Mauro Ansaldi – dichiarazioni 28.12.84 rese al dr. Mancuso

Come e’ noto, sono stato detenuto nel carcere di Paliano dal dicembre 1982 all’ agosto 1983 unitamente a Fioravanti cristiano che e’ stato nella mia cella negli ultimi tre mesi ed a Stroppiana. In quel periodo Cristiano era in difficoltà poiché aveva assunto la posizione di “pentito” e ciononostante non se la sentiva di accusare il fratello Valerio in responsabilità di livello maggiore rispetto alle accuse Anche di omicidio che egli gli aveva gia’ rivolte. Un giorno si sfogo’ con me dicendomi che egli “non poteva coinvolgere Valerio perche’ aveva Anche dei genitori ai quali doveva dar conto del suo comportamento” . Cristiano ha una psicologia molto fragile ed è certamente condizionato dalla personalita’ del fratello.

In riferimento all’ omicidio Mangiameli mi disse che venne ammazzato perche’ si approprio’ di circa 40 o 50 milioni e mi riferi’ che prima di essere ammazzato “Ciccio” offri’ di vedere la barca, la macchina ecc. Per restituire la somma di cui si era appropriato. Sapevo che egli mentiva a questo proposito Anche perche’ la motivazione era certamente infondata e perché Adinolfi e spedicato che con Fiore e Mangiameli facevano parte del vertice di TP nel cui movimento io mi riconoscevo, mi disse che sicuramente dietro l’ omicidio mangiameli si nascondeva una casuale ben piu’ consistente. Mangiameli cioe’ si era reso conto nel suo peregrinare tra Taranto e Roma che Fioravanti Valerio operava in una doppia posizione: da una parte egli militava all’ interno dei NAR “gruppo spontaneista”; dall’altra, usando appunto come paravento la sua militanza nei NAR, aveva stretto rapporti diretti con Signorelli ed attraverso di lui con Gelli, Semerari e la P2.

Sia Adinolfi che spedicato mi dissero che avevano le prove di almeno tre incontri, in ristoranti, tra Semerari, Gelli e Signorelli e che Fioravanti, nel corso della sua precedente carcerazione, durata pochi mesi, era stato in contatto con Signorelli, o forse con Calore, ed in quella situazione aveva accettato di operare per conto di Signorelli. A dire sempre dell’ Adinolfi e dello spedicato, Semerari rappresentava il tramite tra Signorelli, Gelli e P2. Tutte tali affermazioni mi furono confermate da Fiore Roberto allorche’ andai a trovarlo, con Casellato e Di Cilia a Londra dove Roberto era latitante.

Vedemmo Fiore piu’ volte e capii che egli era a conoscenza di tutto quanto riguardava Valerio. Cio’ mi confermo’ quanto mi disse Zani e cioe’ che tra Fiore e Fioravanti si era ingaggiata “una partita a scacchi” per la egemonia sull’ ambiente romano piu’ militarizzato. Fiore mi riferi’ di essersi accorto di chi fosse veramente Valerio dopo l’ omicidio “Ciccio” Mangiameli. Valerio, cioe’ era coinvolto in trame occulte che erano le stesse che stavano dietro alla P2 e che quello stesso omicidio era legato a tali coinvolgimenti di Valerio, poiche’ il Mangiameli era ormai venuto a conoscenza dei rapporti oscuri del Valerio con ambienti piduisti ed era dunque in grado di screditarlo. Adinolfi e Zani mi dissero che era intenzione della direzione politica di TP di diffondere un dossier riguardante appunto le figure di Fioravanti e di Signorelli e di avanguardia nazionale per pubblicizzare quelle deviazioni. Si voleva far riferimento alle realta’ stragiste rappresentate dal gruppo di Signorelli e da avanguardia e sottolineare come Fioravanti non rappresentasse che il braccio armato di Signorelli e della realta’ che c’ era dietro di lui.

Intendo con espressione “gruppo Signorelli” innanzitutto il Fachini, che costituiva il referente di Signorelli per il nord Italia; il Fioravanti di cui ho detto, il Semerari ed il Gelli. Zani mi disse che quando cavallini evase 1976 – 1977 riparo’ da Fachini ed ebbe in tal modo occasione di conoscere Signorelli con il quale poi strinse amicizia.

Non posso dire se cavallini abbia fatto parte di costruiamo l’ azione. Per circa un ANno ho avuto rapporti stretti con Zani che riparo’ prima con Cogolli a casa mia e poi affitto’ una casa sempre a Torino. Zani mi disse che si era prestato ad ammazzare Mennucci Anche perche’ cio’ gli sarebbe servito come pretesto per chiedere a tuti di ammazzare Signorelli, in quanto, secondo Zani, Signorelli era coinvolto nelle trame della P2 ed in grado di coprire grosse operazioni finanziarie organizzate dalla P2. Mi disse Anche che Signorelli e Delle Chiaie, pur essendo al vertice di due strutture diverse e cioe’ on e AN, erano sempre stati in contatto poiche’ condividevano le medesime finalita’ stragiste e golpiste.

Zani parlava di AN come di realta’ stragista coinvolta con i servizi segreti ed attribuiva ad essa responsabilita’ di stragi gia’ avvenute e dunque la disponibilita’ a commetterne di altre. Anche AN, a suo dire, era in grado di coprire grosse operazioni finanziarie piduiste costituite da fughe di capitali all’estero attraverso societa’ di comodo e di traffici di armi. A partire dal 800900, per volontà di persone come Tomaselli, Di Cilia, Casellato e Adinolfi, si decise di far chiarezza sulle ragioni della strage di Bologna. La Cogolli, a tale proposito, mi riferi’ di avere incontrato a Bologna Fachini Massimiliano, pochi giorni prima della strage, che le disse di lasciare Bologna poiche’ stava per succedere qualcosa che le avrebbe creato dei grossi problemi. Fu cosi’ che Cogolli mi disse di avere lasciato precipitosamente la sua abitazione e di essersi nascosta con Naldi, per un breve periodo, in una cascina molto fredda perche’ priva di riscaldamento, ubicata in una campagna emiliana. Successivamente si era rifugiata in Francia con Zani, nel frattempo uscito dal carcere. A dire di Zani e di Cogolli, essi ebbero, in tal modo un’ulteriore conferma che la strage di Bologna fosse stata compiuta da provocatori legati ad Avanguardia Nazionale ai servizi segreti Italiani, poiche’ era loro convinzione che Fachini avesse mantenuto i suoi stretti rapporti con i servizi segreti e con Delle Chiaie.

Zani mi disse Anche, in altra occasione, che Freda, una volta fuggito da Catanzaro, si era appoggiato al Fachini che si era servito di rifugi di AN per nasconderlo. Successivamente gli ambienti dei servizi segreti, con i quali era in contatto il Fachini, si erano poi “venduti” il Freda determinandone la cattura. Zani mi disse Anche che conosceva molto intimamente una persona di cui non mi fece il nome, che era in grado di fornire indicazioni sulla strage di Bologna del 800802. Successivamente ho ritenuto che egli abbia fatto riferimento al Naldi, che, con Cogolli e Bezicheri, faceva parte del fronte carceri di TP. Zani considerava il Naldi una persona investita di un ruolo rilevante all’ interno di TP, poiche’ centralizzava le informazioni e raccoglieva documenti. Tornando al dibattito sulle cause della strage del 800802, svoltosi in TP, ricordo che Adinolfi mi disse che sicuramente la strage era opera del gruppo di Delle Chiaie che tendeva a criminalizzare terza posizione al momento in cui il movimento stava velocemente ampliandosi, contemporaneamente si sottraeva al controllo politico di AN e di ON. Mi fece a questo proposito, sempre nel 800900, l’ esempio della riunione al cinema Hollywod cui TP fu invitata senza pero’ accettare di partecipare. Come e’ noto tale riunione fu organizzata da costruiamo l’ azione. Adinolfi mi disse Anche che sia prima, che dopo la strage, esponenti di AN giravano nei quartieri per reclutare delle frange del movimento per riportarle sulle posizioni di AN. Successivamente, comunque sempre nell’ottobre ’80, Bianchi Donatella mi disse che esponenti di AN, in epoca successiva alla strage, si presentavano nei quartieri romani per contattare e reclutare giovani. Mi disse che tali esponenti erano certi “Robertone” e “Paolone” che avevano fatto da testimoni al matrimonio, avvenuto nel 1978, 1979 a Roma. Letto, confermato e sottoscritto.

Successivamente alle ore 15.15 viene riaperto il verbale. E’ presente Ansaldi Mauro il quale dichiara:

– mi risulta che “Robertone” e “Paolone” sono incensurati. Con Tomaselli e gli altri commentammo, ANzi con Adinolfi commentammo gli arresti seguiti alla strage alla stazione di Bologna. Questi arresti colpirono in maniera indiscriminata e pertanto era stata realizzata la criminalizzazione di una vasta area di destra, comprendente Anche espressioni meramente politiche come Mutti, anzi culturali, come Mutti, che conoscevo come un fanatico islamico estraneo alla ideologia stragista ed alla logica militare, ed Ingravalle, anch’egli un teorico del movimento. Zani ed Adinolfi sottolineavano la necessita’ di denunciare le realta’ minoritarie stragiste e golpiste interne alla destra per collocazione ideologica e politica, ma che, a livello di vertice, erano coinvolte in trame occulte perché gestite dalla P2. Sia Zani che Adinolfi quantificavano queste realtà minoritarie intorno al 20% per conto dell’area della destra. In verita’ ci rendemmo conto delle infiltrazioni nella destra, ad opera di settori occulti, gia’ con le bombe degli anni 1970, estranee al nostro modo di essere ed alla nostra visione. In particolare faccio riferimento all’ attentato al treno in occasione del quale rimase ferito Azzi Nico, collegato agli ambienti della Fenice, di ordine nuovo e di degli esposti. Zani mi confermo’ che questi erano gli autori dell’ attentato, facendomi il nome di Rognoni, di Marzorati, De Min ed ovviamente di Azzi, come responsabili dell’attentato. Zani aggiunse che successivamente Rognoni, che era in contatto con Signorelli, per riparare all’ estero, aveva “venduto” ai servizi Marzorati e De Min, tanto che mi stupì nel sapere che i tre si trovavano nella stessa cella dopo l’ arresto di Rognoni. Zani si disse convinto che Signorelli ed il suo referente Fachini, rappresentassero il “grande vecchio” delle manovre stragiste e golpiste avvenute in Italia sin dalla strage di piazza fontana. Con la Cogolli Zani affermò anche che Delle Chiaie era sicuramente responsabile di tale politica quanto il Signorelli, poiche’ entrambi erano a capo di due gruppi con identiche finalita’ .

Avanguardia Nazionale, a dire dello Zani, era un gruppo rigidamente organizzato che portava avanti non gia’ un chiaro discorso politico verso l’ esterno, ma soltanto tentativi di infiltrazione in qualsiasi realta’ di destra esistenti, sia culturali che politiche. Un esempio lampante di tali infiltrazioni, era rappresentato da Di Mitri, al vertice di TP in quanto capo del nucleo operativo, ed in stretto contatto con AN, tantoche’ consegnava a Delle Chiaie parte dei proventi di rapine. Capimmo in tal modo come AN avesse sempre diretto o ispirato in maniera occulta un movimento “spontaneista” come TP.

Gli stessi nar che nacquero come fenomeno spontaneista raccogliendo giovani di AN e di on romani, scontenti delle operazioni politiche di tali gruppi, finirono poi per subire la direzione di Fioravanti Valerio che li organizzo’ e fece far loro un salto di qualita’ esasperando il momento militare ed escludendo ogni dibattito politico. Peraltro in un secondo momento scoprimmo che Anche Fiore e Adinolfi e spedicato erano in stretto contatto con Freda.

Capimmo che c’ eravamo cacciati in un circolo vizioso e che all’ insaputa dei militanti che agivano in buona fede e degli stessi quadri politici, i vertici del movimento curavano rapporti con ambienti inquinati. Da cio’ derivo’ Anche la nostra decisione di collaborare con gli inquirenti nella ricerca della verita’ . Mi risulta ancora, per averlo appreso da loro direttamente, che Fiore e Adinolfi condividevano il pensiero di Zani circa gli autori e le motivazioni della strage del 02.08.80, aggiungendo pero’ di essere certi del coinvolgimento Anche di Delle Chiaie, Anche perche’ l’ambiente in cui operavano Signorelli e Delle Chiaie le loro finalita’ politiche erano identiche.Nella mia casa di Torino in piu’ occasioni, Anche in presenza di Cogolli, Zani mi disse che Fioravanti, per ordine di Signorelli aveva ucciso il giornalista Pecorelli ed aveva accettato di diventare un killer della P2. Tale convincimento me lo ribadi’ a Parigi in presenza di Sordi, tanto che, quando restammo soli, Walter mi “disse, potevo credere tutto tranne che Valerio fosse il killer della P2” . E’ mia sensazione che Zani parlasse con cognizione di causa per l’ omicidio Mangiameli e come deduzione dell’ omicidio Pecorelli. Mi diceva che Pecorelli era stato ucciso perche’ in possesso di carte che avrebbero potuto compromettere l’ intera attivita’ della P2.

Nulla so dell’ omicidio di Semerari Aldo. So che costui era un intimo di Signorelli. Di loro ho gia’ detto ampiamente sopra. Non commentammo mai, nel mio ambiente, il rinvenimento della valigia carica di esplosivo sul treno Taranto Milano del 13.01.81. Appresi la notizia dai giornali. Mi risulta, infine, che Cavallini aveva rapporti con avanguardia nazionale che gli organizzo’ il viaggio in Sudamerica subito dopo la sua evasione 1977. Da allora Cavallini ha continuato ad andare in Sudamerica spesso Anche perche’ aveva stabilito la sua compagna in Bolivia, o in un altro stato del Sudamerica.

So che Cavallini riparti’ per l’ ultima volta per la Bolivia subito dopo l’ omicidio Galluzzo, agente di polizia a Roma giugno ’82.

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