Sergio Calore – dichiarazioni 03.10.1985

Sui rapporti tra Cogolli Giovanna e Fachini Massimiliano posso dire quanto segue: nel 1978 Fachini, che come ho già detto in altre occasioni era responsabile della distribuzione di “Costruiamo l’ azione per il nord”, si serviva della Cogolli per distribuire il materiale in Emilia. Sempre in quell’ epoca lo stesso Fachini che per bologna poteva far capo alla Cogolli per qualunque esigenza. Nel 1979, questa circostanza l’ ho gia’ detto altre volte, vi fu poi uno scambio d’ armi tra Zani, all’epoca gia’ strettamente legato alla Cogolli, e Fachini. Poiche’ la Cogolli e lo stesso Zani fino al 1979 almeno erano legati a Fachini e quindi anche a Signorelli appare necessario ricostruire sommariamente la loro storia. Il fatto che Zani Fabrizio risultasse nel 1974 aderente ad Avanguardia Nazionale non mi stupisce poiche’ a Milano vi era una totale sovrapposizione fra Ordine Nuovo ed Avanguardia Nazionale e la destra milanese si riconosceva complessivamente ed indifferentemente nell’una e nell’ altra formazione. I rapporti di Zani con Signorelli, per quanto a mia conoscenza, iniziano poi con l’ esperienza di Solidarieta’ militante e di Quex quando Zani era detenuto per gli attentati di ordine nero. Tali rapporti quindi datano almeno nel periodo 1975 – 1976. In un primo momento il tramite tra loro fu rappresentato da Affatigato Marco che fungeva da redattore di “Solidarieta’ militante” . Proprio la figura di Affatigato rappresenta un momento chiave per capire come mai Zani dall’ orbita del Signorelli sia poi passato ad un aperto contrasto con lui. Infatti nel 1978, siamo verso la fine dell’ anno ritengo nell’autunno, per un verso il Signorelli continuava a vedere Affatigato, mi risulta di persona che Affatigato si recò a casa sua per ricevere del materiale; mentre gia’ il gruppo di Quex, mi pare nel primo numero della pubblicazione indicava Affatigato come infame.

Avvenne cosi’ che il gruppo di Quex legato a Zani inizio’ un distacco da Signorelli che veniva accusato di mantenere rapporti con un “infame”. Nell’ occasione di una visita a casa di Signorelli da parte di Affatigato il primo consegno’ al secondo una trentina di copie di “Costruiamo l’azione” ; ricordo addirittura che io mi dolsi della cosa ma Signorelli mi disse che Affatigato andava considerato come persona affidabile.

Tutto questo serve a ricostruire piu’ da vicino i rapporti tra Cogolli Jeanne, Zani Fabrizio, Fachini e Signorelli. Poiche’ la sv mi dice che in un memoriale Pecoriello la Cogolli è inserita con Signorelli e Fachini ed altre persone in Lotta di Popolo dichiaro che non sapevo questa circostanza, ma la stessa non modifica le mie valutazioni. Infatti quello che io so di Lotta di Popolo è quanto segue: Verso il 1977 e per l’ esattezza nel 771200 alla riunione tenutasi presso la villa di Semerari, seppi direttamente da Signorelli, De Felice e Dantini, presente anche Pugliese Peppino i particolari della fondazione di Lotta di Popolo. Tale sigla, infatti siamo sempre di fronte a delle sigle, ma in questo caso una volta tanto veniva alla luce piu’ chiaramente che in altre occasioni l’unitarieta’ sottostante, era piu’ esattamente OLP – Organizzazione Lotta di Popolo. I fondatori furono Signorelli, de felice, Dantini, Delle Chiaie e Graziani clemente.

L’ epoca della fondazione gli inizi dell’ anno 1970 gennaio o febbraio; epoca in cui per un verso Rauti era rientrato nell’MSI mentre Graziani, Massagrande e gli altri avevano fondato il movimento politico Ordine Nuovo, e dal movimento studentesco di giurisprudenza a Roma si forma contemporaneamente alla sigla Lotta di Popolo la sigla Avanguardia Nazionale, riedizione della vecchia Avanguardia Nazionale, gia’ confluita nel centro studi Ordine Nuovo e successivamente uscita da tale gruppo, dovuta a Tilgher adriano che di tale rifondazione stese anche un documento notarile.

Nel corso della riunione in casa Semerari il discorso su Lotta di Popolo fu fatto come esempio della possibilita’ di superare tutte le polemiche esistenti fra vari ambienti di destra in quanto dovuto a fatti trascurabili quando non fittizi e creati ad arte proprio in funzione di esigenze di compartimentazione. Appunto Lotta di Popolo era uno degli esempi di ricondurre quando necessario ad unita’ le varie componenti di destra. Spiegare perche’ agli inizi del 1970 e successivamente nel 1975 con la nota riunione di albano, ed ancora nel 1977 nell’esperienza di ricostruiamo l’ azione, vengono varate delle esperienze unitarie nelle quali, come in Lotta di Popolo, e’ possibile ripercorrere la presenza degli stessi personaggi al di la’ delle sigle e delle distinzioni tattiche, sarebbe per me arduo e soprattutto dovrei affidarmi a delle considerazioni di tipo soggettivo, anche se e’ un fatto che tanto nel 1969 che nel 1974 si erano avute delle esperienze di tipo terroristico con attentati indiscriminati. Posso peraltro riferire quello che mi disse Graziani Clemente del quale ricordo benissimo l’ espressione disse che non dovevamo considerare Avanguardia Nazionale ed Ordine Nuovo in contrasto tra loro, ma formazioni aventi l’ una – Avanguardia Nazionale – una finalita’ tattica, l’ altra – ON – una finalita’ strategica. Con tale frase intendeva la maggiore duttilita’ rispetto a fini contingenti di avanguardia rispetto ad Ordine Nuovo. Lo stesso discorso veniva svolto da de felice il quale diceva che bisognava superare contrasti di poco conto e ribadiva il concetto di grande famiglia, termine che lui usava di preferenza io stesso ho potuto constatare per mia esperienza diretta come alcune presunte divergenze o accusa di ambiguita’ e delazione fatte nei confronti di uno o l’ altro erano spesso del tutto strumentali.

Ad esempio in qualche caso tali voci avevano la funzione di isolare completamente la persona nei cui confronti venivano fatte circolare, determinando in realta’ il passaggio della persona suddetta in una funzione coperta. Ad esempio concreto posso indicare la vicenda del gruppo di Tedeschi Mario definito dei “famigli” il quale, gia’ implicato negli attentati Fulas, era stato da tempo isolato e divenuto percio’ del tutto misterioso mediante la diffusione di voci di cui non si e’ mai potuto stabilire l’ origine e la consistenza di non affidabilità. Cio’ nonostante ancora nel 1977 io stesso potetti verificare l’ esistenza e l’ operativita’ del gruppo in occasione dell’ arrivo di Massagrande a roma nel 770100;con lo stesso gruppo vi fu uno scambio di armi e infatti alcune armi ricevute da loro furono rinvenute nel covo di via dei foraggi; con loro venne progettata una azione di furto al caveau di una banca di viterbo. Quanto detto per OLP ovvero Organizzazione Lotta di Popolo, serve anche per comprendere i contorni esatti di questa sigla e delle persone che vi operavano tenendo conto anche dei rapporti intrattenuti con nuova repubblica di Pacciardi Randolfo.

Diversa invece e’ l’ esperienza di lotta popolare, sigla che nasce nell’autunno del 1975 inizialmente come MSI lotta popolare e cioe’ come corrente interna a tale partito facente capo a Signorelli e guida e, dopo l’ uscita di costoro dal Movimento Sociale, soltanto come lotta popolare sigla che deve costituire come ho ampiamente illustrato in altre sedi un momento di raccordo tra gruppi clandestini gia’ presenti nell’orbita di Signorelli e guida e sostanzialmente riconducibili ai militanti di Ordine Nuovo e la base giovanile dell’ MSI destinata ad essere selezionata o in funzione di una attivita’ politica ufficiale ovvero in attività clandestine.

L’ unico momento di collegamento fra le due sigle e’ rappresentato dalla presenza di Signorelli in entrambi. Sui miei rapporti con Fioravanti Valerio gli stessi hanno subito una evoluzione negativa nel corso del tempo. Infatti dopo il suo arresto in virtu’ della nostra precedente amicizia, e compatibilmente con la nostra posizione di detenuti, avevo mantenuto con lui dei rapporti improntati a massima fiducia e stima reciproca. In questa prospettiva nel momento in cui è maturata la mia decisione di rivedere criticamente il mio passato politico ho ritenuto che le stesse motivazioni non potessero non essere condivise anche da Fioravanti Valerio che aveva vissuto le mie stesse esperienze.

In effetti in un primo momento Valerio si era dichiarato disponibile a percorrere la strada che io stesso avevo già intrapreso e, soprattutto, per quanto concerne cio’ che interessa maggiormente in questa sede a contribuire alla ricostruzione della verita’ intorno a stragi. Come senz’ altro risulta a voi stessi Fioravanti aveva subordinato ogni decisione in tal senso ad un incontro con Cavallini e la Mambro in occasione del processo a Bologna dell’ omicidio Amato. A me personalmente, avendo io avuto modo di incontrare nel carcere di Sollicciano ed ad Ascoli piceno, aveva detto che condivideva la mia esigenza di fare chiarezza sulle stragi e che tuttavia prima di ogni apertura nei confronti degli inquirenti sentiva il dovere di parlare con la Mambro e con Cavallini, ma principalmente con la Mambro perche’ sosteneva di non poter intraprendere una strada se non insieme alle persone che con lui avevano diviso le esperienze fino allora vissute e l’ atteggiamento tenuto nei confronti della magistratura. Senonché una volta rientrato da bologna dopo l’ incontro con la Mambro e Cavallini, Fioravanti Valerio interruppe nettamente la disponibilità precedentemente manifestata e con vari argomenti. Sopratutto il punto che qui interessa e’ che diversamente da quanto mi aveva fino ad allora detto Fioravanti disse che non condivideva la sostanza del mio discorso sulle stragi e cioè la loro riferibilita’ all’ ambiente neo fascista e la necessità per chi fosse a conoscenza di fatti rilevanti, li rivelasse.

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