Stefano Delle Chiaie – verbale reso al dr Grassi, presso la casa circondariale di Sollicciano

-Delle Chiaie Stefano, già qualificato. E’ presente l’ avvocato Pisauro di Roma. Superate le riserve da me espresse nel precedente verbale, dichiaro ora di voler rispondere. Interrogato in merito alla mia frequentazione di persone risultate coinvolte in attentati di tipo stragista o comunque inquisite per tale genere di attentati, dichiaro di aver conosciuto il Rognoni, il Cauchi e il Vinciguerra, persone cui lei GI ha fatto espresso riferimento, in Spagna in un; epoca connotata da un clima del tutto particolare. Arrivai in Spagna nel 1970 e fui solo per un lungo periodo di tempo. Solo dopo lo scioglimento di on, cioe’ nel 1973,affluirono in Spagna numerosi fuoriusciti Italiani.

A certuni ho dato la mia solidarieta’ o meglio la mia solidarieta’ l’ ho data a tutti quelli che avevano bisogno, senza fare domande sui loro trascorsi politici. A quel tempo si riteneva che in Italia fosse in atto una repressione indiscriminata. Il Rognoni, ad esempio, lo conoscevo come una persona ingiustamente accusata da Azzi Nico per l’ attentato compiuto da quest’ ultimo. Di molti fuoriusciti non conoscevo neppure il vero nome, almeno all’ inizio. Cosi’ ad esempio, il Rognoni lo conobbi come Peppe. Mi venne presentato da una persona che potrebbe essere il Fachini anche se non ne sono affatto certo. Il primo incontro avvenne al bar Sol j Sombra sito di fronte alla Plaza de Toros. Lo rividi alcune altre volte, due o tre, sempre a Barcellona, quindi si reco’ in Svizzera dove fu arrestato. Nel frattempo, era gia’ il 1974, mi recai in Grecia. Lo incontrai, dopo che era stato rilasciato in Svizzera, al confine fra la Spagna e la Francia mentre appunto mi stavo recando in Grecia. Successivamente i nostri rapporti si raffreddarono per ragioni banali delle quali qui non intendo parlare. Lo rividi successivamente a Madrid nel corso di una riunione che avevo indetto o meglio avevo promosso avente per oggetto un episodio di spaccio di dollari falsi.

cauchi

Mi spiego, il Cauchi era stato arrestato a Torremolinos o a Marbella per spaccio di dollari falsi ed io promossi una riunione per cercare di accertare chi glieli avesse procurati. A questa riunione partecipo’ il Rognoni che con me fu estremamente corretto, cosicche’ riprendemmo i nostri contatti, peraltro mantenuti sul piano strettamente personale, che durarono fino al tempo del suo arresto.

Voglio aggiungere che in Spagna fra gli esuli vigeva un clima di grande riservatezza ed inoltre che alcuni giunti in Spagna completamente sbandati, vissero un processo di rigenerazione che ho particolarmente apprezzato. Stando in Spagna e vedendo affluire presso di me gli esuli mi resi conto dello stato di frantumazione dell’ area nazional rivoluzionaria e della pericolosita’ di tale situazione. E’ da questo rilievo che ho tratta stimolo per avviare un tentativo di unificazione . Voglio precisare che AN ha sempre avuto una sua autonomia e una sua specificita’ all’ interno dell’ area e che Tilgher e Ballan mi hanno costantemente sconsigliato di mantenere o costruire contatti con elementi di altri gruppi. Venivo accusato di essere troppo sentimentale per aver dato aiuto anche a persone che non appartenevano al mio mondo politico. Il Ballan, ad esempio, mi diceva che non avrei dovuto avere rapporti col Romagnoli, persona che comunque considero ancora oggi corretta nei miei confronti.

Venendo al Cauchi faccio presente che tale Salcioli rilasciò, in epoca che in questo momento non riesco a ricordare, ma che dovrebbe essere attorno al 1975, o al 1974, un’ intervista delirante nella quale parlava di un sottomarino che si trovava lungo le coste africane ed era pronto per compiere un’ azione armata contro l’Italia. In altre interviste sempre lo stesso personaggio aveva parlato di un governo ombra operante all’estero e di un nuovo governo da dare all’ Italia, del quale avrebbe dovuto far parte Montanelli. Preoccupato per le stupidaggini che metteva in circolazione questa persona decisi di incontrarlo e promossi un incontro con lui a Barcellona dopo che mi ero dato da fare per localizzarlo.

Il mio incontro con Salcioli fu preceduto dall’ incontro preliminare con un Italiano, col quale mi trovai a Barcellona, il quale mi disse di essere appartenente a ON. L’ incontro fu organizzato da alcuni camerati spagnoli che mi avevano indicato questo Italiano come uno dei collaboratori di salcioli. Non ricordo se l’ Italiano si presentò come Cauchi Augusto o con un altro nome. Successivamente il Cauchi si trasferì a Madrid ed iniziò la nostra frequentazione. Il Cauchi non e’ mai entrato in AN, ne è stato un mio collaboratore. In merito alla situazione Toscana aveva gia’ avuto delle segnalazioni preoccupate da parte del Bumbaca, come meglio spieghero’ oltre. Ero quindi interessato a sondare il campo e a capire chi fosse. Inoltre mi interessava sapere se conosceva Tuti. Infatti il nome di Tuti mi era completamente sconosciuto, tant’è vero che in un primo momento avevo supposto che appartenesse a una area totalmente diversa dalla mia. Il Cauchi mi parlo’ di massoni che fornivano denaro al federale del Msi di Arezzo. Il Cauchi mi parlo’ anche di una riunione avvenuta in Toscana a suo dire avrebbe partecipato Graziani. Mi meravigliai e considerai la notizia assolutamente falsa poiche’ sapevo che al tempo in cui vi sarebbe stata questa riunione il Graziani si trovava in Grecia.

Adr: so che il Graziani si trovava in Grecia poiche’ era con me.

Adr: in questo momento non ricordo se il Cauchi mi abbia parlato dei suoi rapporti col Tuti.

Adr: la mia intenzione, nel sondare il Cauchi, come ho gia’ detto era sapere qualcosa di piu’ sul Tuti. E tuttavia ora non ricordo se il Cauchi allora mi abbia parlato o meno di questo argomento che mi stava a cuore. Il Cauchi era abile ad eludere le mie domande.

Adr: non e’ che non intenda dire cosa mi abbia riferito il Cauchi in merito a Tuti, semplicemente non lo ricordo.

Adr: dei miei colloqui col Cauchi ricordo solo quello che ho detto. Faccio presente che nel caso in cui voglia rispondere alle domande, lo diro’ espressamente. Io di Cauchi non sapevo assolutamente nulla fintanto che non lo incontrai in Spagna. Non lo avevo nemmeno sentito nominare ne avevo letto il suo nome sui giornali, che peraltro ricevevo in modo discontinuo. Segnalai il Cauchi ad un dirigente di on e feci incontrare i due. Questo dirigente di on, che ora non intendo nominare, mi disse che non c’ erano ragioni ostative nella permanenza di Cauchi a Madrid.

Adr: ho avuto spesso sentore di provocazione nei miei confronti e nei confronti di AN ricordo ad esempio gli episodi del 1968 e del 1969 che ebbero come protagonisti il Pecoriello ed il Sestili. Quanto al Pecoriello suppongo che questi sia stato controllato da qualcuno. Venendo al Mar, ricordo che il Tilgher venne messo sull’ avviso del fatto che ragazzi di AN di Milano venivano arruolati da tale organizzazione. Rettifico la verbalizzazione precisando che a quel tempo fu detto semplicemente al tilgher che lo Spiazzi ed il degli occhi avvicinavano i ragazzini di AN e di altre organizzazioni e che fornivano loro armi. Solo piu’ tardi, grazie all’ interrogatorio di Orlando, potei chiarire che si trattava di una vera e propria attivita’ di arruolamento. Tilgher si reco’ a milano per avere un incontro con Spiazzi e degli occhi ma riusci’ a parlare solo con quest’ ultimo.

L’ attentato alla sede del psi di Brescia, inoltre, aveva destato preoccupazione nei responsabili di an, cosicche’ coloro che furono indicati come autori vennero esclusi da AN. Inoltre le sedi di Milano e Brescia di AN vennero chiuse. Gia’ nei verbali del mar dovrebbe essere evidenziato il fatto che i ragazzi di AN erano stati diffidati dal frequentare il degli occhi e le persone a lui collegate.

Adr: nell’ interrogatorio di Orlando questi ammette di avere arruolato ragazzini cui dava un compenso di 50000 lire settimanali. L’ Orlando, inoltre, fu interrogato in merito al noto volantino intestato Sam Ordine Nero avanguardia nazionale e disse che era stata l’ iniziativa di un matto. Fece anche il nome, ma ora non lo ricordo.

Adr: fu l’ Orlando inoltre a parlarmi del Muggiani e di tale Samuele come responsabili del Sam. L’ Orlando parlo’ di Borromeo Kim in termini che ora non ricordo.

Adr: sempre nel 1974 Roma fu avvertita che in Toscana vi era una situazione pericolosa poiche’ vi erano elementi che si ritenevano appartenenti ai servizi che tentavano di agganciare dei giovani. Fu il Bumbaca a segnalare questa situazione ad un aderente di AN di Roma che nominero’ solo quando avro’ ottenuto il suo consenso. Non conosco personalmente Bumbaca, cosi’ almeno credo. Formulo l’ ipotesi che questi abbia dapprima parlato con qualcuno di AN del nord che l’ abbia successivamente consigliato di mettersi in contatto con Roma. Mi e’ rimasto impresso il fatto che uno dei sospetti era definito il “legionario”, ma non ricordo null’ altro relativamente a questi fatti.

Adr: della riunione di cattolica non ho mai saputo nulla se non il fatto, riferitomi da alcuni esponenti di ON, che aveva avuto per oggetto semplicemente la realizzazione di un giornale.

Adr: non intendo fare i nomi delle persone delle quali si parlo’ della riunione di Nizza come possibili autori di attentati. Le mie notizie su costoro non sono certe ed inoltre, anche se fossero certe, non farei questi nomi perche’ cio’ che a me interessa e’ arrivare alle responsabilità di livello piu’ elevato.

Adr: a proposito di provocazioni ricordo il falso golpe del 1974. A tal proposito ricordo che tale Nicoli, gia’ espulso dal Fronte Nazionale per ragioni finanziarie nel 1969, aveva promosso nel settembre 1974 una riunione che avrebbe dovuto aver luogo in locali muniti di microfoni opportunamente nascosti per ordine del Sid. Durante questa riunione il Niccoli, che era un collaboratore del Sid avrebbe dovuto portare il discorso sul golpe e a quel punto sarebbero intervenuti uomini dei servizi ad arrestare le persone presenti.

Nello stesso periodo di tempo, per dare credibilita’ a questa operazione, la moglie di un industriale milanese girava per la toscana per prendere in affitto delle cascine ove avrebbero dovuto radunarsi persone di destra. Questa signora era moglie di un tale che mi pare si chiami Cipriani ed aveva come autista un sottufficiale dei carabinieri. Si trattava di una provocazione organizzata da Labruna e Romagnoli e le persone convenute nelle cascine avrebbero dovuto venire arrestate contemporaneamente ai pretesi cospiratori convenuti presso il Nicoli. Con riferimento alla riunione potrà esaminare il verbale reso in proposito da Nicoli. Su questo episodio ho formulato due ipotesi. Dapprima ho ritenuto che fosse stato organizzato per deviare la attenzione dell’ opinione pubblica dall’ attentato al treno Italicus successivamente ho ritenuto, come tuttora ritengo, che il falso golpe del 1974 sia servito a deviare l’ attenzione da quell’insieme di iniziative definibili come “Golpe bianco”, che erano state in parte svelate dall’informativa Condo’ del 740708 e che trovano conferma nelle veline sequestrate Maletti datate 740626, cosi’ come mi risulta da degli appunti che su sua autorizzazione sto ora consultando.

Adr: AN e’ sempre stata estranea e contraria alla politica delle stragi e del terrorismo. Le stragi hanno favorito l’ incontro fra Dc e Pci, mentre hanno frantumato il movimento nazionale rivoluzionario. I servizi segreti, poi, non sono esterni al sistema, ma sono parte del sistema stesso. Sempre, in merito alle stragi ed in merito alle tensioni golpistiche che hanno percorso l’ Italia, si sono creati dei falsi colpevoli. Non capisco perche’ io Delle Chiaie debba rispondere di quello che puo’ aver fatto o detto una persona come D’ Intino, tanto per fare un esempio, che e’ transitata per breve tempo in an, mentre i ministri responsabili non rispondono per l’ operato dei servizi segreti da essi dipendenti.

Adr: circa la telefonata di Aiello Claudia, menzionata in alcuni miei scritti, non so altro che cio’ che ho letto sui giornali e sulle carte processuali. Mi ha colpito il fatto che l’ Aiello fosse iscritta al Pci cosi’ come lo era Rolando e che Sgro’ , parlando dell’ Italicus, abbia fatto riferimento ad una pista che portava a sinistra. Con cio’ non voglio dire che nelle stragi sia coinvolto il Pci, mi limito a rilevare questo insieme di circostanze.

Adr: interrogato in merito alla provocazione di camerino e alla intervista da me rilasciata in proposito, faccio presente che la notizia da me rilasciata in proposito, faccio presente che le notizie da me date in tale intervista le avevo assunte dal Labruna durante il nostro incontro in Spagna. Parlando di camerino ritengo che il Labruna volesse guadagnare credibilità presso di me e dimostrarmi la liberta’ d’ azione della quale godevano i servizi segreti. Evidentemente, inoltre, voleva dimostrarmi di aver già operato con elementi di destra. L’ intervista la rilasciai evidentemente per colpire i servizi. Il mio sospetto era che si volesse far fuggire Freda e Ventura per far quindi ricadere su Freda la responsabilità di piazza Fontana.

Adr: la scelta dei tempi della mia intervista ha una storia. Dapprima, parlando con Borghese avevo pensato di attaccare i servizi quando era ancora in corso l’inchiesta sul presunto golpe. Successivamente dopo la morte di Borgese, ritenni di farlo al momento dell’ apertura del dibattimento. Erano stati emessi i mandati di cattura ed il processo sarebbe stato celebrato entro breve tempo. Avevo convenuto questa scelta con Pozzan, nonche’ avvenne che comparve sulla stampa una lettera di quest’ ultimo dove si riferivano particolari del viaggio da lui effettuato con elementi del Sid in Spagna.

A seguito della pubblicazione di questa lettera decisi che era venuto il momento di divulgare le notizie in mio possesso sulla provocazione di Camerino. A questo punto a richiesta dell’ imputato, il medesimo detta la seguente dichiarazione: ho piu’ volte condannato lo stragismo attraverso innumerevoli interviste alla stampa. Oggi, trovandomi ancora una volta coinvolto per motivi che mi sfuggono ad una strage, riconfermo il mio disprezzo verso qualsiasi atto stragista compiuto in Italia. Giudico lo stragismo come un atto bestiale e folle contrario al mio stile di vitae alla mia vita politica. Riconfermo quanto ho piu’ volte detto: lo stragismo trova le sue origini nel sistema ed al sistema e’ servito per modificare o rafforzare gli equilibri interni. Voglio altresì precisare che le lacune riscontrabili nelle mie ricostruzioni di date ed episodi che si riferiscono ai miei 17 anni di latitanza, sono da imputarsi al fatto che soltanto dopo il 1983, periodo a cui risalgono le diverse accuse che mi vogliono coinvolto nelle delinquenziali stragi, ho tentato la ricostruzione avendo deciso di difendermi e mostrare la mia estraneità ai delitti.

A questo punto sono le ore 17.15 e l’ interrogatorio viene sospeso e verrà ripreso venerdi’ 26 giugno alle ore 11.30.

Il difensore ne prende atto. Letto confermato e sottoscritto.

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Dichiarazioni Francesco Siniscalchi 01.04.1985

Confermo le dichiarazioni da me rese il 850323. Aggiungo un particolare che potrebbe rilevare utile.

Il 761228 inviai il mio primo memoriale a varie autorità giudiziarie e a diversi giornalisti e organi di stampa. In pratica collegando le attività della P2 con vari accadimenti delittuosi ed eversivi dal 1969 in poi.

Fui convocato, tra gli altri, dal dr Vella a Bologna nell’ ambito dell’ inchiesta sull’Italicus. Sapendo dell’ amicizia e della comune milizia nella massoneria di palazzo Giustiniani tra l’avvocato Melchioda e il dr Vella pregai il legale di fargli differire di un giorno l’incontro col magistrato. Quando venni ricevuto, il dr Vella fu con me estremamente cordiale e volle che ci trattassimo da “fratelli” essendo nota la mia appartenenza alla massoneria. Fu cosi’ che prima della verbalizzazione mentre eravamo da soli il dr Vella mi riferi’ di avere ricevuto una telefonata da un “collega massonico di Gamberini di Ravenna” che, avendo appreso dalla stampa dell’ inoltro del mio memoriale – denuncia anche alla AG di Bologna nella persona del consigliere istruttore dr Vella, lo sollecitava a non tener conto delle mie accuse ed in particolare della connessione ipotizzata tra strage del 740804 e responsabilità della P2. Il dr Vella si mostrava indignato per tale interferenza. Gli chiesi se il magistrato di Ravenna massone ed amico di Gamberini, fosse il dr Raspini, il cui nome figurava nella lista dei fratelli in posizione riservata “all’ orecchio di Gamberini” poi transitata nella P2 di Gelli. Il dr Vella mi confermò quel nome.

All’ epoca il dr Vella era gia’ transitato dalla loggia di Pisa regolare dove era stato iniziato, alla loggia riservata Zamboni – De Rolandis di Bologna, fondata da Carlo Manelli dal supremo consiglio dell’ avvocato Cecovini di Trieste.

L’ avvocato Melchioda mi riferì che aveva il diritto di visitare le riunioni della loggia riservata e di essere al corrente delle sue riunioni che non avvenivano nella sede massonica ufficiale di Bologna per ragioni di riservatezza. Nella conversazione tra me e il dr Vella seppi da lui della sua appartenenza alla loggia Zamboni – De Rolandis. Non ho piu’ visto il dr Vella dal 1978 1979.

La mia denuncia gli atti del processo Italicus mi creò preoccupazioni comprensibili: i fatti che io riferii vennero confermati dal prof Accornero e dall’ avvocato Benedetti.

Rimanemmo amareggiati quando nel corso del dibattimento nessuno ci rivolse domande per approfondire le notizie che avevamo fornito.

Ferdinando Accornero – dichiarazioni 11.02.1985

Sono iscritto alla massoneria dal 1945 e precisamente al Grande Oriente d’Italia. Ho dunque vissuto tutte le complesse vicende che hanno riguardato la massoneria italiana a partire dal 1971,epoca in cui Gelli Licio venne nominato dal gran maestro Salvini Lino segretario organizzativo della loggia P2, come da missiva spedita da Salvini a Gelli il 711210 che esibisco in copia (allegato 1) .

Faccio presente come la carica di segretario organizzativo non fosse prevista dalla costituzione, che non prevede altresi’ la formazione di logge “coperte” , ne’ una struttura di loggia a giurisdizione nazionale quale la P2. La ascesa di Gelli nella massoneria e la costituzione della loggia P2, avvenne grazie alla amicizia e alle coperture dei gran maestri Gamberini, Salvini, Ascarelli Roberto, e Battelli, che provvidero anche ad inviare iscritti alla loggia di Gelli.

Cio’ perche’ tutti i predetti si riconoscevano nella finalità di Gelli ed in tal modo intendevano contribuire al potenziamento della struttura massonica coperta. Io sin dal 1972 entrai in conflitto con Gelli poiche’ riconobbi ben presto la sua pericolosità ed i suoi fini anticostituzionali, in conflittocon lo stesso spirito massonico; tanto che in data 720512 formulai una “tavola d’accusa” contro Gelli che inoltrai al gran maestro Salvini (allegato 2) che l’ archivio d’autorita Gelli, inoltre, dopo aver denominato, in un primo tempo il gruppo massonico che faceva capo a lui come “raggruppamento Gelli” , lo denominò successivamente, anzi divenne maestro venerabile della loggia Propaganda 2, così denominata dal gran maestro Gamberini. All’epoca il gran maestro Salvini (1971 – 1972) ci comunicò che tutta la giunta esecutiva di palazzo Giustiniani apparteneva d’ ufficio, sia pur provvisoriamente, alla loggia propaganda 2, il che consentiva a Gelli di spendere i nomi dei massoni di maggiore spicco e quindi reclutare più facilmente neofiti nella P2. Il mio dissidio nei confronti della condotta di Gelli si tradusse poi nei rilievi specifici che io con lettera aperta del 730115, spedita ai vertici della massoneria ufficiale formulavo a carico di Gelli (allegato 3) ponendo in evidenza, in contesto con la costituzione massonica, la formazione di un raggruppamento Gelli e la sua dichiarazione di occuparsi di argomenti a carattere politico, proprio lui che aveva gravi e pesanti precedenti fascisti e che disponeva, all’ epoca, di schedari in codice dei suoi iscritti alla P2. Tali ingerenze di colore politico sono vietate proprio dalla costituzione massonica che vieta di trattare in loggia argomenti di politica e di religione. Già nel 1972, poi, era nota, negli ambienti massonici, l’appartenenza di Gelli alla estrema destra, poiché circolava la lettera che il senatore Corsini del Psi spediva il 720430 da Pistoia al “fratello Menotti (allegato 4).

Menotti era un fratello della mia loggia e nel leggere la mia “tavola di accusa” si rivolse per ulteriori informazioni, al senatore Corsini che aveva fatto parte del comitato nazionale di liberazione e come tale aveva partecipato alla lotta partigiana ed era a conoscenza della attività di Gelli durante il periodo repubblichino. Gelli era stato condannato a morte per collaborazionismo e per spietate attivita’ antipartigiane come risulta dalla lettera cui ho fatto riferimento.

Negli ambienti della massoneria si diceva poi che Gelli aveva comandato plotoni di esecuzione nazifascisti. Una scheda in proposito fu’ pubblicata sul giornale “OP” di Pecorelli il 770111 (allegato 5) . Era noto come Pecorelli fosse in possesso di elementi per ricattare Gelli. In particolare si diceva che Pecorelli fosse al corrente di un traffico di armi che vedeva coinvolti Gelli, Salvini e Del Bene, quest’ultimo spedizioniere fiorentino. Si faceva riferimento a cassette che venivano trasportate nel porto di Livorno, una delle quali si sarebbe casualmente aperta facendo fuoriuscire armi in luogo degli oggetti scientifici che avrebbero dovuto contenere. Questo episodio dovrebbe risalire al 1975.

Nel 1960 il gran maestro tron mi confidò che risultavano “al suo orecchio” solo quattordici nominativi che non risultavano nei piedilista delle logge. Con l’ avvento di Gelli gli iscritti alla P2 salirono a quattrocento e successivamente e circa mille, mentre il Gelli dichiarava che in realtà gli iscritti erano circa duemila, per cui solo una meta’ risultava nelle liste di Castiglion Fibocchi. Che poi gli iscritti nelle liste di Castiglion Fibocchi fossero solo una parte degli aderenti alla P2, risulta esplicitamente dalla missiva del 790320 spedita da Gelli al generale Battelli (allegato nr 6) . Faccio richiamo come Gelli in tale lettera faccia anche riferimento all’ esercizio di una giurisdizione nazionale della P2, giurisdizione nazionale non prevista dalla costituzione massonica.

E’ noto poi come Gelli abbia fatto un ricorso cosi’ massiccio agli iscritti riservati che non risultavano negli elenchi di Castiglion Fibocchi con la presenza di militari e politici. Per quanto riguarda la figura del professor Semerari Aldo posso dire che costui è stato mio assistente da giovane, poiche’ neuropsichiatra come me. Semerari era iscritto alla massoneria e in seguito ho sentito negli ambienti massonici che era passato alla P2 tramite i suoi rapporti con Gamberini. Cio’ avvenne nel periodo “Salviniano” e cioè nel 1970 – 1971. Ritengo che in proposito possa essere più preciso di me l’ ingegnere Siniscalchi Francesco residente a Roma alla via Montanelli nr 4.

 

– Mi risulta che nel rito scozzese “antico e accettato” che fa capo all’ ex sindaco di Trieste Cecovini, la maggior parte, ovvero la totalità degli iscritti erano, fino alla esistenza della P2, iscritti contemporaneamente a tale loggia.

Cio’ figurava in una lettera scritta da battelli al gran maestro onorario Sinchetto. All’ interno della loggia massonica P2 esiste un rapporto gerarchico in base al quale veniva riconoscuto al gran maestro venerabile Gelli licio potere di comando e di direzione, potere che Gelli esercitera’ dal 1971alla primavera del 1981, periodo durante la quale egli e’ stato saldamente alla testa della P2 sostenuto prevalentemente da  Gamberini e successivamente da Salvini e Battelli.

– non so se sia tuttora operante il gruppo Cecovini e se questo riunisca ancora sopravvivenze piduiste, cosi’ come non so se Bricchi, gia’ appartenete alla P2 ed in relazione con la massoneria americana, attualmente uscito dal Grande Oriente d’Italia per aggregarsi al supremo consiglio del rito scozzese antico e accettato capeggiato da Bruni, possa ancora esercitare un’ azione analoga a quella della P2.

– l’ unico episodio che riguardi specificatamente riferimenti relativi all’attivita’ eversiva di Gelli a mia diretta conoscenza, riguarda cio’ che appresi dal gran maestro Salvini in una seduta di giunta tenutasi il 710710, alla quale fui presente. Poiche’ cio’ che Salvini riferiva mi colpi’ presi degli appunti che poi sviluppai. Ricordo che Salvini ci mise al corrente di un progetto di colpo di stato che Gelli stava programmando per i prossimi mesi. La cosa a suo dire, preoccupava il Salvini che ce la riferì per portarci in allarme nei confronti di Gelli in quanto, evidentemente, in quel periodo i suoi rapporti con Gelli non erano buoni. Infatti tra Gelli e Salvini si alternavano periodi di stretta collaborazione a periodi di tensione.

Esibisco altresi’ lettera inviatami da Gelli nel 730200 e gia’ prodotta agli atti della commissione d’inchiesta; in questa sede aggiungo la risposta che io inviai nel marzo successivo a Gelli e che non esibii alla commissione (allegato 7) .

A dimostrazione, poi, che Gamberini sosteneva Gelli produco due fotocopie tratte dalla documentazione della commissione d’ inchiesta parlamentare che dimostrano come ancora nel 1977 e nel 1980 Gamberini riceveva delle somme da Gelli quale contributo per le iniziazioni che lo stesso Gamberini effettuava all’ hotel Excelsior (allegato 8) .

Per quanto riguarda l’ origine di Gelli in una loggia coperta, esibisco, tratta dalla documentazione della commissione parlamentare d’ inchiesta, una lettera dell’ avvocato Ascarelli Roberto, che sollecita il, trasferimento di Gelli in una loggia coperta e successivamente una lettera a firma del gran segretario Genova Umberto inviata al maestro venerabile della loggia Romagnosi, che richiede il fascicolo personale di detto Gelli. E inoltre copia del processo verbale di interrogatorio di Gamberini giordano reso al GI dr Cudillo, allegato agli atti della commissione, nel quale Gamberini dichiara: “ho sentito parlare per la prima volta di Gelli nel 1966, quando l’ avvocato Ascarelli Roberto, allora mio gran maestro aggiunto, mi invio’ la lettera che produco in fotocopia. Preciso che l’ Ascarelli parlando della “Hod” non si riferiva altro che alla propaganda numero due. Nella stessa Gamberini dichiara inoltre di avere proceduto a delle iniziazioni della P2 prima in via condotti ed in seguito all’ Excelsior (allegato 9) .