Dichiarazioni Francesco Siniscalchi 01.04.1985

Confermo le dichiarazioni da me rese il 850323. Aggiungo un particolare che potrebbe rilevare utile.

Il 761228 inviai il mio primo memoriale a varie autorità giudiziarie e a diversi giornalisti e organi di stampa. In pratica collegando le attività della P2 con vari accadimenti delittuosi ed eversivi dal 1969 in poi.

Fui convocato, tra gli altri, dal dr Vella a Bologna nell’ ambito dell’ inchiesta sull’Italicus. Sapendo dell’ amicizia e della comune milizia nella massoneria di palazzo Giustiniani tra l’avvocato Melchioda e il dr Vella pregai il legale di fargli differire di un giorno l’incontro col magistrato. Quando venni ricevuto, il dr Vella fu con me estremamente cordiale e volle che ci trattassimo da “fratelli” essendo nota la mia appartenenza alla massoneria. Fu cosi’ che prima della verbalizzazione mentre eravamo da soli il dr Vella mi riferi’ di avere ricevuto una telefonata da un “collega massonico di Gamberini di Ravenna” che, avendo appreso dalla stampa dell’ inoltro del mio memoriale – denuncia anche alla AG di Bologna nella persona del consigliere istruttore dr Vella, lo sollecitava a non tener conto delle mie accuse ed in particolare della connessione ipotizzata tra strage del 740804 e responsabilità della P2. Il dr Vella si mostrava indignato per tale interferenza. Gli chiesi se il magistrato di Ravenna massone ed amico di Gamberini, fosse il dr Raspini, il cui nome figurava nella lista dei fratelli in posizione riservata “all’ orecchio di Gamberini” poi transitata nella P2 di Gelli. Il dr Vella mi confermò quel nome.

All’ epoca il dr Vella era gia’ transitato dalla loggia di Pisa regolare dove era stato iniziato, alla loggia riservata Zamboni – De Rolandis di Bologna, fondata da Carlo Manelli dal supremo consiglio dell’ avvocato Cecovini di Trieste.

L’ avvocato Melchioda mi riferì che aveva il diritto di visitare le riunioni della loggia riservata e di essere al corrente delle sue riunioni che non avvenivano nella sede massonica ufficiale di Bologna per ragioni di riservatezza. Nella conversazione tra me e il dr Vella seppi da lui della sua appartenenza alla loggia Zamboni – De Rolandis. Non ho piu’ visto il dr Vella dal 1978 1979.

La mia denuncia gli atti del processo Italicus mi creò preoccupazioni comprensibili: i fatti che io riferii vennero confermati dal prof Accornero e dall’ avvocato Benedetti.

Rimanemmo amareggiati quando nel corso del dibattimento nessuno ci rivolse domande per approfondire le notizie che avevamo fornito.

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