Verbale di confronto Sergio Calore e Paolo Aleandri 13.12.1984 seconda parte

Calore: sempre nel 1977, a Londra, Graziani mi disse che per colpa di Signorelli aveva perso il contatto con la Libia. il periodo cui faceva riferimento Graziani era il 1974 e cioè quando egli, prima di lasciare l’ Italia, aveva lasciato tutti i suoi contatti a Signorelli. Il riferimento di Graziani alla Libia riguardava possibilità di finanziamenti. era il periodo in cui era appena iniziata la pubblicazione di “Anno – Zero” .

Aleandri: Per quanto mi risulta direttamente vi fu un collegamento, procurato occasionalmente da Elli Patrizia nel 1975.

Calore: Ci disse anche che non era interessato alla nostra collocazione politica tanto che aveva contatti anche in altre direzioni.

Calore: Per quanto riguarda i rapporti Signorelli – Delle Chiaie mi sembra opportuno consegnare le tre parti del memoriale di Pomar Eliodoro che contiene diverse notizie utili a tal fine anche se riferite con il taglio di chi voglia scagionare da ogni colpa gli ordinovisti riparati all’ estero ed attribuire ogni responsabilita’ nelle stragi e nelle attivita’ eversive solo sulle persone di Delle Chiaie, Signorelli e Concutelli. vi sono poi delle affermazioni solo in parte vere, per quanto riguarda la strage di piazza fontana che mi venne ricostruita in ogni particolare da Freda durante la nostra comune detenzione a novara. a questo proposito mi riferi’ come avesse acquistato i timers, come fosse stato Fachini a confezionare due degli ordigni esplosivi e cioe’ quello che aveva determinato la strage alla banca dell’ agricoltura e quello rimasto inesploso all’interno della banca commerciale; dove erano stati occultati i timers non usati e cioe’ in casa dell’ avanguardista De Eccher Cristiano; dei suoi rapporti con Giannettini e dei rapporti con settori del si che all’ epoca aveva Delle Chiaie. Nel memoriale vi è l’ affermazione che io ritengo interessante secondo la quale i timers utilizzati negli attentati a Trento nel 1971 attribuiti al colonnello Santoro, al colonnello Pignatelli e al dr Molino dell’ up della questura di Trento, fossero identici a quelli utilizzati nell’attentato di piazza Fontana e della banca commerciale. l’ ufficio da atto che le tre parti del memoriale vengono allegate al presente verbale. I rapporti tra Signorelli e Delle Chiaie risalgono agli 1950. Signorelli peraltro fece parte dei fondatori di “AN” nel 1960 e si presento’ come indipendente delle liste del Msi nelle elezioni alla camera del 1963 come rappresentante dichiarato di “AN” – nel 1968 Signorelli e Delle Chiaie fondarono il movimento “lotta di popolo” . Ciò ci venne detto piu’ volte per dimostrare come fossimo tutti una sola grande famiglia.
piazza-fontana-franco-freda

Freda si colloca all’ interno dell’ ambiente ordinovista con rapporti politici con lotta di popolo. successivamente i collegamenti tra Delle Chiaie, Signorelli, dantini, Freda divennero saltuari e con divisione di sfere di influenza allo interno del movimento. In occasione degli attentati del 1969 vi fu un accordo tra Freda e Delle Chiaie per operare il primo a nord e il secondo a Roma.

Le divisioni e le polemiche riguardavano essenzialmente la base dei due gruppi il che consentiva ad essi un maggior reclutamento da una parte e dall’ altra di cooperare entrambi e all’ insaputa l’ uno dell’ altro nella preparazione e nel raggiungimento di fini golpisti.

Nel 1975 si ha l’ unificazione formale dei due gruppi che verrà criticata da Graziani nel 1977 sul presupposto che “AN” era eccessivamente coinvolta con ambienti di potere. L’unificazione, a dire di Graziani e di Concutelli, aveva trovato in Signorelli il più convinto sostenitore. Dopo 6 mesi quella riunificazione formale si dissolse e ripresero le antiche diatribe. nel 1976 Signorelli mi disse di essersi incontrato dopo la rottura, ripetutamente di Madrid con Delle Chiaie e lo stesso Concutelli fu utilizzato agli inizi del 1976 in spagna da Delle Chiaie in funzione anti Eta. Signorelli infatti diceva che Delle Chiaie continuava ad aiutare gli ordinovisti all’ estero e che era da considerare un alleato. ancora nel 1977 Signorelli incontra a Madrid Delle Chiaie nei giorni in cui vennero arrestati gli ordinovisti in Spagna. Signorelli smentendo cio’ che a noi aveva detto la moglie di Massagrande o la moglie di Pomar, non ricordo con precisione, scagionò Delle Chiaie dalla accusa di avere venduto Pozzan precedentemente ed i camerati arrestati in quei giorni alla polizia spagnola. dopo l’ arresto di Concutelli (770200) Signorelli garantì della estraneità di Bianchi Paolo allo arresto del predetto nei confronti di “AN” – “AN” infatti era interessata alla sorte di Concutelli per cui Signorelli dovette prendere contatto con Crescenzi e Tilgher perche’ aiutassero bianchi a sottrarsi alla nostra ricerca; infatti io e Tisei cercavamo Bianchi per ammazzarlo e vendicare così l’arresto di Concutelli. quando Signorelli capì che questa difesa di Bianchi poteva costargli cara ritornò sui suoi passi almeno nei nostri confronti, ed ammise che Bianchi era un infame. da allora Signorelli in nostra presenza ha sempre negato di avere mantenuto contatti con Delle Chiaie.

Aleandri: Confermo quanto dichiarato da Calore ed in particolare l’ incontro che avemmo con De Felice a Castel S. Pietro nel (771200) quando si parlo’ della fondazione di “Lotta di popolo”. Lo stesso De Felice Fabio, in presenza di Dantini mi ha piu’ volte parlato dei tentativi che egli fece per ricomporre il dissidio tra “ON e AN” . il discorso di De Felice era questo: Delle Chiaie poteva continuare a fare la sua politica senza che venisse considerato da noi avversario anzi certamente un potenziale alleato. Mi riservo di chiarire in maniera più dettagliata ciò che so intorno ai tre tentativi eversivi verificatisi nel 76, uno dei quali incruento, cioè “bianco” .

Calore: Sono disposto a ricostruire più dettagliatamente il percorso politico che mi riguarda, la ricostruzione di due tentativi di Golpe del 1976 di cui sono a conoscenza, uno dei quali concomitante col terremoto del 1976, fino ad una più aggiornata ricostruzione dei fatti e degli ambienti della destra eversiva esistenti nella primavera – estate 1980. Mi risulta che Citti Pietro che era stato l’ affittuario dello appartamento di via Sartorio dove furono arrestati elementi di “AN” alla fine del 1975 ed egli stesso avanguardista, mi risulta che fosse titolare e prestanome di una azienda di cui era proprietario Carboni Flavio.

Aleandri: Passando più direttamente alle questioni sul treno Taranto -Milano e agli episodi terroristici eventualmente ad esso collegati devo dire che la sigla con la quale venne rivendicato l’attentato a palazzo Marino e che mi viene riferita (gruppi armati per il contropotere territoriale) devo premettere che tale sigla ricorda la terminologia ricorrente in Costruiamo l’Azione e in particolare mi viene alla mente la sigla con la quale noi rivendicammo il falso attentato a Signorelli avvenuto nel 790300 – 790400. In pratica si era verificato che gruppi dell’ ultra sinistra avevano progettato un attentato contro Signorelli, considerato uno dei capi dei “Nar” e quindi uno dei responsabili dell’assalto a Radio Citta’ Futura. Tale notizia mi fu riportata da Sica Ulderico che l’ aveva appresa da Monni Rossano che gravitava nell’ area dell’autonomia. Per sventare l’attentato decidemmo di “bruciare” l’obiettivo e cioè di fingere come avvenuto l’ attentato che l’autonomia stava progettando. Poiché Signorelli non si fidava di noi decise che l’ unico che avrebbe dovuto fingere di sparargli era suo figlio Luca. Fu cosi’ che nel momento prefissato Signorelli scese dall’auto fingendo di lanciarsi a terra per evitare i colpi ed il figlio sparò in direzione dell’ auto perforandola. Per tale episodio Signorelli fu anche intervistato alla televisione. Quell’ attentato fu rivendicato con una sigla simile a quella usata per “palazzo Marino” .

Calore: Ricordo perfettamente l’ episodio e ricordo che nella sigla di rivendicazione dell’episodio del falso attentato a Signorelli figuravano le parole “contropotere territoriale” che doveva far pensare ad un gruppo dell’ autonomia. Faccio presente poi che la sigla “comitati rivoluzionari” era usata da “tp” mentre noi usavamo “comitati popolari” .

Aleandri: Prendo atto che l’ attentato a palazzo Marino venne attribuito al gruppo di Giuliani Egidio, poi prosciolto in istruttoria. Giuliani si riconosceva nel 1979 all’ interno di “costruiamo l’ azione” ed aveva rapporti anche con me, anche se manteneva una sua autonomia.

Calore: Giuliani aveva poi rapporti con “tp” attraverso Lombardi Claudio e con i “Nar” attraverso cavallini e Fioravanti. Preciso che cavallini faceva parte di “Costruiamo l’ azione” fino al (791200), epoca del mio arresto e fui io a presentarlo a Fioravanti Valerio una settimana prima del mio arresto in occasione di una rapina a Tivoli. fu cosi’ che Cavallini entrò a far parte dei “Nar” . prendo poi conoscenza del fatto che l’ esplosivo usato a Palazzo Marino viene classificato in “Anfo” cioe’ un composto di nitrato d’ ammonio con aggiunta di sostanza infiammabile (idrocarburi). A tale proposito richiamo quanto dichiarato al dr Vigna l’ 840507 e cioe’ che si tratta di esplosivo utilizzato da “mrp” negli attentati del 1979, preciso che nel 1978 non vi furono rivendicazioni da parte nostra anche se poi mitomani si inserirono dopo l’ attentato rivendicandolo falsamente con sigle di fantasia. comunque tutto l’ Anfo che noi utilizzavamo proveniva da Fachini.

Aleandri: La provenienza degli esplosivi utilizzati nel 1978 e nel 1979 da persone collegate al nostro ambiente si puo’ suddividere in tre fonti: 1) una valigia di gelatina esplosiva fornitoci da tale Severino da un paese vicino a foggia che non vennero usati se non in minima parte perché avariati; il Severino mi fu presentato dal Signorelli 2) una cassa di esplosivo da cava proveniente da Villalba di Guidonia usato in parte degli attentati del “mrp” 3) esplosivo proveniente dal Fachini Massimiliano (esplosivo a forma di parmigiano, detonatori e inneschi secondari.

Calore: Preciso che l’ esplosivo di Fachini comprendeva oltre quello a forma di parmigiano, l’Anfo e delle “pizzette” di “T4” da usare come innesco secondario per gli esplosivi piu’ sordi. a quanto mi disse Iannilli egli aveva utilizzato le “pizzette” di “T4” come detonatore secondario in occasione dell’attentato a Regina Coeli. Prendo atto delle conclusioni cui è giunta la relazione peritale incaricata di esami comparativi tra l’ esplosivo rinvenuto sul treno l’ 810113, quello utilizzato l’ 800802 e quello impiegato per attentati del “mrp” nel 1979. Faccio presente che l’ esplosivo dell’ 810113 (pagina 66 della perizia)precisamente quello qualificato “per impieghi civili” e’ “Anfo” cioe’ nitrato ammonio addizionato con sostanze infiammabili. il solfato di bario e’ uno stabilizzatore e fa parte in questo caso dell'”Anfo”. io non so quale sostanza stabilizzante fosse contenuta nell’Anfo del 1978 di provenienza veneta. per quanto mi riguarda l’ esplosivo qualificato “di impiego militare” essoviene denominato “compound b” in quanto composto di tritolo e di T4. ora, mentre il tritolo lo si maneggia comunemente nelle polveri, il T4 e’ difficilmente reperibile come ho gia’ detto in altri verbali. noi disponevamo di circa 1 kg di tritolo in varie pezzature sottratto da Tisei durante il servizio militare. non lo abbiamo mai impiegato e non so che fine abbia fatto. il T4 viceversa, che si puo ricavare dallo svuotamento dei proiettili di artiglieria ma che non è in commercio provenne a noi solamente dal veneto e cioe’ da Fachini.

Aleandri: per quanto riguarda l’ esplosivo gelatinato sequestrato in occasione dell’ attentato al “Csm” so che in tale circostanza Iannilli e Mariani usarono parte del materiale esplosivo proveniente dalla casa di Villalba di Guidonia.

Calore: per quanto riguarda l’ esplosivo utilizzato il 790514 al carcere di Regina Coeli, prendo atto che non e’ stato repertato alcunché. Infatti la esplosione aprì uno squarcio nell’acquedotto che allagò completamente la strada. come ho detto tale attentato fu innescato da detonatori secondari al T4 come mi disse Iannilli.

Aleandri: L’esplosivo utilizzato a Roma il 790524 in occasione dello attentato al ministero degli esteri era della stessa natura e tipo di quello usato nell’ attentato al “csm” ; era cioe’ di provenienza da Villalba di Guidonia. faccio presente che con questo attentato al ministero degli esteri, si esaurì completamente l’ esplosivo di Villalba. In altri termini Iannilli utilizzò la parte residua di esplosivo esistente nella cassa e la collocò su una finestra del ministero come mi disse.

Calore: Prendo atto poi che la perizia comparativa afferma che esplosivo tipo “Anfo” rinvenuto alla stazione di Bologna l’ 810113, stabilizzato con solfato di bario, “possiede molti punti contatto” per caratteristiche di composizione qualitativa con quello da ritenersi usato l’ 800802″ . prendo atto altresi’ che da quanto si legge a proposito della miscela di tritolo e T4 a pagina 71 della relazione peritale, risulta presente sia pure in minime tracce, T4. cio’ mi consente di dire che l’ ordigno di Bologna presenta notevoli analogie con quello usato nell’attentato a Regina Coeli; infatti essendo state rinvenute solo tracce di T4 cio’ lascia presumere che questo esplosivo sia stato utilizzato come detonatore secondario, come e’ avvenuto anche per Regina Coeli. e’ notorio che l’ uso di esplosivi per attentati sui treni avvenne con innesco a miccia e mai con innesco elettrico poiché questo comporta il rischio di esplosioni accidentali.

adr Aleandri: prendo atto che nel noto covo di via Alessandria 129, ove furono arrestati Dimitri, Nistri e Montani, fu sequestrato, tra l’altro, un “mab” mod 43 col calcio segato. Non escludo che, attraverso i vari collegamenti interpersonali e di gruppi che esistevano nel nostro ambiente, possa trattarsi di un mitra proveniente dal veneto, come ho già detto in precedente verbale

adr Calore: concordo con la valutazione espressa da Aleandri e aggiungo che un’ altra possibilità fonte di approvvigionamento di “mab” modificati potrebbe essere stata costituita da Zani che avrebbe ricevuto – non ricordo chi me lo disse – dal Fachini due “mab” nell’ estate 1979, in quanto lo stesso Zani doveva operare in Roma nell’ ambito dell’ attivita’ militare di “tp” – esiste tuttavia anche una terza possibilità, e cioè che il “mab” di via Alessandria sia stato modificato personalmente da Fioravanti Valerio che credo avesse sottratto armi in una imprecisata installazione militare.

Aleandri: come ho gia’ detto ad altre AG Cavallini, dopo l’ evasione fu indirizzato per una sicura latitanza a Fachini da una persona di Milano in contatto ovviamente con Fachini. Ciò mi fu detto dallo stesso Cavallini.

Calore: mi e’ nota tale vicenda in quanto mi fu riferita da Fachini quando, verso la fine dell’ autunno 1977, mi chiese se potevamo ospitare a Roma un milanese cioè Cavallini che era evaso poco tempo prima e che gli era stato indirizzato da Ballan. Ballan era il responsabile di “AN” per il nord. Tra la fine del 1977 e gli inizi del 1978 Fachini mi disse anche che degli argentini erano stati mandati da Delle Chiaie per compiere delle rapine nei pressi di Milano e che avevano già preso contatto con Tilgher a Roma. A Milano poi Ballan era il referente di “AN” e Cagnoni Marco lo era per “ON” – entrambi mantenevano però gli stessi rapporti politici. Ballan chiese a Fachini se volevamo partecipare alla rapina con gli argentini. la cosa non si fece perché gli argentini furono arrestati.

Letto confermato e sottoscritto ore 19,00

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