Stefano Delle Chiaie – verbale 08.04.87, reso presso il carcere di Sollicciano

Verbale datato 870408, reso al dr Grassi e dr Dardani, presso il carcere di Sollicciano (fi) , da:

-Delle Chiaie Stefano, nato a Caserta il 360913, assicuratore, residente in Venezuela, attualmente detenuto c/o la casa circondariale di Sollicciano (Fi), già punito. E’ presente l’ avvocato di fiducia Menicacci di Roma, è assente il codifensore avvocato Pisauro. Si contestano quindi all’ imputato i fatti addebitati a suo carico nel rapporto della polizia e le imputazioni di cui all’ ordine di cattura 54/82 del 820420. Prendo atto che vengo interrogato in ordine ai reati di cui al sovraccennato ordine di cattura. Intendo avvalermi della facoltà di non rispondere, ciò in quanto non conosco gli atti di questo procedimento che mi riguardano e in quanto l’ ordine di cattura suddetto l’ ho potuto vedere soltanto durante il viaggio dal Venezuela in Italia. In questo momento inoltre ritengo di dovermi dedicare al processo per la strage di Bologna del 800802 nel quale sono imputato di associazione sovversiva.

La mia scelta di non rispondere, comunque, non e’ definitiva e mi riservo di rendere l’ interrogatorio allorche’ avrò conoscenza degli atti che mi riguardano. In ogni caso mi dichiaro estraneo ai reati addebbitati. A questo punto il GI procede ad una sintetica contestazione degli elementi di prova. Fa quindi presente all’ imputato che tale Sanfilippo salvatore l’accusa di aver organizzato, in concorso con altri, la strage del treno Italicus ed afferma che avrebbe appreso tale notizia da tuti mario nel corso di un periodo di comune detenzione.

Viene quindi contestato al Delle Chiaie che dalle dichiarazioni di Tisei al pm di Bologna del 820507 e del 820514 risulta che esso Delle Chiaie avrebbe strumentalizzato l’ FNR di Tuti Mario attraverso la fornitura di armi ed esplosivo. Viene data lettura all’ imputato dei passi degli interrogatori suddetti che lo riguardano.si contesta inoltre che anche Affatigato Marco nelle sue dichiarazioni al pm di Bologna del 821020 e del 821214 conferma collegamenti fra AN ed il gruppo di Tuti, in particolare il Lamberti. Si da’ lettura all’ imputato dei passi dei suddetti verbali che attendono i rapporti fra fini elia ed il Carmassi ed ai rapporti Delle Chiaie Pecoriello Lamberti. Si contesta poi che l’ imputato avrebbe avuto rapporti con Esposti Giancarlo, implicato nella strategia stragista messa in atto nel corso del 1974., e che da alcuni fonti risulta che il suddetto Esposti sarebbe stato infiltrato del Delle Chiaie nel mar di Fumagalli.

Vengono citate le fonti: Murelli al gi di Bologna 850211; Francia al pm di Bologna 820529. Viene data lettura delle dichiarazioni del Francia e del Murelli pertinenti al punto. Prendo atto inoltre che delle dichiarazioni di Ansaldi in data 851220 risulta che Zani proviene da an e che successivamente, assieme all’Esposti promosse la formazione delle Sam e di ON. Prendo atto inoltre che l’ Ansaldi soggiunge che a dire dello Zani l’ ambiente di San Babila era egemonizzato da an, della quale facevano parte il Di Giovanni nonche’ lo stesso Esposti.

Prendo atto che le dichiarazioni di Affatigato Marco del 820510 confermano che Zani era di AN e faceva riferimento al gruppo di Milano, il cui dirigente era Ballan Marco. Prendo atto che dallo stesso verbale di Affatigato risulta che io Delle Chiaie, quando venivo in Italia, mi sarei appoggiato al Ballan. Prendo atto inoltre che risultano miei rapporti di particolare rilievo con Rognoni Giancarlo. Viene data lettura all’ imputato del passo del verbale di Ciolini del 820315 dal quale risulta che il Delle Chiaie avrebbe organizzato tutta una serie di episodi criminosi fra i quali l’ attentato sul treno Genova Roma del 730408 eseguito da Azzi Nico. Si fa presente poi all’ imputato che in altra parte dello stesso verbale il Ciolini afferma che la strage di Brescia e quella dell’ Italicus rientrerebbero nella strategia e nella attivita’ operativa tipica dell’ organizzazione del Delle Chiaie. Prendo atto inoltre che in merito ai miei rapporti col Rognoni e’ stato sequestrato un carteggio fra me ed il suddetto.

Si da’ lettura di un passo della lettera del rognoni al Delle Chiaie del 810204. Sul punto rapporti Delle Chiaie Rognoni, si da’ lettura infine di un passo delle dichiarazioni del Francia del 870217, dal quale risulta che il Rognoni avrebbe stilato assieme al Delle Chiaie l’ elenco delle persone che avrebbero dovuto venire consegnate alla polizia spagnola. A questo punto il gi chiarisce all’ imputato che i suoi rapporti ed i suoi collegamenti con Esposti Giancarlo, con Ballan Marco e con Rognoni Giancarlo assumono rilievo indiziante in questo procedimento poiche’ da altra fonte risulta che essi sarebbero stati ai vertici di una banda armata con finalita’ stragista operante  nel 1973- 1974, che predispose un programma destabilizzante articolato su almeno quattro attentati di tipo stragista nel quale e’ ricompreso quello dell’ Italicus.

Prendo atto che risultano in atti documenti di an sintomatici della attivita’ eversiva di questo raggruppamento. Il GI cita, in particolare, il documento denominato “formazione elementare”, il documento denominato “memorandum” proveniente dal sequestro Paulon -Modugno del 770811 ed il documento intestato “Milano 740507 Sam, AN, Potere nero”. Ricevo parziale lettura degli ultimi due documenti. Ricevo poi la lettura delle dichiarazioni di Raccagnello Giulia del 831015 nella parte in cui costei dice che tale Steiner Franz le scrisse delle lettere in cui sosteneva che io sarei implicato in delle stragi e in particolare a quella dell’ Italicus. Ricevo poi lettura delle dichiarazioni di bianchi paolo del 820524, nella parte in cui si dice che an era strutturata in compartimenti stagni, non rivendicava mai le azioni e cercava anzi di attribuirle ad altri gruppi della malavita organizzata o della sinistra.

Prendo atto infine delle dichiarazioni di Lazzerini Nara del 850423 risulta che nel 1977 avrei avuto delle conversazioni telefoniche con Gelli. Prendo atto che tale circostanza assume rilievo indiziante dato che da altre fonti risulta che il Gelli avrebbe finanziato i gruppi eversivi toscani nel 1974, stabilendo con essi un contatto attraverso Cauchi. Prendo atto inoltre che da ulteriori fonti risultano rapporti fra me e il Cauchi durante il periodo in cui ci trovammo latitanti in Spagna. Preso atto delle contestazioni ribadisco la mia decisione di non rispondere per le ragioni che ho detto sopra.  L.c.s.

Si da’ atto che a mano a mano che venivano formulate le contestazioni l’ imputato ha richiesto un confronto con i suoi accusatori in questo ed in altri processi, nonche’ un approfondimento complessivo delle istruttorie sulle stragi. Si da’ atto infine che il Delle Chiaie ha dichiarato che i documenti contestati in questo verbale non appartengono ad an, almeno per quanto riguarda il volantino rinvenuto presso il Fumagalli.

L’ imputato lamenta infine la scomparsa della registrazione di un interrogatorio effettuato dall’imputato stesso, dal Vinciguerra ed altri nei confronti di Orlando Gaetano, al quale veniva chiesta la ragione dell’ utilizzazione di ragazzi dell’ area nazionale rivoluzionaria nell’ organizzazione di Fumagalli. L.c.s.

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Massimo Batani – verbale 08.03.1982, reso al dr Nunziata

Prendo atto che vengo sentito come testimone nel pp 3067/c/81inteso ad accertare eventuali ulteriori responsabilita’ relative all’ attentato al treno Italicus del 740804 a seguito delle dichiarazioni del generale Bittoni. Prendo atto che il riferimento dato dal generale bittoni alla mia persona, come la sv mi riferisce, non ha alcun rilievo sia perche’ fornito informa eventuale sia perche’ e’ pacifico che io mi trovavo ristretto nel carcere.

– Ricordo che nel corso del procedimento penale a mio carico per “Ordine Nero” ebbi a dichiarare di avere incontrato un ufficiale dei servizi segreti. Attualmente non ho un ricordo molto lucido di queste cose in conseguenza del tempo trascorso e dal trauma psichico da me subito durante la carcerazione. Comunque le dichiarazioni che resi all’ epoca sono certamente rispondenti alla verita’ in linea di massima.

– L’ incontro con il cap del sid avvenne dopo i fatti di Moiano nel corso di una delle due licenze che ebbi prima essere arrestato il 740603. Non ebbi piu’ modo di vedere la persona che mi era stata presentata da cauchi come ufficiale del sid.

– Dissi che si trattava di un aretino, credo, per inflessioni dialettali. Non ricordo le modalita’ dell’ incontro.

– L’ Albiani e’ un altro imputato di “Ordine Nero” ; non mi risulta almeno a quanto ricordo che lo avesse conosciuto, pero’ il Cauchi gliene aveva parlato e in carcere mi riferi’ la circostanza nonche’ il fatto di avere interpellato i cc sulla esistenza di un ufficiale dal nome Lamberti o qualcosa di simile.

– Cauchi augusto gia’ precedentemente agli attentati, forse per darsi importanza diceva ….. Con persone dei servizi segreti, asserendo che era necessario ricercare delle alleanze anche in vista di ipotesi golpiste di cui si ipotizzava periodicamente in maniera vaga.

– Il Cauchi mi disse anche che aveva avuto una relazione con una ragazza di colore che lavorava all’ ospedale di Montevarchi, che lo avrebbe messo in contatto o l’ aveva messo in contatto con il professor Oggioni luigi primario dell’ ospedale, indicato come appartenente o vicino ai servizi segreti. Ne ebbi poi conferma dall’ albini in carcere. Tenderei ad escludere che al tempo in cui franci fu ricoverato in quell’ ospedale si fosse gia’ creato il contatto tra il Cauchi e la ragazza di colore. Anzi mi pare di ricordare che questo contatto fu successivo sino all’incontro col cap del sid.

– Non mi risulta di contatti tra Giovani del nostro gruppo e Gelli o con persone della massoneria. Non ho mai saputo di contatti tra Cauchi e Gelli. Prendo atto che esiste testimonianza in proposito, ma io non l’ ho mai saputo. Mi risulta strano perche’ dato il carattere, Cauchi se ne sarebbe vantato.

– Io e Cauchi avemmo con il maresciallo Cherubini, nel senso che fornimmo delle informazioni relative al gruppo “Stella Rossa” a seguito del ritrovamento di un elenco di nomi, poi io solo fui pagato dal maresciallo Cherubini di vedere in giro se potevo avere informazioni relative ad un furto di armi subito da un suo amico, l’ armiere Bertuccini. Io seppi qualcosa ma mi tirai indietro quando Cherubini mi chiese di fare da intermediario per l’ acquisto della refurtiva con banconote segnate. Da allora si ruppero i contatti e si era poco prima degli attentati dell’aprile 1974 (740400) .

– Prendo atto che alla sv risulta che mi fu sequestrata dai cc una scheda contenente numeri di targa di autovetture ( si da atto che al teste viene mostrato il doc 55 del fascicolo intestato a Batani dei cc di Arezzo.

– Di tale scheda non ricordo nulla e non mi spiego il senso di questa scheda. Anche molti dei nomi inseriti nell’ elenco non mi dicono nulla.

– Confermo che la Bellini per incarico di Cauchi in un colloquio in carcere disse che avrei dovuto dire agli inquirenti che la notte dell’ attentato ero con tre persone del si. Io non seguii assolutamente questa indicazione di cui non riuscivo a capire il senso.

– Non mi risulta che un certo Bettazzoni di Perugia, che credo di avere visto un paio di volte, abbia avuto contatti con persone del Sid.

– Non mi risulta che Massagrande sia mai venuto ad Arezzo.

– Della persona presentatami come capitano del Sid ora ricordo molto poco, non so se sarei in grado di riconoscerlo. Non ricordo bene il discorso che fu fatto con questi: mi pare che diceva che poteva fornirsi il modo di mostrare la nostra innocenza, ma non ricordo che cosa chiedeva in cambio. Presumo che qualcosa chiedesse a noi.

– Non ho mai conosciuto Esposti, Tuti Mario, Zani (questo l’ ho conosciuto in carcere) .

– L’ iniziativa di fondare ordine nuovo di Arezzo parti’ da me a seguito di un contatto – mi sembra – con Castori Euro.

– In un secondo tempo conobbi a Roma Graziani Lello. Dopo lo scioglimento non ebbi alcuna disposizione. Quando contattai il Graziani, siccome si celebrava il processo per on, gli chiesi cosa avremmo dovuto fare in caso di scioglimento. Lui mi rispose che le ipotesi erano tre: o il passaggio alla clandestinita’ , o il cambiamento di sigla, o la cessazione di ogni attivita’ .

-non ho mai conosciuto Signorelli Paolo ne’ Calore Sergio.

Letto confermato e sottoscritto.

Piero Egisto Casalone – dichiarazioni 11.03.1994

Chiestomi di approfondire le mie dichiarazioni relative al primo incontro che ho avuto con Gelli; quello avvenuto nel pistoiese, nel corso della guerra partigiana, ricordo che nel primo pomeriggio di un giorno di settembre del 1944 alcuni miei partigiani sorpresero il Gelli alla guida di una pattuglia di militari sudafricani. Volevano passarlo per le armi in quanto a loro risultava appartenente alla repubblica sociale. Mi opposi a questa esecuzione sommaria. Rettifico la verbalizzazione sul punto della mia deposizione in data 9 febbraio, nel senso che io no sapevo di nessuna benemerenza del Gelli nei riguardi dei partigiani. Impedii l’esecuzione solo perche’ la ritenevo contraria a principi di umanità e di giustizia. Per noi la guerra era finita. Adr: io ero il comandante militare della formazione Fantacci Ubaldo. Il responsabile politico era invece Ciantelli Attilio. Non mi risulta che questi abbia avuto rapporti con Gelli, neppure successivamente alla fine della guerra.

Adr: conosco il Corsini ex sindaco di Pistoia. Anche lui era stato partigiano – faceva parte del comitato di liberazione pistoiese assieme a Carobbi Italo ed ad altri ed era affiliato alla massoneria di Palazzo Giustiniani. In una prima fase fu ostile al Gelli in modo che definisco feroce. Lo aveva addirittura condannato a morte. In un secondo tempo, invece, i suoi rapporti con Gelli migliorarono. Non ne conosco la ragione. Segnalo che in tema di rapporti di Gelli con personaggi del pc pistoiese è stato aggetto a suo tempo di una polemica giornalistica fra lo storico Risaliti Renato e il Piazzesi, all’ epoca direttore del quotidiano la nazione.

Adr: ho conosciuto anche il Carobbi, cioe’ colui che rilasciò al Gelli un attestato di benemerenza partigiana. Anzi il Carobbi rilascio’ al Gelli due attestati di questo genere, uno subito dopo la guerra ed un altro in epoca molto successiva – non ricordo esattamente quando – che gli venne richiesta per conto del Gelli datale Gori Osvaldo.

Adr: ribadisco di non avere conosciuto ne’ il Fedi ne’ il Ducceschi e di non sapere nulla per mia conoscenza diretta sulle cause che determinarono la loro morte. Il Mannucci Benincasa mi ha chiesto tante volte notizie su Fedi e Ducceschi. Rivangava continuamente il passato, ma non fui in grado di dargli indicazioni. Ricordo che il Mannucci chiedeva notizie sulla morte dei due anche a due storici pistoiesi, il professor Risaliti renato e il professor Petracchi Giorgio.

Adr: ho conoscenza dell’ informativa cosiddetta Cominform per averne appreso dalla stampa. Ho sempre ritenuto che il Gelli avesse importanti rapporti con la Romania. Cio’ fra l’ altro perche’ una ditta di Montecatini, operante nel settore dell’abbigliamento come d’ altra parte era la Lebole anzi la giole, facevano confezionare appunto in Romania i capi d’ abbigliamento. La ditta a cui mi riferisco e la Inco di Montecatini i cui proprietari, pur negandolo, erano legati a Gelli, almeno da quello che io riuscii a capire . Non so dire se egli avesse rapporti con Ceaucescu. So pero’ che sia lui che quelli della Inco incontrarono governanti e alti funzionari rumeni ospitandoli nelle loro foresterie.

Adr: anzi spontaneamente dico che la fortuna del Gelli è stata creata dal Salvini che gli ha dato la responsabilita’ di rapporti fra la massoneria italiana e quella sudamericana. Fu cosi’ che il Gelli conobbe Peron ed alte personalita’ sudamericane, fra i quali il generale Massera e Videla.

Adr: dopo l’ episodio che ho riferito, circa un anno dopo, rividi il Gelli a Pistoia. A quel tempo vendeva macchine da scrivere. Successivamente sentii parlare di lui dal dottor Bernardini gran maestro della loggia Ricasoli Bettino. Successivamente lo incontrai nuovamente a Castel Fibocchi e a Milano nelle circostanze che ho gia’ riferito nel precedente esame.

Adr: ho conosciuto il generale Picchiotti vice comandante dell’ Arma. Il Picchiotti mi riferi’ che nel periodo in cui Andreotti fu Presidente del Consiglio, non ricordo in quali anni, lui e Gelli si recavano con regolarita’ a fargli visita a Roma. Gli incontri avvenivano a Palazzo Chigi ed il Picchiotti non partecipava ai colloqui tra Andreotti e Gelli e restava in anticamera.

Adr: circa Scripilliti so solo che circolava la voce che era stato fucilato dai gap. Di cio’ ha scritto parecchio il prof. Risaliti.

Adr: sono entrato nella loggia Ricasoli nel 1974 o 1975. Circa la mia permanenza in massoneria confermo le dichiarazioni rese nel mio precedente verbale.

Adr: non ho mai sentito nominare la loggia “Risorgimento”.

Adr: per quanto ne so tutti i militari che volevano iscriversi alla massoneria venivano affiliati d’ ufficio al P2. Nulla so di altre logge riservate ai militari.

Adr: nulla so della struttura denominata “Gladio” o di altre strutture analoghe.

Adr: confermo che conobbi il Mannucci verso il 1979 – 1980 presentatomi da generale Palumbo. Ci si vedeva frequentemente, circa due volte al mese. Il Mannucci con me non ha mai trattato argomenti attinenti alle indagini sulla strage del 800802.

Adr: non mi risulta che il Mannucci fosse massone, ne’ so se fosse o meno legato al Viezzer. Mi risulta in vece che scriveva veline contrarie a Gelli.

Adr: il Mannucci era anti comunista ed era protetto dal generale Palumbo. Mannucci voleva dimostrare che Gelli era al servizio dei paesi dell’ est e che era una persona poco per bene. Spontaneamente dico che il Mannucci mi disse piu’ volte che aveva una paura fisica del Gelli.

Adr: sono stato allontanato dal servizio dal generale Notarnicola, probabilmente perche’ ero ritenuto legato al vecchio staff di Santovito. Come ho gia’ detto nel precedente verbale io avevo avuto rapporti con Santovito, con Musumeci, Belmonte ed anche con pazienza che ho visto presso la direzione del Sismi, ove si muoveva con dimestichezza. Chiesi chi fosse e mi fu detto che era un parente di Santovito. Peraltro con il pazienza non ho mai parlato. Ho conosciuto il colonnello D’Eliseo che si occupava dei voli della compagnia aerea del servizio. Ho conosciuto il capitano Artinghelli che era addetto alla segreteria del direttore del servizio.

Adr: durante il periodo in cui frequentavo questi ambienti del Sismi non ho mai sentito alcuno parlare della strage di Ustica. Non ne ho sentito nemmeno parlare dal Mannucci. Non sono mai stato nella sede del centro di Firenze, ne’ tantomeno in altre sedi coperte di quel centro. Sono stato piu’ volte, come ho gia’ detto nel precedente verbale, nella sede centrale del servizio in via XX settembre.

Adr: il professor Oggioni, persona che non ho mai conosciuto personalmente, da notizie raccolte in ambiente massonico mi risulta molto legato al Gelli, col quale aveva interessi in America latina.

Adr: sono amico del generale Bittoni, che credo sia ancora in vita. In merito alle notizie da lui ricevute dell’ ammiraglio Birindelli circa la strage dell’ Italicus non so nulla. Il Bittoni non mi ha mai parlato di questo argomento. Il Bittoni gia’ prima della perquisizione di Villa Wanda parlava malissimo di Gelli e diceva che non voleva sapere piu’ nulla della P2. Questo atteggiamento, probabilmente, è conseguente al fatto che il Gelli non lo aveva accontentato in qualche sua richiesta.

Adr: ho incontrato il Pazienza nei locali della direzione del servizio negli anni 1979 – 1980. Spontaneamente ricordo, con riferimento al Musumeci, che questi, non venne promosso al grado di generale di brigata. Si mise allora ad  inveire contro il generale De Sena che riteneva responsabile della sua mancata promozione. Musumeci diceva anche, in quell’ occasione, che lui era della P2 e che gliel’ avrebbe fatta pagare. Successivamente, invece, il Musumeci ha negato, nel corso delle varie inchieste sulle P2, di avere fatto parte di detta loggia. Spontaneamente faccio presente che circa un mese prima del sequestro degli elenchi della P2 alla Giole, o a Villa Wanda, il Salvini mi disse che di li’ a poco sarebbe successo qualcosa di sconvolgente. Sono sempre stato convinto che tutta l’ operazione del sequestro degli archivi fosse stata pilotata dal Gelli, ma che comunque qualcosa, alla fine, non e’ andata come previsto. Tra l’ altro mancherebbero, secondo voci che ho raccolto, alcuni nomi di “compagni”. Ricordo che il generale Picchiotti diceva che mancavano nomi di comunisti che egli stesso aveva iniziato. Il generale Palumbo ha piu’ volte invitato Picchiotti a fare quei nomi, essendo la cosa di estrema utilita’, ma Picchiotti si rifiuto’ categoricamente affermando che non poteva farlo perche’ sarebbe stato fuori d’ ogni regola massonica.