Marco Affatigato dichiarazioni 07.01.1985

Adr: datami lettura da parte del GI delle dichiarazioni da me rese il 820204 al GI Napolitano, l’ 820524 al pm Vigna, l’ 830915 al pm vigna l’ 840405 al pm Vigna, l’ 821020 al pm Nunziata, l’ 821214 al pm Nunziata, l’ 841107 al GI di Firenze, dichiarazioni che mi vengono lette tutte solo nella parte che riguarda il postale e cosi’ come sono riportate a pag 5 del fasc. I 3f atti del GI, io le confermo in toto e nulla ho da cambiare. Richiestone dal GI io ripeto anche tutte le dichiarazioni fatte sul conto del cd legionario e sul conto del cd massone. Prendo atto della incertezza a credermi apertamente manifestatami come gia’ in passato dal GI.

Adr: prendo atto che il GI dalle carte sequestrate a Tuti nel 1975 in Francia, mi legge quella parte di manoscritto dove Tuti addossa a me Franci e pera il furto di 200 chili di esplosivo.

Da Empoli, da casa di Tuti, parte di quell’esplosivo io lo portai a Lucca. Parte di quello che ho portato a Lucca fini’ nel Castello di Nozzano dove poi fu ritrovato dai cc che lo fecero esplodere. Dell’ esplosivo trovato a Lucca nel 1975 e sequestrato a pera io non so nulla, ma potrebbe essere una parte di quello portato da Empoli a Lucca. Dell’ esplosivo trovato nell’ 811200 vicino a Firenze non so assolutamente nulla e lo so adesso dal GI.

L’ esplosivo lo ebbi da Tuti e lo portai a Lucca nella macchina di pera, forse tre giorni prima e comunque prima dell’ omicidio consumato da Tuti a Empoli e prima ancora che io ricevuta quella tal telefonata, andassi da Tuti per la storia delle armi immediatamente precedenti la fuga del tuti. Io andai a Empoli in treno e avuto l’ esplosivo da Tuti chiamammo pera che lo venne a prendere con la sua 126. Io all’ epoca non avevo la patente. Che parte di quell’esplosivo sia finita in quel castello, l’ ho saputo dopo da Pera. A Lucca portammo cento chili di esplosivo del tipo cheddite e portammo dei detonatori.

Adr: confermo che nel 740900 – 741000 Pugliese mi incaricò di fare accertamenti sui gruppi armati in toscana: presi contatti con Catola a Pisa e Catola telefonò a Franci e Franci mi dette appuntamento a Santa Maria Novella e qui a Firenze io trovai Franci e Tuti. Che io sappia in quel periodo quello era l’ unico gruppo che faceva lotta armata. Cercai di sapere se avevano fatto attentati in precedenza ma non mi hanno risposto. Sicuramente non ho chiesto dell’Italicus ne’ a Tuti ne’ a Franci, ho chiesto genericamente di attentati.

Adr: per quanto riguarda la riunione del 730900 il giorno della festa di s. Croce, nella casa di Tomei a Lucca, io ero fuori dalla porta per introdurre le persone che arrivavano. La riunione fu indetta da Castori, Lamberti e Batani e fu casualmente successiva a quella di Roma della estate e serviva a fare un collegamento fra gruppi già esistenti. Preciso che questa riunione fu concordata da tutti nel che non fu voluta da una persona solamente. Pubblicamente la riunione avvenne per la costituzione di circoli, ma dopo che c’ erano state le dichiarazioni Pecoriello e dopo che nel 750100 c’ eravamo resi latitanti, Tomei mi disse che i circoli servivano per, anzi Tomei mi disse che Pecoriello aveva detto che la riunione del 730900 era una riunione per una organizzazione clandestina.

Adr: non e’ vero che dal 1973 al 1975 io giravo la Toscana come vedetta di Graziani clemente di cui portavo gli ordini. Io ho girato la toscana dopo l’ Italicus, dopo quell’ incarico avuto da Pugliese. Io dicevo a tutti di avere avuto contatti con Graziani nel 1973, ma non avevo il grado per parlare di ordini e tanto meno a nome di Graziani con cui in quel periodo non ero in contatto. Parlavo a nome di ordine nuovo come ordinovista. I contatti li avevo con Pugliese e ne avro’ avuti tre o poco piu’, ma non ricordo ne’ dove, ne’ quando, ne’ come. So che separatamente Pugliese aveva contatti anche con Tomei. Non parlavo a nome di Graziani, non trasmettevo ordini e messaggi di Graziani.

Adr: alla richiesta del GI di quale sia stata la mia attivita’ in ON dal 730900 al 740900, quando Pugliese mi dette quell’ incarico io rispondo che: andai a cattolica dove incontrai Graziani in Italia per l’ ultima volta prima di rivederlo nel 1975 a Londra; poi distribuii Anno Zero a Lucca e cercai di diffonderlo in tutta la Toscana, ragion per cui rividi Franci e riallacciai rapporti più stretti con lui; e infine a Pisa ebbi quell’ incontro con Pugliese a porta a Lucca dove Pugliese mi parlo’ del passaggio in clandestinità e della organizzazione per triadi come gia’ detto al PM, e basta.

Adr: di una riunione con Graziani in un posto imprecisato sulle montagne me ne avete parlato voi: io non ne ho mai saputo nulla. Di un falso Graziani che girava la toscana lo seppi da Graziani a Londra.

Adr: non ho mai parlato prima del trasporto di esplosivo da Empoli a Lucca per difendere Pera. Già nel 1981 dissi al pm che di quelli di Lucca non avrei mai parlato. Il trasporto avvenne prima dell’arresto di Franci: Tuti ci disse che ci dava l’ esplosivo in dotazione. Da parte mia erano previsti obiettivi statali sui quali era d’accordo anche Tuti il quale parlava di attentati ai treni non discussi. Dell’esplosivo portato a Lucca Tomei fu informato dopo il 750125 quando anche lui era latitante con me.

Adr: in un primo momento il gruppo di on a Lucca era rimasto abbandonato. In un secondo momento, dopo che io mi ero infiltrato nel gruppo di Tuti, il discorso venne ripreso a Lucca fra me, pera e Tomei. Pera si fece convincere tra la fine del 741200 e gli inizi del 750100.

Adr: in casa di Tuti a Empoli in un armadio oltre alle armi vi erano quattro scatole che contenevano i 100 chili di esplosivo. Io e Pera non eravamo capaci di far esplodere l’ esplosivo; poi meno persone ci sono e più sicurezza c’è a fare attentati. Comunque non cercammo nessuno che sapesse fare attentati. Del resto per usare gli esplosivi si inserisce un detonatore e si accende una miccia. Per prova io ho acceso soltanto un detonatore. Trasportai i 100 kg. A Lucca e l’ esplosivo rimase nella 126 di Pera.

Adr: lo so che nel 740400 a Lucca l’ attentato di vaiano fu rivendicato con un volantino a nome Brigate Popolari Ordine Nuovo; La rivendicazione non sfuggi’ ma la tematica e’ di lotta di popolo perche’ brigate popolari ordine nuovo non si riallaccia a ON e perche’ Lotta di Popolo era un gruppo a sfondo nazi maoista. Nel 1974 a Lucca in favore di lotta di popolo c’ era un ragazzo del liceo a nome Arrigoni Claudio e comunque, se non è l’ Arrigoni è uno di quelli che sono stati processati con me a Massa. sono sicuro che era Arrigoni. Vicino alle posizioni di lotta di popolo c’ era anche il prof. Petriccioli.

Adr: come mia opinione personale gli attentati che puo’ fare ordine nuovo vanno rivendicati ordine nuovo. Richiestone dal GI, io ricordo in questo momento che l’ attentato a Roma all’ ambasciata greca contro l’ estradizione di Massagrande e l’attentato contro l’ avv. Di Giovanni furono rivendicati ordine nuovo.

Adr: in un periodo che colloco tra la seconda metà del 741200 e gli inizi del 750100, ricordo che Tomei mi disse: c’è o deve arrivare Graziani clemente.

Adr: Tuti commise l’ omicidio a Empoli il 750125, decisamente prima consegnò i 100 chili di esplosivo a me e Pera. Prima lui mi disse che la localizzazione della cava da cui rubare l’ esplosivo era stata fatta dalla Luddi, anzi preciso che il GI ha capito male: il Franci aveva trovato il posto e la Luddi controllato lo svolgimento del lavoro. Anzi tuti, prima, mi aveva chiesto di andarci con il Franci ma io dissi che oggettivamente di notte non potevo lasciare Lucca. Non so perché l’ esplosivo si trovasse a casa di Tuti. Nell’ armadio, a casa di tuti, io vidi solo le 4 scatole che ci furono consegnate.

Adr: prendo atto che il GI leggendolo dal processo 283/75 del tribunale di Pistoia contro Cauchi, oggi allegato 8 atti del pm del processo nr 302/84 del GI, prendo atto che il GI mi legge a pag. 37 il verbale con cui i cc attestano di avere trovato dell’ esplosivo in un cunicolo della rocca ottocentesca di san paolino sita in Ripafratta del comune di San Giuliano Terme; si tratta del Castello di Nozzano di cui ho parlato prima. Sono sicuro che questo esplosivo trovato dai carabinieri il 750101 non e’ quello consegnatoci daltuti ad Empoli tempo dopo il 750101; di questo ritrovamento dei cc io personalmente io non sapevo nulla. Ma nel 1977, una volta che ero tornato in Italia, ci fu una discussione tra tutti noi su dove erano finiti armi ed esplosivi. Fu in questa discussione che pera mi disse che parte dell’ esplosivo era stato ritrovato dai cc nel castello di Nozzano. Alla contestazione che mi fa il GI rispondo che l’ esplosivo trovato dai cc il 750101 non è quello venuto da Empoli.

Adr: non so come Menesini sia entrato nel memoriale del Tuti per quanto riguarda il possesso di quell’ esplosivo.

Adr: a Lucca io ero in rapporto con Tomei e pera; non so con chi fossero in rapporto loro due. Io poi ero in rapporto con Battaglini ed ercolini. A questo punto il GI fa presente all’ imputato dicontinuare, sulla base degli atti processuali, a credere non che l’ imputato menta ma a rimanere convinto che l’ imputato non dica tutta la verita’. Di conseguenza il GI invita l’ imputato a riflettere facendogli presente varie cose: 1) che c’ e’ una palese continuazione fra questa istruttoria ed altri processi per cui l’ Affatigato risulta gia’ condannato; 2) che sono sempre in vigore gli artt. 133 e 62 bis cp e 4 decreto Cossiga. Soprattutto il GI insiste nel fatto che questo processo riguarda quattro attentati a binari in conseguenza dei quali nessun treno è deragliato, per cui puo’ anche sostenersi che gli autori di questi 4 attentati non volevano disastri con morti.

L’ Affatigato dichiara: in questi giorni sono stato piu’ volte avvicinato da uff.li di pg, ho sempre sostenuto che non so piu’ di quanto ho detto. Mi rendo conto che attraverso le mie dichiarazioni non sono stati identificati ne’ il “postale”, ne’ il “bibliotecario”, ne’ il “legionario”: non e’ cattiva volonta’: se sapessi di piu’ lo direi: ho sempre detto che se mi mostrate delle fotografie sono in grado di riconoscere quello che ho visto. A questo punto il GI dispone sospendersi per un breve periodo l’ interrogatorio per consentire all’ imputato di riflettere. Si da’ atto che a questo punto l’ avv. Rossi fa presente che deve assentarsi per impegni professionali facendo presente che non puo’ essere presente alla riapertura del verbale, lasciando il proprio recapito al sig. Dirigente la Digos dr. Fasano.

Alle ore 21,45 il verbale viene riaperto.

Intendo rispondere.
Adr: nel 750200 andai a Londra, da dove poi passai in Corsica; nel760100 – 760200 rientrai in Italia e mi nascosi presso alcuni parenti e nel 760900 mi costituii. Prima della costituzione non ebbi nessun rapporto con gli altri di Lucca. Arrivato in carcere Gubbini, che era detenuto a Santa Teresa in transito per il processo per l’ attentato al giudice Arioti di Perugia, che aveva gia’ parlato con Tuti e con Lamberti, o che comunque aveva gia’ avuto contatti con loro, mi accuso’ di aver fatto sparire armi ed esplosivi di tuti.

Uscito dal carcere anche Catola protesto’ perché rivoleva indietro le armi e gli esplosivi; su questa questione io ebbi una discussione con Tomei e con pera; a loro volta Tomei e pera ne discussero con il Lamberti ed il Catola ma non in mia presenza. I “pisani” e cioe’ Lamberti e Catola volevano rientrare in possesso del materiale di Tuti perche’ parte di quello era loro. Quando io parlai con Tomei e con pera, fu in questa occasione che pera disse di avere buttato le armi nel fiume e parlò anche del ritrovamento di esplosivo fatto dai carabinieri al castello di Nozzano. Io uscii dal carcere verso l’ aprile del 1977 e ne parlai quasi subito con Tomei e pera, con il Tomei in un secondo tempo perché era sempre in carcere quando uscii io. A loro volta Lamberti, Catola, Tomei e pera prolungarono le discussioni tra di loro nel 1978. E’ vero che nel precedente interrogatorio di questa sera io ho indicato per Lucca la esistenza di due triadi: l’ una composta da me Tomei, e pera, e l’ altro da me, Battaglini e Ercolini.

Queste “triadi” corrispondono alle indicazioni datemi da Pugliese prima del marzo 1974, ma, per quanto mi riguarda, nascono nell’estate / autunno 1974; intanto io so che Pugliese e Tomei mantenevano rapporti tra loro e Pugliese aveva fornito a Tomei del materiale come una ricetrasmittente di cui ho già’ parlato al pm.

Adr: prendo atto che il GI, leggendomi l’ all. 11 – atti del pm del proc. N. 302/84 del GI – il fascicolo n. 2 del proc. N.464/75 del tribunale di Lucca, mi legge a pag. 15 e pag 51 le dichiarazioni dove il dr d’ agostino, funzionario dell’ up di Lucca, riferisce che secondo ercolini nell’ agosto 1974, prima io e poi pera e Tomei abbiamo chiesto a lui di partecipare ad attentati dinamitardi. In quel periodo li’ io ad ercolini non ho mai chiesto nulla. In quel periodo ero in Francia. In un secondo momento chiesi ad Ercolini di partecipare ad attività clandestina ed io, Ercolini e Battaglini eravamo addetti alla falsificazione di documenti di identità.

Adr: e’ vero che il discorso con Pugliese a Pisa sulle attività clandestine e sulle triadi avvenne prima del marzo 1974: è vero che io in queste “triadi” entrai nell’ estate / autunno del 1974.a specifica richiesta del giudice istruttore affermo che dal marzo al settembre 1974 non ho svolto alcuna attività politica. In quel periodo fui anche a Certaldo dai “Bambini di Dio”. Dai “Bambini di Dio” fui nel periodo invernale: faceva freddo; ci stetti all’ incirca un mese. Dai registri della comunita’ si puo’ controllare. Ci andai per ragioni personali. Queste ragioni personali sono di carattere religioso.

Adr: prendo atto che il GI mi fa presente che il 740423 una persona di cui mi si tace il nome accusò come autore dell’ attentato di Vaiano il gruppo di cui facevo parte. Non è vero. A mia richiesta il GI mi precisa che questa persona, nel gruppo, indico’ espressamente il nome di Affatigato. Non è vero nulla, ed io a mia volta voglio denunciare chi mi accusa ingiustamente.

Adr: quando, dopo il febbraio 1975, fui a Londra con Graziani, cadde il discorso sul Cauchi; allora Graziani clemente mi chiese se io sapevo che verso la fine del 1974 nella zona di Arezzo si era presentata una persona che diceva di essere il Graziani o di essere mandato da lui. Graziani non mi disse chi gli aveva raccontato questa storia. Io gli risposi che già Tomei mi aveva detto di una riunione con lui.

Adr: prendo atto che il GI, anche su richiesta del pm, mi fa presente la stranezza di una mia assenza dall’ attivita’ politica proprio dal marzo al settembre 1974, mentre intensa e fattiva e’ la mia presenza prima del marzo e dopo il settembre 1974; quindi ilgi mi chiede se io voglia nascondere la partecipazione a fatti oppure se voglio indicare con precisione le ragioni di questo allontanamento. Rispondo che si tratta di fatti personali.

Adr: prendo atto che il GI mi mostra numero sei fotografie prive di indicazione sulle persone effigiate, fotografie messe a disposizione dall’ ufficio del dr Fasano.

Non solo non riconosco nessuno, ma non posso riconoscere ne’ il “legionario” ne’ il “postale” perche’ io costoro non li ho mai visti di persona. Tra quelli che vedo non c’e’ invece il bibliotecario che invece ho visto.

Adr: sulla ragione per cui il Brandani fu invitato nel settembre 1973 alla riunione in casa di Tomei, io dico che cio’ avvenne perché lo conoscevamo come ex appartenente al fronte nazionale di Borghese Valerio; sapevamo che gravitava nella nostra area; avevamo avuto incontri e discussioni con lui, sia a Lucca sia nella val di Nievole a casa sua. A queste discussioni c’ eravamo io e Tomei ed in val di Nievole due o tre amici di Brandani fra cui il Floris di cui ho parlato al pubblico ministero di Bologna.

Con quelli della val di nievole, poi, c’era una serie di favori reciproci nel senso che o a Lucca venivano loro o noi andavamo da loro quando c’ era bisogno.

Di mia iniziativa feci il nome di Brandani al pm Nunziata di Bologna; infatti avevo letto sul giornale che al processo per l’ Italicus un capitano o colonnello dei carabinieri aveva riferito di avere avuto una informativa per cui a fare l’ attentato dell’ Italicus era stato un certo “Badani” con Franci e Malentacchi.

Siccome io sapevo che quando accadde l’ Italicus Batani era in carcere, questo nome apparentemente sbagliato “Badani” mi richiamo’ il Brandani del quale allora parlai con il pm nunziata.

Adr: Batani mi parlo’ di Brogi Andrea; io ho visto l’ ultima voltail Batani a Lucca nella casa del Tomei nel 730900. Dopo di allora ho visto il Batani una sola volta a Bologna per il processo di ordine nero. Nel 1973 so che Batani ando’ a Pisa ove incontro’ Lamberti.

Adr: so che e’ apparsa una brigata clemente Graziani di ordine nero a Lucca: non so di che si tratta.

Adr: il nome di Brogi l’ ho sentito; ma una persona con il nome Brogi non l’ ho mai conosciuta. Prendo atto che il GI mi mostra le foto di Un giovane che mi dice essere il Brogi, ritratto negli anni 1974 1975e dichiaro che questa persona non l’ ho mai vista.

Adr: richiestone ancora dal GI che cosa abbia fatto io dall’ 840300 all’ 840900, dichiaro che nel periodo pasquale del 1974 mi allontanai da Lucca con una ragazza americana che si chiama Sara toth e so che adesso si trova nell’ Ohio; dico adesso riferendomi a notizie di lei che ho avuto alcuni anni fa. Nel periodo pasquale del 1974 con la Sara trascorremmo circa un mese presso “i bambini di dio” a Certaldo, dopo di che, per un altro mese circa girammo tutta l’ Italia.

Non avevamo macchine e girammo l’ Italia con tutti i mezzi possibili ed immaginabili. Penso che con la Sara scendemmo in alberghi o pensioni o alloggi, ma non ne ricordo neanche uno. In quel periodo i miei parenti mi cercarono presso la comunità. La Sara l’ avevo conosciuta a Lucca ed era stata lei ad avvicinarmi per ragioni di propaganda, che lei faceva, per il gruppo ” I Bambini di Dio”.

Adr: prendo atto che il GI mi legge il rapporto del 790129 con cui l’U.P. della questura di Firenze avverte la locale procura della possibilità, anche su indicazione dei miei familiari, che io mi fossi nascosto presso “I Bambini di Dio” a Certaldo e del secondo rapporto, ancora del 750129 dello stesso U.P., con cui si informa che io non ero stato rintracciato alla comunità ” I Bambini di Dio” e che un tale De Francesco Giuseppe aveva riferito di non frequentarmi piu’ dall’ inizio del 1974, dopo che io mi ero fatto vivo, per circa un mese, tra la fine del 1973 e l’ inizio del 1974.

Prendo atto altresi’ che questi rapporti vengono allegati in copia fotostatica al presente verbale. De Francesco Giuseppe lo conosco bene: era il tipografo de “I Bambini di Dio”, ma sbaglia quando parla del periodo tra la fine del 1973 e l’ inizio del 1974.

Portato l’ esplosivo da Empoli a Lucca, l’ esplosivo rimase nella126 del pera mentre io me ne tornai a casa. Dopo rividi pera che mi disse di avere occultato l’ esplosivo. Ma io non so dove lo mise. Tentammo anche di “arricchire” l’esplosivo con bulloni di ferro, ma non vi riuscimmo e cosi’ il unico candelotto che pera aveva portato andò perso: si disintegrò sul greto del Serchio, vicino al tirassegno a Lucca. Fu in quell’ occasione che accesi il detonatore come ho detto precedentemente. Adr: non sono in grado di indicare il nome di terze persone non mie parenti che possano dire in quale periodo con la Sara fui da “i bambini di dio”. Ivi vi era anche una ragazza di nome Noemi. Dopo che nel 750100 Tuti uccise i due poliziotti a Empoli, la giornalista Bonsanti Sandra di epoca nel fare un’ inchiesta su di me parlo’ anche del mio soggiorno sui Bambini di Dio.

Adr: di un Gregorio ordinovista di Lucca o di Viareggio non sono a conoscenza; non usavamo nomi di copertura, per abitudine, ma poteva accadere che usassimo un nome di comodo in singole occasioni; io ricordo che una volta da Lucca quattro persone fra cui il Tomei e forse un certo Santorelli Amedeo andarono ad Arezzo presso un circolo che forse si chiamava Ezra Pound ed in quel periodo ad Arezzo c’ era ancora il Batani. Ma su questo viaggio da Lucca ad Arezzo non sono affatto sicuro, nel senso che del viaggio sono sicuro ma non dei componenti. A Viareggio c’ era un avanguardista che teneva contatti con ordine nuovo ed era Fini Elia.

Ad del pm: sono sottoposto a libertà vigilata con l’obbligo fra l’ altro di stare in casa dalle 23 alle 05 e di non allontanarmi dalla provincia di Lucca. Gli obblighi mi sono stati dati dalla sezione istruttoria della corte di appello di Firenze ed io ho chiesto la revoca di questi obblighi per ragioni di lavoro. Sempre dalla sezione istruttoria di Firenze ebbi la liberazione condizionale nell’ 830700, ed in quella sede mi fu imposta la liberta’ vigilata. La liberazione condizionale l’ ho avuta dopo tre anni di detenzione. Dal 1979 al 1980 sono stato in Francia dove fui arrestato l’800806. Precedentemente ero stato detenuto dal 760900 al 770300 o 770400; poi andai a fare il militare a Falconara Marittima e poi a Bologna, fino al 1978. Finito il militare andai subito in Francia.

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