Andrea Brogi – dichiarazioni 29.01.1986 Italicus bis

Nel ricostruire la sequenza temporale dei vari avvenimenti faccio presente che mi trasferii da Firenze ad Arezzo verso il 5 o 6 di gennaio; circa una settimana dopo vi fu l’ incontro a Roma con Pugliese Peppino; circa due giorni dopo questo incontro io e il Cauchi ci recammo a Collemandina per effettuare la ricognizione del luogo; verso la fine di gennaio va collocata la riunione di villa Collemandina. Ritengo che l’incontro con Pugliese abbia avuto la funzione di preparare questa riunione. La ricognizione a Collemandina la effettuammo con Menesini perché era esperto della zona.

La responsabilita’ organizzativa della riunione era pero’ di Cauchi. Adr: nei primi verbali non ho detto completamente la verita’ in quanto non volevo scoprirmi completamente, non ero ancora deciso ad ammettere le mie responsabilita’ per Vaiano e soprattutto avevo delle remore in quanto temevo di poter venire coinvolto indirettamente nell’ Italicus. Cosi’ dunque, ad esempio, all’ inizio non parlai del Menesini e dissi che la ricognizione a Collemandina l’avevamo fatto con Pecoriello, il cui nome era già ampiamente compromesso.

Adr: alla riunione di villa Collemandina partecipò il Massagrande, Pugliese, Tomei, Gubbini, Benardelli, Tilgher, Petrone, Bressan, Carmassi (che non vidi personalmente e la cui presenza mi fu segnalata da Augusto), nonche’ persone di Grosseto, di Rimini, Rieti, delle puglie, della Calabria, di Terni e della Liguria che mi vennero indicate dal Cauchi. Di bolognesi c’ era il Barbieri, nonche’ un altro che in precedenza avevo incontrato nello studio dell’ avv Pasquarella di Rimini e prima ancora durante gli scontri avvenuti a Bologna davanti al liceo Minghetti. A questi scontri era presente anche il La Manna Vincenzo.

Adr: durante il mese di febbraio sono avvenuti i seguenti fatti: Durante il mese il Cauchi effettuo’ molti viaggi a Perugia, Rimini, Milano, nonché una volta a Falconara. In questo periodo il Cauchi cercava dell’ esplosivo e riteneva di poterlo trovare facilmente presso delle cave. Comunque disponeva gia’ di una scorta di esplosivo, si trattava comunque di poca cosa, che teneva all’ Alpe di Poti e che si era portato con se da Massa. I viaggi a Milano li effettuava verosimilmente per andare a trovare i vari elementi del gruppo milanese. Questa comunque è una mia deduzione perche’ il Cauchi non mi diceva chi andava a trovare, o meglio ero io che non glielo chiedevo. Ebbero luogo gli incontri del passo della Futa, di Montesilvano e di Roma. A quest’ ultimo peraltro non partecipai.

Il primo incontro fu quello del passo della Futa che avvenne per un fine settimana. Prendo atto che l’ufficio ha consultato il calendario del 1974 e dichiaro che potrebbe essere avvenuto o per il fine settimana del 3 o per quello del 10 di febbraio. L’ incontro di Montesilvano ebbe luogo circa 10 – 15 giorni dopo quella della futa. La riunione di Roma ebbe luogo pochi giorni dopo Montesilvano. Quanto all’ incontro della futa mi riporto alle dichiarazioni rese al dr Minna. Avvenne circa 15 giorni dopo villa Collemandina.

Adr: all’ incontro di Montesilvano era presente l’ Esposti, il Ferri, il Cauchi, uno di Bologna che è lo stesso della riunione di Collemandina. Si trattava di una persona alta, piuttosto magra, con capelli scuri ed all’ epoca di circa 28 anni. C’ era un’ altra persona che ho identificato nel D’Intino o nel Vivirito. Si tratta della stessa persona dell’ attentato di Vaiano. Si tratta di un uomo, all’ epoca dell’ età di 23 o 24 anni, con viso regolare, di statura non alta. Portava capelli lisci con la riga ed il ciuffo sulla destra. Aveva capelli sul castano scuro. Scopo della riunione di Montesilvano era quello di stringere i tempi per l’ esecuzione di attentati. Infatti dopo la riunione di villa Collemandina i diversi partecipanti rientrarono nel loro ambiente, ove riportarono le indicazioni emerse durante l’ incontro relative agli attentati, agli esplosivi ecc..

Con cio’ si ebbe una prima “scrematura” dell’ ambiente nel senso che molti si tirarono immediatamente indietro ed addirittura rientrarono nelle file del Msi. Altri, invece, avevano dichiarato la propria disponibilita’ a simili iniziative e tuttavia si erano fermati di fronte alle prime difficoltà pratiche, quali ad esempio il reperimento dell’ esplosivo, l’ addestramento all’ uso degli ordigni ecc.. Prima dell’ incontro di Montesilvano, il Cauchi si era recato da solo a Roma ove aveva parlato con pugliese, quasi millantando capacità operative del gruppo aretino che in realta’ erano pressoche’ insussistenti. Dopo l’ incontro di Montesilvano, vi fu invece un altro viaggio del Cauchi a Roma. Questa volta incontro’ il Signorelli, dopo che ad Orte era andato a prendere lo Zani, col quale aveva appuntamento in stazione. Della riunione di Roma mi parlo’ il Cauchi, il quale mi disse che ebbe luogo in una villa vicina ad un lago appartenente ad un professore. Piu’ tardi mi venne detto che questi era il Signorelli. Parteciparono molti di quelli che gia’ erano stati a Collemandina, lo Zani, Esposti e forse anche il Ferri. Mi sono spesso domandato perche’ questo incontro abbia avuto luogo presso il Signorelli e non presso il Pugliese e, sulla base di quello che aveva detto augusto in merito alla riunione, mi formai il convincimento che a Roma si era creata una spaccatura sul tipo di azioni da eseguire.

Da quanto ho capito vi era una tendenza in cui era accentuato il momento politico e che trovava espressione nel Pugliese. Questi è vero che a Collemandina aveva parlato di attentati a vari obiettivi fra i quali i mezzi di trasporto, ma li vedeva inseriti in un progetto politico ben preciso di vasta scala e di lunga durata, nel cui contesto gli obiettivi venivano individuati sulla base di specifiche ragioni, e percio’ tendenzialmente in modo selettivo.Gli attentati di ON, diretti verso obiettivi con evidente valenza simbolica, rientravano certo in questa prospettiva. Dall’ altra parte, invece, in particolare i milanesi, tendevano alla destabilizzazione fine a se stessa e percio’ per loro andava bene qualsiasi tipo di attentato ed anzi gli attentati da loro eseguiti nell’ ambito di on ebbero effetti piu’ gravi degli altri proprio perche’ i milanesi tendevano puramente e semplicemente alla destabilizzazione. Orbene il fatto che la riunione di cui ora ci stiamo occupando sia avvenuta presso il Signorelli, mi lascia ritenere che questi abbia accolto questo secondo orientamento. Il Cauchi certamente in precedenza ando’ a Roma nel tempo fra l’ incontro della Futa e quello di Montesilvano e secondo me è in questa occasione che stabilì un contatto con Signorelli e che la “linea milanese” ricevette un avallo da parte di quest’ ultimo. Tutto cio’ mi fu detto da Cauchi al ritorno dal viaggio a Roma.

Adr: il Tuti era certamente allineato sulle posizioni dei milanesi e tuttavia, essendo molto individualista, difficilmente avrebbe potuto prendere direttive da altri. Come e’ emerso da numerosi episodi (ricordo la questione dell’esplosivo bagnato dell’Alpe di Poti, la storia dei tralicci ecc.) Vi era un certo antagonismo tra il Tuti ed il Cauchi ed il Tuti pareva avere un collegamento diretto con Roma.

Adr: Ordine Nuovo di Lucca reagi’ negativamente al progetto di fare attentati. Il Tomei resisteva a questa idea, era una persona posata e limitava l’ attivita’ di Ordine Nuovo di Lucca ad iniziative quali manifestazioni, organizzazione di biblioteca, palestre ecc. – nell’ambiente di Tomei, tuttavia alcuni elementi subirono senz’altro il fascino del Tuti ed intrattenevano con quest’ ultimo rapporti personali al di fuori della attivita’ di Ordine Nuovo di Lucca. Dico tutto questo poiche’ fu lo stesso Tuti, in un colloquio con Augusto cui ero presente, a dire che a Lucca c’ erano delle persone che non erano dei “cacasotto” come il Tomei, e cioe’ che erano disponibili a partecipare agli attentati.

Adr: il 06.03.74 eseguimmo i due attentati ai tralicci, uno io e Augusto, l’ altro il Ciolli ed il Rinaldini. Questi attentati svelarono la limitatezza delle nostre possibilità operative ed indussero il Cauchi ad un ancor piu’ frenetico attivismo. Gli attentati ai tralicci furono eseguiti con l’ esplosivo che il Cauchi si era portato da Massa e che custodiva nel deposito del Alpe di Poti. Tale esplosivo era umido e venne utilizzato soltanto per i due tralicci. Quello bagnato e non utilizzato venne gettato via. Il deposito di Alpe di Poti venne poi utilizzato per nascondere l’esplosivo acquisito a Rimini. Orbene gli attentati ai tralicci sono del 16 marzo 1974 nella settimana successiva il Cauchi effettuo’ alcuni viaggi e fece molte telefonate; è circa di questo periodo il viaggio a Pisa durante il quale io e il Cauchi incontrammo l’ Affatigato ed il Tuti successivamente vi furono i contatti tra Cauchi e Gelli per il finanziamento. Il Cauchi ricevette i soldi circa due giorni prima del trasporto delle armi. Questo avvenne prima dell’arresto mio e del Cauchi risalente al 11.04.74. La rissa che diede luogo all’ arresto è 08.04.74 ed a quella data avevano gia’ sistemato da qualche giorno l’esplosivo nel deposito dell’Alpe di Poti.

Adr: nella ricerca di armi e esplosivo Cauchi augusto in un primo momento si rivolse al Bumbaca, il quale probabilmente aveva le relazioni giuste per procurarle. Il Bumbaca tuttavia era persona che aveva accolto in modo molto restio i discorsi sugli attentati; era legato al Msi ed avrebbe dovuto venir messo al corrente di molte cose che augusto non voleva dirgli. Per questo venne meno l’ ipotesi di utilizzare Bumbaca come intermediario per l’ acquisto di armi. Per giunta augusto gli aveva detto che a Roma si pensava di pagare la fornitura di armi ed esplosivo con soldi falsi ed il Bumbaca a questo punto rifiuto’ qualsiasi collaborazione.

Caduta l’ipotesi di servirsi del Bumbaca, il Cauchi telefono’ a qualcuno a Milano che gli fisso’ l’ incontro di Cantagallo con una persona della quale non ho mai saputo il nome che si presento’ ad augusto portando con se un vero e proprio catalogo di armi. Questi ed il Cauchi si incontrano da soli. Questa persona disse ad Augusto che le modalita’ della consegna avrebbero dovuto venir concordate con tale Savino, a Rimini. Cosi’ , effettivamente, il Cauchi si reco’ a Rimini per incontrare questa persona pochi giorni dopo l’ incontro di Cantagallo. Fui io ad accompagnare augusto a Rimini, ma, durante il colloquio col Savino rimasi in macchina ad aspettarlo.

Adr: il trasporto di armi avvenne secondo le modalita’ da me gia’ descritte al dr Minna. Io e Cauchi, a bordo della 124 di quest’ultimo, raggiungemmo Viserba ove c’ era ad attenderci il camion gia’ caricato con alla guida un tizio che credo sia sardo. Viaggiammo durante la notte ed all’ alba raggiungemmo Ponte San Giovanni. Qui ci fermammo per circa un minuto e venimmo raggiunti dal Benardelli che inizio’ a precederci a bordo di una motocicletta. Arrivammo cosi’ alla fonti del Clitumno. Prendemmo una strada secondaria che si parte dalla superstrada con l’ indicazione “Campello” e dopo poco ci fermammo in aperta campagna. Alle fonti di Clitumno c’ erano ad aspettarci una vettura tipo fuoristrada ed una altra macchina. Ed anche queste vetture imboccarono la strada di Campello e quindi si fermarono assieme a noi. Alla spartizione delle armi, oltre a me e a Cauchi ed al Benardelli, partecipo’ l’ Esposti, lo Zani, il Ferri, Castori Euro nonche’ quella persona che ho precedentemente descritto e che ritengo identificarsi o nel D’Intino e nel Vivirito. C’ era anche una persona mandata da Roma che prelevo’ un campione di esplosivo ed alcune armi. Io e Cauchi prendemmo solo dell’esplosivo che successivamente sistemammo nel deposito dell’ alpe dei poti dove venne il Tuti a prelevarne a sua volta una parte. Euro prese pochissimo esplosivo; il maggior quantitativo fu caricato sulla fuoristrada.

Adr: Zani si presento’ all’ appuntamento assieme a cesare a bordo di un’ auto chiara e poco appariscente di piccola – media cilindrata. L’ Esposti era alla guida della fuoristrada, e con luic’ era il d’ intino o il Vivirito. Ci fu a questo punto uno scambio di battute fra gli occupanti del fuoristrada ed il Benardelli nella quale si fece cenno alla localita’ di Antrodoco.

Adr: prendo visione di numerose fotografie raccolte dalla Digos di Bologna che mi vengono mostrate senza che da esse si rilevino le generalita’ delle persone ivi raffigurate. In esse riconosco Affatigato Marco, lo Zani, il Rossi Giovanni, il Benardelli, il Danieletti, il Ferri, il Cauchi. Altre foto mi ricordano personaggi che ho visto all’ epoca in diverse circostanze dei quali tuttavia nonso indicare le generalita’ . Si da atto che il Brogi ha visionato un album di fotografie della Digos di Bologna dal nr 1 al nr 71 e che con riferimento alla foto nr 3 dichiara di aver gia’ visto la persona in essa raffigurata;

Con riferimento alla foto nr 4 dichiara che raffigura Affatigato Marco; con riferimento alla foto nr 8 dichiara che raffigura lo Zani dichiara altresi’ che la foto nr 9 raffigura Rossi Giovanni; la nr 15 il Benardelli; la nr 18 il Danieletti; la nr 25 il Ferri; le foto nr 31 e 32 io Cauchi; la nr 70 l’ Esposti. Il Brogi dichiara altresi’ di aver visto la foto nr 46 anche a Firenze e che in tale circostanza tale foto richiamo’ la sua richiamo’ la sua attenzione. Dichiara inoltre di aver conosciuto e frequentato la persona effigiata nella foto nr 57, persona della quale il Brogi non ricordale generalita’ ma che senz’ altro incontrato presso il fronte monarchico giovanile di Bologna e a Predappio. La foto nr 71, raffigura quel personaggio del quale ho ripetutamente parlato nei miei verbali e che non so se sia D’Intino o Vivirito. Prendo atto che la foto che ora vedo raffigura il D’Intino.

L’ ufficio da atto altresi’ che la foto nr 3 raffigura l’Affatigato la nr 4 anch’ essa l’ Affatigato, la nr 8 lo Zani, la nr 9 il Rossi Giovanni, la nr 15 il Benardelli, la nr 18 il Danieletti, la nr 25 il ferri, le 31 e 32 il Cauchi, la 46 il D’Intino, la 57 il Sottile. A questo punto si da atto che l’ imputato esclama: “ma certo, Sottile è uno che era sempre assieme a Di Giovine” . Si da atto che la foto nr 70 raffigura l’ Esposti e la 71 come gia’ detto D’Intino. Si da atto infine che l’ imputato osservando la foto nr 17 dichiara di aver visto la persona ivi raffigurata nell’ ambiente di Ordine Nuovo di Lucca attorno al 1973. La foto suddetta raffigura il Mariantoni. A questo punto alle ore 16.20, l’ interrogatorio del Brogi viene sospeso e viene rinviato alle ore 9.30 del giorno 6 febbraio p.v.
Letto confermato e sottoscritto.

 

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