecarlo di favorire la liberazione di ventura fornendogli il denaro necessario (5000000, cosi’ mi disse il Soffiati) per fargli ottenere la cauzione in Argentina. Rassicurai anche la sorella di Ventura perche’ la cosa mi sembrava di facile realizzazione ma poi l’ agente americano mi riferi’ che la Cia rifiutava tale aiuto perche’ Ventura nel corso dei suoi interrogatori aveva chiamato in causa e fatto rivelazioni su fatti e persone appartenenti alla Cia.

Riferii la cosa al Soffiati, al quale rivelai anche che avrei dovuto incontrare tra il (800300 – 800400 – 800500) a Parigi dove si trovava Delle Chiaie stefano che si nascondeva sotto il nome di marc jean. Mi impegnai con il Soffiati, che me lo aveva espressamente richiesto di assassinare il Delle Chiaie facendogli ingerire delle pastiglie di veleno che avrei dovuto far cadere nel suo bicchiere. Delle Chiaie era stato condannato a morte perche’ aveva venduto Pozzan marco consegnandolo alla polizia in spagna in cambio di 50000000, e della copertura delle basi di AN in Spagna.

Fino al 1980 an ha svolto attivita’ anti Eta con attentati e omicidi ai danni di tale organizzazione sia in Spagna che in Francia (qui in particolare ricordo un omicidio di un esponente Eta a Bayon con esplosivo collocato nella sua auto), in collaborazione coi guerriglieri di Cristo Re di cui facevano parte ex poliziotti francesi. Per poter entrare in contatto con Delle Chiaie Stefano mi rivolsi a Frederikson, parigino, ivi residente in periferia al quale dissi mentendo di voler incontrare il Delle Chiaie poiche’ avevo deciso di tornare a fare politica. Non incontrai piu’ il Delle Chiaie nonostante il Frederikson mi avesse procurato appuntamento poiche’ sorsero dei contrasti con Soffiati che mi indussero a rinunciare a tale progetto. Infatti Soffiati non credette a quanto mi aveva riferito la persona che ando’ a ritirare in veneto le pastiglie di cianuro che, a suo dire era stata addormentata in treno, alla frontiera di Ventimiglia, dove gli avevano sottratte le pastiglie.

La persona che ando’ a ritirare dal Soffiati il veleno e’ Milan Daniel, abitante a Nizza quartiere san Agostino, agente di sicurezza privata che lavorava con me per mio conto, e che io avevo incaricato di uccidere Mennucci per conto di Soffiati Marcello che voleva vendicare la cattura di Tuti.

Ebbi in quel periodo, contatti con i servizi segreti libici, iraniani e nicaraguensi. Nella mia agenda sono indicati tutti i contatti con tali servizi che per quanto riguarda l’ Iran avvenivano col diplomatico accreditato a Parigi, cioe’ con l’ ambasciatore direttamente. Sulla base di tali premesse che ho fatto per evidenziare la mia conoscenza di ambienti di estrema destra e di servizi segreti internazionali, dopo avere ricevuto lettura delle informative di cui si e’ detto, posso affermare quanto segue: sento parlare per la prima volta della sigla Vmo (Vlande Moviment Ordre) . Il nome di Erikson non mi e’ nuovo e mi ricorda quello di un dirigente di un gruppo di estrema destra, forse belga.

Non ho mai sentito: il nome di Parlantoni Giuseppe ne’ ho sentito il nome di Batausna (informativa 800808) . Mai ho sentito il nome di Vernazzani Orfeo che mai ho incontrato a monaco ne’ in altra città. Mi sembra di ricordare che il dr Gentile mi ha posto a confronto con detto Vernazzani nel carcere di San Giovanni in Monte. Per altro io l’ 800803, come è noto agli inquirenti italiani, mi trovavo a Nizza. Aggiungo che non conosco affatto monaco di baviera e di non aver mai girato con equipaggiamento da campeggio. A Nizza disponevo di una fiat 126 blu scuro di proprieta’ di mia cognata (nota sismi 800813) . Di Fredrikson Marc ho gia’ parlato; effettivamente era il capodel fane di cui faceva parte il noto Durand Paul, ispettore di polizia di Parigi, addetto all’ ufficio scorte. L’ 800714 nonero a Bologna, citta’ dalla quale manco dall’ epoca in cui ho fatto il servizio militare. Mi risulta invece che l’ 800714 e nel periodo a partire dall’ 800702, Durand Paul effettuo’ lavisita di diverse citta’ italiane (Perugia, Roma, Bologna, Veneto) per contattare ambienti della estrema destra italiani.

A Bologna ebbe un incontro con l’ avvocato Bezicheri Marcantonio e con Donini Francesco. Ho incontrato l’ultima volta Fredrikson a Parigi nell’ 800200, per cui e’ del tutto falso che io lo abbia visto a Nizza pochi giorni prima della strage. Seppi poi da Garcia Rodriguez della Fane abitante ad Antibes che Fredrikson era stato a Nizza con Durand Paul pochi giorni prima che questi partisse per l’ Italia. Durand effettuo’ il viaggio in Italia per conto della Fane poiche’ questo gruppo intendeva mettere in collegamento tutte le strutture eversive di destra per costituire una unica di una federazione di azione nazionale ed europea. Mi risulta che la Fane non aveva un programma di attentati ma che si limitava a azioni difensive. Almeno cosi’ dichiaravano all’esterno. Devo anche dire che questo Fredrikson era una persona di scarso valore tecnico militare e dunque poco affidabile.

E’ certo comunque che la Fane avesse contatti con tutta l’Europa. Mi risulta che a Perugia la Fane contatto’ un gruppo che si riuniva dietro la sigla movimento e partito socialista nazionale. Non so quale altri gruppi contatto’ . Preciso ancora che la persona che sto indicando si chiama Friederiksen Marc e non Fredrikson (nota sismi 800813) . Conosco i cittadini inglesi Debbie Jean Price e Connolly Robert entrambi banchieri a Liverpool il primo e a Londra il secondo. Si tratta di persone totalmente estranee ad aree eversive.

Non so come questi nomi siano finiti negli appunti del sismi. Effettivamente conosco Potthier Michel e Garcia Rodriguez. Il Potthier ha creato la fane a Nizza. Il Potthier mi sembra che sia un ex poliziotto e disponeva di una Peugeot 504. Preciso che il Soffiati ha dormito a casa mia a Nizza e dunque avrebbe potuto prelevare notizie dalla mia agenda poiche’ come l’ ufficio puo’ constatare si tratta di nomi contenuti nella mia agenda che mi venne sequestrata all’ atto del mio arresto l’ 800806.

Spontaneamente:
-Soffiati, come e’ mia convinzione, aveva rapporti informativi con la Cia e con il Sismi. Infatti sia la Cia che il Sismi si appoggiano alla base nato. Soffiati mi rivelo’ nel 1976 che aveva effettuato l’ addestramento a Camp Darby presso Livorno. Prendo atto che tra le mie agende manca quella piccola nella quale erano annotati i miei contatti con agenti dello Sdece e che apprendo in questo momento anzi che gia’ sapevo fosse stata trattenuta dalla polizia francese all’ atto del mio arresto. Mi sembra opportuno a questo punto sottolineare ulteriormente la stranezza della mia vicenda accorsami tra il luglio e l’ agosto del 1980 (800700 – 800800) . L’ 800707 il mio nome viene proposto con grande evidenza sulla prima pagina del corriere della sera che annunciava la celebrazione di un procedimento penale, anzi preciso che alla fine dell’ 800600, all’ indomani del disastro aereo verificatosi nel cielo di Ustica alla fine di giugno, il mio nome viene proposto in prima pagina sul corriere della sera che, riportando il contenuto di un volantino Nar o di una telefonata anonima, annunciava che mentre io mi trovavo in aereo con una carica di esplosivo ero morto per l’ esplosione accidentale della carica che trasportavo io stesso.

Si indicava come prova della mia presenza sull’ aereo il rinvenimento di un orologio Baume e Mercier, orologio da polso che effettivamente io possedevo e che mi venne trovato al polso al momento del mio arresto l’ 800806. Nella telefonata o nel volantino si affermava che io facevo parte dei Nar cosa assolutamente infondata. L’ 800707 viene dato spazio sproporzionato sulla stampa ad un processo che si celebrava a mio carico a Pisa per favoreggiamento di Tuti. Tra l’ (800500 – 800600) di quello stesso anno ricevetti poi da Soffiati a Nizza l’ incarico di predisporre un documento politico che rappresentava una situazione pre e post – golpista che dava per scontata la organizzazione di un movimento forze armate di taglio vetero ordinovista con proclami da fare subito dopo la presa del potere e con strutture organizzate composte da civili e da militari. Da Colognola ai Colli e cioe’ dalla trattoria del Soffiati, nel corso di una telefonata che io feci a costui, mi fu passato dal Soffiati al telefono lo Spiazzi il quale si limito’ a congratularsi con me senza entrare nel merito del documento.

Ebbi l’ impressione che Soffiati volesse semplicemente farmi capire che dietro di lui e dietro le sue richieste di redigere quel documento, vi era lo Spiazzi che; insisto nel dire, mi incito’ a continuare il mio lavoro senza fare specifici riferimenti al documento. Quando vi fu l’ attentato di Bologna mi trovavo a Nizza con amici. Ho poi fornito ampi riscontri sulla mia presenza in quella citta’ a partire dall’ 800731. Quando ancora si parlava di esplosione o di fuga di gas io commentai con gli amici facendo riferimento a quanto mi era capitato per il disastro di Ustica, “sta a vedere che anche qui esce il mio nome” . Il giorno 800805 venne da me un agente anzi un commissario della polizia che per conto dello Sdece mi riferi’ che il giorno dopo mi avrebbero arrestato su mandato della AG italiana. Capii che intendevano addebitarmi la strage di Bologna e decisi di non muovermi poiche’ mi sentivo tranquillo per quanto riguarda la prova della mia estraneita’ a tale fatto. Infatti il giorno successivo fui arrestato dalla polizia francese e qui venni messo a disposizione di due funzionari della polizia italiana che mi confermarono il sospetto. Non ho mai ricevuto comunicazione giudiziaria per la strage di Bologna.

– Non sono mai entrato in contatto col gruppo eversivo tedesco Hoffman di cui conosco l’ esistenza e so anche che tale gruppo era in stretto contatto con la Fane. Non ho mai conosciuto Durand Paul col quale ho avuto solo rapporto epistolare ed un unico contatto con la Fane.

– Non ho mai conosciuto il criminologo Semerari Aldo, ho invece conosciuto personalmente Signorelli Paolo e sono al corrente che costui ha svolto un ruolo di raccordo tra AN e ON . Fu lui infatti che nel 1975 si fece promotore di tale unificazione. Sono assolutamente certo che Signorelli abbia continuato a mantenere tali rapporti ed ha rappresentato la mente politica dei vari movimenti eversivi. Si tratta di una mia opinione maturata sulla base della mia conoscenza col Signorelli e con le persone che gli gravitavano intorno. E’ mia convinzione poi per quanto riguarda lo stragismo golpista italiano esso sia sempre fondato sulla strategia frediana prima e di Signorelli e Delle Chiaie dopo. Preciso: Freda poneva le premesse della presa del potere su di una situazione di disordine provocata da strutture di destra o meglio da elementi o da attentati attribuibili ad entrambe le opposte fazioni.

ventura

Questa era la strategia anche di lotta di popolo che faceva capo a Freda e poi anche a Signorelli. Signorelli fondava la sua ipotesi eversiva come continuita’ con quella di Freda. Mi risulta per averlo appreso da Tisei Aldo ed altri, che Signorelli aveva rapporti con i servizi segreti italiani. Per altro cio’ mi fu detto gia’ nel 1975 personalmente da Graziani che definiva il Signorelli il “professore” .

Nel corso di tali discorsi avvenuti a Londra Graziani nel commentare gli attentati ai treni in Italia tra il 1974 e 1975 ed anche la strage di piazza Fontana, si disse sicura della partecipazione del Freda nella strage del 12 dicembre a Milano esprimendosi con questa frase testuale: “e’ nostro dovere difenderli essendo un militante di destra ma effettivamente e’ stato lui il responsabile dell’ attentato alla Banca dell’Agricoltura” . Degli attentati ai treni del 1974 e 1975 disse che questi rientravano nella strategia del professore, riferendosi come ho detto al Signorelli. Non si parlo’ dei singoli attentati ma solo della strategia degli attentati, ai treni ed altri obiettivi. A tal proposito attribui’ a tale strategia ed al Signorelli anche l’ attentato al treno di Ventimiglia realizzato da Azzi e da Rognoni. All’ epoca sia io che Graziani eravamo latitanti e vivevamo entrambi a Londra. Poiche’ facevo parte di on ci vedevamo tutti i giorni.

In uno di questi incontri, nel commentare il tentativo di unificazione che si stava effettuando nel 1975 tra ON e AN Graziani mi disse che erano notori i collegamenti di Delle Chiaie con il ministero dell’ interno e di Signorelli coi servizi; Graziani che pure ritengo abbia potuto avere rapporti con apparati dello stato italiani, tant’ e’ che nel corso della conversazione mi disse che se avesse potuto avere rapporti con la Cia nonostante noi li attaccassimo, li avrebbe senz’ altro accettati, riferi’ di questi contatti di Delle Chiaie e di Signorelli con disappunto poiche’ riteneva che on , attraverso l’ unificazione con an sarebbe divenuto uno strumento dei servizi.

Aggiungo che anche Tisei mi parlo’ di rapporti di Signorelli con ufficiali dei carabinieri e che e’ notorio che Delle Chiaie attraverso lo stretto rapporto con borghese aveva stabilito contatti con le forze armate. Mi risulta anche di un rapporto molto stretto tra Delle Chiaie e Labruna. Tale rapporto mi fu rivelato da Giorgi che mi confido’ che fu lui stesso a portare il capitano la bruna ad un incontro con Delle Chiaie.

Inoltre Graziani mi disse che quando nel 1975 da Londra ando’ a Parigi per incontrare Delle Chiaie Stefano trovo’ nel bar dove aveva appuntamento il capitano la bruna tanto che egli preferi’ non incontrare il Delle Chiaie e rientro’ immediatamente a Londra. Cio’ avvenne nel 750500. Mi risulta che Mangiameli, al quale andai a far visita nel 1977 nella sua casa nella periferia di Palermo, era il referente di Signorelli in Sicilia.

Non posso dire che Mangiameli fosse di on o di an, posso pero’ dire che egli rappresentava l’ insieme di questi due movimenti e di Lotta di Popolo poiche’ egli si e’ posto da sempre come momento di collegamento politico ed operativo di an – on e lotta di popolo. Per quanto riguarda infine la linea strategica che faceva capo a Delle Chiaie Stefano questo, prevedeva l’intervento dell’ esercito teso a normalizzare situazioni di panico indotte da attentati stragisti di forte eco. In questa linea rientrano certamente gli attentati di piazza Fontana, del treno Italicus e della strage di Bologna. Non ho inserito la strage di piazza della Loggia perche’ e’ sempre stata considerata atipica rispetto agli altri attentati stragisti italiani.

Letto confermato e sottoscritto.­

Valerio Viccei – dichiarazioni 11.05.1985

All’ interno di un rapporto di collaborazione che ho iniziato in questi giorni ricostruendo le mie esperienze all’ interno della destra eversiva a partire dal 1972, per ragioni del tutto disinteressate poiche’ non richiedo ne’ sconti di pena ne’ altre utilità’ o benefici, essendo pero’ deciso a recidere un passato al quale mi sentirei legato qualora non facessi chiarezza fino in fondo su di esso, ho deciso di riferire episodi utili alle indagini di cui sono venuto a conoscenza. Nel 1972 venni arrestato per furto di esplosivo in Ascoli Piceno unitamente a Giorgi e Esposti. L’ esplosivo avrebbe dovuto essere impiegato in attivita’ eversive ad opera delle persone che quel furto mi avevano commissionato. Venni scarcerato dopo circa un mese. Successivamente ho subito svariate altre detenzioni; infine sono stato arrestato per rapina nel febbraio 1982 (820200) e sono tuttora in custodia cautelare. Ho conosciuto molto bene i noti Nardi Gianni, Esposti Giancarlo ed altri, e, durante la detenzione sono stato in cella, nel periodo dicembre 1981 maggio 1982 (811200) – (820500) , nella casa circondariale di Ascoli Piceno, con Magnetta Domenico, che proveniva dalla casa di reclusione di Spoleto. Eravamo entrambi camerati ed avevamo numerosi amici comuni e conoscenti.

Avemmo cosi’ modo di familiarizzare subito e siamo rimasti in contatto anche dopo il trasferimento del Magnetta nella casa circondariale di Viterbo, se ricordo bene. Magnetta non mi fece mai mistero di essere stato un esponente di AN. Peraltro era detenuto per partecipazione a banda armata e per concorso in rapina della Chase Manhattan Bank. Mi disse che la sua attivita’ eversiva la svolgeva prevalentemente a Milano anche se la rapina era avvenuta, se ricordo bene, a Roma. Mi riferi’ le circostanze del suo arresto avvenuto al valico del  confine con la svizzera nei pressi di Varese. Era i compagnia con Carminati e con un’ altra persona di cui non ricordo il nome ed erano in attesa del momento opportuno per espatriare.

Mi disse che improvvisamente furono fatti oggetto di una fitta sparatoria da parte delle forze dell’ordine che a suo dire erano in attesa di catturare Cavallini. Poiche’ la sparatoria fu’ improvvisa ed immotivata mi disse che venne aperto un procedimento penale contro coloro che avevano aperto il fuoco ferendo il Carminati che aveva perso un occhio nel mentre piu’ leggermente era stato ferito lui stesso o la terza persona che era con loro. Se ricordo bene l’ unico latitante era il Carminati e dunque si tentava di far espatriare proprio lui.

Avemmo modo di discutere dello spotaneismo armato nel quale io mi riconoscevo, delle pratiche di autofinanziamento rilevammo come le rapine fossero anche una prova di coraggio rispetto al traffico della eroina ovvero ad altri sistemi di illecito arricchimento. A questo proposito Magnetta mi disse che egli era in grado di investire e di farmi investire qualora lo avessi desiderato ingenti somme di denaro provenienti da rapine in modo tale da farmi raddoppiare il capitale, cosi’ come era possibile fare con il traffico di stupefacenti.

A questo proposito sottolineo’ come investire il denaro nel traffico di stupefacenti fosse notevolmente piu’ rischioso rispetto alle forme di investimento che egli era in grado di realizzare. Fu’ cosi che mi disse che egli era collegato a societa’ finanziarie milanesi che gravitavano nell’ orbita del Banco Ambrosiano. Non mi fece nomi di nessuno ma si limito’ a dirmi che egli era in rapporti con personaggi operanti in societa’ finanziarie collegate al Banco Ambrosiano. Tengo a precisare che Magnetta mi disse che si era allontanato da AN poiche’ non condivideva le piu’ recenti scelte impartite ad AN da Delle Chiaie. Volendo chiarire in maniera piu’ articolata il contenuto dei discorsi che mi faceva Magnetta, preciso che egli mi disse di considerarsi fortunato ad essere venuto fuori dal gruppo prima che questo desse inizio ad una campagna di destabilizzazione a mezzo di attentati di natura stragista.  L’ ufficio da atto che la verbalizzazione avviene sotto dettatura del Viccei.

– queste affermazioni avvenivano tra la fine del 1981 e la meta’del 1982.

– Parlammo ovviamente di quella che era stata la strage piu’ grave e cioe’ dell’ attentato alla stazione di Bologna avvenuta il 2 agosto 1980. Magnetta si dissocio’ da tale episodio lasciando pero’ intendere che AN non era estranea a questo episodio. Magnetta manifestava risentimento verso AN poiche’ a suo dire non aveva favorito un suo progetto di fuga da una struttura ospedaliera.

Non ricordo bene se non gli fu’ dato aiuto precedentemente la sua venuta in Ascoli o se gli venne negato tale aiuto durante la sua permanenza in Ascoli. Tornando alla vicenda relativa alla strage di Bologna voglio dire che Magnetta mi disse che Delle Chiaie aveva imposto improvvisamente un indirizzo politico – operativo diverso da quello prospettatogli allorche’ egli era entrato a far parte di AN tanto che quando capi’ che non venivano rispettati quegli indirizzi di autofinanziamento e di autodeterminazione nei quali egli si riconosceva, si allontano’ dalle direttive di Delle Chiaie e del suo gruppo, poiché, come ho gia’ detto, egli non condivideva la prospettiva di Delle Chiaie di recrudescenza di attentati dinamitardi. Ritengo che Magnetta non dovrebbe avere alcuna difficoltà nel confermare il contenuto delle mie dichiarazioni.

– Magnetta non ha mai ammesso in mia presenza di essere tra gli autori della rapina alla Chase Manhattan Bank. Mi disse solo che doveva rispondere di essa unitamente a Fioravanti Valerio e forse anche suo fratello, Cristiano. Magnetta inoltre criticava Delle Chiaie affermando che con le sue interviste screditava il movimento poiche’ finiva con l’ apparire un uomo dei servizi segreti italiani collegato con quelli sudamericani, in particolare quelli della Bolivia. Lo accusava ancora di praticare la violenza gratuita e la tortura degli oppositori dai regimi per i quali lavorava.

Letto confermato sottoscritto.

Giordano Gamberini dichiarazioni 29.12.1981

Mi presento spontaneamente e intendo rendere le mie dichiarazioni in ordine ai fatti per cui ho ricevuto comunicazione giudiziaria, quale indiziato. L’ ufficio da lettura della formulazione dei capi di imputazione di cui alla lettera A e B.

Respingo ogni addebito. Mi sono affiliato alla massoneria nel 1937 e sono stato nominato gran Maestro nel 1961 per tre mandati consecutivi e cioe’ sino al 1970. Ho sentito parlare per la prima volta di Gelli nel 1966, quando l’ avvocato Ascarelli Roberto allora mio gran maestro aggiunto, mi invio’ la lettera che produco in fotocopia. Preciso che l’ Ascarelli parlando della “hod” non si riferiva altro che alla Propaganda 2 infatti essendo israelita egli conferiva tale nome alle riunioni di alcuni fratelli che si tenevano nel mio studio di Piazza di Spagna. Successivamente il Gelli nel 1971 venne nominato dal Salvini Gran Maestro pro tempore segretario organizzativo della Propaganda 2.

– tale loggia venne ad assumere il numero “2” poiche’ nel 1945 le logge del Grande Oriente d’ Italia, analogamente a tutte le logge estere ricevevano una numerazione progressiva mediante estrazione a sorte. All’ epoca le logge erano poco piu’ di cento e fu sorteggiato il numero 1 alla loggia “Santorre di Santarosa” di Alessandria al numero 3 alla loggia “Staziella” di Asti. Nel corso della gran maestranza di Salvini io ho presieduto a numerose iniziazioni (…). A quasi tutte, per quanto ricordo era presente anche il Gelli quale presentatore.

– Il Gelli mi avrebbe dovuto rimborsare delle spese per la mia permanenza a Roma per le iniziazioni, talvolta l’ ha fatto subito e altre volte con ritardo anche notevole. Ho proceduto inizialmente in via condotti e in seguito presso l’ Excelsior.

Le iniziazioni che ho presieduto avvenivano ritualmente. A tutti gli iniziati si diceva che erano all’ orecchio del Gran Maestro e che pertanto non avrebbero dovuto partecipare ai lavori massonici, salvo che non avessero richiesto l’ iscrizione ad una loggia ordinaria. All’ atto dell’ iniziazione presumo che versassero la tassa prescritta che doveva essere devoluta al Gran Maestro in carica. Mi riservo di presentare piu’ dettagliata memoria in ordine ai fatti. Sugli stessi fatti sono stato gia’ sentito per due volte come teste, da un giudice di Firenze in data 811022 e 811112 e cosi altri massoni.

Letto, confermato e sottoscritto.