“L’attentato al treno compiuto dai fascisti” – La Stampa 23.04.1974

La bomba sulla Direttissima – L’attentato al treno compiuto dai fascisti “Ordine Nuovo” (il gruppo fuori legge neofascista) ha rivendicato la paternità del criminale episodio con un volantino lasciato in una cabina a Lucca.

Lucca, 22 aprile. C’è una traccia. Un volantino firmato dal gruppo fuorilegge neofascista di « Ordine nuovo » è finora l’unico elemento in mano agli inquirenti nelle complesse indagini per risalire agli autori del terribile attentato sulla Bologna-Firenze. Il dattiloscritto, in quattro copie (un originale e tre con « carta carbone » ) è stato trovato in una cabina telefonica di una piazza centrale di Lucca, dopo due telefonate che avevano avvertito la redazione locale di un giornale e il « 113 ». Era stato sistemato dentro una cabina in piazza Bernardini, ed era firmato da un gruppo « Ordine nuovo – Brigate popolari ». Nel testo si inneggia, tra l’altro ad un non meglio precisato nazional-rivoluzionarismo. Nei pressi della cabina sarebbe stata vista, poco prima del ritrovamento, una giovane donna, ora ricercata. Polizia e carabinieri proseguono, intanto, le ricerche per identificare gli autori del criminale attentato che ha divelto, ieri mattina un binario della Bologna-Firenze fra le stazioni di Vernio e Vaiano pochi attimi prima che transitasse il direttissimo ParigiTorino-Firenze. Solo il dispositivo automatico d’arresto del convoglio e la prontezza di riflessi del macchinista sono riusciti a bloccare il convoglio (che viaggiava ad oltre cento chilometri l’ora) poche centinaia di metri prima dell’interruzione. In quel punto la ferrovia corre su un’alta scarpata: se il convoglio fosse uscito dalle rotaie, i vagoni vi sarebbero inevitabilmente rotolati: sarebbe stata una tragedia (oltre trecento persone si trovavano sul treno). Finora non sono emersi elementi di particolare rilievo. I residui del potente ordigno (un pezzo di lamiera, probabilmente parte dell’involucro metallico che conteneva l’esplosivo ed un filo elettrico di circa due metri, forse usato per innescare la bomba al momento opportuno) sono gli unici elementi certi dai quali è partita l’inchiesta. Su questi reperti è stata eseguita oggi un’altra perizia tecnica. Sembra certo che l’attentato sia stato compiuto da mani abili ed esperte: lo dimostrerebbe la precisione con cui tutto s’è svolto. Al punto che proprio il ritardo del treno di alcuni minuti è stato uno dei motivi che hanno fatto « saltare » i tempi del piano criminoso impedendo una tragedia. Più d’un elemento permette di affermare che s’è trattato d’una operazione compiuta da esperti, studiata da elementi che avevano a lungo ponderato ogni particolare. Intanto il calcolo dell’ora; il segnale rosso che ha consentito al conducente di azionare la « rapida » bloccando il convoglio; la scelta del punto, isolata e in discesa, dove i treni viaggiano a velocità sostenuta; il treno prescelto, di solito molto affollato. Si voleva una tragedia di grosse proporzioni, che provocasse paura e sgomento. g. b.

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