Andrea Brogi – dichiarazioni 22.05.1992

Non ho procedimenti in corso. Sono stato condannato con sentenza passata in giudicato per l’attentato di Vaiano, nonché per altri attentati minori quali quello alla casa del popolo di Moiano e ai tralicci del Mugello. Preso atto di tutto ciò il G.I. rileva che puo’ darsi corso all’audizione del brogi nelle forme della deposizione testimoniale. Prendo atto che mi viene chiesto di ricapitolare brevemente i miei rapporti col Cauchi, peraltro già oggetto di numerose mie dichiarazioni sia a lei che all’a.g. di Firenze, e in particolare di riferire in merito ai contatti fra il Cauchi ed ambienti istituzionali. Ho conosciuto Cauchi nel 1968 a Roma ai funerali dell’on. Michelini. L’ho poi frequentato sia a Firenze che ad Arezzo. Nel 1970 facemmo campagna elettorale assieme per il M.S.I. nella circoscrizione Siena, Arezzo e Grosseto. Nel 1971 fui espulso dal M.s.i. ed entrai in ordine nuovo. Ad Arezzo Batani e Cauchi, pur restando nell’ambito del M.S.I. – in particolare erano legati al Ghinelli che rappresentava l’ala dura del partito aprirono una sezione di O.N. che dipendeva da Perugia, cioè da Gubbini e dai fratelli Castori. Era un tempo di grande fermento. O.N. stava per essere messo fuori legge. C’era il discorso di unificare A.N. ed O.N.. Io dal marzo 71 al maggio 72 avevo fatto il servizio militare.

Ero quindi tornato a Firenze dove vissi sino all’estate del 73. La città divenne quindi per me invivibile poiché ero oggetto di aggressioni da parte di gente di lotta continua e quindi mi trasferii ad Arezzo ed il mio contatto col Cauchi si fece più intenso. Fu lui a propormi di trasferirmi ad Arezzo dopo che nell’estate del 73 eravamo stati assieme a rimini. A Rimini l’argomento all’ordine del giorno era appunto l’unificazione fra A.N. e O.N., della quale già parlavano i vertici delle due organizzazioni. Ho svolto attività di tipo terroristico nel periodo compreso fra il natale 73 e l’aprile del 74. Assieme al Cauchi ho partecipato alla riunione con Pugliese svoltasi a Roma in una birreria di via Merulana, presente un’altra persona che non sono mai riuscito ad identificare nonostante che nel corso delle istruttorie mi siano state mostrate moltissime fotografie. Di questa, come di tutte le altre riunioni, ne ho già ampiamente parlato. Segui poi la riunione di villa Collemandina in Garfagnana risalente alla fine di febbraio del 74. Segui poi una riunione nella villa del Signorelli in provincia di Viterbo. Io ero di guardia all’esterno. (…)

A.d.r. ero presente altresì alla riunione presso l’abitazione in localita Verniana di Monte san Savino ove risiedeva il Cauchi che avvenne nella notte stessa dell’attentato alla casa del popolo di Moiano, cioè circa una settimana o dieci giorni prima dell’attentato di Vaiano. Spontaneamente faccio presente che Ordine Nero fu il frutto della unificazione spontanea a livello toscano e a livello lombardo della strutture di A.N. e O.N.. A livello di vertici, invece, fra A.N. e O.N. non c’era la stessa unità.

A.d.r. circa il Delle Chiaie mi e stato riferito che nel 74 soggiorno per circa una settimana in calabria, a castrovillari, ove era protetto dalla struttura militare di A.N..

A.d.r. sempre verso la meta dell’aprile del 1974 vi fu poi l’approvvigionamento di esplosivi a rimini, il trasporto di tali materiali e la spartizione degli stessi presso le fonti del Clitumno. Ricordo che il tuti voleva far scortare questo carico e che Cauchi disse che non era necessario in quanto nessun carabiniere ci avrebbe fermato. Cioè l’unico rischio era che qualche carabiniere di una stazione locale potesse fermarci, ma in relata il Cauchi era certo che il trasporto era di per se protetto.

A.d.r. alla spartizione delle armi erano presenti il Ferri, il Cauchi, io lo Zani, i fratelli Castori, Benardelli, uno di Rieti che non ho mai identificato. Non so quale fosse la provenienza di quelle armi e di quell’esplosivo che erano state portate via mare sino a Viserba di Rimini. A.d.r. i miei rapporti col Cauchi poi si interruppero in relazione alla vicenda del rapimento, anzi prima quando iniziai a criticarlo per le sue contraddizioni, cioè per i suoi legami con i carabinieri da un lato e le sue aspirazioni ideologiche dall’altro.

A.d.r. nel 73 oltre alla questione dell’unificazione con A.N. c’era un altro grosso problema, nel senso che un certo settore – ad esempio il Pugliese – proponeva di colpire le istituzioni dello stato con attentati ad esempio alle esattorie, a caserme, al sistema dei trasporti. Questa linea non era accettata da tutti poiché vi erano persone ancora filogolpiste che non si rassegnavano all’idea di rompere con i carabinieri e con i militari. Questi discorsi risalgono alla riunione di villa Collemandina nel corso della quale ricordo che ci fu uno che esclamo che nel 70 a mantenere rapporti con carabinieri e militari l’avevamo presa nel culo. Questi affermava che il nostro futuro progetto doveva prescindere dal rapporto con le forze dell’ordine. Insomma, parte di noi non si fidava più di questi ambienti istituzionali, mentre altri si. Io e il Cauchi ci fidavamo, credevamo nella collaborazione dell’esercito per un colpo di stato e rifiutavamo l’idea di attentati contro caserme. Ricordo che io ero stato paracadutista e che avevo lavorato all’ufficio “I” presso i paracadutisti di Pisa alle dipendenze del cap. Carmine de Felice.

A.d.r. chiestomi se abbia raccolto elementi sintomatici dell’esistenza di una struttura tipo gladio dico questo, cioè che io nei paracadutisti non avrei proprio dovuto entrarci per i miei precedenti penali. Nonostante questi sono entrato nei paracadutisti e ho svolto compiti riservatissimi.

A.d.r. chiestomi dei rapporti fra Cauchi ed ambienti dei servizi o ambienti militari, ricordo che Cauchi era in contatto con i servizi cileni, per i quali schedava gli studenti cileni filocomunisti all’ universita’ di Perugia.

A.d.r. chiestomi dei rapporti fra studenti cileni filocomunisti all’universita di Perugia. Ricordo che Cauchi ricevette dall’ambasciata cilena – li ho visti io stesso – un pacchetto di passaporti cileni in bianco che custodivamo nella legnaia della Verniana. Inoltre Cauchi era confidente del maresciallo dei carabinieri di Monte san Savino, personaggio noto del quale ora mi sfugge il nome; ricordo poi l’episodio di Cortona del quale ho già parlato anche a lei. Ricordo poi che il Cauchi era sempre avvertito delle visite dei carabinieri alla sua abitazione, tant’e vero che preavvertiti di queste visite non si ritornava a casa. Ci si metteva in un campo poco distante e con un cannocchiale a raggi infrarossi ci si divertiva ad osservare l’arrivo dei carabinieri. Non fummo avvertiti soltanto quando anziché i soliti carabinieri di Arezzo arrivo il nucleo di p.g. di Perugia, comandati dal cap. Romano che si occupava dell’attentato di Moiano.

A.d.r. non so nulla circa i rapporti di Cauchi ed il centro cs di Firenze.

A.d.r. conosco il prof. Oggioni, che anni addietro mi ha operato ad un piede. La mia conoscenza con lui risale comunque agli anni 70. Era amico del franci, aveva rapporti con Cauchi ed era uno di cui noi cisi poteva fidare. A.d.r. conosco la Ghelli Mirella, ricordo che ebbe una relazione prima col Cauchi e poi col Franci. A.d.r. circa i rapporti fra Cauchi e Gelli mi riporto alle dichiarazioni già reso. Brevemente mi ricordo che fu il denaro datoci dal Gelli a consentirci di acquistare le armi di rimini e l’esplosivo di Rimini.

 

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