Danieletti e D’Intino – verbale di confronto 23.10.1986 G.I. Minna – prima parte

Gi: sono le 12.25 del 23.10.86, siamo nel carcere di Lodi, siamo: il GI con la segretaria Scotti, c’ e’ il Pm Vigna e ci sono gli imputati D’Intino e Danieletti, il confronto e’ stato disposto in precedenza su richiesta del Pm. Tutte e due gli imputati sono avvertiti del confronto ed hanno accettato di parteciparvi.

D’Intino: e’ vero che non potevamo sottrarvisi?

Gi: si ma lei ha il dovere di presentarsi, ha la facolta’ durante il confronto di dire non intendo rispondere e non succede assolutamente nulla, il confronto avviene e anche con l’ausilio del registratore chiaramente visibile, verra’ fatta trascrizione del nastro contenente l’ intercettazione, la registrazione del confronto eviene fatta con la formula della perizia a cui parteciperanno gli avvocati i quali saranno comunque avvertiti, naturalmente verra’ fatto il verbale quello si fara’ sempre.

Ecco, Danieletti, se per cortesia con le sue parole, come meglio crede lei, puo’ riferire, puo’ dire a D’Intino la storia dell’ organigramma di ordine nero nel carcere di Rieti, estate del1974, quello che lei vuole, come vuole lei.

-Danieletti: certamente, non ho capito, e’ stato da lei richiesto questo confronto?

-Pm: da me, si.

-Danieletti : allora, la questione dell’ organigramma di Ordine Nero, mi sembra di averla gia’ ampiamente riferita, comunque si svolse nel carcere reatino nel periodo di tempo che va adesso, grosso modo perché non posso ricordarlo con assoluta precisione a livello di giorni, pero’ si svolse direi nell’ ottobre del 1974 nel carcere reatino. A quell’ epoca eravamo in cella io e D’Intino insieme.

-GI: nella stessa cella?

-Danieletti: nella medesima cella e, ora, inizialmente, da prima anche Vivirito era in cella con noi e successivamente Vivirito si sposto’ in cella con il Ciccone e il tosti, ora adesso non rammento, comunque D’Intino e Vivirito stilarono questo organigramma di ordine nero nella cella dove eravamo io e d’intino a richiesta del Ballan, richiesta pervenuta al Vivirito tramite un colloquio fatto con la sorella. Come gia’ ebbi a dire questo suscito’ non poche perplessità perché naturalmente questo organigramma, c’ era timore, insomma, da parte nostra anche perché del fatto che si misero a stilare questo organigramma D’Intino e Vivirito vengano a conoscenza sia io, sia Ciccone sia, cosi’ anche tosti insomma, perché noi eravamo in cinque in due celle, pero’ naturalmente vivevamo in comune per cosi’ dire, insomma, pranzavamo insieme eccetera eccetera e quindi suscito’ qualche perplessita’. Lo stilarono comunque.

-GI: perplessità di che genere?

-Danieletti: la perplessità come ho gia’ spiegato, veniva dal fatto che se, qualora si fosse verificata una perquisizione, proprio perché l’organigramma veniva stilato in un giorno e poi il giorno successivo sarebbe stato dato alla sorella da parte di Vivirito, perché a Rieti, visto la lontananza, quando venivano i parenti si facevano piu’ giorni consecutivi di colloquio, quindi il giorno successivo a quando ci sarebbe stato il, a quando sarebbe stato stilato questo organigramma, se poi…

(varie voci soprammesse)

-Danieletti: se quella notte o perché la mattina presto veniva una perquisizione, disse no, se durante una perquisizione avessero trovato questo organigramma, naturalmente la cosa avrebbe potuto comportare delle, non so, qualche rischio nei confronti anche di noi, e di altre persone, non so, mie, di Ceccone, in questo senso ecco, c’ era stata questa perplessita’, anche da parte mia ecco, eccetera eccetera. Comunque io, come gia’ ebbi a dire non visionai questo organigramma, non perché mi fu impedito, avrei potuto vederlo, avrei potuto guardarlo, anche, solo il fatto e’ che, oltre a esprimere queste perplessità, come ho detto, io non ero interessato a questa, a visionarlo, non lo guardai, altrimenti, bisogna vedere che se anche l’ avessi potessi ricordarlo, comunque non lo vidi ecco, come gia’ ebbi a dire.

D’Intino: non ho nulla da dire.

Gi: cosa vuol dire?

D’Intino: non ho nulla da dire e basta.

Gi: puo’ spiegarsi?

D’Intino: io credo che le spiegazioni a questo punto siano inutili, mi si consenta di tacere, non ho niente altro da dire.

Gi: io non capisco.

D’Intino: cioe’ lei mi ha detto che ho facolta’ …

Gi: si, si per l’ amor di dio.

D’Intino: appunto, io mi avvalgo della mia facolta’.

Gi: perché a me il discorso sembra genuino, sembra un bicchiere d’acqua vero o non vero.

D’Intino: per carita’ io non contesto assolutamente niente.

Gi: non c’è niente di alchemico, niente di particolare, e’ un bicchiere d’acqua.

D’Intino: io non ho niente da dire, mi avvalgo di questo.

Gi: senta Danieletti, l’ altro giorno lei al GI di Milano ha detto, dopo che D’Intino al dr arcai disse che esposti era il capo di ordine nero, ci fu in carcere da parte di Benardelli, Zani, un atteggiamento di tenere D’Intino un po’, di rimprovero, aveva fatto male a fare il nome di esposti come capo di ordine nero. Troviamo le parole precise. … Varie voci soprammesse ….

Danieletti: eh, ma mi sembra di averlo riferito anche prima questo, cioe’ di avere spiegato comunque questo atteggiamento che c’ era nei confronti di D’Intino da parte di Benardelli e non solo di Benardelli.

Gi: di fatto sino a quel momento vi era stato solo, lei dice, basti pensare al vincolo di omerta’, era tale che non era possibile fare dichiarazioni nemmeno volte a scagionare coimputati innocenti. Di fatto, sino a quel momento vi era stato solo il parziale cedimento di D’Intino al momento dell’arresto a Pian del Rascino. Egli infatti aveva fatto il nome di Ferri e si era lasciato andare ad altre ammissioni, ad esempio che esposti era uno dei responsabili di Ordine nero. Tuttavia tale risentimento in conseguenza del cedimento si era rimarginato e solo Ferri e in parte Benardelli mantenevano nei confronti di D’Intino ancora astio e risentimento.

Danieletti: esattamente, si.

D’Intino: si, poi ne discuteremo in corte d’ assise a Brescia di tutto questo.

Gi: e cosa vuol dire?

D’Intino: si, si sto dicendo a Sandro che in corte d’ assise a Brescia discuteremo di tutto. Sto dicendo a lui, non a loro signori, ci mancherebbe. No, perché io a Brescia figuro come imputato in procedimento connesso, te lo dico, quindi pero’.

Gi: cioe’ a Brescia dove?

D’Intino: eh? No come imputato ho ho.

Gi: e’ stato interrogato …

D’Intino: sono stato interrogato come imputato in procedimento connesso, ma presumo che nel corso della …

Gi: lei dice nel processo Ferri.

D’Intino: si, si sto parlando della strage.

Gi: embe’?

D’Intino: e quindi anche io probabilmente, chiariremo in corte di assise, perché probabilmente in corte d’ assise chiameranno anche me. Chiariremo anche altre cose in corte di assise. C’ e’ questa situazione.

Pm: sono il pubblico ministero, ma insomma se si potesse chiarire subito almeno questo punto dell’ organigramma.

D’Intino: no, non ho niente da dire, Danieletti assume questo, padronissimo di farlo, io non ho nulla da dire.

Pm: non ho capito lei …

D’Intino: non ho nulla da dire di diverso, attenzione, non ho nulla da dire di diverso rispetto a cio’ che ho detto ieri.

Gi: e cioe’?

Pm: lo dica a lui, non a me.

D’Intino: no, io pensavo che lui fosse gia’ … Io ieri ho dichiarato la circostanza a me risulta non vera e che se questo organigramma e’ stato fatto, tu conosci evidentemente anche i nomi e di conseguenza assumiti le tue responsabilità e fai i nomi. Se invece viceversa la circostanza non e’ vera, a questo punto non puoi dirlo semplicemente perché non e’ vera.

Danieletti: no, no la circostanza sai benissimo Sandro che e’ verissima la circostanza, e’ chiaro, tu puoi assumere la posizione che vuoi comunque la circostanza e’ vera e lo sai benissimo. Ora il fatto che io debba assumermi delle responsabilita’ in merito a quanto abbia visto, avrei potuto benissimo vederlo, ora bisogna poi vedere se anche io avessi visto se mi, o forse in qualche modo, certamente essendo li’ sul tavolino della cella forse avro’ dato anche io un’occhiata cosi’, pero’ certamente non lo ricordo e comunque in merito a questo, si, non riesco a rammentarlo, mi importava assolutamente niente di Ordine Nero, stiamo parlando del 741000, non c’era nessuna imputazione nei nostri confronti ne’ mai avrei pensato che potesse venirne fuori una imputazione nei nostri confronti, quindi non ero assolutamente interessato alla questione di Ordine Nero, fra l’ altro, Sandro, sai benissimo che queste, chiaramente c’ era un certo disinteresse da parte mia su questa questione, disinteresse che poi ….

Pm: ma anche se lei Danieletti non ricorda i nomi, questo lo posso cosi’ capire, ma dico lei ricorda come era fatto fisicamente questo organigramma? Cioe’ a dire …

Gi: duecento …

Danieletti: nooo

Pm: veniva distinto che so io, capo, aderenti, venivan divisi, vediamo se lei lo vuol descrivere ..

Danieletti: si, era un organigramma abbastanza particolareggiato, cioe’ non saprei dire adesso in che esatta misura, perché come ho detto non presi parte perché naturalmente non potevo prendere parte a questo organigramma perché non, oltre alle cose che seppi appunto cosi’ parlando con Vivirito e con D’Intino altro non ero a conoscenza almeno a quell’ epoca.

D’Intino: assumiti le tue responsabilità successivamente di cosa venisti a conoscenza? Circa di aderenti a ordine nero, circa gli appartenenti di ordine nero.

Danieletti: ma, circa gli appartenenti a ordine nero, io del resto penso che sia stato cioe’, quanto alla tua appartenenza e’ sempre stata, io ho sempre dichiarato appunto che la tua appartenenza non esisteva a questo gruppo che tu eri assolutamente innocente di ordine nero.

D’Intino: ma io, infatti io questo …

Danieletti: infatti io ho sempre dichiarato questo anche a loro, lo ribadiro’ sempre, come ero estraneo io tu lo sai benissimo, ora a differenza mia …

D’Intino: vedi, la differenza sta in questo, che io a loro ho detto ieri, posso fare delle illazioni, posso avere delle intuizioni, ma io non mi sento di essere in diritto di decidere della vita degli altri.

Pm: ma qui si parlava …

D’Intino: punto e basta.

Pm: perdoni eh D’Intino, a me mi sembra si parlava della cosa fisica, come le e’ stato spiegato mi pare anche ieri dal GI, innanzitutto parliamo della cosa fisica, dopo spieghera’ se quello che hascritto era frutto di qualche cosa, di idee, di …, ma ecco ci fu questa redazione fisica.

D’Intino: io continuo a dire, io nego la circostanza, io la nego.

Gi: voglio dire una cosa, uno puo’ anche dire un errore, sta dicendo la verità pero’ sbaglia perché succede.

Pm: no, no parlavo proprio della cosa fisica.

Gi: il discorso e’ genuino. E’ un bicchiere d’ acqua.

D’Intino: il discorso di Danieletti e’ questo … Qualsiasi nome di riferimento alla circostanza …

Gi: e’ un bicchiere d’ acqua … Hanno chiesto a D’Intino scrivi una cosa e lei l’ ha scritta. Lei risponde se l’ ho scritta io, l’ ha letta anche lui: se e’ cosi’ lo dica.

D’Intino: no, no.

Gi: ma se lui dice: ne parleremo in aula, in corte d’ assise a Brescia, e’ suo diritto. Noi a Brescia non veniamo.

Pm: io volevo insistere, nella misura in cui puo’ aver ricordo, sull’ aspetto fisico, cioe’ a dire c’ era presente una distinzione per nome geografico? Se lei ricorda.

Danieletti: guardi, molto, molto con benificio di inventario di quello che mi posso ricordare perché non lo visionai per conto mio, non dico partitamente, non lo visionai, magari cosi’ nel senso, era li’ sul tavolo, era una cosa abbastanza …

Pm: articolata.

Danieletti: come?

Pm: articolata.

Danieletti: si era abbastanza articolata, come dissi del resto nei verbali. E’ piu’ o meno in quell’ occasione che seppi questo nome di questo rognoni. Comunque io non posso assolutamente rammentare con precisione come, certamente a quell’ epoca oltre a questo organigramma cosi’, c’ erano anche i nostri discorsi che piu’ o meno nell’ arco di quei giorni, appunto perché si era stilato questo organigramma, vertevano piu’ o meno anche su questa situazione. Ecco perché in quei giorni ebbi modo di comprendere che, certamente, quello che voglio dire, il Vivirito e il D’Intino, almeno posso asserirlo con una sicurezza matematica del mille per  mille, come volete, quasi certamente come posso esserne venuto a conoscenza io, non partecipando mai ad attentato alcuno, almeno di ordine nero. Però essi in qualche conoscevano gia’ all’ epoca, quanto meno l’identita’ di questi personaggi che io piu’ o meno ho ricondotto a quel gruppo degli evoliani perché … Erano abbastanza antagonisti, allora, tutto sommato al D’Intino e al Vivirito.

Pm: volevo fare una domanda a D’Intino, se il GI …

Gi: si, si.

Pm: cioe’ a dire, veniva sua sorella a trovarlo li’ a Rieti.

D’Intino: mia sorella? Di Vivirito|

Pm: mi perdoni, la sorella di Vivirito.

D’Intino: questo credo che possa essere riscontrato dai permessi di colloquio.

Pm: verificato, io glielo chiedo a lei.

D’Intino: io non l’ ho mai visto personalmente se veniva …

Pm: ci credo, ma ha saputo da Vivirito se ebbe incontri con la sorella in carcere.

Gi: con i familiari.

D’Intino: c’ erano la madre, il padre era morto. C’ erano la madre e la sorella che potevano guidare la macchina percio’ venivano, per forza le uniche che potevano venire a trovarlo erano loro.

Gi: puo’ anche darsi che i familiari non sono venuti, o non vogliono venire, questo …

D’Intino: no, Vivirito e’ stato seguito molto dalla famiglia, come tutti quanti noi, del resto.

Gi: e’ stato seguito molto dalla famiglia.

D’Intino: si, si tutti quanti.

Gi: e la sorella e la madre anziana …

D’Intino: la madre anziana e la sorella che guida la macchina, la sorella ha la patente.

Gi: vabbe’, lasciamo stare la patente.

D’Intino: si, appunto, lasciamola stare, perché lei e’ convinto che io ancora all’ epoca sapessi guidare.

Gi: lui sapeva guidare, non lei.

Danieletti: come?

Gi: lei sapeva guidare.

Danieletti: io si.

Gi: chissa’ che cosa succedera’ a Brescia.

Pm: non lo so.

D’Intino: io ho letto la sentenza di rinvio a giudizio.

Danieletti: io no, non l’ ho letta, va be’, comunque …

D’Intino: ho letto la sentenza di rinvio a giudizio, me l’ha fatta leggere Staiti mica per altro, dove si dice che tu ….

Danieletti: Staiti?

D’Intino: si, col quale ho anche litigato ultimamente, e si dice che tu hai fatto una serie di dichiarazioni che tu sai che Ferri sarebbe stato il responsabile della strage.

Danieletti: lo sai benissimo anche tu Sandro, quindi, non c’e’ segreti su questo … Sei perfettamente al corrente delle dichiarazioni di ….

D’Intino: Sandro, stai alzando il tiro.

Danieletti: non sto alzando il tiro.

D’Intino: tu stai alzando il tiro in una maniera… Varie voci soprammesse …

Danieletti: non sto alzando il tiro, sto solo dicendo …

D’Intino: ti stai rendendo conto di quello che stai dicendo, ti rendi conto.

Danieletti: mi rendo conto.

D’Intino: ti rendi conto, che praticamente per me, in sostanza, a Brescia verrà fuori … Se tu continuerai a sostenere che io so chi ha fatto realmente la strage, un concorso morale io non mi voglio assolutamente prendere …

Danieletti: ma, senti Sandro.

D’Intino: un favoreggiamento.

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