Verbale di confronto Sergio Calore e Paolo Aleandri 13.12.1984

Verbale di confronto datato 841213, reso al Sostituto Procuratore della Repubblica dr Mancuso Libero Pubblico Ministero, con la presenza del dr Murgolo Lorenzo della Digos di Bologna, da: Aleandri Paolo e Calore Sergio, entrambi in atti generalizzati.

Calore:
Dovendo iniziare un discorso relativo ai collegamenti tra eversione di destra ed ambienti della massoneria coperta e settori militari, ricordo che nell’ estate 1971 dovevo partecipare ad un campo paramilitare in Abruzzo organizzato da Signorelli Paolo. Mi si disse viceversa di tenermi a disposizione unitamente a Zini Paolo per eseguire compiti di copertura in occasione di un furto di documenti riguardanti personaggi politici e coinvolgimenti nel colpo di stato dal dicembre 1970 (701200 cd colpo borghese) che erano nella disponibilita’ di ambienti massonici in una palazzina ubicata sulla via Aurelia in localita’ s severa a circa 40 km da Roma.

L’ operazione di sottrazione dei documenti fu materialmente organizzata da Signorelli paolo ed ando’ in porto tanto che di questa palazzina che mi fu mostrata in un sopralluogo, in un appartamento ubicato al primo piano immediatamente sopra a delle botteghe, furono effettivamente sottratti questi documenti contenuti in armadi blindati per l’ apertura dei quali era stato portato sul posto un “tombarolo” con esperienza di scassinatore dal nome Casasanta Pietro di Anguillara. Con uno stratagemma si riusci’ ad ottenere le chiavi dell’ appartamento accanto custodite dalla domestica e ad entrare nell’appartamento o ufficio, non so occupato da chi poiche’ mi fu detto soltanto che era nella disponibilita’ di ambienti massonici. A tale furto era molto interessata anche “AN” tanto che piu’ volte ci accorgemmo di essere pedinati da uomini armati di “AN” come un certo De Nava, maestro di arti marziali in una palestra di Terracina, e tale Maurilio di S Marinella. Per spezzare questo accerchiamento “prelevammo” con l’ intimidazione delle armi Tilgher adriano da casa sua e lo portammo a santa Marinella in un locale adiacente alla villa di todini carlo. Qui tilgher si impegno’ , pur negando il suo diretto coinvolgimento, si impegno’ a far cessare la presenza assidua attorno a noi di uomini collegati ad “an” – riuscimmo cosi’ a portare a termine il colpo senza che pero’ ci fosse bisogno della copertura mia o di Zini. Il giorno precedente il furto, Signorelli si incontro’con alcuni componenti del centro studi di “ON” tra cui i noti coltellacci, forte (segretario del Msi di una sezione nei pressi di S. Marinella) , un ex ufficiale forse dell’ aereonautica che aveva il collo ingessato perennemente da un apparecchio metallico.

Signorelli ci disse che si era deciso in quella occasione dimettere a disposizione di rauti la documentazione che sarebbe stata sottratta per fare in modo che venisse utilizzata nelle lotte interne al Msi e per consentire a rauti di ottenere il controllo del partito. In quel periodo era acuto il contrasto tra “ON” e centro studi “ON” e precisamente di Tedeschi Mario, attualmente riparato in rhodesia, condannato per “ON” , e soprannominato “Pippo il professore” , e da massagrande elio.

Solo successivamente vi fu poi la riappacificazione fra “ON” e centro studi. Vi fu poi l’ arresto di rauti ad opera della magistratura veneta in relazione alla strage di piazza fontana. Rauti venne liberato a chiusura della campagna elettorale. Per festeggiarlo, dopo un comizio che egli tenne a castel madama ci riunimmo in un ristorante di Tivoli. Qui venni presentato a Rauti come componente il gruppo che aveva partecipato alle sottrazioni dei documenti ed egli ci disse che era entrato in possesso di quei documenti.

Nel 1977, era in gennaio, (770100) in via Foraggi dove mi trovavo con Concutelli, forse Bianchi Paolo, forse Tisei, forse Sparapani Saverio, forse Rossi Mario (si tratta delle uniche persone che frequentavano la base di via dei Foraggi) , seppi da Concutelli che era stata progettata, 2 – 3 anni prima un’ azione del tutto simile a quella di cui ho parlato prima. Il gruppo perugino di cui facevano parte i fratelli Castori e Gubbini Graziano, avrebbe dovuto introdursi in una villa nei pressi di Arezzo e qui impossessarsi di documenti custoditi in tale villa da un esponente della massoneria. Tale azione non venne poi portata a termine, cosi’ mi disse Concutelli, a seguito dell’ intervento di Pugliese Peppino, dirigente di “ON” incaricato dei rapporti in Umbria e Toscana e coordinatore nazionale delle operazioni militari di “ON” in quel periodo. In quello stesso periodo Signorelli Paolo era responsabile politico di “ON” – Concutelli disse che pugliese aveva bloccato l’ operazione affermando che il personaggio che abitava nella villa non andava toccato.

Aleandri:
A questo proposito e’ opportuno precisare che esisteva sin dall’inizio un centro di direzione politica parallelo a “on” ed occulto ai suoi militanti, rappresenta o dai fratelli De Felice Fabio e Alfredo. Costoro assicuravano i collegamenti tra settori militari e politici ufficiali e organizzazioni eversive di destra. Al punto che il giornale “on” – azione, come mi disse De Felice Fabio piu’ volte, una delle quali alla presenza di calore, era redatto principalmente da lui e da suo fratello nella loro abitazione di poggio catino. Qui avevano predisposto anche la grafica del giornale.

Calore:
Effettivamente ricordo questa rivelazione che ci fece De Felice Fabio e ricordo che nel 750425 mi incontrai al London International Hotel di Londra con Graziani, all’ epoca latitante con me era Fachini Massimiliano. Al termine dell’ incontro con Graziani, nel corso del quale questi invito’ Fachini a chiedere a Freda se intendeva inserirsi nel gruppo dirigente di “ON” , Graziani ci consiglio’ di prendere contatti con quelli che avevano sempre fatto parte di “ON” e che noi conoscevamo e mi preciso’ che sarebbe stato Signorelli a presentarsi a questi ambienti e cioe’ De Felice Fabio. Fu cosi’ che a Poggio Catino (Poggio Catino) in occasione di un recital di Valeriano Leo, in casa di De Felice Fabio, conobbi quest’ ultimo. Aggiungo che Signorelli, a quanto mi disse freda durante la nostra permanenza nel carcere di Novara, aveva effettuato schedature di ufficiali dei reparti operativi dell’ esercito operanti nel settore nord – est per conto del sid. Freda mi disse che tali notizie le aveva apprese da Giannettini il quale gliele riferi’ per sottolineare come Signorelli fosse stimato negli ambienti del Sid. Successivamente sia io che Aleandri partecipammo con Fachini, Scorza, Allatta Benito, latino Fausto e Sica Ulderico alla fuga di Freda. Nell’ apprendere da Freda della attivita’ svolta da Signorelli per conto del sid di schedatura di ufficiali dell’ esercito del nord – est dell’Italia, collegai immediatamente questo discorso con quanto Signorelli paolo mi aveva detto nel 1973 1974 durante il periodo del mio servizio militare e cioe’ che era in preparazione un colpo di stato in quel periodo ad opera di esponenti delle forze armate operanti appunto nel settore nord – est. Signorelli definiva tali ambienti militari come nazionalsocialisti ed aggiunse che il “Golpe” militare avrebbe dovuto essere stimolato da una campagna di attentati. Signorelli mi disse che io, per il mio grado di sicurezza, in occasione del golpe programmato per l’ estate del 1974, avrei dovuto essere contattato da un ufficiale del servizio i, evidentemente per ragioni di schedatura.

Per quanto mi riguarda tra Signorelli ed i carabinieri di Tivoli nulla mi risulta. Non mi risulta che Signorelli avesse rapporti stretti con l’ allora comandante la compagnia Pappa. Mi risulta invece che noi, io e Tisei, riferimmo annotandole su due fogli notizie relative a gruppi della sinistra extraparlamentare che gravitavano su Tivoli. Qualche giorno dopo, al bar Garden di Tivoli dove ci riunivamo tutti i giorni, venimmo avvicinati da due ufficiali, il capitano Manzacchera ed il tenente Spagnoli del nucleo investigativo di Roma che ci avvicinarono salutandoci alla maniera nazista e pronunciando anche la frase ” sieg heil”. Costoro dopo averci fatto capire che erano in contatto con Signorelli, finirono col mostrarci il documento che io e Tisei avevamo scritto e consegnato a Signorelli. Ci chiesero ulteriori elementi e precisazioni. Dissi che volevo sincerarmi sulla loro affidabilita’ parlando prima con Signorelli per cui stabilimmo un altro appuntamento. Fu cosi’ che chiesi a Signorelli di quella visita ed egli mi disse “dovete collaborare” . Infatti ci incontrammo nuovamente coi due ufficiali i quali ci dissero che erano dei camerati e ci chiesero cooperare anche politicamente con loro invitandoci persino a partecipare ad operazioni di ricerca di latitanti ed armi dell’ ultrasinistra nella zona. Noi rifiutammo tale cooperazione poiche’ in Tivoli e nella zona di Tivoli conoscevamo tutti. Indicammo ai due ufficiali la probabile esistenza di una grotta con un deposito di armi. Io e Tisei li accompagnammo sul posto. Poiche’ occorrevano dei badili per scavare li chiesero ai carabinieri di Tivoli. Venne sul posto il capitano vecchione ed altri carabinieri portando con loro l’ attrezzatura. Ci consigliarono di allontanarci dal posto poiche’ non fossimo visti dai carabinieri del posto per cui ci mettemmo a sedere nella loro macchina civile e cioe’ una fiat 127. Il deposito di armi non fu trovato e alla fine i due carabinieri ci salutarono lasciandoci il loro recapito telefonico e quello del maresciallo Testaignuda (o simile) di Tivoli. I due ufficiali ci dissero che facevano parte del gruppo comandato dal colonnello cornacchia. Dei due non seppi piu’ nulla. Tale episodio e del 1974. Ritengo pero’ che Tisei abbia mantenuto dei rapporti poiche’ nel 1977 mi riferi’ di aver saputo dal capitano Vecchioni che noi rischiavamo di essere arrestati e che ci conveniva stare attenti. In quella stessa occasione, sempre a dire del Tisei, il capitano Vecchioni ci mandava a dire di stare attenti ad un certo Vinicio (che poi ho saputo chiamarsi Avegnano) , col quale eravamo in contatto per un acquisto di armi, poiche’ lavorava per i servizi di sicurezza. In realta’ tale informazione fu inutile in quanto avevamo gia’ troncato ogni rapporto col Vinicio poiche’ le condizioni di vendita proposteci ci sembrava una truffa.

Alendri:
Nell’ estate del 1978, mentre mi trovavo a casa di Incardona a Trabbia, il giorno successivo il rilascio dall’ Ucciardone dove ero stato portato per un’ accusa di rissa, sopraggiunse una persona che ho gia’ descritto in altri verbali, la quale chiese di Signorelli. Mi disse che aveva saputo del mio arresto e che lavorava all’ Ucciardone. Nell’ attesa di Signorelli mi pose domande sulla mia collocazione politica ed altre richieste di natura riservata. Quando sopraggiunsero Signorelli e la moglie, li vidi entrambi sbiancare in volto per l’ evidente disagio che dava loro la presenza di quello sconosciuto in casa tanto che si allontanarono con lui precipitosamente da casa. Quando successivamente chiesi a Signorelli di chi si trattasse questi mi disse che era persona interna ai servizi e che si trovava in Sicilia per svolgere indagini circa probabili sequestri che gruppi di destra potevano aver progettato in Sicilia. Signorelli mi spiego’ di essere stato aiutato da questo uomo dei servizi quando molti anni prima era stato arrestato e sua moglie era riuscita ad avere rapporti con lui ed aveva risolto una serie di problemi legati alla sua detenzione. Mi disse che fu proprio lo sconosciuto a presentarsi alla moglie e a mettersi a sua disposizione. Cio’ ovviamente avvenne a Roma.

Calore:
Mi sembra opportuno a questo punto inserire anche le coperture che certamente “ON e AN” avevano a livello internazionale al momento della loro unificazione (1975) . In quella occasione si parlo’ esplicitamente di copertura offerta ai latitanti in Spagna ed in America latina da parte dei servizi segreti francesi, spagnoli, portoghesi, cileni e di altri paesi sudamericani. I servizi francesi e spagnoli li fornivano in funzione anti “eta” . E’ nota poi la partecipazione alla preparazione dell’ attentato a Leighton e ad altri esuli cileni a roma a mezzo “trappole” esplosive predisposte da un certo Andreas, cileno, che tra l’ altro aveva partecipato anche all’ attentato contro Letellier, ucciso negli Usa. Peraltro nel 1982 Concutelli mi disse di sentirsi tranquillo perche’ mai sarebbero venute alla luce le sue responsabilità essendo convinto che i servizi francesi non avrebbero mai fornito indicazioni sulle sue azioni delittuose.

A questo punto, alle ore 14,10 viene sospeso il verbale.

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