Marco De Amici – dichiarazioni 18.04.1986 Italicus bis

– sono stato assolto per insufficienza di prove nel processo per la strage di Brescia con sentenza definitiva. Non ho carichi  precedenti.
A questo punto il GI dispone darsi luogo all’audizione del De Amici nelle forme della deposizione testimoniale.

– sono stato a Milano ed ho frequentato gli ambienti della destra eversiva di quella citta’ ed in particolare il gruppo de “La Fenice” fino al 1971. Negli anno 1972 e 1973 sono stato a Gardone ed a Salo’ in collegio. Nel 1974 ero di nuovo a Milano. In quell’anno mi iscrissi, senza peraltro presentarmi, alla facolta’ di giurisprudenza dell’Universita’ di Parma. Sono stato arrestato nell’ ambito del processo di Brescia il 750708 e sono stato scarcerato il 790710. Dall’ ottobre 1971 (711000) al gennaio del 1972 (720100) fui ristretto nel carcere Beccaria di Milano con l’ accusa di tentato omicidio. Ero stato coinvolto in una rissa e venni prosciolto in istruttoria. Dopo quell’ episodio allentai i miei contatti con gli ambienti della destra.

– Rognoni era a capo del gruppo de “La Fenice” e tale gruppo era sorto per poter seguire le ideologie di ordine nuovo pur rimanendo nell’ ambito dell’ MSI. Ricordo che allora l’ MSI osteggiava ordine nuovo e percio’ non era possibile istituire una sezione di tale organizzazione se non andando contro il MSI. Ero amico di Pagliai Gigi ed anch’ esso apparteneva alla “Fenice” . Di tale organizzazione facevano parte altresi’ Azzi che era il braccio destro di Rognoni, De Min, Marzorati, tale Tusa Miki, un tale denominato “balilla” del quale ora non ricordo le generalità nonché infine il di Giovanni. Ero molto amico di quest’ ultimo.

– Ferri Cesare frequentava l’ ambiente de “La Fenice” ma non ne faceva propriamente parte. Preciso che “La Fenice” era un’ organizzazione aperta, nel senso che per partecipare alla sua attivita’ non era necessaria una adesione formale. Il gruppo delle persone che dipendevano da Rognoni era comunque quello che ho ora elencato. Esposti Giancarlo frequentava il Rognoni, ma aveva con lui un rapporto da pari a pari.

– interrogato in ordine ai rapporti intrattenuti da “La Fenice” con organizzazioni e persone di citta’ diverse da Milano, ricordo che verso il 1971 – 1972 andai a Venezia ad una festa assieme a Pagliai Gigi e che successivamente incontrai il Rognoni che si era recato per conto suo in quella citta’ . Ci incontrammo in un’ osteria situata poco lontana da piazza san Marco che apparteneva ad una donna o meglio che era gestita da una donna che conosceva bene il Rognoni. La’ il Rognoni incontro’. Oltre a noi, un medico che ricordo di corporatura piccolo e grassoccio, il quale lavorava in un ospedale di Venezia nonche’ un tale all’epoca di circa 50 anni di nome Giorgio il quale diceva di aver fatto il mercenario, in Indocina, in Algeria e nel Congo. Sia il medico che il Giorgio erano sicuramente dei camerati. In epoca antecedente ero stato a Roma con Rognoni e con Pagliai e là avevamo incontrato Signorelli ed altre persone che ora non ricordo. Ricordo che io e Gigi dormimmo nella sede del Centro Studi Europa di via degli Scipioni.

– interrogato in ordine ai rapporti tra Rognoni e Signorelli ricordo che questi mi appariva gerarchicamente subordinato al primo e che aveva un grande ascendente su me e Gigi. Il Signorelli era senz’ altro dotato do grande carisma e ci colpì molto. Il Signorelli successivamente a questo viaggio, molto tempo dopo, venne a Milano a tenere una conferenza.

– so inoltre che il Rognoni era collegato a certo meli di Genova persona che ho visto anch’ io, una volta o due a Milano. A Brescia, poi era in contatto con tale Benedetti, il quale pubblicava un giornale denominato “riscossa” che aveva gli stessi articoli de “La Fenice” e si differenziava da questa soltanto per la testata. Mi pare che entrambi le pubblicazioni fossero stampate nella stessa tipografia.

– nel 1970 il Rognoni organizzo’ un campo paramilitare nei pressi di Varazze, ma non c’erano esponenti di gruppi liguri, eravamo soltanto noi milanesi. Ricordo che ci esercitammo lanciando delle bombe molotv.

– il Benedetti era amico inoltre di tale Mainardi che aveva degli interessi in Svizzera e che probabilmente era conosciuto anche da Rognoni.

– interrogato in merito ai programmi politici del gruppo “La Fenice” faccio presente che all’ epoca ero un ragazzino ed ero interessato piu’ che altro a quello che succedeva giorno per giorno. Si pubblicava e si diffondeva il giornale.

Sicuramente si è parlato di attentati ma non in termini operativi. Si parlava di attentati di piccola entità , di scontri davanti alle scuole, di volantinaggi e cose simili. Si parlava di rivoluzione, si parlava di colpire i rossi, ma mai ho udito discorsi concernenti attentati e obiettivi indiscriminati.

Il retroterra psicologico delle annotazioni sul mio diario di scuola successive alla morte di Ferrari Silvio è forse in parte costituito da questi discorsi, ma le mie, almeno le mie, non erano altro che farneticazioni di un ragazzino. Devo aggiungere che nello ambiente avevo fama di essere uno che parla molto e perche’ il Rognoni non era solito confidarsi con me.

– non ho mai avuto contatti con avanguardia nazionale e non so nemmeno se a Milano esistesse tale organizzazione. Non ho mai conosciuto Ballan Marco, non ho mai conosciuto Magnetta. Ho conosciuto invece Vivirito che negli anni 1970 – 1971 frequentava il comitato tricolore di Muggiani. Il D’Intino l’ho conosciuto soltanto in carcere, ma con lui non ho avuto nessun tipo di rapporto. Non ho mai conosciuto lo Zani se non di nome; rettifico precisando che l’ ho senz’ altro visto a Milano, ma non l’ ho mai frequentato.

– l’avvocato Degli Occhi è stato il mio difensore nel processo per il tentato omicidio da cui venne prosciolto. Conoscevo il figlio dell’avvocato, Degli Occhi, Alessandro. E frequentavo casa degli occhi in occasioni di feste. Ciò risale al tempo in cui avevo 14 – 15 anni.

– per quanto ricordo l’ avvocato Degli Occhi consigliò i miei genitori di mandarmi in collegio una volta che fossi uscito dal carcere. L’avvocato Degli Occhi a quel tempo era divenuto un amico di famiglia.

– nell’ ambiente di destra di parma non ho mai conosciuto nessuno.

Letto confermato sottoscritto.

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