Aurelio Fianchini – dichiarazioni 08.11.1985

Adr: dal 1967 al 1974, credo il 6 o il 7 agosto, sono stato ristretto dapprima nella casa circondariale di Fermo, poi ad Ancona, quindi Camerino, poi ancora Ancona, Forli’ ed indine Macerata. Successivamente venni ristretto nel carcere di Arezzo per il noto furto. Come ho gia’ ampiamente riferito nelle numerose dichiarazioni da me rese nel primo processo per l’Italicus, la mia ispirazione politica fa riferimento al marxismo – leninismo ed alla epoca ero collegato al soccorso rosso. Nel carcere di Arezzo aveo qualche preoccupazione e mi trovavo a disagio poiche’ vi erano numerosi detenuti di opposta estrazione politica, fra questi, il Franci, il Malentacchi e il rossi. Nonostante la diversa posizione politica pian piano installai col Franci un rapporto di cordialita’, nel cui contesto egli mi fece come ho gia’ ampiamente dette delle confidenze in ordine ad attentati e, da ultimo, anche in ordine all’ attentato al treno Italicus. Credo di avere gia’ spiegato come il Franci si trovasse isolato pur fra i suoi compagni di fede nel carcere di Arezzo e come riuscii a conquistarmi la sua fiducia, fra l’ altro prospettandogli la possibilita’ di evadere assieme a me e al D’Alessandro. Non so con certezza quali fossero le intenzioni del Franci successivamente all’ evasione, ritengo tuttavia che egli volesse espatriare. Ricordo tuttavia che io e il D’Alessandro gli avevano promesso di aiutarlo ad espatriare. Sono convinto che questa promessa abbia favorito la decisione del Franci di riferirmi in ordine alle diverse responsabilita’ nell’ attentato dell’ Italicus. Di tutto cio’ ho gia’ detto nelle mie precedenti deposizioni in estrema sintesi secondo il Franci l’ esplosivo sarebbe stato procurato dal tuti e sarebbe stato trasportato a Firenze dalla Luddi; il Malentacchi, infine, avrebbe collocato l’ ordigno sul treno. A questo punto, alle ore 17.00 il GI dispone una breve sospensione al fine di accertare in quale periodo il teste sia stato detenuto negli anni 1968 – 1974. Procedutosi a tale accertamento a cura del dr Murgolo riprende alle ore 18.00 l’ esame del teste alla presenza di tutte le persone indicate in apertura del verbale. Prendo atto che l’ ufficio ha acquisito i dati relativi alla mia detenzione presso il carcere di Macerata. Sono rimasto recluso per un periodo di 7 anni consecutivi dal 1967 al 740806, data questa in cui ho fruito della liberta’ condizionale.

A questo punto l’ ufficio rilevato che il Fianchini non puo’ che rivestire la qualita’ di testimone nonostante siano riscontrabili in atti elementi che lo ricollegano alla cosiddetta provocazione di camerino, dispone di proseguire l’ escussione del teste anche con riferimento agli elementi suddetti. Si da atto, infatti che i fatti di camerino risalgono al 721110, data questa in cui il Fianchini era sicuramente ristretto in carcere.

Adr: prendo atto che all’ ufficio risulta una dichiarazione a tenore della quale il Guazzaroni durante il periodo di detenzione trascorso assieme al Franci avrebbe fatto riferimento a me come coinvolto nella provocazione di camerino. Invitato a ricostruire i miei rapporti col Guazzaroni suddetto faccio presente che l’ ho conosciuto moltissimi anni or sono. Abbiamo trascorso insieme parte della adolescenza ed insieme abbiamo commesso alcuni modesti reati risalenti agli anni Settanta. Si trattava di modestissimi furti. Fui poi imputato assieme ad un amico comune di Guazzaroni tale Nerla Gianni di un furto commesso a fermo nell’estate del 1967 nel quale in realta’ era coinvolto il Guazzaroni. Io mi ero limitato a mettere a disposizione la mia vettura per la consumazione del furto.

Chiesi aiuto al Guazzaroni pregandolo di fornirmi almeno il difensore e poiche’ il Guazzaroni non accolse questa mia richiesta lo denunciai per il furto stesso, nonche’ per un altro furto commesso dal Guazzaroni in toscana. In quest’ ultimo circostanza il Guazzaroni si era appropriato di una autovettura e di una pistola che si trovava a bordo della medesima. Sapevo inoltre che aveva ceduto quest’ arma a tale Ferranti Italo di Tolentino, persona gravitante nell’ area di destra. Tali circostanze le riferii dapprima informalmente dapprima al dr Tancredi della questura di macerata e quindi alla magistratura. Spiego cosi’ il fatto che il Guazzaroni abbia messo in giro la diceria che sarei stato coinvolto nella vicenda di camerino. In realta’ io sono del tutto estraneo a quello episodio ne’ ne ho mai saputo nulla di piu’ di quanto veniva detto sulla stampa.

Durante la detenzione trascorsa nel carcere di Camerino, credo nel 1970, mi trovai insieme al Guazzaroni e poiche’ nonostante le mie precedenti denunce si mantenevano tuttavia dei rapporti normali, avemmo una discussione di carattere politico attorno ad un libro di Regis Debrai intitolato “rivoluzione nella rivoluzione”. Ho successivamente appreso che una copia di detto libro entro’ in qualche modo in gioco nella indagini della vicenda di Camerino. In proposito faccio presente che e’ mio personale convincimento che il fatto di camerino non sia stato una provocazione, ma che, invece, il Guazzaroni avesse effettivamente detenuto delle armi.

Adr: prendo atto che Viccei Valerio riferisce che nel carcere di Ascoli Piceno avrebbe avuto un colloquio con me e che mi avrebbe addirittura preso a schiaffi accusandomi di avere coinvolto tuti e gli altri nel processo dell’ Italicus. Cio’ non corrisponde a verita’ vero e’ invece che effettivamente trascorsi un periodo nel carcere di Ascoli Piceno assieme al Viccei e che in epoca successiva, quando gia’ il Viccei era stato scarcerato, appresi da altri compagni detenuti anzi da un detenuto lavorante che era intenzione del Viccei e di tale Niccolai di intimidirmi anzi di picchiarmi per le dichiarazioni rese al processo dell’ Italicus. Ricevuta lettura delle dichiarazioni del Viccei nella parte riguardante il mio incontro con lui nel carcere di Ascoli Piceno, escludo nel modo piu’ assoluto che le cose siano andate come riferito dallo stesso Viccei, col quale in carcere ho solo scambiato qualche parola.

Adr: credo di avere conosciuto campetti Loris ma soltanto in una epoca successiva al 1974. Il nome di Tsoucas Atanasio non mi dice nulla mentre ricordo di aver sentito quello di Fabbrini Paolo in epoca successiva al ritrovamento delle armi di Camerino.

Adr: nel carcere di Camerino dei carabinieri di Tolentino vennero per notificarmi degli atti, che, Nell’occasione mi chiesero notizie circa la pistola ceduta al Ferranti Italo. Ritengo che volessero stabilire un rapporto informativo con me, tale rapporto peraltro non ebbe corso. Adr: negli ambienti di soccorso rosso e’ evidentemente circolata la voce che fossi un informatore. So che tale organizzazione ricevette una lettera in cui appunto ero indicato come un informatore. La lettera dovrebbe essere di tale Pasualetti Renato, persona che era in contatto con Guazzaroni e che alla epoca era responsabile del manifesto per macerata.

Adr: ho la convinzione che il Guazzaroni avesse collegamenti con ambienti di destra. Ricordo in proposito che in epoca anteriore al 1967 visse per un certo periodo di tempo a Roma e la’ conobbe il Delle Chiaie. Cio’ mi venne detto dal Guazzaroni stesso in epoca precedente al mio arresto del 1967. Il Guazzaroni fu inoltre processato per detenzione di munizioni assieme a tale Nerla Gianni che sapevo essere un simpatizzante di destra. Inoltre quel Ferranti Italo che acquisto’ la pistola del Guazzaroni era un elemento di spicco della destra a Tolentino.

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